Game of thrones season 5: Il trono dei morti e delle polemiche spicciole

Causa problemi dell’Internet, sessione d’esami estiva e sfighe varie, non sono riuscita a scrivere l’articolo di commento sull’intera stagione di GoT entro martedì, come avevo previsto. Quindi recupero ora. Perché tutti stavate aspettando che io commentassi questa quinta stagione, vero? Vero. Allora cominciamo.

Procederò commentando le storyline nel loro insieme, facendo anche delle supposizioni su come potrebbero continuare. Quindi, bare yourself, commento is coming:

BRAAVOS:

Cominciamo con Arya, perché la sua è la storyline più povera di avvenimenti, nonché la più fedele ai libri.

Vediamo la nostra (mia) Stark preferita arrivare a Braavos (ovvero la mia Venezia <3) e venire introdotto nella Casa del bianco e del nero, accolta da niente popò di meno che Jaqen H’ghar (o Jaqen H’manz, come viene amichevolmente definito nell’Internet). Dopo di che, Arya scopa pavimenti e pulisce cadaveri fino a che non le viene assegnata una missione che lei non porterà a termine per andare ad ammazzare brutalmente Meryn Trent (una morte che non è dispiaciuta a nessuno). Poi Arya diventa cieca.

La sua è forse la storyline che più, insieme a quella di Cersei, è rimasta aderenta al libro, anche se sono stati tagliati svariati passaggi del percorso che la ragazzo compie per progredire nell’addestramento per diventare una degli Uomini senza volto.

Complessivamente, ho trovato le parti a lei dedicate lente ma piacevoli, perché esplorano la psicologia di Arya, nonché il concetto dell’identità. Pensiamoci, Arya è il personaggio che più di tutti ha mutato personalità nel tempo, che più si è adattata alle situazioni: viene naturale supporre che possa tranquillamente mettere da parte se stessa per diventare “nessuno”, e invece non ci riesce. Per questo, e perché ha disobbedito, viene punita con la cecità, un fattore che le servirà in seguito per migliorare le sue capacità.

Non c’è molto altro da dire qui, a parte che le polemiche a proposito di questa storyline in particolare (non succede niente, non fa che spazzare pavimenti, etc) sono probabilmente dovute al fatto che la gente è fin troppo abituata ai ritmi filmici, dove l’eroe in addestramento risolve la questione in un rapido montaggio di scene della durata di trenta secondi e poi è pronto per partire per la missione.

Signori, vi svelo un segreto: nella vita vera, bisogna spazzare pavimenti per mesi prima di poter fare un passo avanti nell’addestramento. I montaggi rapidi non esistono.

MEEREEN

La storyline di Dany (non scrivo il nome intero perché lo spelling è troppo pure per me) mi è sembrata una delle meno interessanti -esattamente come nei libri-.

C’è chi si lamenta del fatto che da personaggio cazzuto sia diventata una frigna. Ebbene, è così anche nei libri di Martin e penso che la questione sia dovuta al fatto che mentre era in viaggio (con i pochi seguaci Dothraki che le erano rimasti, poi nella baia degli schiavisti per liberare gli schiavi) il suo personaggio aveva assunto il ruolo del valoroso condottiero, della forza inaspettata (badate, inaspettata, non inarrestabile o imbattibile) che spezza gli equilibri e pertanto vince. Poi però, quando si è fermata a Meereen, i nodi sono venuti al pettine e ha capito che governare una città non è come farsi ascoltare da una esercito di soldati. I problemi sono ben altri, e lei non li sa affrontare.

Mano dura? Mano morbida? Essere amica del popolo? Essere amica dei nobili? Dany non fa che chiedersi: e ‘mo? Senza darsi una risposta. E’ insicura e dopo un po’ stufa, perché non impara, non riesce proprio a venirne a capo.

Le cose migliorano quando arriva Tyrion, che finalmente smuove un po’ l’ambiente. Lei lo prende come consigliere nel giro di due minuti, probabilmente stregata dalla sua sagacia, probabilmente perché lui le fa notare le sue mancanze (tipo quando sottolinea che l’alternativa al perdono non deve essere per forza di cose l’esecuzione).

