#Ticonsigliounfilm: Deadpool

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Sfacciato, spassoso, scorretto. Infarcito di Easter Egg come se non ci fosse un domani.

Deadpool è principalmente questo. Ma è anche un bel tentativo di innovazione nei confronti di quello che oramai è lo standard del cinecominc.

Siamo passati dai film leggerini e super divertenti dei primi anni 2000 (oramai leggendari, come il primo X-men e Spiderman di Raimi, con Tobey McGuire), alla fase più scura e cerebrale forse iniziata da Batman Begin di Nolan, dove i supereroi si fanno anche delle domande e la loro morale, da bianca, diventa grigiolina. Ora invece siamo entrati nel mood “mettiamo in discussione tutto quanto abbiamo imparato fino ad ora”; e infatti ci aspettano la Civil War tra Cap e Tony Stark (io sono #teamcap, non c’è dubbio. E voi?), lo scontro tra Batman e Superman e, apice, una squadra di cattivi (l’attesissima Suicide Squad) che fa il lavoro sporco per degli ipocriti “buoni” solo di nome. E poi c’è Deadpool, che prende questo e quello e spara a zero su tutto.

Sono estremamente contenta che abbiano prodotto questo film. Bravo Ryan Reynolds che hai insistito tanto e bravo anche per come ha dato vita al personaggio. Ma senza rivolgersi direttamente al buon Ryan, vediamo prima di tutto chi è questo Deadpool:

Deadpool, il cui vero nome è Wade Winston Wilson, è un personaggio dei fumetti creato da Fabian Nicieza (testi) e Rob Liefeld (disegni), pubblicato dalla Marvel Comics, apparso per la prima volta in New Mutants (vol.1) n.98 (febbraio 1991). A causa della sua parlantina inarrestabile viene soprannominato il Mercenario Chiacchierone (The Merc with a Mouth).

Wade Wilson ha un passato da teppista ed è stato congedato dall’esercito per insubordinazione. Dopo aver scoperto di essere afflitto da un cancro in fase terminale, Wade decide di entrare in un progetto segreto chiamato Arma X, dove viene sottoposto a una sperimentazione che mira a riprodurre il fattore rigenerante del mutante Wolverine in altri soggetti. Apparentemente la procedura fallisce e Wade viene trasferito nella struttura di accoglienza destinata ai reietti del progetto, l’Ospizio, che è guidato da un certo dottor Killebrew e da un Sorvegliante (che Wade chiama col proprio nome: Francis). Nell’Ospizio, il dottore conduce esperimenti non autorizzati e presto Wade, per via del suo carattere irriverente e irritante, diventa la sua cavia preferita. Nel frattempo, i pazienti che tengono una lotteria su chi sarà il prossimo a morire sotto i ferri, la dead pool (da qui il nome). Ad un certo punto, dopo innumerevoli esperimenti e torture, il fattore di rigenerazione si attiva in lui legandosi però indissolubilmente col tumore. Questo lascia la sua pelle solcata da una miriade di rughe e cicatrici che gli danno un aspetto mostruoso impossibile da guarire, in quanto le cellule tumorali si rigenerano e guariscono ciclicamente e così la sua pelle non può in alcun modo essere guarita. La mutazione però lo affligge anche a livello cerebrale. Infatti, poiché i suoi neuroni si rigenerano a un ritmo folle, Deadpool è estremamente brillante ma altrettanto soggetto a repentini sbalzi d’umore e può passare dalla perfetta lucidità alla più violenta follia.

Ma vediamo alcuni dei motivi per cui dovreste vedere questo film:

-L’umorismo: volgare, a volte eccessivo ma il più delle volte azzeccato. In questo senso, Wade Wilson si mangia tutti gli altri in un boccone, anche se ci sono dei comic relief al comic relief, come il barista o Colosso, e la cosa è geniale.

-La violenza: vi chiederete se sono matta ma sì, la violenza. È esagerata, tarantiniana (anche se in realtà tarantino ha pescato questo elemento dai film asiatici, #sappiatelo), ma c’è e questo è importante. Insomma, quando i supereori fanno crollare palazzi ed esplodere cose, credete che nessuno si faccia male? Che fine pensate che facciano tutti quei poliziotti che fanno loro da spalla? E credete davvero che nessuno sanguini mai? Che se a uno sparano in testa tutto ciò che esce sia un discreto schizzo di sangue? Ecco, almeno Deadpool non vuole farvi credere questo.

-La quarta parete: come saprete (o come avrete sentito in giro, non so), una delle peculiarità del Deadpool fumettistico è di infrangere la quarta parete, ovvero parlare direttamente al lettore. Qui Deadpool parla allo spettatore ed è figo. Potevano esagerare e rendere la cosa ridicola o ridondante, ma non è successo. In più, funny fact, Deadpool infrange la quarta parete perché è cosciente di essere in un fumetto mentre gli altri personaggi no, di conseguenza credono che questo suo parlare con qualcuno di invisibile sia solo una dimostrazione della sua follia.

-Il cast: Ryan Reynolds ha finalmente la sua rivincita e si dimostra praticamente l’impersonificazione del personaggio stesso. I comprimari fanno il loro lavoro. Morena Baccarin è bella e brava e non da l’idea di essere una damsel in distress, nemmeno quando la rapiscono. Ed Skrein, il nostro Daario Naaris 1.0 che interpreta Francis (Ajax), è senza capelli, doppiato da un vero inglese e viscido al punto giusto. Colosso è riprodotto esattamente come nei fumetti ed è un gigante dal cuore gentile mentre Testata Mutante Negasonica è la perfetta adolescente composta da “cupi silenzi seguiti da commenti acidi”. Non parla molto, ma è una bella presenza.

-Gli Easter Egg: ce n’è di tutti i colori, per tutti i gusti.

-La colonna sonora: è perfetta e spacca di brutto, per dirla come i ‘cciovani.

Ascolta queste due!

Shoop

X don’t give to ya

Il motivo principale, comunque, resta sempre e solo lui, Deadpool. Uno dei personaggi più amati di sempre.

Penso sia positivo che abbiano scommesso su un film rivolto principalmente ad un pubblico adulto. Sappiamo tutti che Marvel punta principalmente sui rEgazzini, ma a lungo andare le limitazioni imposte dal target di riferimento si fanno sentire e sviliscono delle storie che potrebbero salire di svariati gradini in qualità.

Quindi ecco. Non aspettatevi di vedere un capolavoro di film, qualcosa di assolutamente innovativo dal punto di vista registico oppure con una trama mozzafiato. Niente di tutto questo. Ma l’esperimento è perfettamente riuscito, il film è stat un successo e forse ci troviamo di fronte all’iniziatore di un nuovo standard per i cinecomic.

E voi, che ne pensate? Avete visto Deadpool? Scrivetemelo!

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