Game of Thrones 06×02: Home

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Pampa parapampa parapampa parapampa… tuuuutu turututuuu tururuuuu

Ora che mi sono cantata la sigla, veniamo alla racensione. Ah, farò SPOILER. Quindi #sapevatelo.

Il primo personaggio che gli autori tirano fuori dal cappello è Bran, che ormai ha circa venticinque anni, è alto due metri e mezzo, ha la voce da tenore e un Master il Wargologia. Tramite le radici dell’albero diga sotto il quale si trova insieme al Corvo con tre occhi (Max Von Sydov, il vecchio), Leaf, la figlia della foresta (ri-castata e ri-truccata per l’occasione), Hodor e Meera, il giovane Stark viaggia addirittura nel passato.

In questo modo assistiamo a una sorta di flashback in cui compaiono il defunto Ned Stark e tutti i suoi fratelli, compresa la famigerata (per chi ha letto i libri, per chi guarda solo la serie un po’ meno) Lyanna. Per chi non lo sapesse, o non lo ricordasse, e si stesse domandando che importanza abbia quella ragazzina e perché il vostro amico lettore di libri è tipo saltato sulla sedia quando è entrata in scena, Lyanna è stata la causa (o il pretesto) per la ribellione di Robert Baratheon che ha finito per detronizzare i Targaryen. Inoltre, zia Lyanna potrebbe essere la madre di un certo qualcuno appena tornato dal mondo dei morti.

Ah già, nella visione c’è anche Hodor che apprendiamo chiamarsi Wylis (Walder, nei libri) e, sorpresona, Hodor sapeva parlare ed era bullizzato da sua zia, la vecchia Nan.

Alla Barriera, quel qualcuno è ancora morto e Davos si prepara a difenderlo da Thorne e Olly e gli altri ammutinati. Sorpresona anche qui: arrivano i bruti, che hanno ragione di quei quattro Guardiani della notte rimasti nel giro di un attimo. E’ sufficiente che Wunwun spiaccichi un arciere idiota contro il muro e via, pace fatta, ci arrendiamo. Tranne Olly. Olly deve morire. I cattivi, comunque, sono messi in cella.

Per la serie “gente grossa che spiaccica gente piccola”, ad Approdo del Re la Frankenmontagna pattuglia le vie della città e fa esplodere il cranio di chiunque parli male di Cersei. Quest’ultima è stata confinata nella fortezza da Tommen (che per quanto mi riguarda dovrebbe chiuderla in una torre e buttare la chiave) e dimostra una sospetta accondiscendenza. Le è stato impedito di partecipare al funerale di Myrcella, al quale però sono presenti Tommen il Docile e Jamie. Quest’ultimo lo manda a chiedere scusa alla mamma e successivamente affronta l’Alto Passero facendo un discorsetto sui doppi standard del Credo.

“Uccidimi pure” gli fa quell’altro, “che io sono solo uno dei tanti. Tanto poi noi ti si uccide a te, e tu sei Jamie Lannister, mica uno stronzo qualunque.” I preti cazzuti, quelli con il cilicio e le armi e il mirino disegnato sulla fronte, saltano fuori dal buio. Jamie ha una mano sola. “Siamo piccoli e poveri, ma siamo tanti e tutti insieme possiamo rovesciare un impero” dice l’Inquietantissimo Passero. Jamie gli da silenziosamente ragione e se ne va con la coda tra le gambe.

Intanto, Tommen sta chiedendo scusa a Cersei per averla chiusa in casa e per essere un debole. “Aiutami ad essere forte”, le dice, chè è stanco di essere una mammola. Un applauso a Tommen. Forse però la madre psicopatica non è la migliore delle consigliere. Cersei lo stringe e fa una faccia che non mi è piaciuta nemmeno un po’. Temo che voglia liberarsi del proprio ultimo pargolo di persona prima che lo faccia la profezia, adempiendo così alla profezia. La cosa mi dispiacerebbe, perché Tommasino è l’unico Lannister accettabile.

Tornando per un attimo su al Nord, Ramsay si rivela la brutta persona più brutta di tutto il Continente Occidentale. Appena il Maestro dei Bolton annuncia che Walda ha dato luce ha un maschietto, Ramsay decide che il modo migliore per festeggiare il lieto evento sono ripetute coltellate a tradimento nell’addome del padre. Roose muore così di una morte che replica quella di Rob Stark. E giustizia è stata fatta. Il problema è che ora Ramsay non ha più freni. E infatti fa sbranare Walda e il neonato dai suoi mastini. Battaglia dei Bastardi all’orizzonte.

