Uno strano caso per il commissario Calligaris, di Alessandra Carnevali

nzoIl libro:

Vincitore del premio “Il mio esordio”, scritto da Alessandra Carnevali e facente parte della collana “Giallo Italia” edita da Newton Compton, questo libro introduce il personaggio di Adalgisa Calligaris, il nuovo agguerrito commissario di polizia di Rivorosso, un paesino dell’entroterra umbro.

Adalgisa non è bella, ma è intelligente, intuitiva e coraggiosa. E’ stata trasferita a Rivorosso, suo paese natale, dopo aver passato degli anni tra i commissariati delle peggiori zone del napoletano, nel bel mezzo della lotta alla mafia e alla corruzione. A Rivorosso, oltre ad una squadra di colleghi resi un po’ pigri e indolenti dalla lunga assenza di crimini, troverà ad attenderla vecchie conoscenze e un omicidio da risolvere: Margot, una fotografa americana, viene trovata morta in un casale. L’omicidio porterà le indagini a frugare nella vita degli ospiti di un resort di lusso nelle vicinanze e scoperchierà segreti e ipocrisie della gente del posto…

Cosa ne penso:

Ho letto questo libro molto velocemente (anche se non ne ho scritto con altrettanta velocità, my bad) e devo dire che mi ha soddisfatta. Ironico e piacevole, lo stile dell’autrice scivola senza intoppi e riesce a mantenere la narrazione su un buon livello di intrattenimento. I personaggi sono bene introdotti e a tutti è riservato un piccolo spazio, in modo che ognuno abbia il proprio background (scelta che lascia presagire una possibile serialità). Non vengono risparmiate osservazioni personali, descrizioni e discese nei pensieri dei protagonisti della vicenda. Quest’ultima poi scorre in modo fluido, in un susseguirsi di eventi (piuttosto credibili) che fin da subito mi ha ricordato la struttura dei racconti di Agatha Christie (un inizio in sordina, la morte, la presentazione di tutti i possibili colpevoli, gli indizi e poi la soluzione finale che nessuno si sarebbe aspettato).

Nonostante tutto il romanzo si mantenga su un buon livello, ho delle osservazioni da fare. La prima è l’eccessivo spazio riservato alle digressioni sui vari personaggi presentati. Le prima cento pagine sono dedicate per lo più ad approfondire il personaggio di Adalgisa Calligaris tramite una lunga serie di episodi, aneddoti e flashback. Diverso spazio è dedicato a raccontare la vita dei poliziotti in servizio presso Rivorosso. Questo, secondo la regola dello “show, don’t tell”, non va bene. Avrei preferito parentesi più brevi, indizi lasciati intendere piuttosto che lunghi spiegoni e allo stesso tempo un’indagine un po’ più articolata.

E qui il secondo punto: avevo indovinato il colpevole? Sì. Fin da subito. Ma forse sono solo io, perché ho letto talmente tanti romanzi gialli che non riesco più a stupirmi di nulla.

Voto alla risolvibilità di questo caso (espresso in Sherlock):

detectiveprofile

1 Sherlock su 5

Qual è dunque il mio pensiero a proposito di questo libro? Credo sia un’ottima lettura d’intrattenimento. La qualità della scrittura è molto buona e l’ironia dell’autrice (nonché i nomi parlanti e/o improbabili dei personaggi) a tratti mi hanno ricordato Stefano Benni e il suo modo semi-surreale di ritrarre le realtà dell’Italia, soprattutto quella secondaria e/o degradata. Tuttavia, avrei apprezzato di più se il ritmo della narrazione fosse stato diverso, con un’indagine meno condensata verso la fine e più diluita lungo tutto il romanzo.

Quindi, il mio voto è:

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A chi lo consiglio?

A tutti. Soprattutto se volete un intrattenimento di buon livello.

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