La stagione si chiude con Tyrion e Varys al comando di Meereen, Jorah e Daario alla ricerca di Dany e lei catturata dal Khalasar di passaggio.

Spero che T. e V. sistemino la situazione così bene che al ritorno di Dany lei si renda conto di non essere capace a governare una città, ma di essere più tagliata per condurre un esercito in battaglia e bruciare le persone via drago. E che a quel punto marci su Westeros per allearsi con qualcuno di sua scelta (si spera gli Estranei, a questo punto) e fare piazza pulita. Distruggere la ruota, no?

Una cosa che mi preoccupa è il morbo grigio di Jorah, ma davvero non riesco a capire se vogliano far diffondere un’epidemia o no. Non so nemmeno immaginarlo. Staremo a vedere. Nel frattempo, il prossimo anno lui e Daario saranno il duo comico della situazione.

WINTERFELL

Eccoci a una delle storyline più criticate: quella di Ramsay e Theon e Jayne Pool, trasformata in Sansa.

Su Ramsay e Theon non ho molto da dire: i loro personaggi ricalcano più o meno perfettamente quelli del libro, salvo che Ewan Rheon, che interpreta Ramsay, è troppo carino. Il Ramsay dei libri è infatti di aspetto viscido e sgradevole, in linea con la sua psicologia deviata. Se fosse stato così anche nella serie, probabilmente questo personaggio riscuoterebbe meno simpatie e sarebbe del tutto condannato. Nonostante ciò, trovo che l’attore ce la metta tutta a fare lo psicopatico.

Veniamo a Sansa.

C’è una cosa che non mi stancherò mai di ripetere ed è: nella quarta stagione la storyline di Sansa era in pari con quella dei libri, quindi durante questa stagione avrebbero dovuto CANCELLARE il suo personaggio e inserire quello secondario di Jayne Poole, la cui esistenza è totalmente sconosciuta a coloro che guardano solo la serie. Si sono trovati di fronte alla scelta di CANCELLARE un personaggio amatissimo, che porta ascolti e che fa parlare di sé, oppure di affidarle una storyline alternativa. Hanno scelto la seconda opzione e in questo modo hanno potuto sfruttare ancora il personaggio di Sansa e darle qualcosa di molto importante per il suo personaggio: la perdita dei sogni romantici, una cosa che nei libri si intuisce, ma nella serie no. E badate, non sto difendendo la violenza che lei subisce durante la prima notte di nozze (che io comunque continuo a comparare con ciò che accade a Jayne Poole nei libri, che è mille volte peggiore). Sto dicendo che, a mio parere, tutto questo farà di Sansa una donna molto fredda, perfettamente cosciente degli orrori che può riservare la vita, che saprà adattarsi ancora meglio ai meccanismi del gioco e che saprà gioire molto di più sé e quando le capiterà qualcosa di buono.

Non mi venite a dire che quella notte di nozze ha rovinato il suo personaggio, che l’ha resa vittima, perché non lo accetto. E sapete perchè? Perché sarebbe come dire che le donne che subiscono violenze sono donne deboli. No. Non lo sono. E non vengono rese deboli dalla violenza. D’accordo? Ribadisco: una donna che subisce una violenza non è debole nè lo diventa in seguito. Vittimizzare non porta a nulla. E’ chi muove la violenza la persona da colpevolizzare. Quindi, forza Sansa, sopravviverai anche a questa, e Ramsay al rogo. Punto.

Insomma, da qui arriviamo alla redenzione di Theon.

Qualcuno ha detto: e dopo tutto ‘sto tempo, proprio all’ultimo ti svegli? Beh, certo. Ramsay era fuori per la battaglia e Myranda era un avversario ben meno temibile. Lui ha colto la palla al balzo e poi è balzato, letteralmente, giù dalle mura, insieme a Sansa.

Che D&D abbiano visto Frozen? XD

Li ritroveremo vivi? Ma ceeeerto. E sapete cosa troveremo anche? Un Roose Bolto incazzato come una faina, perché hanno perso la loro unica Stark. A questo punto, potrebbero davvero trovare una falsa Arya. Perché loro sanno che Bran e Rickon sono vivi e non credo vorrebbero avere due Stark maschi nelle loro fila.

