#ticonsigliounfilm: Noi e la Giulia

Regia: Edoardo Leo

Interpreti: Edoardo Leo, Claudio Amendola, Luca Argentero, Anna Foglietta, Stefano Fresi, Carlo Buccirosso

Come sempre, mi metto a scrivere senza alcuna pretesa di risultare professionale o credibile. Voglio solo dire la mia su un film visto da poco e che, a dirla tutta, mi è pure piaciuto.

Questo film ha per me una premessa un po’ particolare. Anni orsono vidi sullo scaffale del reparto libri di un supermercato un libretto dalla copertina verde che si chiamava “Giulia 1300 e altri miracoli”. Il libro mi colpì subito perché Giulia è il mio nome e mi piaceva il fatto che comparisse su una copertina, in più associata al verde, che è uno dei miei colori preferiti. All’epoca avrei voluto comprarlo, ma non lo feci e mi dimenticai pure il titolo: ricordavo solo che ci fosse “Giulia” di mezzo. Poi salta fuori il film e tutto torna alla memoria. “Beh, almeno il film me lo guardo”, mi sono detta e così ho fatto. E non sono rimasta delusa.

La trama è circa questa:

Un terzetto di quarantenni falliti, scontenti della propria vita e completamente sconosciuti tra loro, decidono di mettere insieme denaro e forze per comprare un casale in campagna e farne un agriturismo. Al terzetto si aggiungeranno l’irriducibile compagno Sergio e Elisa, incinta e di ritorno da Amsterdam. Purtroppo, i loro progetti verranno ostacolati dall’interferenza della mafia locale, che i quattro affronteranno in modo… poco convenzionale.

Il film, insolitamente lungo per il format “commedia italiana”, segue le vicende di questa specie di armata Brancaleone e dell’evoluzione del casale faticosamente acquistato, da catapecchia impresentabile ad agriturismo con una marcia, anzi un miracolo, in più.

Parallelamente, assistiamo all’evoluzione dei personaggi e al loro riscatto, il quale si realizza attraverso la “resistenza”, parola spesso ripetuta durante tutto il film: resistenza a lasciarsi andare all’astio e alla collera durante la convivenza con gli altri gestori, ognuno con i propri problemi personali e le proprie convinzioni politico-ideologiche più o meno condivisibili; resistenza all’affondare della propria vita; resistenza alla mafia che vuole privarli della propria via d’uscita e di quello per cui sono decisi ad impegnarsi. E quest’ultima situazione, che all’inizio sembra rivelarsi il peggiore degli sbagli, si rivela alla fine la chiave per il successo e per il cambiamento, non solo dei “buoni”.

“Noi e la Giulia” somiglia, in un certo senso, ad un’altra commedia italiana di successo: Smetto quando voglio. In entrambi abbiamo un nucleo nutrito di personaggi principali, tutti fortemente caratterizzati, quasi macchiettistici, che sono dei “più-che-trentenni” tristemente falliti. In entrambi i casi il gruppo di senza speranze si lancia in un’impresa apparentemente folle, dalle premesse pessime. Tuttavia, a parità di fattori “Noi e la Giulia” mi è piaciuto di più. Il motivo è molto semplice: trovo l’interazione tra i personaggi e l’intreccio della storia piacevolmente assurdi, paradossalmente più credibili, attuali e divertenti. In più, credo anche che resistenza, cooperazione, tolleranza e amicizia siano messaggi molto positivi, da assimilare con entusiasmo.

Un altro punto a favore del film ritengo sia l’assenza pressoché totale di quei cliché volgari in cui prima o poi scivolano TUTTE le commedie italiane: il tradimento, le battutacce ridicole che fanno ridere solo il pubblico decerebrato medio, il classico personaggio vecchio e marpione alla Berlusconi, la fatalona bionda (e magari straniera) che capita tra capo e collo e scombussola gli equilibri senza saper dire una parola solo perché è figa, e via così, in uno costante flusso di roba vecchia e trita.

Ora, non dico che questa commedia sia particolarmente innovativa; non inventa nulla di eclatante e tuttavia la storia scorre senza scivoloni, senza che nulla faccia storcere il naso. Persino i risvolti bizzarri della storia vengono accettati di buon grado, perché la commedia coinvolge e ci spinge ad accettare le finzioni narrative vagamente ingenue e poco credibili, ma molto divertenti, quasi auspicabili.

SPOILER:

Insomma, i mafiosi che vanno ai interferire con i loro lavori meritano o no di essere presi a badilate? Oppure a falce-e-martellate?

FINE SPOILER.

Consiglio questo film? Assolutamente sì! Non mi interessa se non è eclatante o visivamente raffinato, come La grande bellezza. Cos’è, dobbiamo permetterci di sfornare solo cinepanettoni o polpettoni da Oscar? Non credo proprio. Io ritengo che dovrebbero essere prodotte molte più commedie come “Noi e la Giulia”, perché darebbero un po’ di credibilità e respiro al cinema italiano.

Insomma, vogliamo fare un paragone con un film uscito altrettanto di recente, ma francese? “Non sposate le mie figlie”. Ha conseguito un successo enorme, in Francia. L’ho visto e mi sono molto divertita, ma posso assicurarvi che la trama non presenta elementi particolari o meravigliosamente originali: si tratta semplicemente di una commedia ben costruita, in grado di usare gli elementi narrativi con piacevole intelligenza, con alcuni tratti di originalità e leggerezza, senza prendersi troppo sul serio e senza non prendersi sul serio per niente. La stessa cosa vale per “Noi e la Giulia”.

Se lo avete visto, fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto 🙂

 

 

 

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