#ICinque: Libri brevi per chi non ha tempo da perdere

Dal titolo, sembra io che io ritenga la lettura una perdita di tempo. Falso. Penso che sia tutto tempo egregiamente impiegato. Tuttavia, spesso mi sono trovata a non avere abbastanza spazio da dedicarvi.

Quando ho molti impegni e poco tempo, l’idea di affrontare un lungo romanzo diventa quasi frustrante, perché so che dovrà spezzettarlo in tante brevi letture che mi faranno perdere il ritmo (Kuzko, is that you?) e forse anche il senso stesso del testo.

La cosa migliore è proprio quella di dedicarsi ai romanzi brevi: opere di poco più o poco meno di cento pagine, rapidi da leggere, pratici da portarsi appresso e a rischio frustrazione quasi nullo.

Oggi vi consiglio cinque + tre libri brevi un po’ per tutti i gusti, tutti certificati con timbro di approvazione.

(Per di più, data la lunghezza trascurabile, sono ottimi anche per chi a leggere non è affatto abituato e si fa venire l’ansia appena il conteggio pagine supera le due centinaia.)

Detto ciò, ecco la mia selezione:

Una cosa divertente che non farò mia più, di David Foster Wallace

Minimum Fax

Pagine: 149

Prezzo: 12,50 euro

A un giovane scrittore viene commissionato il reportage di una settimana in crociera extralusso nei Caraibi. Lo scrittore è David Foster Wallace e la permanenza sulla “meganave” si trasforma in un’esilarante cronaca, ma anche in un acido ritratto dell’americano in vacanza, delle sue abitudini ottuse, della sua eleganza pacchiana e – naturalmente – della sua ricerca di un forzato e artificiale relax. La critica pungente, e insieme scanzonata, di questi “cittadini americani adulti e ricchi” è accompagnata da una sferzante ironia e da uno stile pirotecnico e piacevolmente dispersivo che confermano il talento di un autore, come è stato detto, “capace di scrivere veramente di qualsiasi cosa”.

Una lussuosa vacanza in crociera può trasformarsi in un incubo distopico? La risposta è sì, ma solo tra le sapienti righe di David Foster Wallace. Inviato dal giornale per cui lavorava a scrivere un reportage sulle crociere, lo scrittore si trova immerso in un mondo a parte, patinato e opprimente. L’altra faccia del relax, insomma. Quella degli addetti alle pulizie, all’animazione e alla cucina, che sgobbano come matti e riveriscono i clienti fino al parossismo. Un reportage godibilissimo e incredibilmente ironico sul lato grottesco del lusso.

 

La cerimonia del massaggio, di Alan Bennett

Adelphi

Pagine: 95

Prezzo: 9 euro

Si sa che non c’è nulla di più mondano quanto un buon funerale. E ancor più se si tratta di commemorare un estinto che, letteralmente, ha avuto per le mani la “crème de la crème”, ambosessi, di Londra. E allora l’evento può diventare, oltreché mondano, atrocemente intimo. E rischiare da un momento all’altro di sgangherarsi, se il suo programma prevede un preoccupante assolo di sax. E se uno dei convenuti si alza in piedi per tessere un panegirico dell’anatomia del trapassato.

Un massaggiatore muore e al suo funerale sono presenti i suoi numerosissimi clienti, tutti ricchi, tutti famosi, tutti con qualche segreto da nascondere. Primo tra tutti, che ognuno di loro ha avuto una relazione con il defunto…

Si legge in pochissimo tempo. Buonumore di alto livello.

 

Stupore e tremori, Amélie Nothomb

Voland

Pagine: 128

Prezzo: 11 euro

La giovane Amélie è al suo primo impiego alla Yumimoto, una delle ‘aziende più grandi dell’universo’. Suo diretto superiore è Fubuki Mori, donna imperturbabile che prova piacere nell’umiliare la sua sottoposta. Inizia così la vertiginosa caduta di Amélie, presto declassata a guardiana delle toilette. Ma la discesa agli inferi è resa meno amara dalla contemplazione della bella e orgogliosa Fubuki…

Amelie Nothomb è nata in Giappone e per via del lavoro del padre, lì ha anche trascorso la propria infanzia. Sempre per via del ruolo diplomatico del padre, si trasferirà in Cina, poi in Bangladesh e poi finalmente a Bruxelles. Alla fine, tornerà in Giappone come impiegata di una grande azienda. Un’esperienza comica e traumatica che racconterà proprio in questo libro, il quale le varrà il Grand Prix du Roman dell’Académie française.

