#Ticonsigliounlibro: Cari mostri, di Stefano Benni

È con imperdonabile ritardo che torno a farmi viva. Perdonatemi, o lettori occasionali, ma gli impegni scolastici hanno assorbito le mie scarse energie di pigra fanciulla. Inoltre, devo dire di aver un po’ scantinato in quanto a letture e film. Ora però il giogo degli esami universitari si è un poco allentato, io ho terminato un po’ di libri e quindi mi accingo a parlarvene.

Urrà.

Quale libro ho finito di recente? (un quarto d’ora fa)

Cari mostri, di Stefano Benni.

Mi cimentai con questo autore qualche anno fa e subito “Elianto” divenne uno dei miei libri preferiti, insieme a “Il ritratto di Dorian Gray” (primo, insuperabile e inarrivabile), After Dark di Murakami, Dracula e una trafila d’altri.
Dopo Elianto, ho letto anche Terra!, Spiriti, La compagnia dei celestini, Il bar sotto il mare, Bar sport, Bar sport 2000 e Dottor Niù.

Insomma, non si capisce proprio che mi piace…

Nella mia profonda ignoranza, definirei Benni come cinico, irriverente, roboante, disilluso e velenosamente sarcastico. Tipo Bukowski, per capirci, ma declinato in salsa italiana.

Cari mostri è una raccolta di racconti incentrata sulla paura. La paura sotto forma di luoghi, di persone, di suggestioni, di creature reali o meno.
Manca un po’ il ritmo incalzante dei romanzi “lunghi”, ma ho ritrovato tutti gli elementi che ho amato nella scrittura di Benni: la critica, l’umoriamo, il veleno.

G.

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