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Un tag.

Decine di serie tv.

A voi il giudizio.

G.

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Una mamma per amica: di nuovo insieme

index  Dopo dieci anni le Gilmore Girls sono tornate tra noi, dimostrando che il tempo passa e che il format che ci ha fatti innamorare dieci anni fa ora semplicemente non funziona più.

Rory ha ormai trentadue anni e torna a Stars Hollow per andare a trovare Lorelai e sua nonna Emily. La prima scena ha una potentissima carica nostalgica. “Mi manca il fiato. Da quanto tempo non lo facevamo?” chiede Rory dopo un rapidissimo scambio di battute con la madre. “Sembrano anni!” risponde Lorelai, e migliaia di spettatori sospirano. Per quanto mi riguarda questa brevissima scena rappresenta il primo e unico picco positivo della serie, poi il tono scende inesorabilmente fino a raschiare il fondo durante le scene del musical (di cui ho saltato tutta la seconda parte).

Si nota quanto poco mi sia piaciuto questo revival?

Prima di darvi il mio parere (so che lo aspettate frementi, ma tranquilli, vi accontenterò) voglio elencare quelli che secondo me sono state le Gioie di questi quattro episodi e quelli che ritengo degli “epic fail”, per dirla nel linguaggio dell’Internet.

LE #GIOIE:

1) Rivedere tutti I vecchi personaggi.

2) Sentire Lorelai e Rory scambiarsi battute alla velocità della luce.

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In che team siete?

3) Rivedere Dean, Jess e Logan, che indipendentemente da quanto sia nutrito il loro fandom sono sempre belli e sono un po’ I fidanzati di tutti noi.

4) Paris Geller (che a da quanto ne so, siccome ha i capelli corti e porta pantaloni e giacche invece che vestitini, in America è diventata un’icona lesbica). 1455546896_gilmore_girls_set

EPIC FAIL:

1) La mancanza della leggendaria sigla.

2) La colonna sonora.

3) Il tristissimo invecchiamento di molti personaggi, prima tra tutti la stessa Lorelai. Intendiamoci, non proprio tutti tutti. I tre ragazzi di Rory sono sensibilmente migliorati nel tempo. Persino Dean, che tra I tre era il più insipido, compare con addosso un’aura molto Supernatural. Emily Gilmore sembra aver dormito nel ghiaccio per dieci anni. Quando la rivediamo è identica a come l’avevamo lasciata. Forse è appena più magra. Per il resto, sembra aver stretto un patto col diavolo. Lane non mi stupisce affatto perché da buona asiatica non invecchierà di un giorno fino al compimento dei sessant’anni. Gli altri sono generalmente più grassi, più brutti, più tirati. Il marito di Lane versa in uno stato pietoso e inguardabile, Luke è imbolsito, Lorelai è ingrassata e tirata, Rory stessa non è più l’elfetta che ricordavamo. Sia chiaro, non posso prendermela col tempo che passa. Dico solo che vederli in quello stato mi ha fatto davvero tristezza, perché è stato come veder cadere un mito: avrebbero dovuto rimanere così com’erano, belli e buoni, congelati nel tempo come l’infanzia.

4) Rory. Non che l’abbia mai amata particolarmente ma quella ragazza è andata peggiorando nel tempo, una discesa inesorabile verso il fondo della decenza. Tradisce, tradisce con un uomo che tradisce la fidanzata e quell’uomo è Logan. Tratta il fidanzato cornuto come uno straccio. Si comporta come l’egoista viziata che è. Si aspetta che il lavoro dei suoi sogni le cada addosso soltanto perché lei è lei. Ha bisogno che sia Jess a dirle cosa fare, perché altrimenti non ne sarebbe venuta fuori. Come se ciò non bastasse, si aspetta anche che Lorelai la appoggi a prescindere nel suo intento di scrivere un libro che metterà alla berlina tutta la sua vita. Per qualche motivo Rory, che sono passata dall’ammirare a trovare indisponente già all’epoca della serie originale, si è trasformata in un personaggio patetico. Che fosse fondamentalmente una piccola snob lo si era capito e chi non l’ha capito e/o non lo accetta lo fa per proteggere l’immagine patinata della ragazza studiosa e appassionata di libri e musica con cui probabilmente si era identificato; tuttavia, vederla indulgere e sprofondare così tanto nel suo lato lamentoso ed egoista mi ha fatto storcere il naso. Anche perché ho la sensazione che I coniugi Sherman-Palladino non vedano affatto la questione così come la vedo io. Sembra che la creatrice della serie abbia un debole per Rory e questo la porta a giustificare le sue scelte, a spacciarle per confuse, romantiche, ma non funziona. Capisco il meccanismo che si cela dietro a questo pensiero. C’è sempre un personaggio preferito, una creatura immaginaria a cui ci siamo affezionati e di cui tendiamo a giustificare le mosse in modo più morbido di quanto non faremmo con altri suoi colleghi. Probabilmente, nella volontà degli sceneggiatori, Rory doveva essere l’incarnazione del trentenne precario medio di questi ultimi tristi tempi, doveva dimostrare che anche I bravi a volte falliscono e doveva forse risultare nuovamente il personaggio in cui le ragazze ormai cresciute si sarebbero riviste. Invece non è così perché Rory non è un trentenne precario. Rory ha agganci che gli procurano colloqui di altissimo livello, ha persone che la vorrebbero in redazione e che lei si permette non solo di rifiutare ma di schifare addirittura. Quindi non c’è niente che riesca a farmi sentire in relazione con lei. Per di più, la filosofia del “quello che succede a Las Vegas rimane a Las Vegas”, non si addice affatto a una come Rory Gilmore, in nessun modo cerchino di spacciarcela. Infatti, quando si trova a Stars Hollow non fa che chiamare Logan ogni volta che si sente inscura. Logan è la sua ancora di salvezza. Logan, non Jess. Logan, perché Logan è quello che lei vuole, quello che nonostante tutto le si addice di più e anche quello che si merita. Mentre Jess, per dirlo alla Batman, è quello di cui avrebbe bisogno.

5)La trama inesistente. Perché diciamocelo, I personaggi non vanno da nessuna parte. Girano intorno a loro stessi senza evolvere e le scelte che fanno per tentare di smuovere le acque sono al meglio inutili e al peggio patetiche. Anche gli espedienti narrativi non sono né originali né divertenti, certi sono addirittura OC, come si dice nell’Internet, ovvero “out of characters”, non coerenti con il personaggio. In parole povere: più colpi di scena, meno musical. Grazie.

6)La noia. Io mi sono annoiata un sacco. Novanta minuti a episodio sono troppi, soprattutto se non supportati da una trama degna di questo nome.

Come avrete intuito, questo revival mi ha delusa parecchio.