 

Una cena molto originale, di Fernando Pessoa

Passigli

Pagine: 69

Prezzo: 7,50

“Il più precoce cibo letterario della mia infanzia furono i tanti romanzi del mistero e delle più spaventose avventure” ha scritto Fernando Pessoa, grande appassionato di gialli, lettore e anche traduttore di Edgar Allan Poe. E al fascino della ghost story e a Poe si riallacciano i due racconti inclusi in questo volume: “Una cena molto originale” – scritto in inglese e ‘attribuito’ da Pessoa al suo eteronimo Alexander Search – e “Il furto della Villa delle Vigne”, che rappresenta la più compiuta fra le Novelle poliziesche che il grande scrittore portoghese aveva iniziato a costruire intorno al personaggio di Abílio Fernandes Quaresma, un investigatore dai tratti simili a quelli dell’amato Auguste Dupin.

Fernando Pessoa è conosciuto principalmente per “Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares” ma, guarda un po’, la sua produzione letteraria non si ferma certo qui. Una cena molto originale è un racconto che si ispira ai temi e alle atmosfere di Edgar Alla Poe, molto ammirato dall’autore. Un rinomato critico gastronomico invita i propri colleghi e amici ad una cena speciale, di cui dovranno individuare l’ingrediente speciale. Gustoso e con il giusto tocco di macabro.

 

Canone inverso, di Paolo Maurensig

Mondadori

Pagine: 150

Prezzo: 9 euro

A Vienna per la stagione concertistica, il narratore della storia incontra un suonatore ambulante in una taverna di Grinzing. Un po’ per scherzo gli chiede di suonare un pezzo difficilissimo e l’ambulante lo esegue alla perfezione. Il narratore incontrerà nuovamente l’ambulante, che gli racconterà la storia misteriosa e tragica del perché un uomo con un simile talento è finito a trascinarsi per le strade a suonare per qualche spicciolo…

Struggente, poetico, malinconico e misterioso. Una storia d’amore, di amicizia e di follia che vi terrà impegnati per poco tempo ma che lascerà un segno profondo.

Menzioni d’onore:

Il blocco dello scrittore, di Giulia Annibale (ovvero, io!)

Augh!

Pagine: 172

Prezzo: 13 euro

Miranda è una giovane studentessa, frequenta l’università ed è da sempre appassionata di scrittura. Le sue ambizioni sono grandi: diventare una stella della letteratura e lasciare ai posteri il suo capolavoro immortale. Convinta di serbare dentro di sé la sacra fiamma dell’arte, nel quotidiano si trova invece a fare i conti con una realtà a dir poco frustrante: il blocco dello scrittore. Un portatile aperto, una pagina bianca, un cursore lampeggiante e nulla più. Un giorno improvvisamente, dopo aver incontrato dei misteriosi venditori di libri e aver ricevuto in regalo un inquietante segnalibro, nella vita di Miranda ricompaiono i personaggi da lei inventati anni prima, creature che popolavano i suoi racconti mai finiti e abbandonati nelle pagine ingiallite di vecchi quaderni. Saranno loro, il Principe Lucertola, la Banshee, i Mastini, i Kappa e tanti altri, ad accompagnare la ragazza in un viaggio avventuroso, magico e liberatorio, nelle ombre del proprio cuore.

