#ICinque: Libri brevi per chi non ha tempo da perdere

Dal titolo, sembra io che io ritenga la lettura una perdita di tempo. Falso. Penso che sia tutto tempo egregiamente impiegato. Tuttavia, spesso mi sono trovata a non avere abbastanza spazio da dedicarvi.

Quando ho molti impegni e poco tempo, l’idea di affrontare un lungo romanzo diventa quasi frustrante, perché so che dovrà spezzettarlo in tante brevi letture che mi faranno perdere il ritmo (Kuzko, is that you?) e forse anche il senso stesso del testo.

La cosa migliore è proprio quella di dedicarsi ai romanzi brevi: opere di poco più o poco meno di cento pagine, rapidi da leggere, pratici da portarsi appresso e a rischio frustrazione quasi nullo.

Oggi vi consiglio cinque + tre libri brevi un po’ per tutti i gusti, tutti certificati con timbro di approvazione.

(Per di più, data la lunghezza trascurabile, sono ottimi anche per chi a leggere non è affatto abituato e si fa venire l’ansia appena il conteggio pagine supera le due centinaia.)

Detto ciò, ecco la mia selezione:

Una cosa divertente che non farò mia più, di David Foster Wallace

Minimum Fax

Pagine: 149

Prezzo: 12,50 euro

A un giovane scrittore viene commissionato il reportage di una settimana in crociera extralusso nei Caraibi. Lo scrittore è David Foster Wallace e la permanenza sulla “meganave” si trasforma in un’esilarante cronaca, ma anche in un acido ritratto dell’americano in vacanza, delle sue abitudini ottuse, della sua eleganza pacchiana e – naturalmente – della sua ricerca di un forzato e artificiale relax. La critica pungente, e insieme scanzonata, di questi “cittadini americani adulti e ricchi” è accompagnata da una sferzante ironia e da uno stile pirotecnico e piacevolmente dispersivo che confermano il talento di un autore, come è stato detto, “capace di scrivere veramente di qualsiasi cosa”.

Una lussuosa vacanza in crociera può trasformarsi in un incubo distopico? La risposta è sì, ma solo tra le sapienti righe di David Foster Wallace. Inviato dal giornale per cui lavorava a scrivere un reportage sulle crociere, lo scrittore si trova immerso in un mondo a parte, patinato e opprimente. L’altra faccia del relax, insomma. Quella degli addetti alle pulizie, all’animazione e alla cucina, che sgobbano come matti e riveriscono i clienti fino al parossismo. Un reportage godibilissimo e incredibilmente ironico sul lato grottesco del lusso.

 

La cerimonia del massaggio, di Alan Bennett

Adelphi

Pagine: 95

Prezzo: 9 euro

Si sa che non c’è nulla di più mondano quanto un buon funerale. E ancor più se si tratta di commemorare un estinto che, letteralmente, ha avuto per le mani la “crème de la crème”, ambosessi, di Londra. E allora l’evento può diventare, oltreché mondano, atrocemente intimo. E rischiare da un momento all’altro di sgangherarsi, se il suo programma prevede un preoccupante assolo di sax. E se uno dei convenuti si alza in piedi per tessere un panegirico dell’anatomia del trapassato.

Un massaggiatore muore e al suo funerale sono presenti i suoi numerosissimi clienti, tutti ricchi, tutti famosi, tutti con qualche segreto da nascondere. Primo tra tutti, che ognuno di loro ha avuto una relazione con il defunto…

Si legge in pochissimo tempo. Buonumore di alto livello.

 

Stupore e tremori, Amélie Nothomb

Voland

Pagine: 128

Prezzo: 11 euro

La giovane Amélie è al suo primo impiego alla Yumimoto, una delle ‘aziende più grandi dell’universo’. Suo diretto superiore è Fubuki Mori, donna imperturbabile che prova piacere nell’umiliare la sua sottoposta. Inizia così la vertiginosa caduta di Amélie, presto declassata a guardiana delle toilette. Ma la discesa agli inferi è resa meno amara dalla contemplazione della bella e orgogliosa Fubuki…

Amelie Nothomb è nata in Giappone e per via del lavoro del padre, lì ha anche trascorso la propria infanzia. Sempre per via del ruolo diplomatico del padre, si trasferirà in Cina, poi in Bangladesh e poi finalmente a Bruxelles. Alla fine, tornerà in Giappone come impiegata di una grande azienda. Un’esperienza comica e traumatica che racconterà proprio in questo libro, il quale le varrà il Grand Prix du Roman dell’Académie française.

