I preferiti di ottobre

Cari lettori occasionali,

Eccomi qui per raccontarvi quali sono state le cose belle buone e brave che ho sperimentato o esperito (che paroloni uso oggi?) nel mese di ottobre.

Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate, in special modo dei film che vi cito qui sotto.

Ready?

Steady?

Go.


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Partiamo con il tasto dolente, perché ci deve essere per forza una categoria in cui non riesco a decidermi. A ottobre ho visto svariati film che mi sono piaciuti, per motivi molti diversi tra loro, quindi sapete cosa? Ve li cito tutti. “Brevemente”.

IT

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Se avete visto il mio video sui film da vedere ad Halloween sapete che sono una pusillanime, una codarda. Però l’Internet parlava così tanto bene di It che ho preso il coraggio a quattordici mani e l’ho guardato (in parte, ammetto, utilizzando il metodo griglia, cioè creando una griglia di protezione davanti agli occhi con le dita) e sono sopravvissuta senza troppi strascichi.

Forse sono diventata coraggiosa io, forse non fa poi così tanta paura. Rimane comunque un ottimo film e un grandioso racconto di formazione.

Ho adorato il “club dei perdenti” e penso che avrei tanto voluto farne parte (anche perché me lo sarei meritata a pieno titolo, considerando la mia fama alla loro età), ho amato le ambientazioni e l’estetica del personaggio di Pennywise, ma ancora di più ho adorato ciò che del film fa davvero paura: gli adulti. Grotteschi, viscidi, ciechi e sordi di fronte ai bisogni dei ragazzi. Come se tra l’infanzia e l’età adulta esistesse una sorta di spessa lastra di vetro, invisibile, che assorbe i suoni. Ci si vede ma non si riesce a comunicare. È un messaggio potente, forse ancora più spaventoso della presenza di Pennywise.

IL DESTINO DI UN CAVALIERE

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Questo non è una novità ma è uno dei miei film preferiti di sempre e ora lo trovate su Netflix. Lo riguardo ciclicamente e nonostante io conosca a memoria le battute (e non scherzo. Siamo a livello Disney) ogni visione è una goduria e mi fa ridere fino alle lacrime.

La mia storia con “Il destino di un cavaliere” dura felicemente da molti anni. Mi conquistò alla prima visione, più o meno entro i primi cinque minuti di film e più nello specifico non appena il medievalissimo pubblico di un medievalissimo torneo medievale accolse i partecipanti sulle note di We Will Rock You, dei Queen. Avevo dieci anni e il nostro amore dura da allora.

(Piccola nota a proposito della musica rock usata, parrebbe, a sproposito: il regista disse che la musica che noi oggi intendiamo come classica o folk, per i contemporanei era mainstream. Le loro ballate, le nostre hit. Quindi usando celebri brani contemporanei voleva dare l’idea dell’effetto che faceva la musica barocca o rinascimentale sul popolo di allora. E c’è del buono e del giusto in tutto questo.)

In ogni caso, si tratta di una favola cavalleresca, la parabola ascendente di William Tutcher, figlio di un impagliatore e messo a servizio di un cavaliere errante quando era solo un bambino, che grazie alla sua abilità e fondamentalmente al suo buon cuore diventa prima Ulrich Von Liechtenstein (è grazie a lui che io sono venuta a conoscenza dell’esistenza di questo luogo) e poi qualcos’altro ancora, che non vi dico.

La perplessità in un nuovo spettatore è certamente data dalla messa in scena decisamente post-moderna. Musiche e costumi rivisitati si mischiano a personaggi dall’eloquio forbito e arti mediche primitive, molto più in linea con l’epoca in cui il racconto è ambientato. In generale, questo è un film che ti repelle o che ti conquista.

Io lo adoro e quindi consiglio a tutti di vederlo. Secondo me, è davvero ben costruito. La trama, una volta parzialmente sospeso il proprio giudizio, non ha punti deboli e i dialoghi sono intelligenti e arguti.

Alcune battute sono diventate parte del mio quotidiano. Non so, tipo:

“Il Papa sarà anche francese ma Gesù Cristo è inglese.”

O:

“È biondo, è bello, vi batterà in duello!”

Oppure:

“Siete stato pesato, siete stato misurato e siete stato trovato mancante”

Oppure ancora una cosa qualsiasi uscita dalla bocca di Paul Bettany (aka Geoffrey Chaucer).

Ve lo consiglio? Assolutamente sì. Considerate che nel cast ci sono Heath Ledger (Joker) e Mark Addy (Robert Baratheon).

IL PADRINO

Il perché non avessi mai visto questo meraviglioso capolavoro di Francis Ford Coppola mi è ancora del tutto oscuro ma ho recuperato ora e ne sono entusiasta. Penso che la storia la conosciate un po’ tutti. Siamo in una New York degli anni Quaranta. Vito Corleone, boss di una delle maggiori famiglie mafiosi della città, viene ferito gravemente. Urge vendetta e questa sarà l’occasione giusta per scoprire quale tra i figli del Padrino sarà in grado di prendere le redini della famiglia e dei suoi affari.

Spoiler:

Iconico, magistrale, leggendario. Non mi stupisce affatto che in America sia diventato un cult, stracitato ed entrato a pieno titolo nella cultura pop, con un certo orgoglio da parte degli italo-americani. Ma sotto l’impeccabile messa in scena e la regia di Coppola che porta lo spettatore a simpatizzare per i Corleone, stiamo pur sempre parlando di mafia. E un italiano non può fare a meno che storcere il naso e vedere l’inquietante sistema sotteso alla mafia “virtuosa” di Vito.

