#ICinque: Libri che fanno ridere (in senso buono)

Salve a tutti, lettori occasionali (e non, perché anche i lettori affezionati hanno diritto ad essere salutati -rima not intended).

Inauguro oggi una nuova rubrica (a ridaje!): I Cinque. Ad ogni puntata vi consiglierò cinque libri riguardanti un certo tema. Oggi partiamo con i libri che fanno ridere (in senso buono), ma  faccio affidamento su di voi per le prossime cinquine. Suggeritemi un tema e io mi scervellerò per esaudire la richiesta.

Ora pronti?

Partenza?

Via.


Elianto

Stefano Benni

Feltrinelli

Pagine: 320

Prezzo: 9 euro

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Riusciranno i nostri intrepidi eroi a superare tutte le prove e trovare l’elisir che guarisca il giovane Elianto e gli faccia salvare la contea? Se si fugge di notte da Villa Bacilla sulle ali di una diavolessa sexy, sorvolando Tristalia, assieme a tre equipaggi che si spostano contemporaneamente, può accadere di visitare gli otto mondi alterei della mappa nootica. Capita così di conoscere la terra primordiale di Ermete Trismegisto, Protoplas; i mari incantati di Capitan Guepière a Posidon; i cinquanta casinò e i locali notturni di Bludus; Mnemonia con i suoi fuochi fatui e l’insidia dell’embambolia; Medium con le sue giornate di Beneficenza Ben-evidente. E poi è possibile incontrare Siperquater e Triperott a Neikos, o gli angeli cannibali nel deserto freddo di Yamserius. L’importante è fare a tempo a guarire il giovane Elianto, affetto dal Morbo Dolce, perché possa liberare le contee dal dominio del Grande Chiodo. C’è speranza di riuscire, assieme ai protagonisti (oltre a Elianto, Fido PassPass, Fuku Occhio di Tigre, Tigre Triste), a districarsi tra mille prove e attraversare gli infiniti mondi creati dalla fantasia di Stefano Benni?

Come nella maggior parte degli scritti di Benni, in Elianto convivono un’avventura rocambolesca e esilarante e una realtà inquietante. Io l’ho adorato, è il mio romanzo preferito di questo autore.


Dente per dente

Francesco Muzzopappa

Fazi Editore

Pagine: 218

Prezzo: 15 euro

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Se Roma ha la GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna), Bologna il MAMBO (Museo d’Arte Moderna BOIogna) e a Napoli c’è il MADRE (Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina), a Varese hanno pensato bene di inaugurare il MU.CO (MUseo d’arte COn-temporanea). Qui, a detta dei critici, sono esposte le peggiori opere dei più grandi artisti contemporanei. Tra le altre, un orribile Warhol, un Dall terrificante, due drammatici Magritte e un Duchamp inguardabile. Leonardo ci lavora da tre anni. È un’assunzione obbligatoria: ha perso due dita in un incidente e insieme alle dita anche i sogni. Ha solo una grande certezza: si chiama Andrea, una ragazza molto cattolica, osservante e praticante, che rispetta alla lettera i dieci comandamenti, non dice parolacce e, soprattutto, non fa sesso. Non fa sesso con lui, però, perché Leonardo, sul punto di farle la sua proposta di matrimonio a sorpresa, la scopre a letto con un altro. Da quel momento, la sua vita va in pezzi. Alla disperazione più nera, tuttavia, segue la vendetta. Leonardo decide di rifarsi su Andrea e sui suoi preziosi comandamenti. Li infrange tutti, sistematicamente, uno dopo l’altro.

Iniziato e finito in poche ore. La scrittura è diretta, rapida ed essenziale e proprio per questo estremamente coinvolgente. Si arriva alla fine con le lacrime agli occhi senza nemmeno essersene accorti. Super consigliato.


Zia Mame

Patrick Dennis

Adelphi

Pagine: 380

Prezzo: 12 euro

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Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell’America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre – quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all’indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica “Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!”, e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile e attraversare insieme a lei l’America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro – o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.

