#ICinque: Romanzi giapponesi

Gli autori giapponesi sono spesso materia di venerazione per gli appassionati d’oriente e certamente di fascinazione per chi è più semplicemente incuriosito dalla cultura nipponica.

Tuttavia, come spesso accade, quando si parla di letteratura straniera (specialmente se talmente lontana da noi da rappresentare quasi una letteratura di nicchia) è sempre pronta in agguato la trappola della sineddoche (o metonimia, vabbè): scambiare una parte per il tutto. In questo caso, scambiare Murakami per tutta la produzione letteraria giapponese. Spesso mi capita di sentire frasi di questo genere: «Mi piace molto la letteratura asiatica, ho letto un sacco di Murakami», e ne rimango turbata.

D’accordo, il buon Haruki ha praticamente il proprio scaffale riservato all’interno di ogni libreria italiana e se vuoi trovare qualche altro autore lo devi proprio andare a cercare col lumino, cosicché un cliente medio è indotto a pensare che questo sia tutto ciò che il Giappone ha da offrire, ma voi e io sappiamo che questo non è vero e infatti oggi sono qui per consigliarvi cinque letture (più qualche menzione speciale) provenienti dalla terra del sol levante.

Pronti? Via.

4141t7wa73l-_sx316_bo1204203200_Sotto la foresta di ciliegi in fiore, di Ango Sakaguchi

Marsilio

Pagine: 154

Prezzo: 14 euro

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I quattro racconti qui presentati, scritti tra il 1938 e il 1952, si collocano a metà strada fra leggenda e allegoria, ma al di là della presenza di esseri soprannaturali e delle convenzioni che permettono di collocarli nel «modo» fantastico di intendere la letteratura, essi condividono una tesi di fondo: la solitudine totale, irrecuperabile dell’uomo. Nel racconto Sotto la foresta di ciliegi in fiore, di questa solitudine si fanno simbolo visibile gli alberi fioriti, bellissimi e misteriosi, capaci di offuscare la mente umana e di ridurla alla disperazione con l’angoscioso silenzio che regna sotto i loro rami. Al fascino inquietante e distruttivo dei ciliegi fa da contrappunto la bellezza assoluta e perversa della donna, la sua familiarità con la morte, l’equazione, subito percepibile, che si viene a creare fra il suo sorriso e il gelo che si stende implacabile sotto gli alberi di ciliegio in pieno rigoglio. Nei quattro racconti, una straordinaria forza immaginativa si mescola con il gusto per il grottesco e il macabro, l’innocenza diviene perversione, la bellezza mostruosità demoniaca, l’annientamento unica possibilità di sollievo alla disperazione.

Un breve romanzo che coniuga bellezza, crudeltà e follia. Vi consiglio di vedere anche il film omonimo, un piccolo capolavoro apparentemente semi-sconosciuto.

41n8ykx7s3l-_sx304_bo1204203200_Le strane avventure di Sherlock Holmes in Giappone, di Dale Furutani

Marcos Y Marcos

Pagine: 256

Prezzo: 15 euro

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Per tre anni Sherlock Holmes sparisce dalla scena; in fuga dal cattivo Moriarty, si rifugia in Asia. E che combina il detective irrequieto in quei tre lunghi anni? Se ne sapeva poco o nulla, quando una vecchina bussa alla porta di Furutani e gli dona un cofanetto dai meravigliosi intagli. Dentro ci sono quaderni fitti di scritte: gli appunti del dottor Watanabe, medico giapponese di campagna. In questi appunti difficili da decifrare e un po’ confusi, Watanabe racconta l’incontro più strano della vita, quello con lo straniero bizzarro e affascinante che per un anno ospiterà a casa sua, dividendo con lui molte avventure. Watanabe non conoscerà mai l’identità dello spilungone che tanto lo sconcerta. Sherlock Holmes viaggia in incognito, sotto falso nome. Ma per un anno, con il suo approccio anomalo e geniale, aiuterà il dottor Watanabe, uomo di immenso buon senso e poca fantasia, a risolvere i tanti casi della vita che giungono fatalmente nello studio di un bravo medico di campagna. di sapienze orientali e intuito occidentale, una lettura deliziosa da assaporare goccia a goccia.

Il dottor Watanabe deve ospitare uno strambo ma geniale gaijin venuto da chissà dove. Di questo libro ho già parlato in precedenza e vi lascio la recensione qui. L’ho anche annoverato tra le mie migliori letture del 2016, in uno dei miei primissimi video, che vi lascio qui sotto.