A Meereen si parla di cazzi, di vino e di draghi. Tyrion dice che là sotto non crescono bene, quindi ha la brillante idea di andare a togliere loro i collari di persona. Sorpresona anche qui, i draghi si dimostrano mansueti come agnellini. Tyrion Targaryen confermato? Mi piacerebbe.

Torniamo a Nord. Theon si sta per separare da Sansa. Vuole tornare a casa propria, dice, perché dopo tutto quello che ha combinato affrontare Jon è troppo doloroso. Mmm… Temo che invece di tornare a casa, tornerà a Grande Invero a sabotare Ramsay e morire di conseguenza.

Finalmente rivediamo le Isole di ferro, luogo di nebbia e tempeste, di pericolanti ponti sospesi sul mare in burrasca e fratelli megalomani e omicidi. E’ infatti comparso Euron Greyjoy, detto Occhio di corvo, fratello di Balon e zio di Theon e Yara, che sta per diventare il vostro personaggio preferito, ve lo assicuro. Un megalomane pazzo e furbo come una faina potrebbe essere altrimenti?

A Braavos Arya continua a prenderle, ma passa il test di psicologia inversa di Jaqen e via, viene riportata alla Casa del Bianco e del Nero.

Ma torniamo poi alla Barriera.

Per qualche motivo, Davos si sogna di domandare a una depressissima Melisandre di resuscitare Jon. Ora, può darsi che io non lo ricordi e che Davos abbia assistito a qualche episodio particolarmente significativo durante la quinta stagione, un episodio che gli ha fatto pensare che senza Jon non c’è speranza. Io però non ricordo niente di tutto ciò, quindi boh.

In ogni caso, Davos convince Mel, la quale inizia a pulire il corpo di Jon e a tagliargli barba e capelli. Nel frattempo, pronuncia le sue formule magiche valyriane, o qualunque sia la lingua che parla, e a un certo punto bam, sembra che Jon respiri ma poi niente. Niente la seconda volta. Niente la terza. Melisandre l’aveva detto che aveva visto una sola persona far funzionare quel rituale e che lei non aveva quel potere. Ha messo le mani avanti. Ho trovato interessante al fatto che, mentre si giustifica, Mel dica “L’unico a cui l’ho visto fare era un prete senza…”. Credo che intendesse dire “fede”. Poi secondo me si accorge che lei stessa non ne ha più o la sta perdendo e che si trova di conseguenza nella stessa situazione di Thoros di Myr.

Tutti abbandonano la stanza ma in quel momento Spettro inizia ad agitarsi e Jon si risveglia nel più classico dei modi, con l’occhio sbarrato e il respirone.

E così, Jon è vivo. Wow, non l’avrei mai detto. No, scherzo. Era ovvio che sarebbe successo, non ho mai avuto dubbi a riguardo. Mi domando se qualcuno ne abbia mai davvero avuti! Ci sono tre personaggi in GoT che andranno avanti ancora per un po’, e sono Dany, Tyrion e Jon. Perché lo zio Martin sarà anche uno che secca i personaggi come se non ci fosse un domani, senza scrupoli e rimorsi, ma Got rimane pur sempre una storia e una storia ha strutturalmente bisogno di protagonisti (#sapevatelo) e nemmeno Martin può fare a meno dei suoi.

Spero solo che ora Jon sia più cattivello di prima. Un cambiamento aggiungerebbe un po’ di pepe a un personaggio altrimenti alquanto tristolino, a mio parere.

E voi che ne dite?

Alla prossima!

 

 

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2 pensieri su “Game of Thrones 06×02: Home

  1. Ma infatti penso che fino da quando è stato accoltellato si sapeva benissimo che Jon sarebbe resuscitato grazie a Melisandre… Ci si chiedeva “quando”, ma era una certezza.

    Rispetto alla prima puntata che è stata più un “dove eravamo rimasti” la seconda mi è piaciuta di più (lo ammetto, anche perché sono fan di Un Uomo, e se appare lui per me scompare tutto il resto). Sono stata felice della morte nelle Isole di Ferro ma non mi fido tanto di Cersei… Più che ammazzare Tommen ho paura che lo metta contro Margaery.

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    • Un Uomo è quel che è: un manzo. Che ci si può fare?
      Tommen contro Margherita? Sai che non lo so? Secondo me lei è troppo furba per non capire e sottostare ad un giochetto come questo. Persino Tommen si è fatto più sgamato e forse non accetterebbe consigli fuorvianti da sua madre. Piuttosto, ho paura che Cersei covi istinti omicidi e scateni la Frankenmontagna a fare il lavoro sporco al posto suo.

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