#Ticonsigliounfilm: speciale Giappone

Salve a tutti, o lettori occasionali.

Sono qui oggi per consigliarvi la visione di alcuni film giapponesi. Sì, avete capito bene: film Giapponesi. Perché dovete sapere che in Giappone non si producono solo anime, né solo drama ( telefilm ), ma anche capolavori del cinema che però passano un po’ sotto silenzio. Ma insomma, considerando il fatto che siamo subissati dall’egemonia americana sul genere, non c’è nulla di cui stupirsi.

Quindi pronti e via, partiamo col primo film:

Soseiji-Gemini (1999)

Un film bellissimo che narra le vicende di due gemelli, il primo abbandonato subito dopo la nascita per via di una voglia sulla gamba, il secondo cresciuta dall’abbiente famiglia d’origine e diventato un medico dalla dubbia moralità. Le loro vicende torneranno ad intrecciarsi anche a causa dell’amore per la stessa donna.

Il film gioca con il concetto del doppio (e del doppelgänger), della punizione, della redenzione, di ciò che è giusto e cosa è sbagliato e di come si possa rinascere dopo una colpa. Oppure, di come si possa essere condannati.

Particolari sono le scelte del colore, che sottolinea le dualità presenti all’interno della trama, e il fatto che gli attori non abbiano le sopracciglia: l’intento, era di ricreare l’effetto maschera.

Zatoichi (2003)

Zatoichi è una figura di guerriero quasi leggendaria, sul quale in Giappone sono stati girati moltissimi film e anche una serie televisiva. Si tratta di un ronin (samurai senza padrone) cieco ma dall’abilità straordinaria. Ed è proprio il suo essere cieco a renderlo una leggenda: infatti, la cecità lo rende un “mostro” perché diverso, non perfetto, e allo stesso tempo una specie di essere soprannaturale, che riesce a sentire con tutti gli altri sensi e compiere imprese straordinarie.

In questo film, Zatoichi è impersonato dallo stesso regista: Takeshi Kitano, che è uno dei mostri sacri del cinema giapponese.

La trama è semplice: le vicende di Zatoichi si intecciano con quelle di altri personaggi, tra cui due fratelli in cerca di vendetta e un ronin senza lavoro ma abile quasi quanto lui, e tutto dovrà giungere ad una conclusione.

Particolari sono le scene quasi coreografate, dove i personaggi si muovono praticamente a ritmo di musica producendo musica con i loro movimenti.

Ah, per la cronaca, si dice “Zàtoichi” non “Zatòichi”, come nel trailer.

Yojinbo-La strada del samurai

Avete presente “Per un pugno di dollari”, di Sergio Leone? Ecco, è copiato da questo film. No, copiato è riduttivo. Direi piuttosto: ripreso passo per passo, dalle inquadrature ai dialoghi, per tutta la sua interezza. Infatti, pensando che nessuno se ne sarebbe mai accorto, Sergio Leone plagiò spudoratamente Kurosawa (perché questo film è di Kurosawa). Kurosawa e svariati altri, però, se ne accorsero e ne seguì una luuuuunga battaglia legale.

Italiani, non cambiamo mai…

Comunque, la storia è quella di ronin che arriva in un villaggio dove spadroneggiano due famiglie rivali e si mette a fare il doppio gioco con entrambe. Il protagonista e Toshiro Mifune, che era l’attore feticcio di Kurosawa.

Un bellissimo film, con azione, dialoghi pungenti e l’affascinante figura del samurai senza padrone cara a moltissimi dei film giapponesi ambientati nel passato.

Ecco signori, per ora questi tre. Alla prossima puntata!

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