Evento-2

Il libro del mese è più un racconto lungo che un vero romanzo e sto parlando de “Il vampiro”, di cui vi ho già parlato ampiamente sia qui nel blog che nel canale.

il vampiro

Aggiungo anche “Il corvo”, di Edgar Allan Poe, che ho ascoltato recitato da Christopher Lee per tutto il mese e che ora mi perseguita.

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Questa categoria la vince Bill Skarsgard, il faccino carino che si nasconde dietro il ghigno satanico di Pennywise. Io lo trovo adorabile. Voi che ne dite? Yay or Nay, come dicono le influencer ammeregane?

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Evento-10

La serie tv del momento, per me, è senza dubbio la seconda stagione di Riverdale.

Immagine correlata

Dopo una prima stagione col botto, Archie, Veronica, Betty e Jughead devono affrontare un misterioso assassino che sta mietendo vittime come se piovesse.

Rivedale nutre il mio lato adolescenziale e allo stesso tempo quello appassionato di misteri da risolvere e serie dark-poliziesche, i protagonisti sono tutti molto bravi, i personaggi ben cesellati e originali, la trama e il ritmo sono pazzeschi e ogni episodio ti tiene attaccato allo schermo.

Ah, e poi c’è l’affatto trascurabile dettaglio che Jughead è praticamente il mio alter ego. Raramente ho sentito più affinità con un personaggio. E voglio un cappello come il suo. Ora. E un ninnolo qualsiasi con su scritto “I’ma a weird. I’m a weirdo.”

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Vince a mani basse il Pumpkins Spice Latte. Avete provato a rifarlo? Se vi foste persi la video ricetta ve la metto qui sotto:

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A ottobre ho iniziato un corso di scrittura creativa. Sì, anche se un libro l’ho già scritto. Sì, anche se il libro mi è stato ispirato proprio dalla lettura di un manuale di scrittura creativa. Lo trovo molto utile come metodo per fissare i concetti e scoprire se nei miei studi solitari mi sono fatta un’idea totalmente sbagliata della materia oppure no. Dopotutto, i concetti sono sempre più chiari quando qualcuno te li spiega. No?

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Questo mese una grande verità mi ha colpita in faccia come una randellata: per tutta la vita ho sbagliato il trucco adatto ai miei occhi.

Eh, lo so, sono drammi.

Ho infatti scoperto che i miei occhi sono definibili “droppy hooded eyes”, ovvero tendono un po’ verso il basso e la palpebra superiore copre quella inferiore. Tutto diverso da quello che credevo io e per cui continuavo ad acconciarmi.

Sicché, dopo essermi ripresa dallo shock, mi sono prontamente informata sui metodi per rendere questi occhi cascanti più arzilli e mi sono imbattuta in alcuni Pin e video molto utili. Li aggiungo di seguito. In generale, dai miei studi ho evinto che la parola magica è: debordare.

Quindi ho iniziato ad usare questa palette di ombretti:

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Questa matita:

 

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Quella “marone scurissimo”. Numero non pervenuto.

 

Questo eye-liner:

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Questa base per l’ombretto:

 

Immagine correlata

Si chiama “Constructivist”

 

E il risultato mi soddisfa molto.

Una menzione d’onore per questi rossetti:

 

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Instigator

 

 

 

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Essence Nude

 

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Non sono una gran modaiola e non mi interesso particolarmente di vestiti, tendenze e via dicendo. Quindi il capo che vince su tutto è questa maglietta di Pumpling. Al buio, nella luna compare l’Uomo Nero. Adoro. Voi che ne dite?

 

Risultati immagini per pampling Nightmare Moon de ManuelDa

Ovviamente, lei è la modella del sito.

 

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Risultati immagini per wahl super curl

Wahl Super Curl

 

Questo affare dalla forma equivoca è stato una scoperta. Infatti, se come me avete i capelli dritti come spaghetti e vorreste dar loro quel tocco di vita di cui sono privi e sempre se come me siete delle perfette impedite, questo aggeggio qui è la soluzione ai vostri problemi.

Cioè, capiamoci, il mio deficit motorio è tale e tanto che non riesco ad usare quei classici ferri per capelli con la clip che serve a tenere ferma la ciocca mentre si gira. Per me il loro funzionamento è inspiegabile e del tutto alieno alle mie capacità. Questo coso invece non ha nessuna clip. Bisogna solo prendere la ciocca e avvolgerla al cono. Cinque secondi e si forma il riccio. A seconda poi di quanto lo tenete in posa e di quanto spessa è la ciocca, il riccio sarà più o meno morbido. A me piace dare solo un po’ di movimento ai capelli, anche perché non sono abbastanza paziente per fare con calma tutta la testa, ma il risultato mi piace un sacco.

Anche voi siete impedite (ma perché no, anche impediti) come me?

Quest’oggetto comunque arriva a 210 gradi, ha il guantino di protezione, il cavo girevole e costa 45 euri. Ve lo linko qui: http://amzn.to/2iYefZa


E con questo è davvero tutto.

Belli de zia, fatemi sapere la vostra opinione. Vorrei conoscervi un pochino di più considerando che ormai siamo insieme da un bel po’ di tempo ❤

Love you longtime,
G.

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4 thoughts on “I preferiti di ottobre

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