APPRODO DEL RE

Veniamo a una delle mie storyline preferite! Ho letteralmente adorato questa storia del Credo militante, anche se nel libro si evince maggiormente il modo incosciente in cui Cersei accende la fiammella che poi darà fuoco a tutto, lei compresa.

Perché in fondo, tutta la parte di Approdo del re ruota intorno ai casini combinati da Cersei e da come tutto le si ritorca contro.

Dopo il matrimonio di Tommen (che è fin troppo dolce e tenero di cuore, così tenero che non riesce a imporsi su sua madre) Cersei inizia a essere intrattabile. Dopo l’uccisione di Tywin, il matrimonio del suo figlio minore con la pluri-vedova Margaery (più bella, giovane e amata di lei) accende definitivamente la paranoia che la divora da tutta la vita, da quando Meggy la rana (la strega figa che compare nella prima puntata e che nei libri è letteralmente un rospo di vecchiarda) le ha predetto il futuro quando lei era solo una ragazzina. Ora Cersei crede di aver individuato “la regina più giovane e bella” e il “valonquar”, così non fa che accanirsi contro la novella regina e contro il fratello fuggito. Ma non è ovvio che per lei si metterà in atto il tristemente efficace processo per cui più ti impegni a non far accadere una cosa, più è probabile che questa accada?

E infatti, qualcosa sta già succedendo. Dopo aver fatto in modo che Margaery e il fratello Loras venissero imprigionati, lei stessa è stata rinchiusa nelle celle. Dopo aver confessato un milionesimo dei suoi peccati, appellandosi alla scusa di “eh, ma anche Robert non era proprio uno stinco di santo”, viene letteralmente STACCIATA (cit. dell’ Antro atomico del Dr. Manhattan), rapata e condotta lungo la sua camminata della vergogna.

Ora, c’è chi dice povera Cersei, non se lo meritava, solita violenza sulle donne, troppo lunga, tutta una scusa per indugiare sulle tette, se era un uomo non facevano tutta sta manfrina e tutta la solita sequela di cazzate che vengono urlate a gran voce quando una scena dura coinvolge una donna.

Per prima cosa, la camminata della vergogna è nei libri ed è esattamente così, con lei che cammina nuda e la gente che le tira le verze marce e la insulta. Secondo, non è che lei si merita questa punizione perché donna, ma solo perché peccatrice. L’Alto passero, che è passero ma non è scemo, le fa anche notare che non crede per un cavolo che l’unica cosa che lei ha combinato è stata bombarsi Lancel, che sa benissimo quale genere di stronza madornale lei sia. Questo mi fa pensare che se Robert fosse stato vivo (ma se fosse stato vivo, non ci sarebbe stato nessun Alto passero in circolazione, credetemi) sarebbe stato giudicato “equamente”. Un po’ come anche all’Alto Septon precedente è stata imposta la stessa camminata, nudo e per di più appena uscito da un bordello. Il motivo per cui quella non ce la ricordiamo è perché lui era l’Alto Septon, un personaggio di terza categoria, mentre Cersei è la regina, è uno dei mali che affligge i sette regni e aspettavamo che venisse in qualche modo punita da cinque stagioni. Per finire, non è vero che non se lo merita. Cersei ha mandato in malora un regno. Ha permesso a Joffrey di spadroneggiare, ha fatto uccidere Robert e decine di altre persone, si è circondata di uomini agghiaccianti (nel libro, manda a puttane il Concilio ristretto, nominando mastro di questo e di quello uomini a lei fedeli, non uomini capaci), ha tradito, tramato, odiato senza ritegno e senza logica, distrutto il suo unico figlio rimasto per puro egoismo (ricordiamocelo: Tommen amava Margaery. Se lei avesse voluto il bene di suo figlio, non avrebbe tramato contro la ragazza), etc, etc, etc. Penso che per tutto questo, una camminata nuda (il cui scopo non è l’esibizionismo, ma far abbassare la cresta a coloro che sono accecati di orgoglio e di potere, per mostrarli nella loro umanità e debolezza cosicché il popolo smetta di temerli) non sia una punizione poi tanto terribile.

