#LiteraryPetPeeves 1: Lo starter pack dei personaggi wannabe nerdy.

Prima di tutto: cosa sono i “pet peeves“? Faccio parlare per me il sempre utile Urban Dictionary:

pet-peeves

Dicasi quindi “pet peeve” qualcosa che ci da noia. Un literary pet peeve sarà dunque qualche cosa che ci da noia in campo letterario.

#LiteraryPetPeeves sarà in sostanza una serie di post in cui vi parlo di cose che, da lettrice, sono stanca di ritrovarmi tra i piedi (perché lamentarsi piace a tutti, no?) e ho deciso di prendere in prestito dalle booktubers e bookbloggers anglofone questo termine che mi sembrava troppo carino per rimanere ignorato.

Sto già pensando a noie letterarie di un certo spessore, incentrate su argomenti che mi stanno particolarmente a cuore, come la rappresentazione femminile all’interno dei romanzi (che mi sembra sempre più polarizzata verso degli estremi), o quella maschile, o l’utilizzo aberrante di certi meccanismi narrativi. Oggi però iniziamo con un pet peeve leggerino, ovvero quello che io definisco lo “starter pack per wannabe nerd”.

Avete mai notato come nella nutrita maggioranza dei romanzi per ragazzi ambientati in un contesto realistico, terrestre e contemporaneo, i protagonisti siano quasi invariabilmente descritti come gran studiosi e lettori appassionati? Un sicuro 80% di tutte le Tessa (sì After, sto parlando di te) del mondo letterario lo sono.

Se i protagonisti partoriti dalla mente di veri scrittori che sanno fare il loro mestiere (e che nel corso della loro vita hanno letto volumi che trascendono il programma scolastico obbligatorio delle scuole superiori) finiscono a loro volta per riferirsi ad opere di nicchia o semplicemente ad autori che si discostano di un passo dal puro mainstream, i protagonisti dei moderni YA sembrano conoscere solo tre autori (e nemmeno tanto bene). Sto parlando dello starter pack per eccellenza: Jane Austen, Emily Brontë e William Shakespeare.

Le protagoniste (perché in maggioranza sono donne) di turno tenderanno ad utilizzare i nomi di questi autori a sproposito e al quasi unico scopo di sentirsi legittimate nel fregiarsi dell’appellativo di “nerd”, descrivendosi poi come di studiose topoline di biblioteca, lettrici fortissime, aspiranti scrittrici, tanto diverse e ignorate o allontanate dalla massa di sciacquette analfabete che le circondano. Tuttavia, gli unici romanzi di cui si farà menzione all’interno delle loro storie saranno: Orgoglio e pregiudizio (immancabile), Cime Tempestose (si piazza al secondo posto, la storia tormentata di Catherine e Heatcliff si sposa bene con il tormento dell’amore adolescenziale), Romeo e Giulietta (terzo posto, sempre storia d’amore tormentata, sempre parte del programma obbligatorio dei licei americani). Tutto qui. Fine. Ma L’abbazia di Northanger? Ma le altre sorelle Brontë? Ma Tanto rumore per nulla, Le allegre comari di Windsor, Enrico Ottavo, Tito Andronico?

Solo io penso che se un ragazzo o una ragazza sono descritti come degli appassionati di lettura sia quantomai improbabile che il loro panorama letterario si fermi a tre opere di tre autori che chiunque al mondo affronta a scuola (con la rarissima incursione di una coraggiosa Anna Karenina o al massimo di una Jane Eyre -ma qua già stiamo esplorando territori arditi, patria dei soli coraggiosi-)?

Pensateci, è un po’ come se in un romanzo per ragazzi ambientato in Italia il protagonista di turno si definisse un nerd intelligentone serioso e super acculturato e citasse a riprova di ciò l’Inferno di Dante e I promessi sposi, che, amor del cielo, sono già meno mainstream del povero Shakespeare ma sono anche parte del programma obbligatorio di una qualsiasi scuola media e superiore italiana.