Il tempo a disposizione lo avevano e potevano sfruttarlo molto meglio di così. I fan aspettavano questo revival per assistere a una degna conclusione delle vite dei personaggi. Volevano una CHIUSURA soddisfacente, bella o brutta che fosse, per poi archiviare definitivamente I vecchi amici di Stars Hollow. Invece si sono visti pronunciare le ultime famose quattro parole che Amy Sherman-Palladino aveva pensato sin da subito come conclusione per la serie. Non ve le scriverò. Dico solo che la sola idea che quelle parole potessero concludere la serie originale mi inquieta ma dico anche che inserirle adesso, con Rory così adulta (sebbene continui a comportarsi come una dodicenne capricciosa), le svuota di significato e d’impatto. Uno le sente, scrolla le spalle e dice “vabbé, che sarà mai?”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Endnotes


Game of Thrones 6×08: No one

L’ottava puntata di questa sesta stagione di Game of Thrones si è divertita a smontare le teorie dei fan con la stessa crudeltà di un piccolo e sadico Joffrey. Che riposi in pace. In virtù di ciò, “No one” potrebbe essere ribattezzata “No bullshit”. Ma andiamo avanti.

Pappapararappapararappapara…

La puntata si apre con Lady Crane che ha migliorato il monologo di Cersei (rendendo il personaggio spaventosamente simile all’originale) e il popolo di Braavos sciolto in lacrime. Poi l’attrice esce dal palcoscenico, si addentra nei camerini, si toglie la parrucca e  dietro i costumi trova Arya sbudellata che cerca di tenersi insieme le viscere.

A girl viene quindi curata da Lady Crane, che confessa di aver praticamente maciullato la faccia dell’attricetta che aveva pagato gli Uomini senza volto per ucciderla e di essere una donna gelosa incline a pugnalare gli uomini balordi con cui si accompagna.#creepy

Nonostante la premessa poco incoraggiante, scopriamo che Lady Crane ha conseguito Master in chirurgia e ricuce Arya così bene che quest’ultima, dopo un breve periodo di ricovero, si trasforma in Ezio Auditore e fugge dall’Orfana (oramai tramutatasi in Terminator) volando giù dai balconi, saltando sui cesti di arance e scivolando sotto carretti di passaggio.

Ezio Auditore e Terminator si incontrano nella stanzetta dove sta nascosto Ago, che nessuno straccione di Braavos ha ancora trovato e rubato. Arya taglia l’unica candela presente e nella scena successiva la brutta faccia dell’Orfana è appesa a sgocciolare sangue nella Sala dei volti.

Jaqen tenta persino di rigirare la frittata. “L’addestramento era tutto uno scherzone! E’ adesso che a girl è diventata no one.” Ma Arya non ci stà.

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“A girl is Arya Stark of Winterfell. And I’m going home.”

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Numero di teorie distrutte in questa storyline: almeno 3 o 4

Intanto a Westeros il Mastino ha rintracciato una propaggine della Fratellanza senza vessilli. Vale a dire un gruppo di quattro mentecatti che campeggiano nel bel mezzo della strada e si infilano le dita lì dove non batte il sole.

Sandor procede quindi ad affettarli a colpi d’ascia e prosegue il cammino. Gira l’angolo e, sorpresona, chi sta impiccando i tre capoccia che hanno organizzato la mattanza dei figli dei fiori? Thoros di Myr e Beric Dondarrion.

La comparsa di Beric sullo schermo ha spezzato il cuore di orde di fan, perché come i lettori sanno bene, se Beric è vivo non può esserlo qualcun altro (cosa che a me, per altro, non dispiace per niente).

Comunque, il Mastino viene insignito dell’onore di scalciare via il ceppo di legno di ben due prigiornieri su tre e non ancora soddisfatto (lui voleva sbudellarli, altro che questa roba da femminucce di impiccare) si ruba anche gli stivali di Lem Mantello di limone. #Tié. La questione finisce a tarallucci e vino e tutti insieme decidono di andare verso Nord.

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“You’re shit at dying. You know that?”

Numero di teorie distrutte in questa storyline: 2

i-choose-violenceAd Approdo del Torpore, Cersei sceglie la violenza e la Montagna sradica la testa di un passero. Poco male, uno di meno. Il prossimo dev’essere Lancel, che tra lui e la Waif non so chi sia più insopportabile. Una ce la siamo tolta dalle palle, l’altro la raggiungerà presto. Spero.

In ogni caso, decapitare in quel modo un rappresentante del Credo non è stata una mossa saggia, soprattutto alla vigilia di un processo. Ma si sa che Cersei non è mai stata in grado di fare una mossa intelligente e produttiva. Forse sarebbe stato più saggio invitare i passeri a bere un té coi biscotti. Ora invece “gratuita sradicazione di cranio” sarà aggiunta alla lista di peccati che le sono imputati, appena dopo regicidio e incesto.

Comunque con la Montagna dalla sua parte e un giudizio espresso tramite processo per combattimento non c’è modo che Cersei possa venire sconfitta. Lo sappiamo tutti. Lo sa anche l’Alto Passero, che guardacaso ha convinto Tommen ad abolire i processi per combattimento in tutti i sette regni.

Godimento puro nel vedere la faccia di Cersei che subisce lo STACCE (cit. Dr. Manhattan) supremo da parte di suo figlio. Peccato che subentra subito Qyburn con il piano B. Quello che si racconta in giro è vero, ci dice a Cersei, e lei già si sfrega le mani.

Prevedo un finale caliente.

Numero di teorie distrutte in questa storyline: 1.

A Meereen, Varys se ne va. E’ arrivato proprio quando Dany è se n’è andata e se ne va poco prima che ritorni. Sospetto.

Tyrion ha risolto così bene il problema dei figli dell’Arpia che può permettersi di camminare per le strade da solo, senza scorta. Roba che nella vita reale lo avrebbero ucciso sette volte. Ovviamente non gli accade nulla e ha tutto il tempo di tornare nella piramide ad annoiarsi insieme a Verme Grigio e Missandei. Questa volta niente giochi da tavolo: parte direttamente una poraccissima gara di barzellette e Missandei si ubriaca con due sorsi di vino come un’adolescente col Bacardi.

Fortunatamente questo spreco di minutaggio viene interrotto dall’attacco via mare dei Padroni delle altre città della baia, che mettono sotto assedio Meereen. Tyrion si è dunque sbagliato, ha fallito, sacrilegio! In quella, il soffitto trema e la Danana atterra direttamente sul balcone. Drogon, che l’ha trasportata fin lì, potrebbe risolvere il problema nel giro di dieci secondi di screentime ma no, preferisce volare via, lontano.

Previsione: gli altri due poveri draghi verranno liberati. Tyrion si beccherà la ramanzina.

