Anna Katharine Green – Il sentiero degli uomini perduti

Lungo un sentiero di campagna spariscono le persone. La polizia di New York è chiamata a indagare. E la polizia di New York chiama a indagare Miss Butterworth.

Perché prima di Miss Marple c’era lei, Amelia Butterworth, creata dall’americana Anna Katherine Green parecchie decine di anni prima che Agatha Christie nascesse, in termini letterari e anagrafici. Siamo infatti nel 1898.

Anna Katherine Green è una figura particolare. Figlia di un avvocato, ha una profonda conoscenza della legge e delle sue applicazioni, fatto che la aiuterà nella sua futura carriera. Aspirante poetessa, scopre presto che quello che le riesce meglio è scrivere gialli e vi si dedica per tutta la vita, diventando autrice di uno dei primissimi bestseller della storia, Il caso di Leavenworth (che a partire dall’anno d’uscita, il 1878, vendette 150 mila copie, un’enormità per l’epoca), e guadagnandosi la stima dei grandi scrittori del suo tempo, da Edgar Allan Poe al duo Dickens-Collins a sir Arthur Conan Doyle.

Il suo personaggio, miss Butterworth, forse ne rispecchia il carattere. Amelia Butterworth è una zitella di mezza età che non si sposa per sua scelta, non per mancanza di ammiratori. È intelligente, scaltra, sarcastica e intraprendente, perfettamente conscia e consapevole delle proprie doti e dei propri punti di forza nonché in grado di controllare le proprie emozioni in modo da rimanere lucida anche nei momenti più difficili.

E di momenti difficili, in questo romanzo, miss Butterworth ne affronta parecchi. Ospite di alcuni lontani conoscenti, tre fratelli che puzzano di segreto da nascondere a un miglio di distanza, la donna viene relegata nella stanza più remota della vecchia casa in rovina – che affaccia sulla strada incriminata – narcotizzata, chiusa a chiave e in generale trattata con una buona dose di sospetto e diffidenza.

Intorno a lei, si affollano personaggi foschi, la cui vera natura potrebbe essere del tutto innocua o un pericolo in agguato. Sono così i tre fratelli Knollys: William, uno zotico dall’aria violenta, misogino, superficiale e impaziente, Lucetta, così piena di paura da svenire per nulla e Loreen, algida e silenziosa, mai nella stessa stanza dove si trova la sorella; ma anche personaggi meno presenti, come la vecchia pazza che abita dall’altro lato della strada, il reverendo, viscido e sgradevole, e Throm, un agricoltore dall’aria gioviale che è anche l’unica persona di cui Miss Butterworth sa di potersi fidare.

In generale, sono rimasta colpita dalla modernità della scrittura della Green, che fa assomigliare Il sentiero degli uomini perduti a un thriller di stampo contemporaneo. Buono il ritmo e la costruzione del finale che, nonostante tutto, risulta brusco anziché sorprendente (nonostante io non abbia visto arrivare il colpevole).



Anna Katharine Green
Il sentiero degli uomini perduti
Nero Press Edizioni
Link:
http://neropress.it/prodotto/il-sentiero-degli-uomini-perduti/

4 pensieri riguardo “Anna Katharine Green – Il sentiero degli uomini perduti

  1. “la donna viene relegata nella stanza più remota della vecchia casa in rovina – che affaccia sulla strada incriminata – narcotizzata, chiusa a chiave e in generale trattata con una buona dose di sospetto e diffidenza.”
    Ah, proprio una bella accoglienza… Tsaba sarebbe fiera di loro!

    "Mi piace"

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