Non voglio vantarmi, ma non so quante persone conoscete, lettori occasionali, che hanno pubblicato un libro vero con una vera casa editrice. Uahahaha. Ah. Ehm. Sì. Insomma, in 170 pagine il mio bambino vi racconterà la storia di Miranda, aspirante scrittrice alle prese con un terrificante blocco dello scrittore, che si troverà a vivere il sogno di tutti gli autori: incontrare i propri personaggi. Tranne che il sogno si trasforma molto presto in un incubo. I suoi personaggi la odiano. Miranda è la Carceriera, quella che li ha imprigionati nelle pagine e poi si è dimenticata delle loro storie, condannandoli a rimanere bloccati in un limbo…

Insomma, ottimo sia per gli aspiranti scrittori sia per chi ha il blocco del lettore. Lo finirete in un giorno e mi ringrazierete XD

 

Assassinio sull’Orient Express, di Agatha Christie

Mondadori

Pagine: 238 (ma non si sentono)

Prezzo: 12 euro

L’Orient-Express, il leggendario treno delle spie e degli avventurieri internazionali, occupa un posto importante nell’immaginario collettivo degli appassionati di letteratura poliziesca. Il merito è di Agatha Christie, la regina del giallo, e della sua creatura, l’impareggiabile Poirot. In quella che rimane probabilmente la più celebre delle sue imprese, l’investigatore belga, salito a bordo di un vagone di prima classe partito da Istanbul e diretto a Calais, è costretto a occuparsi di un efferato delitto. “Assassinio sull’Orient-Express”, apparso nel 1934, è da molti considerato il capolavoro di Agatha Christie, sicuramente uno dei libri gialli più conosciuti in tutto il mondo.

Non credo che questo libro abbia bisogno di molte presentazioni. Si tratta semplicemente di uno dei racconti più geniali di quel genio-già-di-per-sé che fu Agatha Christie. Un morto, un treno in corsa, e un mucchio di sospettati. Perché nessuno sarebbe potuto scendere dal treno, né tantomeno salirvi: quindi il colpevole dev’essere per forza tra i passeggeri.

Un gioco da bambini, di J.G.Ballard

Feltrinelli

Pagine: 92

Prezzo: 7 euro

Nel 1988, nell’esclusiva e nuovissima residenza del villaggio di Pangbourne, pochi chilometri fuori Londra, si verifica un massacro: trentadue adulti vengono trovati morti. Sono stati brutalmente uccisi nonostante i dispositivi di sicurezza e i loro tredici figli adolescenti sono scomparsi. Il delitto pare perfetto come il luogo in cui si è consumato, ed è durato solo pochi minuti. Nessuno sa come sia stato possibile e né riesce a immaginare il motivo. Ma forse la risposta si trova nel fatto che in una società totalmente sana, in un contesto di ricchezza e abbondanza, dove tutto è predefinito e organizzato per ottenere il massimo della felicità, l’unica via di scampo è la follia. E forse sotto l’apparente perfezione si cela una realtà ben diversa. Per risolvere lo sconcertante caso, la polizia chiede l’aiuto di un consulente psichiatrico, il dottor Richard Greville. E saranno le sue indagini a svelare uno scenario inquietante cui nessun vuol credere dal momento che si ipotizza la colpevolezza dei ragazzi.

Di questo breve, ansiogeno racconto scritto da J.G.Ballard ho già scritto una recensione e pertanto vi linkerò il post qui. Consigliato a chiunque creda che i bambini siano angeli scesi dal paradiso.

 

 

 

 

 


 

Bene, mie cari. Conoscete qualcuno di questi libri? Li avete letti? Avete altri libri corti da consigliare a me o ai vostri colleghi lettori? Scrivetemeli nei commenti!

XoXo

G.

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#ICinque: Libri che fanno ridere (in senso buono)

Salve a tutti, lettori occasionali (e non, perché anche i lettori affezionati hanno diritto ad essere salutati -rima not intended).

Inauguro oggi una nuova rubrica (a ridaje!): I Cinque. Ad ogni puntata vi consiglierò cinque libri riguardanti un certo tema. Oggi partiamo con i libri che fanno ridere (in senso buono), ma  faccio affidamento su di voi per le prossime cinquine. Suggeritemi un tema e io mi scervellerò per esaudire la richiesta.

Ora pronti?

Partenza?

Via.