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A Riverrun, Brienne e Jamie finalmente si incontrano e ai fan vengono gli occhi a cuoricino. Bronn fa del nonnismo al povero Podrik e da voce al pensiero di tutti gli spettatori domandandosi se i due, nella tenda, stiano facendo quello che Jamie e Cersei amano fare accanto ai cadaveri dei propri figli morti. Ovviamente la risposta è no, figuriamoci, sarebbe troppo bello. #mainagioia

Brienne poi è lì per questioni serie. Deve convincere il Pesce Nero ad andare a Nord con lei  per aiutare Sansagioia ma come al solito fallisce. Brynden Tully non ne vuole sapere e preferisce rimanere a combattere.

.Jamie, deciso ad evitare la carneficina, decide di usare quella trota di Edmure come cavallo di Troia. Edmure però, anche nella sua trotaggine, ne dice una giusta. Credi di essere una brava persona?, ci domanda a Jamie, è questo che dici a te stesso per riuscire a dormire la notte, eh?.

Jamie allora mette su la modalità Lannister arrogantello, tipo quarterback del liceo contro nerd di passaggio, e risponde che lui ama Cersei, che vuole tornare da lei e che catapulterà il figlio neonato di Edmure dentro le mura se lui non obbedirà. Dieci minuti dopo il castello è preso, il Pesce Nero è morto offscreen (mi puzza molto anche questa morte. Spero che ci sia qualcos’altro sotto) e Brienne se ne va con Pod su una barchetta. Lei e Jamie si fanno ciaociao con la manina da lontano mentre una ballata strappalacrime suona in sottofondo.

*Momento self insertion* Jamie. Jamie, ascoltami. Nei libri a questo punto tu odi tua sorella così tanto che bruci la sua richiesta d’aiuto nel caminetto. Ti prego, rinsavisci. Che sei anche uno dei miei personaggi preferiti. Distinti saluti, G.*End of self insertion*

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Non c’è Tormund che tenga. Nel cuoricino di Brienne c’è spazio solo per Jamie.

That’s all folks!

La puntata mi è piaciuta. Forse la mia opinione sarà impopolare ma apprezzo molto di più le sottigliezze politiche che i grandi colpi di scena, messi lì proprio per far cadere la mascella allo spettatore.

Penso che la bellezza di Game of Thrones non risieda esclusivamente nelle morti spettacolari quanto piuttosto nella fitta rete di misteri e sottotrame, e quando gli autori ci danno uno spiraglio di questo (o almeno, ci provano) io non posso che essere felice.

 


Game of Thrones… Italia!

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Fan italiani di Game of Thrones, vi lascio qui il video che è stato creato da alcuni studenti universitari di Torino. Si sono ispirati alla celeberrima sigla di Game of Thrones, ma al posto delle città di Westeros e Essos dalla mappa escono… le città italiane!

E’ bellissimo e anche un pochino emozionante! Guardare per credere 😀

 VIDEO


Game of Thrones 6×07: The broken man

Su questa puntata è stato già detto di tutto e di più, domani notte andrà in onda la puntata numero otto e io arrivo solo ora. Ma si sà che la sessione d’esami è oscura e piena di terrori, quindi perdonate una ragazza e se vi va leggete la seguente recensione.

Pronti? Via.

Pappaparapappaparapappa etc.

Non so proprio perché la gente sia impazzita di fronte alla scelta di inserire una “cold opening” prima della sigla. Abbiamo capito che Game of Thrones si sta poco a poco trasformando in una serie hollywoodiana qualsiasi, per di più pericolosamente incline al fanservice. Quindi nessuno stupore di fronte a questa scena bucolica pre sigla che serve a reintrodurre Sandor “fuck the king” Clegane.

Bentornato Sandrone. Tu e il tuo cinismo ci siete mancati tantissimo.

Comunque sia, Sandor è passato da fare lo scavafosse a fare il taglialegna. E va bene. Vive con la comunita hippie messa su da Ian McShane, aka Fratello Ray, aka Septon Maribald+Il confratello anziano. Stanno costruendo una chiesa in the middle of nowhere, aka uno spiazzo erboso nel bel mezzo delle Terre dei fiumi (quelle più devastate dalla guerra che ancora non è del tutto finitafinita) e tutti sono felici. Fratello Ray ci racconta com’è che ha salvato Sandor e ha con lui alcuni memorabili scambi di battute (per citarne alcuni: “Quanti uomini ci sono voluti per abbatterti? -Uno, ed era una donna; “Che cosa ti ha mantenuto in vita?” -L’odio. “La violenza è una malattina, non la curi diffondendola” -Non la curi neanche morendo). Ray ci ragguaglia poi sul fatto che “gli dei non hanno ancora finito con lui”. Questa cosa grida “Cleganebowl” a miglia di distanza, ma parlerò alla fine di questa eventualità. Comunque sia, i buoni contadinelli stanno ascoltando un bel discorso sulla violenza e su come questa vada rifiutata che si presentano tre loschi figuri. Uno di loro ha un inconfondibile mantello giallo. E’ Lem Mantello di limone! Quindi ci sarà la Fratellanza senza vessilli! Loro sono i buoni! Tipo Robin Hood di Westeros!

… e invece no. Quei tre tornano, ammazzano tutti e rubano il rubabile. Sandor, che stava a spaccare legna nel bosco, trova lo scempio, imbraccia un’ascia e parte per spaccare qualcos’altro. Crani, nello specifico. Vai Sandor, che tifiamo tutti per te!

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Sandrone è tornato da noi!

Ad Approdo del Re Margherita si rivela un’attrice da premio Oscar. Ha ingannato tutti, compresa sua nonna, la quale per qualche istante crede davvero che sua nipote abbia lasciato la ragione nella cella del tempio (che poi, perché un tempio dovrebbe avere delle celle?). Margaery le dimostra che così non è tramite il più scricchiolante passaggio di bigliettini della storia dei passaggi di bigliettini. Succede poi che durante l’ennesima lezione di catechismo, l’Alto Passero mette in tavola una piccola parte delle sue vere intenzioni: mettere le grinfie su re e regina e sulla loro prole. Così spinge Margaery a permettere a quella mammola di suo marito di sfogare i propri istinti adolescenziali tramite un discorso terrificante e misogino.

L’Alto Passero mi puzza sempre di più e potrebbe avere orchestrato un piano di portata continentale. Tipo Ditocorto, ma senza i bei vestiti. Comunque voglio dare fiducia a Margherita. E’ una furba quella e comincio a pensare che si sia “alleata” col Credo per poterne scoprire il punto debole.

