Diario di una scrittrice #1: OBSESS

Cari lettori occasionali,

benvenuti in una nuova rubrica. Forse è la più difficile che io abbia mai avuto l’idea di iniziare ma credo valga la pena farlo.

Dunque, come ormai saprete se frequentate questo blog da un po’ di tempo, l’anno scorso ho pubblicato un libro. Benissimo, tanti complimenti a me, applausi. Il fatto è che chiusi nel mio cassetto ci sono:

  • Numero 3 romanzi da più di 300 pagine, terminati e in attesa di rilettura;
  • Numero 20 racconti brevi, sempre terminati, sempre in attesa di rilettura;
  • Numero indefinito di storie iniziate e mai portate a termine;
  • Numero 2 romanzi lunghi aperti e attualmente in fase di scrittura.

Ma non sono qui per sbandierare la mia prolifica inefficienza. Sono qui per condividere con voi quelli che io ritengo essere degli elementi importanti, se non fondamentali, da avere o se non altro da tenere in considerazione per riuscire a portare a termine una storia (o quantomeno a riordinare le idee tanto da riuscire, in seguito, a strapparne fuori una storia).

I miei saranno consigli molto personali, senza la pretesa di essere nel giusto né quella di poter vantare una qualche autorità in materia. Sono cose che funzionano per me (a cui sono arrivata in parecchi anni di scrittura matta e disperatissima o che ho pescato qui e lì all’interno dei manuali) e che ritengo possano essere utili anche a voi. Disclaimer: non saranno in ordine di importanza o organizzati tipo saggio. Sono solo che di cui vi voglio parlare e che ritengo degne di nota.

Quindi, senza ulteriori indugi, vi dico che prima ancora di scrivere una singola parola del vostro racconto o di quello che volete diventi un romanzo, dovete conoscere i vostri personaggi e il mondo in cui essi vivono e si muovono quasi alla perfezione e da qui il titolo di questo episodio. Perché signori miei, il modo migliore per avere tutto chiaro prima di iniziare a scrivere è solo uno: OBSESS OVER IT.

Dovete essere ossessionati dalla vostra storia. Badate, non dovete ossessionare gli altri (una cosa che tutti noi tendiamo a fare, né? “Senti, posso raccontarti la storia che mi è venuta in mente?” e due ore e mezzo dopo ancora non abbiamo finito di blaterare sulla nostra idea meravigliosa per sfondare che poi si rivelerà nient’altro che l’esatta copia dell’ultimo libro fantasy che abbiamo letto ma con i nomi cambiati); dovete ossessionare voi stessi, in qualunque momento libero della giornata.

Siete in coda alle poste? Pensate alla vostra storia. State facendo la spesa? Pensate alla vostra storia? Autobus? Storia. Pausa studio? Storia. Letto, prima di addormentarsi? Storia.

Dovete conoscere a menadito i vostri personaggi. Dovete sapere cosa mangiano, come sono fatti i loro volti, come reagiscono quando qualcuno li insulta e come gioiscono quando arriva il loro pacco Amazon. Qualsiasi cosa. E lo stesso deve valere per il luogo dove abitano. Una città che fluttua nel cielo? Un sobborgo di Londra? Una singola stanza, in un alberghetto fuori mano, stregato e infestato dai fantasmi? Una villa hollywoodiana? Qualsiasi sia il setting della vostra storia, dovrete conoscerlo come fosse casa vostra.

Perché? I motivi sono principalmente due (e poi ne seguono molti altri).

Il primo è che conoscere a menadito i dettagli della vostra storia darà al lettore la sensazione di essere dentro il vostro mondo a tutti gli effetti. Immaginate di raccontare di un luogo della vostra infanzia o semplicemente di casa vostra o della vostra stanza o di vostra madre. Sicuramente conoscerete una valanga di aneddoti, dettagli positivi e negativi e in più ogni cosa di cui parlerete avrà addosso una patina di ricordi, di emozioni e di vostre opinioni personali. Questo renderà sicuramente il racconto della vostra stanzetta (o di vostra madre)piuttosto vivido e reale. Ecco, dovete fare questo con tutto ciò che riguarda la vostra storia e i vostri personaggi. Dovete immaginare una quantità enorme di dettagli e di sensazioni e di emozioni.

