#ticonsigliounlibro: Le consolazioni della filosofia

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Insomma, a chi non è mai capitato di annoiarsi terribilmente al liceo, durante le ore di filosofia?
Chi non si è mai domandato se i filosofi, da Socrate a Nietzsche o chi per loro, non avessero qualcosa di meglio da fare durante le loro giornate oltre a delle portentose pippe mentali?
E chi non si è mai arrovellato cercando di capire i loro sistemi di pensiero per poi domandarsi: a che cosa mi servirà mai sapere cos’è l’iperuranio, cosa sono gli atomi, cos’è (aggiungi parolona altisonante a scelta)?

Se voi, lettori occasionali, non eravate uno di questi studenti lavativi e, anzi, amavate passare il pomeriggio a farvi maieuticizzare dagli schemi concettuali proposti dai vostri libri di testo, allora io vi stimo e forse voi mi darete della profana.
Tuttavia, non cambia il fatto che filosofia mi annoiasse a morte e che, fatto che mi frustrava immensamente, avessi non solo la sensazione ma la concreta certezza di non capire un tubo. Tutti quei paroloni, quei concetti complicati… Mi sentivo proprio una cretina.

Invece, un giorno ho visto alcuni video nel sito di Internazionale dedicati ad Alain de Botton e, incuriosita, mi sono procurata il suo libro, l’ho letto tutto d’un fiato e posso dirmi pentita di non aver prestato più attenzione durante le sopracitate ore di noiose lezioni, perché se lo avessi fatto ora sarei una persona migliore. Tuttavia, ho capito che non sono affatto stupida e che, piuttosto, i libri tendono ad esprimersi in modo complesso e arcaico credendo di sembrare più autorevoli quando invece non fanno che far fuggire a gambe levate l’attenzione dello studente adolescente medio.

“Le consolazioni della filosofia” è, paradossalmente, il più bel manuale di auto aiuto che io abbia mai letto.
Non che sia realmente un manuale, ma ne riprende la struttura. Icapitoli sono suddivisi in “consolazioni”: cosolazioni per l’impopolarità, consolazioni per le pene amorose, etc. In ogni sezione, Alain de Botton compie una panoramica del pensiero di un certo filosofo che abbia indagato l’argomento o la cui filosofia possa apportare un concreto beneficio se utilizzato in quell’ambito.
Insomma, chi avrebbe mai pensato che la filosofia potesse adattarsi alla vita di tutti i giorni?

Io sono rimasta estasiata dalla lettura e pensò che se tutti seguissero quei “consigli”, il mondo sarebbe un posto migliore.

…e se tutti i libri di filosofia fossero scritti come questo, gli studenti ne sarebbero entusiasti.

Consiglio a chiunque la lettura del libro (che troverete nel sopra citato Link). E dico CHIUNQUE. Perché, potrà sembrare strano, ma è un libro che fa molto bene.

G.

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