Tornando a Olenna, la campionessa mondiale di battute acide finalmente sputa in faccia a Cersei la dura e cruda verità: sei finita, sola, e nei libri sei pure grassa e alcolizzata. Ritirati. Ah, e tutto quello che è successo è colpa tua.

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Apriamo quindi la parentesi Cleganebowl.

Cersei dovrà affrontare un processo per combattimento e sceglierà come campione la Montagna. Fin qui tutto chiaro, ma chi sarà il campione del Credo? Sandor sarebbe la scelta dei fan, ma contravverrebbe a parecchia logica. Nei libri siamo ancora lontani dal processo di Cersei e il Mastino è probabilmente divenuto una sorta di monaco. Per di più fa parte di una comunità molto remota e pacifica. Per quale motivo l’Alto Passero dovrebbe andare a pescare proprio lui? E poi, come farebbe a sapere che si tratta di lui visto che “il Mastino” è ufficialmente dato per morto? I septon sono tutti in contatto tra loro? Non ne sarei così certa. Se l’Alto Passero sapesse, ciò significherebbe che possiede una rete di spie e questo abbasserebbe parecchio la sua aura di santità. Parlando invece della serie, sappiamo che Sandor è in viaggio mentre il processo sarà a breve. Come potrebbe mai venire orchestrato il Cleganebowl? A rigor di logica, è molto più probabile che il Credo scelga come suo campione qualcuno dei passeri (o un gruppo di), Loras, Tommen o addirittura “il popolo di King’s Landing”, ma il Mastino no. Se invece lui riuscisse a raggiungere la città (per quale motivo poi, visto che ne è scappato senza alcuna intenzione di tornarci?) allora le spie del Passerone potrebbero diffondere la notizia e quest’ultimo potrebbe scegliere il nostro Clegane preferito come avversario per la FrankenMontagna. Però lo vedete com’è stiracchiata, come ipotesi?

Proseguiamo con la storyline del Nord e qui ci sono solo tre parole da dire: Lyanna Fucking Mormont.

La lady dell’Isola dell’Orso ruba la scena a un terzetto che ha improvvisamente perso qualsiasi verve. Sansa pensa essere passata sotto le grinfie di Ramsay l’abbia trasformata in una fine stratega e si permette non solo di ricordare a Lord Glover che è solo un vassallo di terza categoria (ricevendo in cambio un sincero “fottiti”) ma anche di sfottere Davos, dimostrando di essere ancora la damigella petulante con la puzza sotto il naso che era nella prima puntata della prima stagione. Con buona pace di tutte quelle persone che “la violenza non è un buon modo di giustificare il cambiamento”. Infatti Sansa è rimasta scema, quindi avevate ragione. Jon sembra uno in pieno doposbornia: sta zitto e in disparte e se parla dice qualche cosa di sbagliato. Potrebbe sbizzarrirsi: sono morto e risorto, ho combattuto gli estranei, il loro re mi ha sfidato apertamente, ho la spada di tuo nonno, come and see e via dicendo. E invece niente. Jon ha lasciato l’eloquio nel mondo dei morti. Meno male che c’è Davos, il quale dimostra di essere un asso quando si tratta di scendere a patti con i bambini e strappa 62 cazzutissimi uomini e l’appoggio di una lady di dieci anni a cui Danana dovrebbe pulire le scarpe.

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Nel frattempo, Theon e Asha, pardon, Yara, si trovano in un bordello di Volantis. Yara si sta divertendo moltissimo e scopriamo che nella serie hanno sostituito Qarl la Fanciulla (l’amante di Asha, aka Yara, nei libri) con una vera fanciulla. Vabbé. Però non sono d’accordo sul messaggio che inevitabilmente passa, ovvero: se sei una donna rude e tosta, allora non puoi che essere lesbica. Meeeeeeh: falso. Il concetto di cui sopra è riduttivo, sia per le donne omosessuali sia per quelle eterosessuali. Quindi, ecco, no. Ma vabbé, Yara ci piace sempre. Theon, al contrario, è così depresso che potrebbe decidere di farla finita da un momento all’altro e infatti la sorella gli suggerisce di fare proprio questo: ripigliarsi o tagliarsi le vene. E Theon sceglie di ripigliarsi. Staremo a vedere.

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Passiamo infine a Arya, che se ne va in giro per Ven…ehm, Braavos, camminando “come una persona ricca”. La vediamo con altri abiti e senza Ago. Contratta, caccia fuori sacchi di denari sonanti, si compra un passaggio per Westeros in cabina e si fa sventrare come una trota al mercato dall’Orfana travestita da vecchia. Segue una fuga rocambolesca con tuffo in acqua (io, che sono di Venezia, ho avuto un brividabadibido di disgusto immaginando una persona tuffarsi in un canale) e barcollamento per il mercato affollato mentre il sangue sgorga dalle ferite e sgocciola sul selciato.

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La gente è impazzita per la storyline di Arya. Qualcuno crede che dietro ci sia una cosa stile Fight Club, con sdoppiamento di personalità. Altri credono che la soluzione di tutto saranno gli attori, ormai amici della ragazza, che le hanno fornito qualche trucco scenico. Altri credono che la Arya ferita sia in realtà Jaqen. Mah. Se dovessi scegliere una versione, sceglierei quella dell’aiuto da parte degli attori. Come la storia della pistola fumante, no? Se c’è deve sparare. Altrimenti, credo semplicemente che Arya abbi abbassato la guardia per qualche secondo oppure che se la sia andata letteralmente a cercare per poi fingere la propria morte e scappare con più agio. Ma staremo a vedere. Spero che accada qualcosa di degno di nota, perché Arya è il mio personaggio preferito e voglio che torni a Westeros a spaccare culi.

Ah, e l’Orfana deve morire male.

E voi che ne pensate?

Alla prossima!

 

 


Game of Thrones 06X03: Oathbreaker

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Arthur “Badass” Dayne, Alba in versione HBO e (forse) Gerold Hightower

*Parte la musica della sigla* SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER paaaa paaaa parara ra ra pararaaaa….

Okay, dopo le dovute(?) premesse, iniziamo con il rece-commento della puntata 3, dal titolo “Oathbreaker”, ovvero “Infrangitore di giuramenti”. Il rimando alla puntata “Oathkeeper” (mantenitore di giuramenti) è palese. Gli autori vogliono vedere se stiamo attenti.

Comunque.

Alla barriera, Jon è viiiiiiivo *lampi e tuoni di sottofondo*. In carenza di tette (già tre episodi e se n’è visto solo un paio, ovvero quelle di Mel, ma con lo scherzone finale)

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Inzomma

abbiamo una interessante panoramica del corpo ignudo di Jon (a girl può apprezzare?), che ‘porello, neanche lui capisce bene cosa stia succedendo e secondo me, quando glie lo dicono, la prima cosa che pensa è un sonoro “shit!”. Perché diciamocelo, quando vivi a Westeros, morire non è proprio la peggiore delle cose che ti possono capitare.

