#SeTièPiaciuto: Hunger games…

La rubrica che ti consiglia un libro a partire da un altro.

Nella nazione di Panem, divisa in dodici distretti, ogni anno si organizzano gli Hunger Games, dei giochi sanguinari in cui dei ragazzi scelti in ognuno dei distretti vengono messi in un’arena e spinti a uccidersi l’un l’altro per sopravvivere. Il tutto in diretta televisiva, sotto gli sguardi di milioni di spettatori.

Katniss, del povero distretto 12 si offrirà volontaria al posto della sorellina Prim e bla bla bla… penso che il resto non abbia bisogno di presentazioni, no?

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La serie, scritta da Suzanne Collins

Salve a tutti, lettori occasionali. Oggi sono qui per inaugurare la nuova rubrica di questo blog: #SeTièPiaciuto. Forse vi suonerà familiare, specialmente se bazzicate su YouTube e vi interessate di cinema. Si tratta infatti del nome di una rubrica del canale di cinema ScreekWeek, che come potrete presumere ha proposto il formato in chiave cinematografica.

Io invece voglio parlarvi di libri!

Quindi ecco il primo consiglio: se avete letto e avete amato al serie di Hunger Games, allora dovete proprio leggere (e guardare)

Battle Royale

Si tratta di un romanzo dello scrittore giapponese Koushun Takami, pubblicato nel 1999. In Italia è edito da Mondadori

La storia racconta degli studenti di una scuola media che sono costretti a combattere tra loro fino alla morte in un programma gestito da un autoritario governo giapponese ora conosciuto come “Repubblica della Grande Asia Orientale”.

Il romanzo è diventato un bestseller e di conseguenza ne sono stati tratti un manga e il celeberrimo film, che porta lo stesso titolo e che comprende nel cast tutta una serie di attori giapponesi famosissimi, come Takeshi Kitano (avete presente il programma “Takeshi’s Castle“? Ecco, il Takeshi del titolo è lui. Enough said), nel ruolo del professore e Chiaki Kuriyama, l’indimenticabile Gogo Yubari di Kill Bill.

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Gogo Yubari

Il sia il romanzo, che il manga, che il film sono contraddistinti da un’ampia dose di violenza e crudezza, in puro stile giapponese. I personaggi sono tanti, vari e approfonditi. Il “gioco” è più spietato ancora di quello proposto dagli Hunger Games e sicuramente meno fancy, meno colorato, meno glamour. In parole povere, qua la gente muore sul serio e muore male, senza sconti, senza edulcorare niente.

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La locandina del film


L’autrice di Hunger Games ha dichiarato che ha avuto l’idea per Hunger Games un giorno, mentre stava facendo zapping, quando il confine fra un reality show e le notizie di guerra ha iniziato ad apparire realmente difficile da stabilire. Ha anche citato il mito greco di Teseo, nel quale la città di Atene era costretta a inviare giovani uomini e giovani donne a Creta per essere divorati dal Minotauro, quale ispirazione per la nazione di Panem. Suzanne ha anche dichiarato che storie simili l’avevano colpita sin da bambina, quando suo padre stava combattendo la guerra del Vietnam e lei era spaventata dal sapere che lui era lì.

(dalla pagina Wikipedia di Hunger Games)

In verità, le similitudini tra Battle Royale e Hunger Games sono davvero molte.

  • L’idea del macabro gioco sfruttato per tenere a bada una nazione distopica;
  • Concorrenti giovani;
  • Il fatto che da regolamento debba esserci un solo vincitore. In Battle Royale viene specificato che se entro tre giorni saranno in vita più persone, verranno tutte uccise. O uno o nessuno. Bacche velenose anyone?
  • Il fatto che l’arena (nel caso di Battle Royale, l’isola) “cambi” e si adatti per mettere in difficoltà i concorrenti;
  • Il fatto che i concorrenti vengano costantemente monitorati e che gli organizzatori abbiano la possibilità di ostacolare i loro piani (in Battle Royale, addirittura uccidere di proposito i concorrenti, per avvertimento, punizione o altro);
  • Il fatto che l’arma che ricevono per difendersi sia più o meno casuale;

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    La presentatrice di Battle Royale. Fatevi un favore e cercate il video su YouTube. E’ da ascoltare.

  • Il fatto che entrambi abbiano una presentatrice sopra le righe;
  • Il fatto che entrambi abbiano delle persone, costrette o meno, a tornare nell’arena dopo aver vinto con lo scopo di scardinare il sistema.
  • SPOILER: Due vincitori finali, un maschio e una femmina.

Le similitudini potrebbero continuare, specialmente per quanto riguarda le personalità dei ragazzi concorrenti.


Vi ho un po’ incuriositi?

In breve, credo che Battle Royale sia la scelta perfetta per chi si sente orfano della serie di Hunger Games e vuole dedicarsi a qualcosa di simile ma allo stesso tempo più adulto e paradossalmente più realistico.


Fatemi sapere se questa rubrica vi piace e cosa ne pensate del mio consiglio 🙂

Alla prossima,

XoXo

G.

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5 pensieri su “#SeTièPiaciuto: Hunger games…

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