Glass Magician, di Charlie N. Holmberg

glass_magician_holmberg_1024x1024Il secondo capitolo della saga della Holmberg (il primo episodio è il delizioso Paper Magician), prosegue esattamente sulla scia del suo predecessore. Di conseguenza, i punti forti e i punti deboli di Paper Magician sono gli stessi di Glass Magician.

Ad esempio: nonostante ci troviamo indicativamente nei primi anni del ‘900, l’autrice non fornisce mai (o quasi) dettagli storici che ci aiutino a inquadare l’epoca. Di conseguenza, tutta la cornice storica, lo sfondo sul quale dovrebbe svolgersi la vicenda, rimane sospeso nel vuoto. Per capire quando avviene qualcosa dobbiamo basarci sui riferimenti temporali vaghi che ci vengono forniti: è successo nel 19…, dopo quattro anno da…, se lui ha trent’anni dev’essere successo tot anni prima, e via dicendo.

Quegli elementi di atmosfera che darebbero più corpo al racconto, più verosimiglianza, sono omessi. Le donne vestono tutte in gonna e camicia, ma nessuno ci dice mai di che stoffa siano fatte oppure quale sia lo stile in voga al momento. La mobilia degli appartamenti potrebbe essere quella di una qualsiasi casa dei giorni nostri. Il mercato, la città, le strade, le persone, il mondo in cui parlano, il modo in cui pensano, tutto potrebbe essere descritto nello stesso modo in un racconto ambientato nel 2015.

In un qualunque altro libro, questa leggerezza mi avrebbe fatto bocciare la lettura senza appello. Tuttavia, Glass Magician è un fantasy young adult e in quanto tale è persino superiore alla media. Inoltre, come spesso accade nei romanzi appartenenti a questo filone narrativo, Glass Magician si concentra solo marginalmente sul mondo in cui i personaggi si muovono, che ha un ruolo puramente di contorno. Ci viene chiesto uno sforzo di fantasia. Il vero cuore del racconto sono le interazioni tra i personaggi, lo scontro tra bene e male.

Su questo, la Holmberg va forte e non si lascia prendere la mano esagerando le capacità della propria eroina (i famosi power up gratuiti di cui spesso i protagonisti vengono insigniti) o tramutandola in un personaggio totalmente positivo, cosa che l’avrebbe resa meno credibile. Ceony sbaglia, ha delle debolezze, compie atti poco apprezzabili. E così anche gli altri personaggi.

Apprezzo particolarmente il concetto di magia utilizzato dall’autrice. Infatti in questo universo narrativo i maghi legano il proprio potere a un elemento, sia esso il fuoco, il metallo, la plastica, la carta, il vetro, e possono agire solo su di esso, con tutti i limiti che tale vincolo comporta. In parole povere, possono arrivare fino a dove il loro elemento può arrivare, e questo mi piace molto. Non sono per niente una fan della magia senza scopo né origine, dei poteri “perché sì” e dei personaggi che diventano onnipotenti nel giro di venti pagine.

Questa concretezza (per quanto si parli comunque di magia!) è la cosa che mi piace di più dei libri della Holmberg.

La seconda, è Mago Thane.

Non è un ragazzino sbruffone col sorriso assassino e i muscoli gonfi. E’ un uomo bizzarro ma responsabile, misterioso, silenzioso ma allo stesso tempo buffo e saggio. Con il suo cappotto color indaco ha un’aria un po’ da personaggio di un manga e questo non può che volgere a suo favore.

La terza, sono i momento in cui Ceony, la protagonista, prende in mano la situazione e fa quello che sente essere giusto a costo di cacciarsi nei guai. Per tutta la parte iniziale, ho temuto che la ragazza assennata e simpatica che avevo conosciuto nel primo libro si fosse trasformata in una sospirosa svampita. Beh, sono stata smentita.

A mio parere, questi sono i momenti in cui la Holmberg da il meglio di sè. La violenza o la paura non sono trattati in modo ingenuo o estremo ma tutto ha uno svolgimento coerente e bilanciato. Diciamo che se qualcuno si ferisce rimane ferito e debilitato. Una cosa simile, al giorno d’oggi, è una raffinatezza non da poco.

In conclusione, il racconto scorre piacevole e intrattiene moltissimo, soprattutto quando lo sguardo non è posto sul contesto ma sui personaggi. Quando il focus è ristretto, diciamo. Le vicende del primo libro sono riprese ed estese, con un colpo di scena finale bene introdotto.

Mi ha lasciato la voglia di leggere anche il terzo episodio? Assolutamente sì. Non vedo l’ora di sapere se la risposta all’interrogativo finale di Ceony sarà positiva o negativa e di vedere come si chiuderà la faccenda con gli Escissionisti, i temibili maghi che come elemento scelgono la carne umana.

Lo consiglio a chiunque vorrebbe leggere di un mondo magico à la Harry Potter, giovani e meno giovani, maschi e femmine. Credo che una saga come questa dovrebbe avere molta più diffusione, perché è qualitativamente e contenutisticamente migliore di molte altre saghe-fotocopia che spopolano senza un apparente motivo.

Il mio voto è:

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2 thoughts on “Glass Magician, di Charlie N. Holmberg

  1. Luca

    A parte Harry Potter (di cui ho letto 5 libri su 7 – me li prestava una collega che poi ho perso di vista…) non ho mai letto saghe, ma tu con questa presentazione mi stai incuriosendo; chissà che…. 🙂
    Buona serata! 😉

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    1. Thebookcaseofmymind

      Oh, magari! Guarda, io sono una piuttosto critica, specialmente sulla letteratura per ragazzi (che poi, gli Young Adults li leggono per lo più gli adulti!) perché ritengo che dovrebbe essere di buona qualità proprio perché rivolta a un pubblico giovane. Quindi se piace a me puoi fidarti! Questa saga è piu “adulta” delle altre e davvero godibile.

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