#Ticonsigliounlibro: La donna dal taccuino rosso

La recente commedia di Woody Allen, Magic in the moonlight, è stata definita “comédie au champagne”: dolce e frizzante allo stesso tempo, e io credo che la definizione “au champagne” si adegui perfettamente anche a questo libro, che diventa di conseguenza un “livre au champagne”.

La trama è circa la seguente:

Il libraio Laurent trova per caso una borsa, abbandonata per strada, e la porta con sé pensando prima di lasciarla all’ufficio oggetti smarriti e poi, incuriosito dagli oggetti che vi trova all’interno -tra cui un taccuino rosso pieno dei pensieri della proprietaria-, di ritrovare la donna a cui essa appartiene.

La narrazione scorre via, veloce e leggera ma non superficiale e i fatti si susseguono con grazia in un intreccio quasi circolare, “meta narrativo”, dove la storia del romanzo e quella dei protagonisti si sovrappongono, tanto che alla fine siamo quasi portati a chiederci se lo scrittore non sia effettivamente Laurent che racconta qualcosa che gli è effettivamente accaduto.

“La donna dal taccuino rosso” è un libro dolce, dentro il quale non sono affatto assenti le tristezze della vita (ognuno dei personaggi ha passato la propria dose di brutti momenti, tragedie e cupezza), ma in cui tutto viene stemperato e diluito in una sorta di visione speranzosa e accesa delle cose, dandoci la sensazione che storie un po’ magiche (tanto quanto possono essere magici semplici atti di “civismo”) possano accadere anche oggi, nei tempi cupi, razionali e mediatici in cui siamo immersi.

Non dico di non aver trovato delle ingenuità nella trama e nemmeno che tutti i passaggi fossero gestiti con abilità: infatti, alcune volte le soluzioni dell’autore mi sono sembrate smaccatamente ingenue, come se volesse far approdare la storia in un certo punto preciso a tutti i costi e che lo abbia fatto tagliando tutte le curve. Giusto per citare un esempio, in una scena uno dei personaggi riflette su chi potrebbe essere lo sconosciuto (Laurent) che ha incontrato qualche giorno prima e che sembra conoscere tanto bene la protagonista femminile; il personaggio le pensa tutte, ma proprio tutte, tranne che possa essere un maledetto stolker. Ora, forse sono io ad essere pessimista e prudente, ma chi, di questi tempi, non avrebbe quantomeno preso in considerazione l’ipotesi?

In generale, sembra che i personaggi accettino troppo facilmente le varie situazioni in cui l’autore li immerge. Tuttavia, il quadro complessivo che se ne ricava non è affatto spiacevole. Il taglio che l’autore ha deciso di conferire a questo romanzo lo fa sembrare la trasposizione per iscritto di una commedia romantica, con una Parigi fatta di piccole librerie e bistrot con i tavolini all’aperto, in un’atmosfera seppiata, calda e rassicurante, di escursioni nella psiche profonde ma non troppo, e di persone fondamentalmente buone.

Ecco, direi che rassicurante è un aggettivo che si sposa bene con “La donna dal taccuino rosso”, che nonostante si apra con un fatto spiacevole e violento, si conclude in un modo che scalda il cuore e ti fa credere che ci siano anime che devono incontrarsi, prima o poi, in qualche modo e in qualche tempo.

In più, questo libro parla anche di libri e di scrittori. Compare Patrick Modiano, vincitore del premio Nobel per la letteratura, prima come nome alla fine di una dedica scritta sulla prima pagina del libro che Laurent ritrova nella borsa e poi in carne ed ossa, con il suo “eloquio pieno di puntini di sospensione” (la sua è una parentesi fugace, che non so bene definire. Ma so che ora voglio leggere qualcuna delle sue opere); vengono citati molti autori, moderni o meno, e uno scrittore sarà colui che darà a Laurent un grande aiuto nella sua indagine. E per chiunque ami i libri, questo non può che essere un particolare gradito.

Per concludere, vi lascio una citazione da un film di Almodovar che mi è venuta in mente mentre leggevo e che credo sia calzante:

Ho sempre confidato nella gentilezza degli sconosciuti

 

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6 thoughts on “#Ticonsigliounlibro: La donna dal taccuino rosso

          1. Sonia Esse

            Avevi ragione, ho letto tutto l’estratto e mi è piaciuto, l’ho inserisco nei libri da acquistare. Mi ricorda una trama della Sanchez, a te? (La voce invisibile del vento)
            Grazie per avermi fatto tentare 🙂

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            1. Anny

              Mai letto nulla di questa autrice, quindi non saprei dirti se il paragone regge! Io non leggo libri di questo tipo, di solito (leggeri, romantici), quindi non saprei nemmeno dirti a chi somiglia secondo me ><

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