Che sbatta, eh? E qui arriviamo al secondo motivo per cui fare questo è importante. Ovvero: avere in testa un’immagine dettagliata di ciò che abita e anima la vostra storia renderà tutto più coerente e vi eviterà imbarazzanti buchi di trama. Quante volte si leggono dei romanzi in cui ad un certo punto compaiono dettagli selvaggi il cui scopo è evidentemente quello di colmare una voragine narrativa lasciata insoluta precedentemente? Quello è l’autore che s’è messo a scrivere e ad un certo punto non ha più saputo come risolvere il pasticcio narrativo in cui si è ritrovato. Ed è questa, signori, la genesi dei power-up gratuiti. Non sappiamo bene come continuare? Rendiamo il nostro personaggio super potente! Sveliamo che si tratta di una creatura mitica! Facciamolo svenire e risvegliare da un’altra parte! (sì Dante, sto parlando con te. Ma anche con Jennifer Armentrount).

Ciò di cui sopra, non c’è bisogno di dirlo ma lo diciamo lo stesso, non va bene. Non va bene mai, in nessun caso, per sempre.

Conoscere le debolezze e i pregi del vostro personaggio o del vostro mondo, le regole che lo comandano, le istituzioni e i centri di potere che lo governano, la morfologia delle città, tutto questo è fondamentale per riuscire a tirare i fili della vostra trama senza trovarvi con un nodo gordiano insolvibile, senza impantanarvi in un tremendo blocco dello scrittore (ihih, come il titolo del mio romanzo) e soprattutto per avere personaggi che saranno unicamente vostri e non l’ennesima copia della copia della copia della copia di Katniss della copia di Bella e della copia di Mary Sue.

Quindi ecco, blocco alla mano, create un mondo, disegnate una mappa, scrivete la storia dei vostri personaggi fino alla settima ascendenza (io lo faccio! È utilissimo per avere un’idea chiara del perché i vostri personaggi sono quello che sono. Dopotutto, sappiamo bene che il luogo da cui proveniamo ci plasma inesorabilmente. In più da un sacco di spunti per inventare segreti o dettagli intriganti da aggiungere alla vostra trama), createvi una raccolta nel pc con le foto dei paesaggi che vorreste utilizzare, create una tabella personaggi.

Di tutte queste cose parliamo nello specifico nelle prossime puntate. Per ora volevo solo darvi un consiglio generale, un buon punto da cui iniziare.

IN SOLDONI:

  • No ai rush di ispirazione (lo so che morite dalla voglia di mettervi a scrivere ma sfogatevi buttando giù annotazioni e quando vi metterete di fronte al Pc non butterete giù un aborto sgrammaticato -lo facevo e non lo farò mai più- ma una Cosa più che accettabile. È gratificazione differita);
  • No alle storie che vengono un poco alla volta (quelle vanno bene solo in due occasioni: siete un genio della letteratura -ma allora che ci fate qui?-, siete uno scrittore navigato -idem come sopra-);
  • Sì all’organizzazione del materiale in anticipo.

Che dire, spero che questo articoletto vi sia piaciuto. Se è così, fatemelo sapere. E se non è così, fatemi sapere perché. Magari va a finire che imparo io qualcosa di nuovo 😀

Un bacio in fronte a tutti,

G.

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3 risposte a "Diario di una scrittrice #1: OBSESS"

  1. Luca

    Ciao Giulia, buon pomeriggio, e grazie dell’articolo, che ho trovato molto interessante, al punto che sto pensando di farne un fascicolo completo di tutte le “puntate” che scriverai! 🙂
    Come te, anche io ho scritto un libro di racconti, molti anni fa, ma non è stata una bella esperienza. Lasciamo stare…
    Tempo fa, nel cassetto del mio PC ne ho ritrovati altri, che mi piacerebbe inserire tutti in un unico volume; di questi, un’amica me ne ha corretto uno, inserendoci alcune note a margine, per darmi modo di correggere gli errori commessi, ma alcune osservazioni mi lasciano perplesso, perché non ho alcuna idea su come modificare, per migliorarlo.

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    1. Thebookcaseofmymind

      Ciao! Spero che magari qualcuna delle puntate di questa rubrica ti possa essere in qualche modo d’aiuto. Nel frattempo, ti consiglio di procurarti dei manuali di scrittura creativa (sempre che tu non l’abbia già fatto). Ne esistono tanti, alcuni li trovi anche gratis in Pdf. Sono molto utili per iniziare a capire dove risiedono gli errori più grossolani di chi inizia a scrivere.

      Piace a 1 persona

      1. Luca

        Ciao, lo spero anche io! Ho un paio di manuali sul Kindle; uno ne ho anche in cartaceo: si tratta di “Ricettario di scrittura creativa”, di Stefano Brugnolo e Giulio Mozzi, lo conosci?
        Buona giornata! 😉

        Mi piace

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