Haruki Murakami: After Dark

 

Ci sono libri che sembrano parlare di te e questo è stato il caso di After Dark.

Prima di tutto, riporto la trama in soldoni:

Un giovane jazzista, un esperto informatico, una prostituta picchiata da un cliente, la manager di un love hotel, una ventunenne che vegeta in uno stato semicomatoso, e sua sorella, ragazza solitaria e inquieta. In una Tokyo aliena, nell’arco di una sola notte i destini di queste persone finiscono per incrociarsi facendo emergere un inatteso senso di umana solidarietà.

Premetto che Murakami, di solito non mi piace molto. Ho sempre trovato le sue opere piene di inutile puntigliosità, pretenziose, a tratti noiose, eppure comunque affascinanti. Murakami è, a mio parere, un maestro nel creare atmosfere, più che trame; atmosfere urbane, oscure e percorse da una vena di magia, a volte sottile come un velo di pioggia, altre volte presente e incomprensibile.

I personaggi di Murakami, poi, spesso mi sono indigesti. Tranne i suoi protagonisti maschili, la maggior parte delle volte mi son trovata a provare antipatia per tutti gli altri.

In After Dark, invece, questo non accade. Forse è solo una questione personale, perché mi sembrava di leggere una parte più o meno consistente di me in ognuno dei personaggi.

La storia si dipana nel giro di una notte e all’inizio di ogni capitolo è indicata l’ora durante la quale si svolge la scena che stiamo per leggere. I luoghi tra cui i personaggi si muovono sono quelli tipici della Tokyo notturna: caffé e mini-market aperti 24h, Love Hotel, scantinati, parchetti solitari. Tutto questo produce in chi legge un particolare senso di straniamento. Perché Tokyo non dorme mai e così non dormono mai i personaggi: Mari, una ragazza silenziosa e chiusa, Takahashi, uno studente di giurisprudenza che suona il trombone e parla anche troppo, Kaoru, la donna che gestisce il Love Hotel Alphaville (come la città dell’omonimo film di Godard, dove i sentimenti sono puniti come reati), Komugi e Korogi, le due donne delle pulizie, Shirakawa, l’impiegato con la “passione” per le prostitute cinesi che lavora fino al mattino e non riesce mai a incontrare la moglie -o la evita di proposito-. Nessuno di loro dorme, ognuno di loro ci accompagna lungo le strade di una metropoli che è sempre accesa fino al loro piccolo angolo di oscurità.

Ma il messaggio, sotto tutto questo, è ottimista, positivo. La notte passa, il giorno arriva, il tempo scorre e così le vite e i problemi. Tutto va avanti, molto si risolve e le persone crescono.

 

 

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2 thoughts on “Haruki Murakami: After Dark

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