Comunque, sarà presto difesa dalla Frankenmontagna durante il processo per combattimento. Spero che il campione del Credo sia qualcuno degno di nota.

In quanto a Tommen… prevedo veleno nel suo futuro.

LA BARRIERA/STANNIS

Metto le mani avanti e dico che non sono una fan di Jon Snow e di tutte le scene girate alla barriera, ma quest’anno hanno rappresentato una parte interessante.

Jon è Lord Comandante e Stannis gli offre pure la possibilità di diventare Lord Stark. Poi Melisandre cerca di bombarselo e lui rifiuta. Poi deve decidere se andare a Aspra dimora e aiutare i bruti, inimicandosi i suoi confratelli, oppure no. Insomma, è stata la stagione dello “struggle” per il povero Jon. Una stagione che è terminata in modo tagliete, con un colpo al cuore, direi.

Come sono simpatica.

In generale, direi che le scene riguardanti i Guardiani della notte/Bruti sono state molto buone. La battaglia di Hardhome (Aspra dimora) è stata una delle cose più belle che io abbia mai visto in una serie Tv, ma si piazza bene anche in una generale classifica di battaglie. Vince tutto il Re della notte che avanza sul molo e resuscita tutti i Bruti morti, sfidando apertamente Jon e i Guardiani che si allontanano sulla barchetta, nel completo silenzio.

Come hanno già detto in molti: finalmente vediamo gli Estranei e quale sia il loro potenziale distruttivo. Questo ci fa anche capire la gravità del gesto compiuto nell’ultima puntata: i Guardiani hanno ucciso l’unica persona, esclusi Ed l’Addolorato e Thormund ad avere una vaga idea di che cosa si prospetta per loro quando gli Estranei raggiungeranno la barriera.

Non so davvero fare predizioni a riguardo dei Guardiani della notte in generale. So solo che Jon tornerà. E’ altamente probabile che non tornerà sotto forma di Jon, ma si inserirà in qualcos’altro, forse Spettro, almeno finché il suo corpo non verrà resuscitato da Melisandre (di cui non vedo altro scopo, ora che ha abbandonato Stannis e si strova alla barriera) o finché non troverà un altro corpo in cui inserirsi.

Però sarebbe davvero un bel colpo di scena se schiattasse definitivamente e per sempre, no? XD

Riguardo a Stannis, io mi schiero dalla sua parte nonostante le turpi azioni che ha compiuto. Stannis è un combattente, uno che non ha mai mollato una missione per nessun motivo, un uomo quadrato e ligio al dovere che in qualche modo si è fatto convincere da Melisandre di essere “il prescelto”.

Ora, secondo me non ha mai creduto fino in fondo a Melisandre, ma ha voluto darle corda perché l’idea di essere il prescelto rafforzava in qualche modo la sua pretesa al trono e anche colmava il vuoto lasciato dalla mancata simpatia che suscita nella gente. Insomma, Stannis sa di stare antipatico a tutti, di non essere amato, di avere un matrimonio infelice e una figlia femmina come erede (tutti sanno che i figli maschi, nel medioevo, erano “legalmente” più importanti) mentre suo fratello Robert -un beone grasso che spende e spande e odia il trono- spande figli forti come tori a destra e a manca e Renly è adorato da tutti nonostante sia troppo sicuro di sé e si permetta di indugiare, dilettandosi nei tornei. Per un uomo così, nonostante la facciata, essere eletto “prescelto” dev’essere stato come dire “ve l’avevo detto”, come veder confermato il proprio valore.

Senza dubbio, però, ha avuto modo di constatare l’efficacia di alcune magie della sacerdotessa rossa e, in un’ottica lungo periodo, quando si è trovato senza cavalli, senza cibo e senza soldati (vi prego, non fermatevi alla quantità di oggetti che vengono inquadrati durante la puntata, fate riferimento solo alle parole proferite dai personaggi: si sono trovati senza cibo, senza cavalli e bloccati in mezzo alla neve. Una situazione disperata in cui probabilmente sarebbero morti tutti di stenti) ha deciso di dare fede, per un’ultima volta, a Melisandre; una cosa che non aveva fatto durante la battaglia delle Acque nere, pagandola cara, e che lei gli ha più volte rinfacciato. Dopo il sacrificio di Shireen, tutto gli si sgretola contro. L’unico beneficio è stato far finire la tempesta. Stannis, che ha agito a malincuore (si nota perfettamente!), capisce che il destino è segnato, che la presenza di Melisandre non era stata il perno della sconfitta alle Acque nere e che ora il suo destino è segnato. Marcia A PIEDI fino a Grande inverno (una scena di una tristezza infinita) e viene sconfitto senza appello.