Le disavventure di Patrick e di sua Zia Mame sono oramai parte del mio corazon. Mame può sembrare una ricca, svampita moglie trofeo il cui unico merito è quello di aver ereditato molti soldi. Invece, si tratta di una donna fortissima che senza mai farsi abbattere dalle sfighe della vita si adatta e riesce a risollevarsi. Io l’ho amato dalla prima all’ultima riga e ho riso altrettanto di gusto.


A volte ritorno

John Niven

Einaudi

Pagine: 392

Prezzo: 12,50 euro

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Dopo una settimana di vacanza che sarebbero cinque secoli di tempo terrestre, Dio torna in ufficio, ancora col cappello di paglia e la camicia a quadri. Era andato in vacanza, a pescare,in pieno Rinascimento, quando i terrestri scoprivano un continente alla settimana, e sembrava andasse tutto a gonfie vele. Al suo ritorno però, il quadro che gli fanno i suoi ha del catastrofico: il pianeta ridotto a un immondezzaio, genocidi come se piovesse, preti che molestano i bambini… Dio non è solo ultradepresso. Anche molto arrabbiato. L’unica soluzione, pensa, è rispedire sulla Terra quello strafatto di suo figlio. Sei sicuro sia una buona idea? – gli chiede Gesú. – Non ti ricordi cosa è successo l’altra volta? – Ma Dio è irremovibile.

Questo libro riesce nella non facile impresa di essere allo stesso tempo dissacrante e, paradossalmente, piuttosto rispettoso. Già questo dovrebbe bastare. Poi, se non bastasse, Dio e tutti quelli che mandano avanti il paradiso sono esilaranti. Giuro. Geniale anche l’ascensore che collega paradiso e inferno. Insomma, dategli una possibilità ma soprattutto: fate i bravi.


L’amore è eterno finché non risponde

Ester Viola

Einaudi

Pagine: 218

Prezzo: 17 euro

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Olivia ha trentadue anni e di mestiere fa divorziare le persone. La sciagura sentimentale è il suo pane quotidiano, tanto che divide i clienti in due categorie: i Lascianti e i Lasciati. Accomodanti e solitamente muniti di un amore nuovo di zecca i primi, agguerriti i secondi (hanno già perso nel matrimonio, non hanno nessuna intenzione di perdere nel divorzio). Anche Olivia è stata lasciata, ma siccome Dario continua a mandarle messaggi su WhatsApp è sicura che tornerà da lei, manca pochissimo. Del resto, “lasciarsi non è mai quando ci si lascia: è una cosa che succede quando non puoi più negare che il tuo ex si è innamorato di un’altra”. E oggi per scoprire che all’improvviso lui non è più “disponibile”, basta sbirciare su Facebook comodamente da casa, in pigiama, versando lacrime sul sushi ordinato a domicilio. Ester Viola racconta l’universo dei sentimenti in modo vivo e contemporaneo, perché da Jane Austen al Nick Hornby di Alta fedeltà l’amore è sempre la stessa cosa, ma adesso una notifica può cambiarti la giornata.

Un racconto comico al femminile, che un po’ come “Dente per dente” di cui sopra, si affida ad una prosa diretta, rapida, piena di ironia. Un racconto sull’amore ai tempi di WhatsApp che vi farà ridere di gusto.


E voi, lettori, siete d’accordo con questa selezione? Avete letto qualcuno di questi libri? Fatemi sapere e alla prossima ❤

XoXo

G.

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Di notte sotto il ponte di pietra, di Leo Perutz

  Ci troviamo a Praga, più o meno durante il regno di Rodolfo II, alla fine del XVI secolo. Molti destini si intrecciano per le strette vie della città: quello dell’imperatore, della sua amante Esther e del marito di lei, l’ebreo Mordechai Meisl, a cui tutto riesce così bene che “quando la città ha un anno nero lui ce l’ha bianco come il latte”; e poi quelle dei personaggi che ruotano loro intorno, ladruncoli, poveracci, pescatori, servitori di palazzo, pittori, giovani ufficiali, alchimisti o all’occorrenza Johannes Kepler, da noi noto come Keplero.