41n2bjc2kexl-_sx322_bo1204203200_Confessions, di Minato Kanae

Giano

Pagine: 270

Prezzo: 14,90 euro

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La rivelazione è di quelle agghiaccianti, soprattutto se a farla è una giovane professoressa che ha da poco perso la sua bambina e ad ascoltarla sono i suoi alunni, la classe alla quale Moriguchi Yuko rivolge un discorso di addio: “La mia Manami non è morta accidentalmente; è stata uccisa da qualcuno di voi”. La figlia dell’insegnante di scienze aveva quattro anni quando, un mese prima della fine dell’anno scolastico alla scuola media, in una cittadina del Giappone, è stata trovata morta nella piscina dell’istituto. A causa di quello che tutti hanno ritenuto un incidente, la madre ha deciso di abbandonare per sempre il suo lavoro. Freddamente, quasi scientificamente definendoli A e B, la professoressa rende identificabili ai compagni i due ragazzi e rivela la sua scoperta di come essi abbiano premeditato e compiuto l’omicidio di una bambina indifesa. Inoltre, con altrettanta freddezza, l’insegnante comunica la sua decisione: non ha intenzione di denunciare i due assassini alla polizia. Ha invece già messo in atto una personale vendetta, atroce e immediata ma escogitata in modo che le devastanti conseguenze si manifestino lentamente, affinché i giovani criminali abbiano il tempo di pentirsi e trascorrere il resto dei loro giorni sopportando il fardello della colpa di cui si sono macchiati. Nelle settimane successive, attraverso un diario, un blog, una lettera, appare in tutta la sua spaventosa portata il perché del gesto compiuto da Nao e Shuya.

Un libro crudo e crudele, che mostra una realtà di alienazione e violenza per noi quasi impensabile ma tuttavia presente nel pacato, rispettoso, formalissimo Giappone. Il marcio in Danimarca, per capirci, il prezzo da pagare per l’ordine. Ne hanno tratto anche un film meraviglioso e sconcertante, che porta lo stesso titolo. 

51msmruibyl-_sx317_bo1204203200_Rashōmon e/o Nel boschetto, di Ryunosuke Akutagawa

Einaudi

Pagine: 267

Prezzo: 18 euro

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Il naso, Nel bosco, Rashomon e molti altri racconti, capolavori di melanconia e struggimento giapponesi. Racconti celeberrimi nei quali fluisce il suggestivo immaginario di Akutagawa, popolato da shogun e preti, vagabondi e contadini. Quello di un mondo che osserva con rammarico la decadenza dei valori della tradizione e tenta vanamente di opporsi allo spirito moderno che si stava diffondendo in Giappone.

Da questi due racconti Akira Kurosawa trasse quel capolavoro che è Rashōmon, film del 1950. In esso, il racconto “Rashōmon” fa da cornice alla vicenda, la cui sostanza è ispirata invece a “Nel boschetto”. Se il primo parla di miseria e sopravvivenza, il secondo ricama sulla natura relativa della verità. Due capolavori che dovete recuperare assolutamente.

513njivleol-_sx318_bo1204203200_Japanese Tales of Mystery and Imagination, di Edogawa Ranpo

Pagine: 222

Prezzo: 11,45 euro

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Dice Amazon:

Japanese Tales of Mystery & Imagination contains nine bloodcurdling tales by the author who is widely regarded as the father of Japanese mystery writing and Japan’s answer to Edgar Allan Poe. The chilling stories in this book present a genre of literature largely unknown to readers outside Japan and combine the quick tempo of Western fiction with the rich fantasy of the East. These spine-tingling tales include the strange story of a quadruple amputee and his perverse wife; the record of a man who creates a mysterious chamber of mirrors and discovers hidden pleasures within; the morbid confessions of a maniac who envisions a career of foolproof “psychological” murders; and the bizarre tale of a chair-maker who buries himself inside an armchair and enjoys the sordid “loves” of the women who sit on his handiwork. Lucid and packed with suspense, the stories of Edogawa Rampo have enthralled Japanese readers for over half a century.

Se guardavate Il detective Conan probabilmente il nome Edogawa vi suona familiare. Ebbene, Edogawa Ranpo, con i suoi racconti gialli, cruenti, misteriori e oscuri, fu l’equivalente di Edgar Allan Poe o di Arthur Conan Doyle per la letteratura giapponese. Un must per gli appassionati del genere. 