Brienne lo trova ferito e lui le intima di fare il suo lavoro, di ucciderlo, perché sa di non avere più niente e anche, e soprattutto, perché sa che quella è la sorte che si merita per quello che ha fatto. Brienne ha quindi la possibilità di vendicare Renly, sollevandosi una volta per tutte dal suo ricordo e dal senso di colpa.

Un piccolo accenno alla dolcezza dei momenti tra Shireen e Davos. Lui ama lei come una figlia e lei lo tratta come un caro zio, o qualcosa di simile. Erano troppo giusti, non potevano durare.

DORNE

Ed eccoci alla più vituperata delle storyline. Dorne, la terra del sempre compianto Oberyn.

Ellaria (che ha preso in sé parte del personaggio di Arianne, mentre l’altra parte è stata data a Tyene) vuole la guerra e per farlo vuole uccidere Myrcella, che nel frattempo si sbaciucchia Trystane, il figlio di Doran, principe di Dorne.

Dopo aver assistito al viaggio di Jamie -con occhi dolci in direzione di Tarth, un chiaro segno della presenza di qualcosa da svilupparsi in futuro- e Bronn, aver ascoltato le notevoli doti canore di quest’ultimo (consiglio la versione inglese, molto migliore e il testo di “The dornishmen’s wife” è più sensato) e aver incontrato le Serpi delle sabbie (le figlie bastarde di Oberyn), arriviamo al momento del rapimento. Guardacaso, sia le Serpi che il dinamico duo agiscono nello stesso istante, finendo tutti indistintamente catturati. Segue scena nelle prigioni, in cui Tyene seduce Bronn allo scopo di farsi fare un complimento (ecco l’altro pezzo di Arianne: la relazione con il cavaliere venuto da Approdo del re, anche se in una versione riveduta e corretta) e di far sì che l’eccitazione faccia attivare il veleno che quest’ultimo ha in corpo. Arriviamo poi ad una pacata merenda comunitaria dove Doran decide di rispedire Myrcella in patria insieme a Trystane. Poco dopo vediamo Doran rimproverare Ellaria: lui da seconde occasioni, non terze. Un poco dopo del poco dopo, Ellaria va a dire a Jamie che a lei sta bene che lui si porti a letto sua sorella, che male c’è, son solo convenzioni sociali. Jamie ascolta interdetto.

La storyline si conclude con la partenza di Myrcella, Jaime e Bronn. Ellaria bacia sulle labbra la ragazza e suonano millemila campanelli d’allarme. Sulla nave, il buon Jamie, convinto dal discorsetto di Ellaria, si fa avanti e vuole confessare a Myrcella di essere suo padre ma, sorpresa, lei già l’ha intuito e le sta pure bene (si vede che ha assorbito il libertinaggio di Dorne). Abbraccia il novello papà (sì, perché per la prima volta Jaime si sente legittimato come padre), ma subito dopo, in puro stile GoT, Myrcella schiatta a causa del veleno. Sul molo, Ellaria beve l’antidoto e se ne va sprezzante e vendicata.

Penso sia palese che il discorso gentile e comprensivo che Ellaria fa a Jaime sul fatto che l’incesto per lei sia totalmente okay e la morte di Myrcella siano collegate. Probabilmente, voleva proprio fare in modo che lui le parlasse, in modo da far emozionare Myrcella e far agire il veleno una volta per tutte, per di più tra le braccia di Jaime (trauma).

