#Inlibreria: Novità Fazi per il 2016

Gennaio:

SCORPION DANCE, DI SHIFRA HORN

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La storia di Orion, un ragazzo che ha perso il padre durante la Guerra dei
Sei Giorni e che viene cresciuto da due donne nel quartiere di Old Katamon, è un viaggio di straordinaria intensità tra i suoni, i colori, i profumi e le ferite di Gerusalemme che dall’Olocausto giunge ai giorni nostri. Orion porta sulle spalle il peso di un padre che non ha mai conosciuto, il dolore per l’abbandono della madre, che, rimasta vedova troppo giovane, vola in Australia per risposarsi, e soprattutto il ricordo di Johanna, la nonna tedesca che parla un pessimo ebraico e odia la Germania. Quando Orion incontrerà la sua Basherte, una cantante d’opera berlinese con cui vivrà un’appassionata storia d’amore, si troverà a fare i conti con la propria individualità, con il passato del popolo ebraico e con l’ultimo, essenziale, segreto di Johanna. E né Sarah, il pappagallo parlante dai sentimenti umani ereditato dalla nonna, né il glicine giapponese che avvolge con una forza soprannaturale la sua nuova casa, né Falada, il camioncino biblioteca dotato di volontà propria e senso dell’umorismo, basteranno a salvarlo da un vortice di incertezza, sradicamento e lutto. Come nella danza dello scorpione, questo romanzo, complici un sottile realismo e un lirismo sofisticato, si riavvolge in continui movimenti tra passato e presente, e ci accompagna attraverso la lotta per la sopravvivenza dei tre protagonisti, sempre in bilico tra il desiderio di ricordare e la necessità di dimenticare. Shifra Horn, con lo sguardo di chi è abituato a interrogarsi sulla propria storia, è abilissima nel mescolare l’amore e le relazioni umane a questioni difficili come il tema della memoria e dell’identità.

RUGGINE, DI ANNA LUISA PIGNATELLI

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«Una voce insolita nella letteratura italiana di oggi, lirica, tagliente e desolata», così Antonio Tabucchi definì l’autrice dopo aver letto questo romanzo, rimasto finora nel cassetto. Ruggine è un’anziana donna in un paese di poche anime, additata da tutti come il demonio, la strega da cui guardarsi, messa al bando per i suoi comportamenti ritenuti illeciti e punita per il suo fare schivo e fatalmente remissivo. Nonostante l’innocenza e la rassegnata accettazione di un destino avverso, la condanna del paese sarà senza appello fino allo straziante epilogo, che rovescerà ogni senso di pietà e giustizia.

ARMADALE, DI WILKIE COLLINS

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Quando l’anziano Allan Armadale fa una confessione terribilein punto di morte, non immagina nemmeno lontanamente le ripercussioni che ne seguiranno: il segreto che rivela coinvolge la misteriosa Lydia Gwilt, tentatrice dai capelli rosso fuoco, bigama, dipendente dal laudano e avvelenatrice di mariti. I suoi maliziosi intrighi carburano la trama di questo dramma appassionante: una storia di identità confuse, maledizioni ereditate, rivalità amorose, spionaggio, denaro… e assassinio. Il personaggio di Lydia Gwilt orripilò i critici dell’epoca, al punto che un recensore la descrisse come «una delle donne maligne più recidive di sempre, i cui espedienti e le cui brame hanno infangato la narrativa». Un romanzo innovativo, con una protagonista incredibilmente maligna che resta fra le più enigmatiche e affascinanti donne del diciannovesimo secolo, e il cuore nero di questo sensazionale romanzo vittoriano.

Febbraio:

AL DI LA’ DEL NERO, DI HILARY MANTEL

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La corpulenta Alison si guadagna da vivere comemedium, contattando i morti durante affollate sedute nelle cittadine del Sudest. La sua assistente è Colette, donna scheletrica dal cuore di pietra, cinica quasi quanto lei. Le performance delle due signore sono architettate ad hoc per soddisfare i clienti: Alison sa bene come coniugare le sue doti di deduzione psicologica con la credulità del suo pubblico. Eppure non è una ciarlatana: crede sul serio nel contatto con il mondo degli spiriti, il luogo «al di là del nero». Lei stessa è perseguitata dai suoi demoni: inquietanti figure maschili del passato, che s’impadroniscono della sua casa, del suo corpo e della sua anima, e più cerca di liberarsene, più loro acquistano forza e cattiveria…

LE ACQUE TORBIDE DI JAVEL, DI LèO MALET

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L’aria di dicembre è piuttosto dolce, quest’anno, ma a Hortense
Demessy non importa. Incinta e senza un soldo, chiede l’aiuto di
Nestor Burma: dovrebbe ritrovare suo marito, un vecchio clochard che
è sparito senza lasciare tracce. Burma fa il giro del quartiere, consulta la
veggente Zorga Tinea, da lui soprannominata la Pizia rispettosa,
interroga Wanda di place de Breteuil e la raggiante Jeanne, che abita in
un orribile palazzone popolare. Continua a cercare e visita le fabbriche
della Citroën, il Bal Nègre di Rue Blomet, il caffè di Rue Payen.
Setaccia anche i dintorni di Pont Mirabeau. Non trova il disperso, ma
s’imbatte in una serie di cadaveri.

UNA FAMIGLIA DECADUTA, DI NIKOLAJ LESKOV

DFS

La nipote della principessa, Vera, raccogliendo le storie sullanonna che le sono state raccontate nel tempo da varie persone, ma principalmente dalla fedele e affezionata dama di compagnia Olga Fedotovna e da uno straordinario personaggio, Dorimedont “Don Chisciotte” Rogozin, nome che rivela subito la sua vicinanza con Parfen Rogozin da L’idiota di Dostoevskij, racconta l’ascesa della nonna, che dalla piccola nobiltà di provincia entra a far parte di una delle famiglie aristocratiche più in vista di San Pietroburgo. La cronaca inizia nell’anno 1812, in cui il consorte della principessa resta ucciso nella guerra contro Napoleone, e termina nel 1825 con la rivolta dei decabristi.Vedova a meno di trent’anni – ma ancora giovane e bella – la principessa non è interessata a risposarsi, perché lei ha amato e sempre amerà un unico uomo nella sua vita. Si occupa, invece, con grande impegno dell’educazione dei suoi figli, a cui vorrebbe dare un’educazione genuinamente cristiana, e del benessere dei suoi contadini (siamo ancora al tempo della servitù della gleba). Più che far uso di vuoti discorsi fintamente religiosi (come fa la maligna contessa Choteeva, una bigotta odiosa ed egocentrica, che farà di tutto per rovinarle la vita) la principessa agisce con una bontà fuori dal comune che non può però che procurarle un danno dopo l’altro, soprattutto quando si trasferisce dalla campagna a San Pietroburgo ed è costretta a frequentare i salotti delle dame intellettuali. La corruzione della capitale ci viene descritta con un realismo
“comico” impressionante. Alla fine la principessa, imbrogliata dal genero, il conte di origine tedesca Funckendorff, che dopo aver chiesto la sua mano, e avendo ricevuto un rifiuto, sposa in
alternativa la figlia diciottenne (resa sufficientemente frivola dall’educazione ricevuta nel collegio di
San Pietroburgo), perde quasi tutto. I suoi contadini cadono sotto la gestione disumana e crudele
dell’amministratore tedesco nominato da Funckendorff.

 

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