Menzioni d’onore:

31mpszjbp8l-_bo1204203200_Vita segreta del signore di Bushū, di Tanizaki Junichiro

Pagine: 158

Prezzo: 8,50 euro

Ambientata nel Giappone del XVI secolo, dilaniato dalle lotte intestine, questa vicenda in apparenza racconta di eserciti, samurai e castelli sotto assedio. Ma dietro tutto questo si nasconde qualche cosa di più e, a poco a poco, viene svelato il segreto accennato nel titolo del romanzo. Il protagonista, fin da ragazzo, aveva scoperto un aspetto occulto di sé, una componente masochista della propria sessualità così spiccata da rivelargli l’esistenza, all’interno del suo cuore, di un pozzo profondo dal cui bordo, “con le mani aggrappate all’orlo, aveva guardato nel fondo buio, rimanendo impaurito dalla vertiginosa profondità” che gli si spalancava davanti. L’episodio scatenante è quello in cui il giovane Terukatsu rimane sconvolto ed eccitato nel vedere una bellissima fanciulla che acconcia il cranio mozzato di un guerriero, secondo una consuetudine tipica del Giappone dei samurai: il sorprendente contrasto fra la chioma corvina del decapitato e il braccio candido della ragazza lo affascinerà al punto da desiderare di essere lui stesso al posto di quel cadavere. Da questo episodio che ha segnato la sua adolescenza si dipana la “tortuosa vita sessuale del nobiluomo”. Tanizaki cita nella prefazione un antico saggio cinese, secondo il quale “è più facile sconfiggere un bandito nascosto in montagna che non il male che è nascosto nel proprio cuore”. Attrazione e repulsione dunque per una fantasia erotica che permea di sé la vita del protagonista fino a diventare un’ossessione e un progetto esistenziale.

«Una delle cose più strane e belle che io abbia mai letto» dice una fonte affidabile interpellata prima della stesura di questa lista di consigli, così ho deciso di inserire anche questo titolo. Tanizaki è stato uno dei più grandi scrittori giapponesi, quindi è giusto che abbia il suo posto nell’elenco.

51f-rab2bnl-_sx324_bo1204203200_Racconti di pioggia e di luna, di Ueda Akinari

Marsilio

Pagine: 210

Prezzo: 15 euro

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Nove storie di fantasmi nelle quali Ueda Akinari riprende spunti cinesi e motivi del folclore, del romanzo e del teatro giapponesi, rielaborandoli in situazioni originali. Elementi che però sono solo parte dell’intuizione poetica e della capacità dell’autore di trasformare queste storie in racconti dove il ricorso al soprannaturale e la paura sono mitigati dalla poesia.

Dei bei racconti di fantasmi in stile nipponico, inquietanti e sottili.

Per chi ama la mitologia:


41-olpmjhtl-_sx328_bo1204203200_Kojiki, racconto di antichi eventi

Marsilio

Pagine: 171

Prezzo: 13 euro

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La storia del Giappone e della famiglia imperiale dalle mitiche origini al VII secolo: la nascita delle isole e delle divinità dei mari, dei monti e degli alberi; i miti e le leggende; le prime poesie d’amore; gli eroi spesso infelici e sconfitti; le storie di uomini solitari senza compromessi; le vicende documentate fino all’epoca in cui è scritto il testo.

A chi è appassionato di mitologia consiglio il Kojiki, romanzo della fondazione del potere imperiale, commissionato affinché certificasse la discendenza divina della stirpe di Yamato, legittimandone così la superiorità. Primo esempio di narrativa nipponica a noi pervenuto, da non perdere se volete leggere delle gesta di Susanoo, dio del vento e delle tempeste, gran burlone e progenitore della sacra stirpe nipponica.

41udeyv1qil-_sx307_bo1204203200_Storia del principe Genji, di Shikibu Murasaki

Einaudi

Pagine: 1430

Prezzo: 28 euro

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Negli ovattati appartamenti del gineceo dell’aristocrazia si svolge la storia delprincipe Genji, luminoso per intelligenza, cultura, bellezza: gli amori delle damedi corte, delle spose, e le lotte per il potere, nel piú importante romanzodella letteratura giapponese classica. Il Giappone dell’epoca Heian (IX-XII secolo): un paese chiuso, isolato dalcontinente asiatico, che contiene un altro paese chiuso, quello dell’aristocraziadi corte, al cui interno si trova il microcosmo delle nyobo, l’elite delle dame.

Nell’epoca Heian le dame di corte si annoiavano, così finirono per inventare i kana (l’alfabeto giapponese) e per comporre lunghi e articolati romanzi. Uno di questi è la storia del principe Genji, una narrazione epica e allo stesso tempo introspettiva. Lunghissimo ma interessante.


Allora, carissimi, conoscevate qualcuno di questi titoli? Vi incuriosiscono? Spero di sì.

Un bacio in fronte,

G.

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