A questo punto, Mel ha di nuovo la sua fede. Sicuro. E forse ricominceranno le grigliate di infedeli. Staremo a vedere.

Per mare, Sam vomita mentre Gilly è tutta eccitata e felice di vedere il mondo. Sappiamo che lei e il sempiterno neonato finiranno a Collina del Corno, casa di Sam e di quel simpaticone del suo papà che qualche tempo prima lo ha messo di fronte a una scelta semplicissima e per nulla traumatica: o ti uccido, grassone del cazzo, o vai alla barriera. Premio al miglior padre di sempre.

Poi abbiamo una visione scherzona di Bran. Ho capito che Bloodraven (il Vecchio dell’Albero, si chiama così. #Sallo) è l’incarnazione degli sceneggiatori e Bran degli spettatori. “Voglio vedere di più!” “No!” “Ma dai!” “No!” “Per fav…” “No!”.  In ogni caso, assistiamo a una delle scene di combattimento migliori di sempre, in cui Arthur Dayne, il fu migliore spadaccino del continente occidentale, combatte con DUE spade e fa fuori tipo sei uomini da solo. Una roba troppo bella. Alla fine, il giovane Ned sta per soccombere ma Howland Reed, padre di Meera e Jojen nonché unica persona attualmente vivente a conoscere la verità sulla Torre della Gioia (e forse sui natali di Gianni Neve), lo pugnala alle spalle. Poco onorevole, ma se così non fosse stato noi non avremmo Game of Thrones. Sicché, grazie Howland.

Chiccha: Bran chiama a gran voce il padre e quello, babam!, si gira. Bran ha forse il potere di influenzare il passato? *musica misteriosa di sottofondo*

A Meereen, Tyrion cerca di fare conversazione con Missandei e Verme Grigio, ma i due non ci stanno proprio. La conversazione di Varys va invece molto meglio e riesce a scoprire parte del segreto che si cela dietro i Figli dell’Arpia: sono finanziati da TUTTE le città libere, che si suppone Dany abbia conquistato. Alla faccia di Mhysa, della liberatrice e di tutte quelle altre manfrine che Danana (cit. Doc Manhattan) ama elencare a qualunque sconosciuto la incontri.

E a proposito di Dany: è arrivata a Vaes Dothrak ed è stata consegnata al concilio delle vedove di Khal. Dopo essersi rivestita alla velocità della luce, inizia (cvd) a snocciolare i suoi titoli ma nessuno l’ascolta. Il Dosh Khaleen è tutti noi che non ne possiamo più.

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Infatti, la capa della congrega procede a smontarla: credevi di essere speciale? Che Drogo fosse speciale? Che avrebbe conquistato il mondo? Beh, lo credevamo tutte di noi stesse e invece siamo qui. Sbam. Welcome to the real word, jackass.

Ah, Dany dovrà affrontare un processo. Perché siccome al posto di fare la brava ha voluto andarsene in giro per il mondo, allora adesso non è che può sperare di passarla liscia. Diciamocelo: tutti vogliamo che Dany abbassi un po’ la sua biondissima cresta.

Intanto, con un montaggio che avrebbe meritato una colonna sonora anni ’80, Arya termina il suo addestramento. Finalmente è diventata davvero A GIRL, ovvero NOONE. L’altra allieva vorrebbe seccarla sul colpo ma Arya, che è la cocca di Jaqen, supera le prove a testa alta e riacquista la vista. Ma avrà davvero abbandonato la sua identità? O ha imparato a fingere così bene da ingannare anche il Dio dai mille volti?

Ad Approdo della Noia, Qyburn ha ereditato gli uccellini di Varys, bimbetti diabolici della stessa stirpe demoniaca di Olly. Cersei vuole estendere la rete di spionaggio fino ai confini del mondo conosciuto e oltre, per far schiacciare il cranio di chiunque osi fare una battuta su di lei. E noi che si credeva che la passeggiata della scorsa stagione avesse fatto almeno un po’ il suo dovere. In realtà, Cersei è sempre la stessa, con la differenza che ora sembra un po’ più patetica di prima.

Un consiglio Cer? Cambia strategia.

Intanto il Concilio, presieduto dallo zio Kevan, a Cersei non la vuole neanche vedere. Così lei si siede, come un’adolescente prepotente, e loro se ne vanno. Decisione saggia, ma pericolosa. Prevedo almeno un paio di morti.

Intanto, Tommen ci prova a fare il re, il duro, ma con quella faccia da cucciolo non ci crede nessuno, men che meno l’Alto Passero, che gli fa tutto un discorsetto sulle madri, i peccati e gli dei. Solita razione di fuffa religiosa, ma manipolazione mentale over 9000. L’unico a non accorgersene è Tommen.

Chicca: Jamie è rimasto il solito arrogantello sarcastico, in fondo, e la cosa mi piace.

A Grande Inverno, i figli beoti dei Lord del Nord (non ci si può proprio fidare dei giovani d’oggi) si alleano con Ramsay. Dopo Karstark ecco Smalljon Umber, che non vuole sottostare a tutte le cazzatine cerimoniali del brand new Lord Bolton e va dritto al punto: voglio combattere i bruti, voglio un’alleanza, eccoti un regalo. Ed esce Osha e Rickon (che ha ormai sui vent’anni, è alto un metro e novanta e ha la barba). Ma soprattutto, esce la testa mozzata di Cagnaccio! E basta uccidere quei poveri metalupi!! Speriamo che Rickon non faccia la stessa fine. Non credo sarebbe una mossa saggia.

Torniamo alla Barriera. I quattro capi traditori vengono appesi. Allister Thorne va giù come una rockstar. Ha fatto quello che credeva fosse giusto (anche se odiava Jon con tutto il cuore e io non gli credo del tutto, ma questa è un’altra storia) e puoi quasi provare rispetto per lui. Olly è tra i condannati. L’odio gli impedisce di parlare. Se qualcuno sperava in una grazia da parte di Jon, si sbaglia. Jon deve aver lasciato un pezzo della sua magnanimità nel regno dei morti. La condanna procede. Il bimbo demoniaco è andato.

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Così finisce colui che fu odiato più di Joffrey

Ed l’Addolorato è il nuovo Lord Commander.

Jon, in un brutto attacco di PTS, dichiara “la mia guardia è finita” e se ne va. Silenzio. Titoli di coda.

Buon episodio, ascrivibile nella serie di quelli che servono a preparare il terreno.

