Mad Max: Fury road

Ed eccoci qui riuniti, lettori occasionali (o anche abitudinari, visto che qui i followers sono un pochettino aumentati), per una nuova puntata di #ticonsigliounfilm.

Non mi sono fatta molto viva ultimamente, ma ragà, è estate per tutti, e io ho avuto esami fino a luglio per poi riprendere a studiare nella prima settimana di agosto.

Ora però ho deciso che piuttosto che fallire miseramente un esame, oppure portarmelo a casa con 18, preferisco tentarto e ridarlo nella prossima sessione. Sicché, mi sento meno in colpa a spendere questo quarto d’ora scrivendo le mie impressioni su un film visto di recente e che mi ha colpita.

Mad Max: Fury Road

Non sono una che ama i film costruiti sulla pura e semplice azione, né tanto meno le pellicole che ruotano attorno ai veicoli a motore. Qui, ci troviamo di fronte a due ore di inseguimenti su quattro ruote in mezzo a un deserto, condite con scene d’azione ed esplosioni. La premessa non era buona e invece… non mi sono annoiata un solo secondo. NEANCHE-UN-SECONDO.

Mad Max è uno dei film più belli che abbia visto in questi ultimi anni. Reboot di una fortunata serie di film degli anni ’70, ne riprende le atmosfere distopiche e desolate, i veicoli modificati e eccessivi e il protagonista, Max, che in questa versione è iterpretato da Tom Hardy. La trama è molto semplice: Immortan Joe, un perfido dittatore, ha il controllo dell’acqua in un mondo avvelenato e morente, ha un esercito di “figli della guerra” malati e invasati, ha uno stuolo di donne in carne che munge come mucche e ha 5 bellissime e sanissime mogli da cui vuole un figlio altrettanto sano. E poi c’è Furiosa (Charlize Theron), una guerriera, la migliore, che decide di aiutare le 5 mogli a fuggire. Questo è l’evento scatenante delle 2 ore di inseguimenti, durante i quali vediamo i personaggi fare di tutto per riconquistare la propria libertà: Furiosa, che cerca una redenzione, le 5 mogli di Joe che non vogliono essere trattate come oggetti, Max che è stato catturato e utilizzato come “sacca di sangue” portatile ed infine Nux, un figlio della guerra alla ricerca di una morte eroica.

Mad Max è stato definito un film femminista. Lo è? Forse sì, in quell’accezione di femminismo intelligente e non sguaiata. Perché dico ciò? Perché Furiosa si rivela essere la vera protagonista del film. Fa tutto lei: guida, spara (molto meglio di Max), risolve i casini. Max fa la sua parte, aiuta, ma Furiosa gli ruba la scena, letteralmente. O meglio, ci sembra che sia così perché (cosa a cui non siamo abituati) per una sacrosantissima volta ci è permesso di godere di una protagonista femminile cazzuta che non è messa lì a fare da spalla sexy al protagonista, ma che si pone sullo stesso identico livello del protagonista. Non c’è bisogno di fare di lei un perno di attrazione sessuale e neppure c’è bisogno che si innamori del protagonista o che si faccia salvare da lui. No, no, no. Dimenticatevi tutto ciò. Ciò che vedrete sarà una donna che se la sa cavare da sola e che addirittura si rivela decisiva per la risoluzione della storia. (E per inciso, l’unico “amore” che vedrete sarà secondario e quasi infantile nell’espressione, anche se ho notato in giro forse un paio di riferimenti alla sfera sessuale. Ma niente di smaccato).

A parte ciò, questo film ha anche il pregio di essere girato quasi tutto dal vivo, senza utilizzo della CGI. Questo significa che i combattimenti, gli inseguimenti e tutto quello che li accompagna, sono stati girati con stunt. Il fatto che queste cose si possono ancora fare dovrebbe far risvegliare qualcosa nelle coscienze dei registi.

Piccolo bonus:
I personaggi di Nux e delle mogli. Il primo è un bizzarro connubio di follia e infantilità (esiste questa parola o l’ho inventato io?), cosciente di essere in fin di vita e alla ricerca della gloria nella morte eroica, come tutti i suoi fratelli. Il suo personaggio rappresenta l’estremismo e il fanatismo, senza abbellimenti e retorica. Le cinque mogli sono il personaggio che, dopo Furiosa, mi ha stupito di più. Le considero un personaggio unico, ma in realtà sono tutte e cinque ben caratterizzate, diverse tra loro e riconoscibili. Ma la cosa più sovversiva è un’altra: nonostante siano le più indifese (e in più incinte) tra tutti i personaggi, le ragazze sono ATTIVE. Cioé fanno delle cose, aiutano Furiosa e Max a combattere i cattivi, non si limitano (come accade di solito per questo genere di figura) a farsi scarrozzare e salvare. Si salvano prima di tutto da sole.
E io mi chiedo: è troppo avere più protagoniste di questo genere? Più ragazze toste e tuttavia gentili, piacevoli, simpatiche, e non per Forza super guerriere, arroganti e antipatiche a cui va sempre tutto bene? Penso non sia impossibile. Staremo a vedere.

Intanto, questo film se la cava benissimo e lo consiglio a chiunque, maschi e femmine, amanti dei motori e non, tutti.

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