Ma questa cosa non si ritorcerà contro di lei? Che Ellaria desiderasse così tanto la vendetta da andare incontro alla morte lei stessa pur di averla? Oppure, com’è più probabile, si è trattato tutto di un piano di Doran? Io propendo proprio per questa opzione. Anzi, vi dirò di più, per me l’intera storyline di Dorne è stata orchestrata da Doran. Sembra troppo raffazzonata, troppo piena di coincidenze, per risultare credibile. D&D non sono gli ultimi stronzi, penso conoscano il loro lavoro, ma soprattutto sanno dove Martin vuole andare a parare e stanno lavorando verso quel punto. Davvero potete credere che abbiano messo in piedi qualcosa che scricchiola così tanto senza che ci sia qualcosa sotto? Ma cosa stiamo guardando? Le tre rose di Eva? No. Stiamo guardando GoT e qui niente è come sembra.

***

Ecco qua, finito.

Nel suo complesso, la stagione è stata più lenta delle altre, meno ricca di azione ma più psicologica, e penso che lo spettatore medio non sia in grado di reggere degli sviluppi lenti, “mentali”, e che ritenga un avanzamento di trama solo le morti e gli scontri armati.

Inoltre, la vena polemica e gratuita del pubblico di GoT sembra aver raggiunto un picco mai sfiorato prima. Una grossa fetta di popolazione ha deciso di non voler più pensare e riflettere, prima di lanciarsi nelle critiche; ha deciso che l’unico parere che conta è quello che viene dalla pancia, quello lanciato sull’onda dell’emozione momentanea che viene alimentato dalle emozioni sconclusionate altrui e diventa un vero e proprio fenomeno di massa senza controllo, ma soprattutto senza forma e senza sostanza; e soprattutto, cosa inquietante, ha deciso che se lo show non da loro quello che desiderano, non vale la pena di guardare lo show.

Quest’ultimo punto è spaventoso.

“Se non fai come voglio io, tu non vali niente, né vali la mia attenzione” è un concetto colmo di un individualismo fine a se stesso, ovvero di egoismo.

Ora, non voglio stare qui a disquisire su temi sociologici. Voglio solo vedere questo concetto in relazione allo “storytelling”, e questo tipo di egoismo in questo tipo di contesto semplicemente non deve esistere.

Quando tu ti metti di fronte ad una serie, ad un film, oppure inizi a leggere un libro, ti stai facendo raccontare una storia, una storia che ha i suoi propri meccanismi, la sua propria vita. Non è un prodotto interattivo. Ancora meno lo sono dei prodotti basati su altri prodotti. Si può essere d’accordo o meno, ma non minacciare di abbandonare lo show perché lo scrittore ha deciso di eliminare un personaggio o cose del genere. E’ da pazzi.

Ora, sono due ore che scrivo, quindi credo che terminerò qui il discorso. L’ultima cosa che voglio dire è:

scrivere è un mestiere difficilissimo, adattare degli scritti ai tempi televisivi altrettanto. Io credo che i leoni da tastiera, prima di giudicare e dare dell’incapace, dovrebbero provare a scrivere una sceneggiatura, oppure un libro.

Ma scommetto che, se mai ci riuscissero, riuscirebbero a produrre solo uno di quei tanti romanzetti young adults, uno copia dell’altro, di cui straripano le loro librerie.

Valar Morghulis.

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One thought on “Game of thrones season 5: Il trono dei morti e delle polemiche spicciole