La scena della battaglia merita di essere vista. Ci sono quasi rimasta male quando Dayne muore. E ovviamente la mia testolina sta producendo tutta una serie di teorie interessanti. Tipo, sto persino arrivando a mettere in discussione la storia di Lyanna ritrovata nel lago di sangue e del “promise me, Ned”. Ma staremo a vedere.

Valar Dohaeris.


Game of Thrones 06×02: Home

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Pampa parapampa parapampa parapampa… tuuuutu turututuuu tururuuuu

Ora che mi sono cantata la sigla, veniamo alla racensione. Ah, farò SPOILER. Quindi #sapevatelo.

Il primo personaggio che gli autori tirano fuori dal cappello è Bran, che ormai ha circa venticinque anni, è alto due metri e mezzo, ha la voce da tenore e un Master il Wargologia. Tramite le radici dell’albero diga sotto il quale si trova insieme al Corvo con tre occhi (Max Von Sydov, il vecchio), Leaf, la figlia della foresta (ri-castata e ri-truccata per l’occasione), Hodor e Meera, il giovane Stark viaggia addirittura nel passato.

In questo modo assistiamo a una sorta di flashback in cui compaiono il defunto Ned Stark e tutti i suoi fratelli, compresa la famigerata (per chi ha letto i libri, per chi guarda solo la serie un po’ meno) Lyanna. Per chi non lo sapesse, o non lo ricordasse, e si stesse domandando che importanza abbia quella ragazzina e perché il vostro amico lettore di libri è tipo saltato sulla sedia quando è entrata in scena, Lyanna è stata la causa (o il pretesto) per la ribellione di Robert Baratheon che ha finito per detronizzare i Targaryen. Inoltre, zia Lyanna potrebbe essere la madre di un certo qualcuno appena tornato dal mondo dei morti.

Ah già, nella visione c’è anche Hodor che apprendiamo chiamarsi Wylis (Walder, nei libri) e, sorpresona, Hodor sapeva parlare ed era bullizzato da sua zia, la vecchia Nan.

Alla Barriera, quel qualcuno è ancora morto e Davos si prepara a difenderlo da Thorne e Olly e gli altri ammutinati. Sorpresona anche qui: arrivano i bruti, che hanno ragione di quei quattro Guardiani della notte rimasti nel giro di un attimo. E’ sufficiente che Wunwun spiaccichi un arciere idiota contro il muro e via, pace fatta, ci arrendiamo. Tranne Olly. Olly deve morire. I cattivi, comunque, sono messi in cella.

Per la serie “gente grossa che spiaccica gente piccola”, ad Approdo del Re la Frankenmontagna pattuglia le vie della città e fa esplodere il cranio di chiunque parli male di Cersei. Quest’ultima è stata confinata nella fortezza da Tommen (che per quanto mi riguarda dovrebbe chiuderla in una torre e buttare la chiave) e dimostra una sospetta accondiscendenza. Le è stato impedito di partecipare al funerale di Myrcella, al quale però sono presenti Tommen il Docile e Jamie. Quest’ultimo lo manda a chiedere scusa alla mamma e successivamente affronta l’Alto Passero facendo un discorsetto sui doppi standard del Credo.

“Uccidimi pure” gli fa quell’altro, “che io sono solo uno dei tanti. Tanto poi noi ti si uccide a te, e tu sei Jamie Lannister, mica uno stronzo qualunque.” I preti cazzuti, quelli con il cilicio e le armi e il mirino disegnato sulla fronte, saltano fuori dal buio. Jamie ha una mano sola. “Siamo piccoli e poveri, ma siamo tanti e tutti insieme possiamo rovesciare un impero” dice l’Inquietantissimo Passero. Jamie gli da silenziosamente ragione e se ne va con la coda tra le gambe.

Intanto, Tommen sta chiedendo scusa a Cersei per averla chiusa in casa e per essere un debole. “Aiutami ad essere forte”, le dice, chè è stanco di essere una mammola. Un applauso a Tommen. Forse però la madre psicopatica non è la migliore delle consigliere. Cersei lo stringe e fa una faccia che non mi è piaciuta nemmeno un po’. Temo che voglia liberarsi del proprio ultimo pargolo di persona prima che lo faccia la profezia, adempiendo così alla profezia. La cosa mi dispiacerebbe, perché Tommasino è l’unico Lannister accettabile.

Tornando per un attimo su al Nord, Ramsay si rivela la brutta persona più brutta di tutto il Continente Occidentale. Appena il Maestro dei Bolton annuncia che Walda ha dato luce ha un maschietto, Ramsay decide che il modo migliore per festeggiare il lieto evento sono ripetute coltellate a tradimento nell’addome del padre. Roose muore così di una morte che replica quella di Rob Stark. E giustizia è stata fatta. Il problema è che ora Ramsay non ha più freni. E infatti fa sbranare Walda e il neonato dai suoi mastini. Battaglia dei Bastardi all’orizzonte.

A Meereen si parla di cazzi, di vino e di draghi. Tyrion dice che là sotto non crescono bene, quindi ha la brillante idea di andare a togliere loro i collari di persona. Sorpresona anche qui, i draghi si dimostrano mansueti come agnellini. Tyrion Targaryen confermato? Mi piacerebbe.

Torniamo a Nord. Theon si sta per separare da Sansa. Vuole tornare a casa propria, dice, perché dopo tutto quello che ha combinato affrontare Jon è troppo doloroso. Mmm… Temo che invece di tornare a casa, tornerà a Grande Invero a sabotare Ramsay e morire di conseguenza.

Finalmente rivediamo le Isole di ferro, luogo di nebbia e tempeste, di pericolanti ponti sospesi sul mare in burrasca e fratelli megalomani e omicidi. E’ infatti comparso Euron Greyjoy, detto Occhio di corvo, fratello di Balon e zio di Theon e Yara, che sta per diventare il vostro personaggio preferito, ve lo assicuro. Un megalomane pazzo e furbo come una faina potrebbe essere altrimenti?

A Braavos Arya continua a prenderle, ma passa il test di psicologia inversa di Jaqen e via, viene riportata alla Casa del Bianco e del Nero.

Ma torniamo poi alla Barriera.

Per qualche motivo, Davos si sogna di domandare a una depressissima Melisandre di resuscitare Jon. Ora, può darsi che io non lo ricordi e che Davos abbia assistito a qualche episodio particolarmente significativo durante la quinta stagione, un episodio che gli ha fatto pensare che senza Jon non c’è speranza. Io però non ricordo niente di tutto ciò, quindi boh.