  Leo Perutz è stato contemporaneo di Kafka e molto apprezzato da scrittori di spessore, come Fleming o Borges, sta venendo riscoperto da qualche anno a questa parte. Esponente di quello che può essere definito romanzo storico-fantastico, Leo Perutz mescola nei suoi romanzi un’accurata ricostruzione storica e il vivido folklore locale. La prosa è asciutta, scorrevolissima, totalmente priva di retorica e manierismi e nonostante ciò, come solo un bravo scrittore riesce a fare -dopo un lungo e accurato lavoro di rifinitura-, le atmosfere sono delineate in modo perfetto e profondamente suggestivo.

  In “Di notte sotto il ponte di pietra” ogni storia aggiunge una pennellata a quello che in realtà è un grande affresco, come se un unico soggetto venisse esplorato da molte prospettive, diverse nello spazio e nel tempo, così che possa sembrare che ognuna si riferisca a qualcosa di diverso quando invece parlano tutte della stessa cosa.

  Ma di che cosa, allora?, chiederete voi. Di Praga. Perché questo è un affresco della città. E del destino, che ruota e si mangia all’infinito la coda, come la struttura del romanzo, che si completa in modo circolare quando ad ogni tassello capisci qualcosa di più fino a riuscire ad allacciare l’ultimo racconto al primo.

  E tra tutte le esistenze destinate ad incrociarsi lungo le vie del ghetto e sulle rive della Moldava, quelle di Rodolfo II e Mordechai Meisl sono le più significative. Il primo, imperatore tormentato e scialacquatore, incapace di mantenere le casse reali ma assai profondo e appassionato d’arte, iracondo ma segretamente tormentato da pene d’amore e sensi di colpa; il secondo, ebreo di umili origini ma destinato alla ricchezza, generoso ma pur sempre ebreo e quindi segnato.

  “Di notte sotto il ponte di pietra” è un libro corale, meravigliosamente intrecciato,  magico; dove la magia non si manifesta in roboanti apparizioni sovrannaturali ma piuttosto cola lentamente nella vita dei personaggi, scardinandone idee e abitudini fino a che è per il lettore diventa impossibile dire se ciò che sta leggendo è passato sul piano del fantastico oppure no e quando -e se- lo capisce, ormai è già tutto accaduto e ne rimane spiazzato.

  Questo libro è entrato di diritto nel novero dei miei preferiti e sono felice che così sia stato e sono altrettanto felice di aver iniziato a conoscere questo incredibile autore che certamente approfondirò, probabilmente con la lettura de “Il marchese di Bolibar“.

Vi consiglio il libro? Di più. Penso che vi fareste un torto a non leggerlo.

Voto:

6/5

AMOUR FOU

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I 5 migliori libri del 2016

Cari lettori occasionali,

nell’Internet vanno tanto di moda le classifiche in punti. I dieci migliori di questo, i cinque migliori dell’altro, e via così, via discorrendo. Io non ne ho mai fatta una ma penso che inizierò oggi offrendovi la mia classifica dei migliori cinque libri del 2016, dove “del 2016” significa “che io ho letto nel 2016” e non “di libri pubblicati nel 2016”.

E dopo queste doverose precisazioni, cominciamo:


5° posto

macondo-giapponeLE STRANE AVVENTURE DI SHERLOCK HOLMES IN GIAPPONE

Dale Furutani

Marcos Y Marcos

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Agli inizi del’900, in Giappone, il dottor Watanabe si ritrova a dover ospitare uno strano e geniale ospite occidentale (che mente senza troppa discrezione sulla propria identità) con l’hobby di risolvere casi di cronaca al posto della polizia.

Spiritoso e rispettoso dello spirito e del personaggio di Sherlock Holmes, vi lascio qui la recensione che ne ho fatto –> Recensione


4° posto

41-zjkpevjl-_ac_ul320_sr198320_UN GIOCO DA BAMBINI

J.G.Ballard

Feltrinelli

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In un idilliaco quartiere residenziale per ricchi, tutti gli adulti vengono misteriosamente uccisi. Una strage avvenuta nel giro di pochissimi minuti. Tutti i loro figli, tredici ragazzini, sono spariti. Che fine hanno fatto? Chi è stato in grado di compiere una simile operazione in così poco tempo e con una tale precisione?

