Il vampiro, di John William Polidori

il vampiroJohn William Polidori

Il Vampiro

Pagine: 64

Prezzo: 7,50 euro

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Il giovane Aubrey incontra il misterioso, taciturno e affascinante Lord Ruthven. Insieme partono per un Grand Tour che li porterà prima a Roma e poi in Grecia. Durante il viaggio, Aubrey si rende conto della natura maligna del compagno, che semina dolore ovunque vada e decide di separarsene. Nel frattempo, Aubrey viene a conoscenza della leggenda di una creatura che si nutre di sangue umano, il vampiro. Da quel momento, fatti inquietanti cominceranno a perseguitare il giovane con conseguenze catastrofiche…

Uscito nel 1816, e quindi precursore dei più noti Dracula e Carmilla, il breve racconto di Polidori, cui bisogna attribuire il pregio di aver sottratto la figura del vampiro dal folklore per tramutarla in un personaggio letterario, ebbe una genesi affascinante e alla sua pubblicazione conobbe un successo considerevole.

Figlio della stessa notte buia e tempestosa che diede alla luce la figura del dottor Victor Frankenstein e la sua Creatura ad opera della giovane Mary (all’epoca non ancora) Shelley, “Il vampiro” prende spunto da un frammento composto da Lord Byron, che insieme agli Shelley e a Polidori (che era il suo medico personale) soggiornava a Villa Diodati, in Svizzera.

Poco tempo dopo, Polidori trasse spunto da quello stesso frammento per scrivere il suo racconto. Modellò quindi il proprio protagonista sul modello byroniano (e in qualche modo autoreferenziale) di eroe tenebroso e maledetto, dando vita in questo modo al primo di una lunga e fortunata stirpe di vampiri-dandy, fascinosi e solitari, ma spinti dalla sete di potere e sopravvivenza e mai placati dal rimorso per quanto stanno compiendo.

Il racconto si apre con Aubrey bello, giovane e ricco, benvoluto e al culmine del proprio splendore; una luce che contrasta fortemente con il buio di Lord Ruthven, malinconico, freddo, strano e maligno, ma allo stesso tempo magnetico. Dopo il rocambolesco viaggio dall’Inghilterra alla Grecia e ritorno, il finale si chiude a parti invertite. Aubrey è consumato, smunto, perduto. Ha perso sua sorella, le sue finanze, la sanità mentale e il rispetto della gente. Al contrario, Ruthven è pieno di vita, si è accaparrato la bella e ricca sorella del protagonista e la stima di tutti i loro conoscenti. Ha distrutto un uomo, ucciso una donna e non ne ha pagato le conseguenze.

Dunque che Lord Ruthven non può essere fermato. Il vampiro infatti rappresenta una forza non umana, il mistero, la morte, la distruzione, il segreto e la pulsione che divora l’anima di un individuo fino a spingerlo alla follia. La sua influenza è una malattia, che riecheggerà qualche decennio dopo anche nell’opera di Bram Stoker. Inarrestabile è anche la discesa nella follia del povero Aubrey, depositario di una verità troppo scomoda, pericolosa e incredibile, che lo consuma insieme alla rabbia per la propria impotenza. Specchio forse questo dello stesso sentimento che spinse Polidori a pubblicare il suo racconto. L’ingenuo Aubrey, che conosce la verità sul mostro, è libero di confessare ciò che sa solo quando ormai è troppo tardi. Il vampiro ha avuto quello che voleva, ha vinto. La morte, per Aubrey, è quasi una liberazione.

Si può quindi dire che il vampiro di Polidori eserciti il suo potere in due modi diversi. Da una parte si nutre fisicamente di sangue per sopravvivere, affascinando e portando alla perdizione le giovani fanciulle perché si leghino a lui così da cibarsene liberamente; dall’altra prospera nell’angoscia e nella disperazione provocata negli altri dal suo egoismo e dalla sua malignità.

C’è molto di biografico in questo vampiro. In effetti, al momento della pubblicazione, Polidori e il suo editore fecero di tutto per spacciare il racconto come una sorta di sconcertante autobiografia ad opera di Byron stesso. Il successo dell’opera non fece che alimentare l’ondata di dicerie e accuse che costrinsero il poeta ad andarsene dall’Inghilterra.


Voto:

2000px-White_Stars_1 : Conturbante


Lo consiglio a:

  • Tutti;
  • Tuttissimi;
  • Chi ama i racconti sui “veri” vampiri (non quelli che sbrilluccicano);
  • Chi vuole accompagnare la serata di Halloween con una lettura breve ma intensa;
  • Chi ha letto Byron e vuole farsi un’idea di come fosse.

 

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3 thoughts on “Il vampiro, di John William Polidori

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