In ogni caso, Davos convince Mel, la quale inizia a pulire il corpo di Jon e a tagliargli barba e capelli. Nel frattempo, pronuncia le sue formule magiche valyriane, o qualunque sia la lingua che parla, e a un certo punto bam, sembra che Jon respiri ma poi niente. Niente la seconda volta. Niente la terza. Melisandre l’aveva detto che aveva visto una sola persona far funzionare quel rituale e che lei non aveva quel potere. Ha messo le mani avanti. Ho trovato interessante al fatto che, mentre si giustifica, Mel dica “L’unico a cui l’ho visto fare era un prete senza…”. Credo che intendesse dire “fede”. Poi secondo me si accorge che lei stessa non ne ha più o la sta perdendo e che si trova di conseguenza nella stessa situazione di Thoros di Myr.

Tutti abbandonano la stanza ma in quel momento Spettro inizia ad agitarsi e Jon si risveglia nel più classico dei modi, con l’occhio sbarrato e il respirone.

E così, Jon è vivo. Wow, non l’avrei mai detto. No, scherzo. Era ovvio che sarebbe successo, non ho mai avuto dubbi a riguardo. Mi domando se qualcuno ne abbia mai davvero avuti! Ci sono tre personaggi in GoT che andranno avanti ancora per un po’, e sono Dany, Tyrion e Jon. Perché lo zio Martin sarà anche uno che secca i personaggi come se non ci fosse un domani, senza scrupoli e rimorsi, ma Got rimane pur sempre una storia e una storia ha strutturalmente bisogno di protagonisti (#sapevatelo) e nemmeno Martin può fare a meno dei suoi.

Spero solo che ora Jon sia più cattivello di prima. Un cambiamento aggiungerebbe un po’ di pepe a un personaggio altrimenti alquanto tristolino, a mio parere.

E voi che ne dite?

Alla prossima!

 

 


Game of Thrones 06X01: La donna rossa

melisandre

Prima di essere squartata viva in stile Bolton, vi avverto che di seguito troverete

SPOILER

Bene, ora che siete stati avvertiti, potete proseguire.

Lunedì sera ho visto la prima puntata della sesta stagione di Game of Thrones. Ebbene sì, è di nuovo quel periodo dell’anno, winter is coming, fire and blood e bla bla bla.

Ammetto che non ci sarebbe assolutamente bisogno di questo parere che mi accingo a mettere per iscritto, ma tanto tutti ne parlano quindi perché non posso farlo io? L’Internet è di tutti.

Partiamo col dire che si è trattato di un episodio fatto di puro e semplice “setting up“, il che significa che ci hanno semplicemente mostrato da dove partiranno tutte le varie storyline. Sì, ne manca qualcuna che sarà nel prossimo episodio, tipo Bran, per dire, che prima erano tutti “che noia” e “preferisco strapparmi i bulbi oculari che assistere ad altri cinque minuti di Bran” e ora tutti lo vogliono vedere perché attraverso le sue visioni potremmo probabilmente scoprire cosa cavolo è successo alla torre della gioia e se davvero R+L=J. Ma tant’è.

Partiamo con un mortissimo Jon, con un Davos preoccupato per la situazione, una Melisandre in crisi di personalità e di fede (dopo ne parleremo), una confraternita di Guardiani della notte malleabile come cera fusa e un Ed l’Addolorato che ora come ora è più Ed il Molto Incazzato.

Proseguiamo con Sansa e Theon che scappano nel bosco dopo essersi gettati dalle mura di Grande Inverno. Attraversano le gelide acque di un torrente, corrono corrono corrono, la musica incanza. Saranno salvi? Avranno cancellato le loro tracce? No. Li beccano subito (ma come hanno fatto le guardie a guadare il fiume? Mah) ma Brienne e Pod arrivano al galoppo e sbaragliano gli armigeri. Brienne può nuovamente mettersi al servizio di Sansa che, finalmente, accetta. Molto carino il fatto che Sansa (l’uccellino ammaestrato, ricordate?) non ricordi più le parole del giuramento. Da l’idea di quanto lei sia ora lontana da quel mondo, da quel modo di essere.

Intanto, Ramsay piange Myranda dimostrando di avere un mezzo briciolo di cuore ma subito dopo, in uno strano tentativo di omaggiare la figlia del mastro dei canili (mi piace pensare che fosse questo l’intento), decide di dare il suo corpo in pasto ai cani. Viene successivamente cazziato da suo padre Lord Bolton (quindi con ventordicimila cavalieri hai schiacciato quei quattro appiedati affamati sgarruppati? Sorprendente! E Sansa dove l’hai lasciata? E Theon?) che suggerisce velatamente la sua intenzione di declassare Ramsay una volta che la moglie avrà dato alla luce il suo legittimo figlio. Zazazazaaaan. Prevedo macabre vendette.

Ad Approdo del Re abbiamo una Margaery in cella che non si capisce se sta tramando qualcosa o se semplicemente non ce la fa più. Propendo per la prima.

Passiamo poi a Cersei e ai suoi capelli corti. “Una nave da Dorne è entrata l porto” dice l’ancella. “E’ Myrcella” dice Cersei. E tu ridi già, anche se il momento non lo richiederebbe. Cersei è tutta felice, corre giù all’approdo. Poi vede la lancia che si dirige dalla nave al porto. La faccia di Jamie non è allegra. Cersei è un po’ meno felice. E cosa c’è dietro Jamie? E’ un sudario quello? Cersei è sempre meno felice. Cersei capisce. Lena Headey è così brava che puoi vedere l’esatto istante in cui il suo cuore nero si frantuma. Ecco. E’ andata anche Myrcella, la profezia della strega si sta avverando e a nulla valgono le promesse di Jamie di farla pagare a tutti quanti. Solo a far prospettare una coalizzazione dei due del tutto distante da ciò che accade nel libro. Staremo a vedere.

Dorne è un casino come al solito. In due secondi, Ellaria e Tyene fanno fuori Aero Hotah (il miglior guerriero di tutto Planetos, mi dicevano) e Doran Martell sotto lo sguardo impassibile delle guardie. “Nessun uomo debole comanderà mai più Dorne” dice Ellaria. E’ la stagione delle donne, l’abbiamo capito. E a proposito di uomini, le altre due Serpi delle Sabbie si teletrasportano (non trovo altro modo di spiegare il fatto che possano aver raggiunto così velocemente sulla nave che è appena arrivata ad Approdo del Re) e si presentano al povero Tristane dichiarando di volerlo uccidere. Il ragazzo, buono solamente a sbaciucchiarsi le Myrcelle, decide di affrontare Nym, armata di frusta e per farlo da le spalle a Obara, armata di lancia. Il risultato è il cranio trapassato da parte a parte. Ma dico io, bisogna essere proprio scemi per dare le spalle a una tizia combattiva e armata fino ai denti.

Arya è ancora cieca e prende regolarmente un sacco di legnate. Tutto qui, per ora.

E Essos, Varys e Tyrion si scambiano battute. Il porto di Meeren Brucia.