 

Una cena molto originale, di Fernando Pessoa

Passigli

Pagine: 69

Prezzo: 7,50

“Il più precoce cibo letterario della mia infanzia furono i tanti romanzi del mistero e delle più spaventose avventure” ha scritto Fernando Pessoa, grande appassionato di gialli, lettore e anche traduttore di Edgar Allan Poe. E al fascino della ghost story e a Poe si riallacciano i due racconti inclusi in questo volume: “Una cena molto originale” – scritto in inglese e ‘attribuito’ da Pessoa al suo eteronimo Alexander Search – e “Il furto della Villa delle Vigne”, che rappresenta la più compiuta fra le Novelle poliziesche che il grande scrittore portoghese aveva iniziato a costruire intorno al personaggio di Abílio Fernandes Quaresma, un investigatore dai tratti simili a quelli dell’amato Auguste Dupin.

Fernando Pessoa è conosciuto principalmente per “Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares” ma, guarda un po’, la sua produzione letteraria non si ferma certo qui. Una cena molto originale è un racconto che si ispira ai temi e alle atmosfere di Edgar Alla Poe, molto ammirato dall’autore. Un rinomato critico gastronomico invita i propri colleghi e amici ad una cena speciale, di cui dovranno individuare l’ingrediente speciale. Gustoso e con il giusto tocco di macabro.

 

Canone inverso, di Paolo Maurensig

Mondadori

Pagine: 150

Prezzo: 9 euro

A Vienna per la stagione concertistica, il narratore della storia incontra un suonatore ambulante in una taverna di Grinzing. Un po’ per scherzo gli chiede di suonare un pezzo difficilissimo e l’ambulante lo esegue alla perfezione. Il narratore incontrerà nuovamente l’ambulante, che gli racconterà la storia misteriosa e tragica del perché un uomo con un simile talento è finito a trascinarsi per le strade a suonare per qualche spicciolo…

Struggente, poetico, malinconico e misterioso. Una storia d’amore, di amicizia e di follia che vi terrà impegnati per poco tempo ma che lascerà un segno profondo.

Menzioni d’onore:

Il blocco dello scrittore, di Giulia Annibale (ovvero, io!)

Augh!

Pagine: 172

Prezzo: 13 euro

Miranda è una giovane studentessa, frequenta l’università ed è da sempre appassionata di scrittura. Le sue ambizioni sono grandi: diventare una stella della letteratura e lasciare ai posteri il suo capolavoro immortale. Convinta di serbare dentro di sé la sacra fiamma dell’arte, nel quotidiano si trova invece a fare i conti con una realtà a dir poco frustrante: il blocco dello scrittore. Un portatile aperto, una pagina bianca, un cursore lampeggiante e nulla più. Un giorno improvvisamente, dopo aver incontrato dei misteriosi venditori di libri e aver ricevuto in regalo un inquietante segnalibro, nella vita di Miranda ricompaiono i personaggi da lei inventati anni prima, creature che popolavano i suoi racconti mai finiti e abbandonati nelle pagine ingiallite di vecchi quaderni. Saranno loro, il Principe Lucertola, la Banshee, i Mastini, i Kappa e tanti altri, ad accompagnare la ragazza in un viaggio avventuroso, magico e liberatorio, nelle ombre del proprio cuore.