Elianto

Stefano Benni

Feltrinelli

Pagine: 320

Prezzo: 9 euro

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Riusciranno i nostri intrepidi eroi a superare tutte le prove e trovare l’elisir che guarisca il giovane Elianto e gli faccia salvare la contea? Se si fugge di notte da Villa Bacilla sulle ali di una diavolessa sexy, sorvolando Tristalia, assieme a tre equipaggi che si spostano contemporaneamente, può accadere di visitare gli otto mondi alterei della mappa nootica. Capita così di conoscere la terra primordiale di Ermete Trismegisto, Protoplas; i mari incantati di Capitan Guepière a Posidon; i cinquanta casinò e i locali notturni di Bludus; Mnemonia con i suoi fuochi fatui e l’insidia dell’embambolia; Medium con le sue giornate di Beneficenza Ben-evidente. E poi è possibile incontrare Siperquater e Triperott a Neikos, o gli angeli cannibali nel deserto freddo di Yamserius. L’importante è fare a tempo a guarire il giovane Elianto, affetto dal Morbo Dolce, perché possa liberare le contee dal dominio del Grande Chiodo. C’è speranza di riuscire, assieme ai protagonisti (oltre a Elianto, Fido PassPass, Fuku Occhio di Tigre, Tigre Triste), a districarsi tra mille prove e attraversare gli infiniti mondi creati dalla fantasia di Stefano Benni?

Come nella maggior parte degli scritti di Benni, in Elianto convivono un’avventura rocambolesca e esilarante e una realtà inquietante. Io l’ho adorato, è il mio romanzo preferito di questo autore.


Dente per dente

Francesco Muzzopappa

Fazi Editore

Pagine: 218

Prezzo: 15 euro

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Se Roma ha la GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna), Bologna il MAMBO (Museo d’Arte Moderna BOIogna) e a Napoli c’è il MADRE (Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina), a Varese hanno pensato bene di inaugurare il MU.CO (MUseo d’arte COn-temporanea). Qui, a detta dei critici, sono esposte le peggiori opere dei più grandi artisti contemporanei. Tra le altre, un orribile Warhol, un Dall terrificante, due drammatici Magritte e un Duchamp inguardabile. Leonardo ci lavora da tre anni. È un’assunzione obbligatoria: ha perso due dita in un incidente e insieme alle dita anche i sogni. Ha solo una grande certezza: si chiama Andrea, una ragazza molto cattolica, osservante e praticante, che rispetta alla lettera i dieci comandamenti, non dice parolacce e, soprattutto, non fa sesso. Non fa sesso con lui, però, perché Leonardo, sul punto di farle la sua proposta di matrimonio a sorpresa, la scopre a letto con un altro. Da quel momento, la sua vita va in pezzi. Alla disperazione più nera, tuttavia, segue la vendetta. Leonardo decide di rifarsi su Andrea e sui suoi preziosi comandamenti. Li infrange tutti, sistematicamente, uno dopo l’altro.

Iniziato e finito in poche ore. La scrittura è diretta, rapida ed essenziale e proprio per questo estremamente coinvolgente. Si arriva alla fine con le lacrime agli occhi senza nemmeno essersene accorti. Super consigliato.


Zia Mame

Patrick Dennis

Adelphi

Pagine: 380

Prezzo: 12 euro

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Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell’America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre – quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all’indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica “Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!”, e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile e attraversare insieme a lei l’America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro – o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.

Le disavventure di Patrick e di sua Zia Mame sono oramai parte del mio corazon. Mame può sembrare una ricca, svampita moglie trofeo il cui unico merito è quello di aver ereditato molti soldi. Invece, si tratta di una donna fortissima che senza mai farsi abbattere dalle sfighe della vita si adatta e riesce a risollevarsi. Io l’ho amato dalla prima all’ultima riga e ho riso altrettanto di gusto.


A volte ritorno

John Niven

Einaudi

Pagine: 392

Prezzo: 12,50 euro

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Dopo una settimana di vacanza che sarebbero cinque secoli di tempo terrestre, Dio torna in ufficio, ancora col cappello di paglia e la camicia a quadri. Era andato in vacanza, a pescare,in pieno Rinascimento, quando i terrestri scoprivano un continente alla settimana, e sembrava andasse tutto a gonfie vele. Al suo ritorno però, il quadro che gli fanno i suoi ha del catastrofico: il pianeta ridotto a un immondezzaio, genocidi come se piovesse, preti che molestano i bambini… Dio non è solo ultradepresso. Anche molto arrabbiato. L’unica soluzione, pensa, è rispedire sulla Terra quello strafatto di suo figlio. Sei sicuro sia una buona idea? – gli chiede Gesú. – Non ti ricordi cosa è successo l’altra volta? – Ma Dio è irremovibile.