Certo, Shakespeare e la letteratura vittoriana non sono paragonabili in termini di contenuti e fama al nostro povero Manzoni, o a Dante, ma sono paragonabili in termini di “incidenza scolastica”. Per Giove, dimostratemi che siete davvero dei lettori forti! Dimostratemi che sapete di cosa state parlando! Dimostratemi di amare davvero quello che sostenete vi contraddistingua, di essere curiosi, porca miseria!

Autori che utilizzano questi mostri sacri della letteratura come elemento che giustifichi la descrizione del proprio protagonista come intellettuale, dimostrano a loro volta di non sapere cosa ci sia fuori dal panorama letterario delle letture obbligatorie e obbligate (ipotizzo non sappiano nemmeno che gli autori citati abbiano effettivamente scritto altro, oltre alle tre opere iperfamose e iperinflazionate di cui sopra). Non stupisce quindi che spesso i romanzi per ragazzi contemporanei siano scritti molto male.

Ecco, questo era dunque la mia prima noia letteraria.

Cari protagonisti dei romanzi per ragazzi, mi rivolgo a voi. C’è molto più la fuori della povera Jane Austen e c’é molto più in Orgoglio e Pregiudizio della semplice storia d’amore tra Elizabeth e il signor Darcy.

XOXO,

G.

 

 

 

 

 

 

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9 pensieri su “#LiteraryPetPeeves 1: Lo starter pack dei personaggi wannabe nerdy.

  1. B

    Orgoglio e Pregiudizio è sempre stato il mio libro preferito, lo rileggo periodicamente come se fosse la mia coperta di Linus, l’ironia di Jane trasferita su Elizabeth ha proprietà calmanti su di me, mi riconcilia con il mio prossimo.
    Ormai però, mi vergogno a dirlo! Se lo dico sembro sempre scema come le protagoniste degli ya, quando in realtà quel libro è molto più che una storia d’amore!! Avevo già affrontato la noia letteraria quando hanno preso di mira i vampiri, ma giuro che con la Austen mi sentivo al sicuro. Beh, finirà anche questa, vero? Aspetterò paziente che smettano di torturare anche la letteratura. Per dirla alla Orgoglio e Pregiudizio: mi sento come quando le ragazze invadono la biblioteca di Mr Bennet e lui aspetta di riaverla per sè!
    Comunque, come dici tu, sono molto sicura che le scrittrici di queste cose non abbiano mai letto nulla oltre il programma scolastico, o non scriverebbero certe cose e in certi modi.

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    • Sono felice di sapere che concordi con me. Anche io sono stanca di vedere questi poveri classici tanto sbandierati e così poco capiti. Ma come dici tu, prima o poi si stancheranno e passeranno ad altro. Attendo il momento in cui, come classici, verranno propositi After, Twilight e Cinquanta sfumature XD

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  2. Salve, con il tuo post hai permesso di affacciarmi in un mondo che se da un lato mi è caro ( formazione letteraria e linguistica) , dall’altro mi giunge nuovo.
    Davvero esistono persone che scelgono i nomi di autori a me cari e purtroppo ” a sproposito e al quasi unico scopo di sentirsi legittimate nel fregiarsi dell’appellativo di “nerd”, descrivendosi poi come di studiose topoline di biblioteca, lettrici fortissime, aspiranti scrittrici, tanto diverse e ignorate o allontanate dalla massa di sciacquette analfabete che le circondano. ” ???
    Sacrilegio…faccio bene io ad essere selettiva.
    Ma non ho mai incontrato simili “creature aliene”, Giulia.

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  3. Ora che ci penso non ci avevo mai fatto caso, le “nerd” hanno letto tre libri in croce ma che comunque è più di quanto possano dire tutti gli altri personaggi, che non leggono nemmeno la lista della spesa.

    Be’, interessante spunto davvero!

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