Inquietante e crudo, piacevolmente crudele e un ottimo spunto di riflessione. Vi lascio la mia recensione qui –> Recensione


3° posto

3539806SETTE MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE

Patrick Ness su soggetto di Siobhan Dowd

Mondadori

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Conor ha tredici anni, sua madre è malata e lui non riesce a dormire perché da giorni il tasso che cresce sulla collina di fronte a casa sua, una volta scattata la mezzanotte si alza e lo raggiunge. Vuole raccontargli tre storie e dopo che l’avrà fatto, Conor dovrà raccontarne una a sua volta e facendo ciò dovrà ammettere che qualcosa lo sta divorando. Dovrà scendere a patti con sé stesso e la realtà.

Struggente, disarmante, pieno di realtà e dolore ma anche di speranza. Vi lascio la mia recensione qui –> Recensione


2° posto

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NINFEE NERE

Michel Bussi

Edizioni E/O

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A Giverny c’è stato un omicidio. La polizia indaga, la vecchia che abita nel Mulino della strega osserva. L’ispettore fa domande, la maestra sospira, la piccola Fanette vorrebbe partecipare ad un concorso per giovani artisti. Il cane Neptune corre in giro per il paese cucendo tra loro tre storie, come un ago che entra ed esce dal tessuto. Su tutto, lo spettro delle leggendarie Ninfee Nere di Monet.

Un giallo assolutamente atipico, gestito in modo magistrale. La soluzione finale non la vedete arrivare neanche da lontano ma non è importante. E’ più importante la vicenda umana che ruota intorno alle tre donne cardine del romanzo. Meraviglioso. Vi lascio la mia recensione qui –> Recensione


1° posto

figlie-sagge-light-674x1024FIGLIE SAGGE

Angela Carter

Fazi Editore

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Nora e Dora Chance sono gemelle e sono signorine di settantacinque anni. Quando vengono invitate al compleanno del loro vecchissimo padre naturale, Nora decide di raccontare la vita rocambolesca sua e della sorella, tra personaggi grotteschi, esagerati, indimenticabili (Peregrine, parlo di te), amori incredibili, una famiglia allargata in cui le relazioni sono così complicate e sfumate che è difficile tenere il filo. Figlie sagge è stata la rivelazione del 2016. Angela Carter utilizza uno stile carnevalesco, giocato sugli eccessi, sui simboli, sulla finzione di tipo teatrale per portare alla luce debolezze e ipocrisie della società.

Ironico, forte, adorabile e senza peli sulla lingua. Voglio leggere qualunque cosa abbia scritto la Carte in vita sua e vi invito a fare altrettanto, partendo da questo libro.


Menzione speciale per le graphic novel

nimona

NIMONA

Noelle Stevenson

Bao Publishing

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Nimona è una ragazzina con la capacità di cambiare forma. La sua massima aspirazione è quella di diventare l’assistente del peggior cattivo del regno. Ci riesce, ma forse quel cattivo non è cattivo quanto sembra e forse sono i buoni a nascondere più di qualche segreto.

Tenero e divertente ma pieno di riflessioni interessanti e punti di vista insoliti. Vi lascio la mia recensione qui –> Recensione


E voi cosa ne pensate, lettori occasionali? Avete letto qualcuno di questi libri? Siete d’accordo con me?  Fatemi sapere!

Alla prossima,

G.


Penelope Poirot fa la cosa giusta, di Becky Sharp

Per una patita di gialli che si è letta una bella fetta della produzione di Agatha Christie, farsi sfuggire un libro che ha per protagonista la nipote (di zio o di nonno non si sa) del celebre investigatore belga era praticamente impossibile.


penelope-poirot_webPenelope Poirot fa la cosa giusta

Becky Sharp (aka Silvia Arzola)

Marcos Y Marcos

17 €

Trama:

Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot sprizza talenti: la vocazione per risolvere misteri, la propensione a vivere artisticamente, il palato fine e la penna feroce di una critica gastronomica perfetta.
La passione, si sa, quando arde divora, e Penelope Poirot è provata nello spirito quanto ammorbidita nel corpo; stile Botticelli, dice lei, stile krapfen, pensa e non dice Velma Hamilton, la sua nuova, perplessa segretaria.
È il momento di cambiare, di partire: c’è una clinica salutistica, nelle colline del Chianti, che promette di depurare corpo e mente.
Ha un bel sapore gotico, avvolta così dai rampicanti, stemperato dalla luce dorata che occhieggia dalle persiane.
A cena il cibo è mesto, ma il bellissimo giardiniere sa come fartelo dimenticare. La donna alta e misteriosa scatena rivalità, odio e simpatia; la famosa scrittrice il desiderio insopprimibile di rubarle il marito.
Penelope non rinuncia al tacco dodici e alla volpe bianca neppure quando trascina Velma ad abbandonare ogni principio in osteria, e basta una pasticca alla violetta per coprire un altro vizio clandestino.
Poi, nelle sedute libido-dinamiche, scavano tutti insieme buche immaginarie per disseppellire i segreti. Operazione non priva di rischi: certi segreti, allo scoperto, esplodono.
C’è odore di gelo nell’aria di novembre, e il delitto, quando accade, è sulla neve bianca.
Neve che cade imperterrita sull’assassino, sulle prossime prede, sulla nuova trappola.
Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot non ci casca.
In certi casi, solo lei sa qual è la cosa giusta.


Cosa ne penso:

Penelope Poirot fa la cosa giusta è un giallo di stampo “classico”, à la Agatha Christie, con una manciata di personaggi che si ritrovano in un luogo isolato, alle prese con una morte misteriosa, e questo già di per sé è una buona cosa. Almeno per me.

In più (e questa è la parte migliore) su questo giallo è stata spruzzata un’abbondante dose di Zia Mame, e così la vicenda criminosa passa un po’ in secondo piano, mentre emergono le personalità, le debolezze e le stranezze dei personaggi.

Su tutti spicca ovviamente lei, la Penelope del titolo: eccentrica, ostentatamente elegante, sempre sui tacchi seppur traballante in mezzo alla neve, piena di autostima, assolutamente convinta che per dire di essere un’artista basti vivere come un’artista, certa di essere una critica culinaria sopraffina nonché di avere ereditato le “celluline grigie” del suo celebre parente.

Ad accompagnarla c’è Velma Hamilton, italo inglese, dicotomia ambulante, zitella di professione (“così tipica!” dice Penelope appena la vede. Invece io ho pensato”ecco la versione più giovane di Miss Marple”) che nella sua zitellaggine è piuttosto girl power (o un marito o un lavoro, si dice a un certo punto, e decide per il lavoro). Velma fa da contraltare alla personalità debordante di Penelope e tramite il suo sguardo più pacato – o semplicemente nuovo all’ambiente lussuoso della Spa e alla fauna di ricchi che la abita e quindi più obiettivo, ma in fondo chi lo sa- il lettore riesce a cogliere l’aura di inconsistenza, ipocrisia e di ridicolezza che ricopre gli ospiti della grande villa dove lei e Penelope alloggiano.

Ma c’è anche dell’altro. Ci sono scrittori senza talento che vivono solo d’immagine, donne disoneste, segreti provenienti dal passato, pregiudizi, rancori, invidie, gelosie. Una commedia umana desolante, ma pur sempre una commedia.

Su tutto, c’è lo stile dell’autrice, ricco e vivace, proprio come piace a me: un’ottima commistione di humor e prosa sapiente.


Il mio voto:

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A chi lo consiglio:

Ovviamente a tutti gli amanti dei romanzi di Agatha Christie, a chi ha amato Zia Mame, a chi ama i romanzi intrisi di humor, inglese o meno inglese.

Salva Cliccate su questo Link per essere indirizzati alla pagina Amazon del libro –> Penelope Poirot fa la cosa giusta


Sette minuti dopo la mezzanotte, di Patrick Ness e Siobhan Dowd

Un libro per bambini, dicevano. Un libro consigliato a partire dai 12 anni. Beh… no. Questo libro è così bello e allo stesso tempo straziante, profondo e fondamentale, che dovrebbero leggerlo persone di tutte le età. Definirlo un “libro per bambini” sarebbe riduttivo, con tutto il rispetto per i libri per bambini.


3539806Trama:

Conor ha 13 anni. Ogni notte, sette minuti dopo mezzanotte, un mostro va a fargli visita. Nel confine sottile tra sogno e fantasia, un immenso albero di tasso prende forma e gli racconta delle storie magiche e inquietanti allo stesso tempo. È un mostro speciale, diverso da quelli che si incontrano negli incubi. È un essere antico e selvaggio che vuole aiutarlo a suo modo: ad affrontare la malattia terminale di sua mamma, a convivere con la propria solitudine, a capire la complessità dell’animo umano.