  1. carolfinizio

    Ciao! Avevo promesso che sarei passata per lasciare il mio commento e seppur in ritardo, eccomi. Non mi sono dimenticata!
    Leggendo il tuo complessivo commento sulla stagione ci sono alcuni punti con i quali concordo. Anche se non ho apprezzato in pieno questa stagione, ci sono state storyline e persino aggiunte/invenzioni che ho trovato calzanti e piacevoli (la battaglia di Hardhome, appunto).
    Quello che proprio non sono riuscita a vedere, a differenza di quanto tu invece abbia fatto, è il soffermarsi sulla psicologia dei personaggi. O meglio, in molti casi credo sia stata fatta male. Mi spiego meglio:
    Quando parliamo di Sansa mi trovo più che d’accordo che (come scrivevo anche negli altri commenti che ti ho lasciato), essendo diventata sempre più popolare e visto che la sua storyline era stata raggiunta, gli autori le abbiano voluto dare spazio anche quest’anno. E questo è stato senza dubbio un bene. Tra l’altro non hanno neanche inventato e le hanno dato una storyline di cui avevano il materiale pronto.
    Purtroppo però, non la vedo come te riguardo il resto del discorso. Sul fatto che ora Sansa diventerà più fredda ecc… Cioè, non vedo perché deve obbligatoriamente diventare così per poter maturare. Ci sta che comunque dopo le violenze subite lo diventi, questo è chiaro, ormai non si possono escludere le possibilità. Non sto qui a dire che è una vittima solo perché viene violentata (che poi è comunque vero in parte), non è la cosa che mi preme di più. E’ il fatto che si debba usare questo per farla evolvere. Naturalmente, non abbiamo molto su cui basarci nei libri (solo un estratto dal prossimo romanzo), in cui non è fredda ma decisamente più riflessiva. Senza bisogno di subire altre tragedie personali. Insomma, inevitabile che con i Bolton subbisse quel tipo di trattamento, ma farla sembrare meno “succube” degli eventi, come lo è stata ad Approdo del Re e dopo tutte le premesse e il fatto che Ditocorto le dicesse di dover vendicarsi (questa vendetta non la vedo neanche con il binocolo, onestamente) mi è sembrata una stupidaggine incredibile, solo per caricare il personaggio e poi restare delusi ancora una volta. Insomma, i miei sono sentimenti contrastanti. So che D&D hanno fatto di tutto per far rientrare le storyline nella storia, ma quest’anno non mi è piaciuta l’introspezione dei personaggi. Il cambio repentino di Stannis da un episodio all’altro, Dorne che (sarà pure tutto un piano di Doran) sembrava una soap opera, terminata pure in modo scontato (decisamente più interessante i motivi che spingevano Arianne a voler ‘salvare’ Myrcella), ma immagino che abbiano voluto allungare la storyline di Jaime visto che anche lì ormai avrebbero rischiato di stare fermi e visto che Delta delle Acque è stata cancellata (immagino i motivi, ovviamente, su questo non discuto). Mi aspettavo qualcosa di molto più interessante da questa nuova storyline, invece…
    Insomma, entrambe leggiamo i libri, eppure la vediamo in modo diverso sui cambiamenti. Naturalmente se sono affezionata a certi personaggi e ai percorsi che li hanno portati (o li stanno portando) alla maturazione, non mi sembra sbagliato storcere un po’ il naso se non funziona anche nella serie televisiva.
    Io penso semplicemente che il fatto che gli ultimi libri non escano e la decisione sempre più definitiva di far andare la storia in modo diverso nella serie tv abbia inasprito il dibattito.
    Per quanto mi riguarda, continuerò a guardare la serie consapevole che ci saranno cambiamenti e che sarà prodotta/pensata/scritta in modo diverso, però se c’è qualcosa che non ho apprezzato lo dirò.
    Un conto è fare dei tagli o delle aggiunte per un prodotto televisivo, un altro è cambiare un personaggio e il suo percorso senza avere la certezza che arriverà allo stesso risultato (questo in molti casi è ancora tutto da vedere ovviamente). Sono la prima che spera che, nonostante tutto, nella prossima stagione si possa avere una migliore introspezione. Poi magari sarà soggettivo, che ti posso dire. Ho trovato alcune critiche veramente esagerate, altre invece giuste. Insomma, come al solito dipende da come ci si esprime! Pensa che c’è gente che addirittura va ad offendere gli autori sui vari social (tipo twitter) e ne va anche fiero. Inventando pure che GOT sta uccidendo personaggi per questioni di badget. Ne ho lette di tutti i colori, guarda xD
    Dai, speriamo che nella prossima stagione non ci sarà una rivolta come quest’anno anche se temo di essere troppo in buona fede. Internet è sempre più pieno di persone che criticano a prescindere e con i cambiamenti tra i due ‘universi’ di GOT, probabilmente continuerà fino alla fine della serie/saga.
    Insomma, ci risentiamo dai, ho il tuo blog sempre salvato 🙂
    Buona proseguimento di giornata.
    Carol.

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