Non voglio vantarmi, ma non so quante persone conoscete, lettori occasionali, che hanno pubblicato un libro vero con una vera casa editrice. Uahahaha. Ah. Ehm. Sì. Insomma, in 170 pagine il mio bambino vi racconterà la storia di Miranda, aspirante scrittrice alle prese con un terrificante blocco dello scrittore, che si troverà a vivere il sogno di tutti gli autori: incontrare i propri personaggi. Tranne che il sogno si trasforma molto presto in un incubo. I suoi personaggi la odiano. Miranda è la Carceriera, quella che li ha imprigionati nelle pagine e poi si è dimenticata delle loro storie, condannandoli a rimanere bloccati in un limbo…

Insomma, ottimo sia per gli aspiranti scrittori sia per chi ha il blocco del lettore. Lo finirete in un giorno e mi ringrazierete XD

 

Assassinio sull’Orient Express, di Agatha Christie

Mondadori

Pagine: 238 (ma non si sentono)

Prezzo: 12 euro

L’Orient-Express, il leggendario treno delle spie e degli avventurieri internazionali, occupa un posto importante nell’immaginario collettivo degli appassionati di letteratura poliziesca. Il merito è di Agatha Christie, la regina del giallo, e della sua creatura, l’impareggiabile Poirot. In quella che rimane probabilmente la più celebre delle sue imprese, l’investigatore belga, salito a bordo di un vagone di prima classe partito da Istanbul e diretto a Calais, è costretto a occuparsi di un efferato delitto. “Assassinio sull’Orient-Express”, apparso nel 1934, è da molti considerato il capolavoro di Agatha Christie, sicuramente uno dei libri gialli più conosciuti in tutto il mondo.

Non credo che questo libro abbia bisogno di molte presentazioni. Si tratta semplicemente di uno dei racconti più geniali di quel genio-già-di-per-sé che fu Agatha Christie. Un morto, un treno in corsa, e un mucchio di sospettati. Perché nessuno sarebbe potuto scendere dal treno, né tantomeno salirvi: quindi il colpevole dev’essere per forza tra i passeggeri.

Un gioco da bambini, di J.G.Ballard

Feltrinelli

Pagine: 92

Prezzo: 7 euro

Nel 1988, nell’esclusiva e nuovissima residenza del villaggio di Pangbourne, pochi chilometri fuori Londra, si verifica un massacro: trentadue adulti vengono trovati morti. Sono stati brutalmente uccisi nonostante i dispositivi di sicurezza e i loro tredici figli adolescenti sono scomparsi. Il delitto pare perfetto come il luogo in cui si è consumato, ed è durato solo pochi minuti. Nessuno sa come sia stato possibile e né riesce a immaginare il motivo. Ma forse la risposta si trova nel fatto che in una società totalmente sana, in un contesto di ricchezza e abbondanza, dove tutto è predefinito e organizzato per ottenere il massimo della felicità, l’unica via di scampo è la follia. E forse sotto l’apparente perfezione si cela una realtà ben diversa. Per risolvere lo sconcertante caso, la polizia chiede l’aiuto di un consulente psichiatrico, il dottor Richard Greville. E saranno le sue indagini a svelare uno scenario inquietante cui nessun vuol credere dal momento che si ipotizza la colpevolezza dei ragazzi.

Di questo breve, ansiogeno racconto scritto da J.G.Ballard ho già scritto una recensione e pertanto vi linkerò il post qui. Consigliato a chiunque creda che i bambini siano angeli scesi dal paradiso.

 

 

 

 

 


 

Bene, mie cari. Conoscete qualcuno di questi libri? Li avete letti? Avete altri libri corti da consigliare a me o ai vostri colleghi lettori? Scrivetemeli nei commenti!

XoXo

G.

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14 pensieri su “#ICinque: Libri brevi per chi non ha tempo da perdere

  1. Modestamente io ho letto “Il blocco dello scrittore” eheh! Voglio assolutamente leggere quello di Bennet e quello di David Foster Wallace. Conoscevo quello di Pessoa, ma non l’ho mai letto quindi, fila anche tu in lista! XD

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  2. Consigli ottimi! Ho già letto La cerimonia del massaggio e sto leggendo proprio in questi giorni Una cosa divertente che non farò mai più. Gli altri alcuni li conoscevo, altri no, ma me li sono segnati tutti!

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