Cosa ne penso:

Penso che questo libro riesca magicamente nell’impresa di parlare con semplicità e delicatezza, ma allo stesso tempo con la dovuta profondità, di argomenti sensibili e dolorosi che in un libro per adulti sarebbero stati trattati in termini di cupo catastrofismo.

Intendiamoci, anche qui si piange, ma è tutta un’altra cosa. Qui rimane una speranza, una sottile sensazione di vitalità, la consapevolezza che continuerà ad esserci vita anche dopo la tragedia. E Conor, il ragazzin protagonista della vicenda, arriva a questa consapevolezza grazie all’aiuto di un mostro-tasso che ogni notte, sette minuti dopo la mezzanotte, lo raggiunge e gli parla. Il mostro è venuto a raccontare al ragazzo delle storie, storie che Conor all’inizio non capisce, non finiscono mai bene.

Sono favole grige in cui i protagonisti compiono atti malvagi a fin di bene e chi sembra cattivo forse non lo è veramente. Sono favole che insegnano a Conor le sfumature della realtà e la verità di ciò che sta sotto la superficie. Ma soprattutto, gli insegnano a perdonare sé stesso.

Conor è infatti tormentato da un incubo terribile, che ricompare quasi ogni notte e che lo atterrisce così tanto da non riuscire neppure a parlarne. Lo tormenta e sconvolge al punto da cominciare a filtrare persino nella sua vita da sveglio, già di per sé non troppo rosea. Infatti, tra la malattia della madre, i bulli a scuola, il litigio con la sua unica amica, la commiserazione degli insegnanti, l’atipica nonna e il padre che si è risposato in America, Conor si sente insopportabilmente solo e, cosa peggiore, invisibile.

Invisibile e arrabbiato.

Poco alla volta, messo di fronte alla dura realtà e con l’aiuto del mostro, Conor arriverà a vincere la rabbia che cova dentro per motivi che crede stiano fuori da lui e invece si trovano dentro, nel suo cuore, nel suo incubo. Sono cose che non vuole nemmeno nominare, che cerca continuamente di adossare agli altri o di seppellire, ma in realtà l’unico modo di mettere a tacere quei mostri è guardarli in faccia e accettarli.

Ma come ho già scritto, la storia è profusa da un’insospettabile vena di positività. “Sai una cosa?” dice la nonna a Conor. “Io e te ce la faremo.” Ed è così che si sente il lettore, a fine lettura. Distrutto, ma consapevole di potercela fare.


Il mio voto:

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Fantastico.


A chi lo consiglio:

A tutti, grandi e piccoli. Nonostante la storia sia fondamentalmente triste, è allo stesso tempo scritta in modo eccellente e priva di tutta la pesante disillusione di un libro rivolto a un pubblico adulto. E’ una storia che con uno stile diretto, personaggi ben tratteggiati e molta saggezza, insegna qualcosa.

Link per comprare il libro su Amazon –> Sette minuti dopo la mezzanotte


Avviso a tutti i Potterhead!

Adriano Salani Editore (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) comunica che il titolo scelto per l’edizione italiana di HARRY POTTER & THE CURSED CHILD (PARTE UNO E DUE EDIZIONE SPECIALE SCRIPTBOOK) sarà:

HARRY POTTER E LA MALEDIZIONE DELL’EREDE

Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne, il volume è il testo del nuovo spettacolo teatrale di Jack Thorne, la prima storia ufficiale di Harry Potter a essere rappresentata a teatro. La prima mondiale sarà nel West End di Londra il 30 luglio 2016.

Il prezzo del volume sarà 19,80 euro. La traduzione sarà a cura di Luigi Spagnol.

L’ottava storia di Harry Potter verrà lanciata in Italia il 24 settembre 2016 e da oggi è possibile prenotarla nelle librerie e in contemporanea con l’ebook italiano, pubblicato da Pottermore, l’editore digitale globale di J.K. Rowling.

Una nuova edizione, arricchita e definitiva, uscirà nel 2017 in data da definirsi.

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Fatto il misfatto.

G.