#Ticonsigliounfilm

Possiamo pure definirla una rubrica, se vi piace, oh miei lettori occasionali. In ogni caso, conto di inserire sotto questa specie di “hashtag” dei rapidi consigli di visione.

Dici: Basati su cosa? Sui film che ho visto di recente e che mi sento di consigliare, ma che non mi ritengo in grado di recensire in modo più articolato, vuoi perché sono molto importanti (a livello contenutistico), vuoi perché non lo sono, vuoi perché non ho attualmente tempo. Insomma, i motivi possono essere molteplici, ma il succo è uno solo: i film li ho visti, mi sono piaciuti e ve li voglio consigliare.

Iniziamo:

Recente commedia italiana evidentemente ispirata e Breaking Bad. Esagera sotto certi aspetti, rimane superficiale sotto altri, ma nel complesso il prodotto è piacevole, piuttosto divertente e sicuramente migliore di molti altri prodotti italiani. Che secondo me, il cinema italiano ha il problema di vivere di estremi: o La grande bellezza e filmoni impegnati, lenti, cerebrali, pieni di silenzi (per carità, belli, ma non per tutti) o i cinepanettoni orripilanti e tutte le commedie che sembrano scambiarsi il cast e che non si fila nessuno. Ma lo troviamo un equilibrio? Bisogna trovare il linguaggio giusto per dire le cose e farle arrivare a più gente possibile. Non è che devi fare lo snob e dire “o gli intellettuali o niente”. Mi piacerebbe tantissimo vedere un’ondata di film italiani che combinino un buon contenuto con un formato interessante e, volendo divertente. Pertanto, arriviamo a ciò:

Avete visto questo film di Pif, premiato come miglior commedia agli “Oscar Europei”? Se no, vi consiglio vivamente di recuperarlo.

E parlando di Oscar, andiamo su un film che l’ha visto l’anno scorso (o due anni fa? La memoria fa cilecca):

Quando ho iniziato a guardare questo film pensavo di trovarmi di fronte a qualcosa di completamente diverso, una cosa molto più in stile The wolf of Wall Street (che ho amichevolmente definito -a livello delle vicende del protagonista, sia chiaro, non a livello di film e recitazione che è veramente ottima- un “costante flusso di merda”). Invece American Hustle è tutto un altro prodotto, confezionato sapientemente, perfettamente in linea con l’atmosfera anni 70 (durante i quali è ambientato) e con molti spunti di riflessione al suo interno. Mi è piaciuto veramente tanto.

E veniamo ora al divertimento intelligente:

Vidi questo film al cinema e l’ho rivisto ieri e mi è piaciuto allo stesso identico modo.

Non aspettatevi grandi dialoghi e discorsi edificanti da questo film, ma aspettatevi una vicenda estremamente strana e originale che vi terrà attaccati allo schermo. Il concetto che sta dietro alla narrazione è: cosa succederebbe se la vita reale diventasse come un videogioco, dove puoi morire e ricominciare daccapo nel punto in cui avevi salvato? La risposta? Diventa un calvario, ma un calvario che può aiutarti a vincere la guerra. Da vedersi, ve lo assicuro.

P.s: Questo film è tratto da una light novel e dal conseguente manga giapponese che si chiama “All you need is kill”, per gli estimatori come me che vorranno procurarselo.

E voi, lettori, volete consigliarmi un film? Mi piacerebbe molto!

A presto 🙂

 

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