La verità è che non gli piaci abbastanza

Conoscete il film “La verità è che non gli piaci abbastanza”?

Si tratta di una commedia romantica, con un cast pieno zeppo di attori famosi, che è diventato una specie di Bibbia per ragazze single.

La trama ruota principalmente intorno a Gigi, una ragazza ingenua che si butta di continuo in appuntamenti e relazioni sbagliate, convinta di interpretare nel modo giusto i segnali provenienti dai ragazzi che frequenta, i quali, invece, non sono affatto interessati a lei. Non seriamente, almeno. Di conseguenza, la poveretta si trova continuamente delusa. Alla fine, inizia a seguire i consigli di Alex, un barista che sembra metterla sulla buona strada per iniziare a capire il mondo maschile. Gigi però inizia a pensare che Alex sia in realtà interessato a lei, così inizia di nuovo a farsi castelli mentali. Tuttavia, Alex la scaricherà a sua volta, salvo poi rendersi conto che forse si sbagliava…

Okay, non ho intenzione di fare una recensione del film, che non è niente di più che una classica commedia romantica americana, con appartamenti carini, coppie in crisi, fraintendimenti e via dicendo.

La mia “riflessione” nasce dal fatto che la maggior parte delle ragazze sembra idolatrare questo film come se fosse veicolo di un messaggio divino finalmente sceso in terra per aprire gli occhi di noi fanciulle. Il film che dice la verità, quello che ci mette di fronte alla scomoda realtà.

E il mio pensiero, ogni volta, è: WTF?!

Sul serio, ragazze che siete la fuori, vi serviva questo film per rendervi conto che “se un ragazzo non vi richiama, la verità è che non gli piacete abbastanza”?

Ci sono tre cose che mi vengono in mente, riflettendo su queste reazioni:

1) La maggior parte delle ragazze sono ancorate ad una visione stantia di romanticismo patinato, del tutto distante dai meccanismi della realtà (quella dura e cruda in cui purtroppo viviamo) e hanno un’idea distorta di come allacciare o condurre una relazione, nonché di cosa sia il romanticismo vero, quello declinato in termini realistici e pertanto più vero e significativo. Insomma, queste fanciulle vivono nel mondo delle favole, e non ci sarebbe nulla di male se poi sapessero distinguerle dalla realtà.

2) Le ragazze di oggi non sanno accettare un rifiuto.

Del tipo che incontri questo tizio che a te piace, no?, e poi vi scambiate i contatti e vi scrivete per un po’, ma lui alla fine si defila. Voi ragazze vi vedevate già sposati e invece niente. A quel punto scatta qualcosa (orgoglio? Rabbia? boh) e invece di dirsi “non mi vuoi? Vuol dire che non siamo proprio fatti uno per l’altra”, le ragazze si intestardiscono. “Come si permette di sparire?”. A queste persone servirebbe una lunga dose di rifiuti, giusto per riequilibrare un po’ la bilancia, quel tanto che basta per distinguere una reazione giustificata da un capriccio.

3) Le ragazze non hanno autostima e non riescono a vedersi realizzate se non in coppia.

Insomma, sembra che per una ragazza trovare un uomo e accasarsi sia considerato il massimo, il top a cui aspirare (ancora meglio se dopo ci scappa il pargolo). Sembra che noi donne siamo delle creature ansiose il cui unico scopo nella vita è quello di sospirare davanti a film romantici e cercare il Principe azzurro. Sembra che siamo continuamente preda di paranoie esistenziali e che non possiamo sentirci bene da sole. Sapete che vi dico? E’ sbagliato.

Ora, non c’è nulla di male a sperare di trovare un compagno, ma c’è qualcosa di male nel sentirsi fallite quando non lo si trova. Bisognerebbe insegnare a noi ragazze a perseguire degli obiettivi, ad essere forti e indipendenti, e che un compagno è la ciliegina sulla torta che ci siamo cucinate da sole. A questo punto, magari le ragazze la smetterebbero di sentirsi depresse perché non trovano qualcuno con cui fare lunghe passeggiate mano nella mano.

Detto ciò, ho pensieri aggiuntivi a riguardo:

  • Forse le ragazze dovrebbero anche imparare a considerare gli uomini della loro vita come esseri diversi da loro, con interessi diversi dai loro, e imparare a rispettarli. Certo, sappiamo tutti che il mondo è maschilista e via dicendo, ma la risposta a questo è fare i capricci per farsi ascoltare oppure dire un bel “vaffanculo” al maschilismo e crescere forti per conto nostro? Lo stesso vale in una relazione. Le frivolezze, le attenzioni, le cose smaccatamente frivole e “femminili” (che poi, vabbé, diciamo semplicemente frivole e zuccherose), il costringerlo a seguirvi nello shopping, il supporre che gli interessino certi argomenti e arrabbiarsi perché non è così… Siamo sicuri che tutto questo funzioni bene? Siamo sicuri che sia questo il terreno dove si devono incontrare maschi e femmine? Oppure dev’essere più una cosa del tipo: io sono io, tu sei tu e ci incontriamo a metà strada rispettando a vicenda i nostri interessi? Il punto è: bisogna avere dei punti di incontro a metà strada e se non ci sono… ma cosa state a fare ancora insieme?

  • SPOILER: Se il film avesse voluto essere diverso dagli altri, se avesse voluto veicolare un messaggio diverso da tutti gli altri e rimanere fedele al proprio titolo, Alex e Gigi avrebbero dovuto rimanere solo amici. Invece il film finisce come un milione di altri film. Quindi bah.

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3 pensieri su “La verità è che non gli piaci abbastanza

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