Daario e Jorah capitano proprio nel luogo in cui l’orda dei Dothraki ha intercettato Daenerys. Un cerchio d’erba intatta è circondato da impronte di zoccoli. Jorah si avvicina, abbassa lo sguardo. Lo spettatore da casa si schiaffa una mano in faccia pensando “non possono averlo fatto sul serio. Questa non è una brutta fanfiction”. Jorah trova l’anello di Dany. “E invece sì”.

Dany intanto è a millemila miglia di distanza. I Dothraki la frustano e discutono di massimi sistemi. Quando viene condotta di fronte a Khal Moro, ci vengono enumerate le cinque migliori cose che la vita Dothraki ha da offrire, dopo di che Dany si mette a snocciolare i suoi titoli nobiliari. Dieci minuti dopo, Khal Moro e gli altri le ridono in faccia. Lo spettatore applaude. Allora Dany sospira e “sono la vedova di Khal Drogo. Portatemi a Meeren”. E invece no, la portano a Vaes Dothrak, nella casa di riposo per vedove di Khal. E tu un po’ ci godi.

Ma veniamo a Melisandre.

L’episodio si conclude con lei che si toglie il collare con il rubino che indossa sempre e d’un tratto invecchia. Ma non un po’, un sacco. Nel libro viene infatti detto che Mel è molto più vecchia di quanto sembri e ora ne abbiamo la conferma. Le teorie sul suo cambiamento d’aspetto sono però molteplici. Nelle scorse stagioni abbiamo infatti assistito ad almeno una scena in cui Mel si mostrava senza collare e tuttavia giovane. C’è chi dice che usi delle pozioni, chi è certo che il collare “nasconda” il suo vero aspetto, chi sostiene che stia rigenerando le proprie forze per prepararsi a resuscitare il defunto Lord Commander. Io dico che i poteri di Mel sono legati alla sua fede nel Dio Rosso. Dopo il fallimento con Stannis e dopo la morte di Jon, che lei aveva invece visto vittorioso, Mel si sta domandando se quello in cui ha sempre creduto, a cui è sempre stata indissolubilmente legata, sia vero. Oppure voleva semplicemente affrontare la vera sé stessa e la propria fragilità. Quale che sia la verità, la scopriremo presto.

Insomma, un buon episodio senza troppi scossoni. Un po’ corto, pieno di inizi, ma certamente intrigante.

E voi, come interpretate il cambiamento di Melisandre?

Alla prossima,

 

G.



Les Revenants, la serie

Cosa succederebbe se i morti tornassero in vita e si presentassero a sconvolgere le vite dei vivi? Sembra la premessa a qualunque film sugli zombie, ma con Les Revenants ci troviamo di fronte a qualcosa di più sottile, di più complicato.

Perchè siamo abituati a pensare questo tipo di vicende in termini di catastrofe globale, di pandemia, di estinzione della razza umana attuata tramite un morbo che rende le sue vittime dei cadaveri ambulanti senza ragione. Degli zombie, appunto.

Ma se gli zombie non fossero mostruosi e stupidi, e neppure feroci? Se si ripresentassero con naturalezza nel luogo in cui hanno sempre abitato, dalle persone che hanno amato mentre erano vivi, come se non fossero mai morti e completamente ignari di quanto è loro accaduto, fisicamente congelati nel tempo e perfettamente integri?

Ed è qui che Les Revenants gioca la sua carta migliore. Quella che tradizionalmente viene dipinta come il primo passo verso l’estizione della specie, qui viene vista da tutt’altro punto di vista: quello di chi si vede ripiombare in casa un passato che aveva messo da parte o superato con difficoltà. Perché, sebbene sia difficile, quando qualcuno muore la vita va avanti senza di lui e poco a poco si assesta su un nuovo equilibrio, per precario che possa essere. Ma se d’un tratto la persona che se ne è andata ritorna, tutti gli sforzi per dimenticarla si rivelano inutili, l’equilibrio viene nuovamente sconvolto e in un attimo quella cosa che abbiamo desiderato così ardentemente -il ritorno dei nostri cari- non sembra più così allettante.

E’ questo quello che accade in una piccola cittadina sulle rive di un lago, in Francia. D’un tratto, i morti iniziano a tornare. Così si ricongiungono Camille e Léna, due gemelle, ma Camille è morta quattro anni prima in un tragico incidente stradale dove hanno perso la vita anche tutti i suoi compagni di classe; torna Simon, il ragazzo della bella Adéle, morto nel giorno del loro matrimonio lasciandola disperata e fragile; torna Serge, il fratello del gestore dell’unico pub della città, che nasconde un sanguinoso segreto; e torna Victor, un bambino dagli occhi sgranati che segue Julie ovunque ma non dice mai una parola.

I morti tornano, ma non sono loro il problema, bensì i vivi che si vedono costretti a mettersi in discussione. Davanti a questi ritorni crollano bugie, meccanismi di difesa, gioie, dolori, rancori. Tutto deve assestarsi ancora una volta, almeno fino a che gli abitanti della cittadina, poco a poco, iniziano a rendersi conto che nonostante quelle persone non sembrino cadaveri decomposti né dei mostri sanguinari, sono comunque morti. Non c’è spazio per loro, non più. Sono in qualche modo sbagliati.

Nel frattempo, l’acqua del lago si abbassa sempre di più e all’improvviso la cittadina si trova isolata mentre un’orda di nuovi morti si avvicina, reclamando quelli che ormai ci siamo abituati a conoscere e a non temere, nonostante venga più volte sottolineato come abbiano continuamente fame, una fame sempre più incalzante.

Les Revenants è una serie geniale, che con mezzi minimi riesce a produrre effetti incredibili, colpendo lo spettatore profondamente. Non c’è splatter, non c’è orrore, ma c’è molta psicologia, sottile e gelida tensione e tanta, tanta voglia di scoprire cosa succederà poi. I personaggi sono cesellati, le loro interazioni meravigliose, credibili, incalzanti. Gli scivoloni pochi se non inesistenti.

Finalmente il 28 settembre, dopo 3 anni, Canal + (il maggiore canale televisivo francese) e Sky trasmetteranno la seconda stagione, che riprende 6 mesi dopo gli eventi della prima. Il 27 è il mio compleanno e considero questa uscita una specie di regalo. Probabilmente seguirò puntata per puntata, pubblicando recensioni di conseguenza.

Vi consiglio di guardare questa serie? Assolutamente sì. Guardatela, perché è elegante, bella, diversa. Non guardate la versione americana, ma quella francese, che ha un gusto tutto europeo e questo, per una volta, credo sia un enorme punto a favore, perchè questo ci permette di evitare il classico tono epico e sensazionalistico delle produzioni americane per giocare tutto sulla dimensione umana, minore e inquietante della vicenda.