Questo libro riesce nella non facile impresa di essere allo stesso tempo dissacrante e, paradossalmente, piuttosto rispettoso. Già questo dovrebbe bastare. Poi, se non bastasse, Dio e tutti quelli che mandano avanti il paradiso sono esilaranti. Giuro. Geniale anche l’ascensore che collega paradiso e inferno. Insomma, dategli una possibilità ma soprattutto: fate i bravi.


L’amore è eterno finché non risponde

Ester Viola

Einaudi

Pagine: 218

Prezzo: 17 euro

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Olivia ha trentadue anni e di mestiere fa divorziare le persone. La sciagura sentimentale è il suo pane quotidiano, tanto che divide i clienti in due categorie: i Lascianti e i Lasciati. Accomodanti e solitamente muniti di un amore nuovo di zecca i primi, agguerriti i secondi (hanno già perso nel matrimonio, non hanno nessuna intenzione di perdere nel divorzio). Anche Olivia è stata lasciata, ma siccome Dario continua a mandarle messaggi su WhatsApp è sicura che tornerà da lei, manca pochissimo. Del resto, “lasciarsi non è mai quando ci si lascia: è una cosa che succede quando non puoi più negare che il tuo ex si è innamorato di un’altra”. E oggi per scoprire che all’improvviso lui non è più “disponibile”, basta sbirciare su Facebook comodamente da casa, in pigiama, versando lacrime sul sushi ordinato a domicilio. Ester Viola racconta l’universo dei sentimenti in modo vivo e contemporaneo, perché da Jane Austen al Nick Hornby di Alta fedeltà l’amore è sempre la stessa cosa, ma adesso una notifica può cambiarti la giornata.

Un racconto comico al femminile, che un po’ come “Dente per dente” di cui sopra, si affida ad una prosa diretta, rapida, piena di ironia. Un racconto sull’amore ai tempi di WhatsApp che vi farà ridere di gusto.


E voi, lettori, siete d’accordo con questa selezione? Avete letto qualcuno di questi libri? Fatemi sapere e alla prossima ❤

XoXo

G.


#Tunuè: L’uomo montagna, di Séverine Gauthier e Amélie Fléchais

Se volete provare un po’ di sane emozioni, allora questa graphic novel fa al caso vostro. Perché pur essendo stata pensata per un pubblico giovane è un lavoro che può toccare molte corde anche in un adulto.

La storia è quella di un bimbo che vuole aiutare il nonno a compiere un ultimo viaggio insieme a lui; ma il nonno è troppo stanco e le montagne che sono cresciute sulle sue spalle sono troppo pesanti. Così il bambino decide di andare a trovare il vento più forte di tutti, un vento tanto forte che potrebbe riuscire a sollevare suo nonno. Si incammina quindi per il suo primo viaggio da solo…

Questa dolcissima novel è, come si suol dire, breve ma intensa. Così intensa che mi ha quasi fatta piangere -quasi, perché i cuori di pietra come me non si smentiscono mai. Tuttavia un po’ di magone c’era-.

Il tema fondamentale sono senza dubbio le radici: la nostra patria, la nostra famiglia, il nostro passato, la nostra esperienza. Tutto quello che ci ancora, ci tiene in piedi e ci permette di essere quello che siamo. Il tenerissimo bambino lo imparerà strada facendo, anche grazie all’aiuto di alcuni -altrettanto teneri- personaggi -un albero, dei sassi (un po’ scemi ma indicibilmente carini), gli stambecchi e il vento- che gli insegneranno qualcosa di importante sull’esperienza, sull’identità e sul rispetto verso l’altro: perché possiamo anche non capire quello che è diverso da noi ma non per questo dobbiamo ritenerlo minaccioso o cercare di cambiarlo.

Il bambino si incammina coraggiosamente per un lungo viaggio, non senza ostacoli, carico dei migliori intenti e tuttavia l’ultimo insegnamento che riceverà sarà il più doloroso e allo stesso tempo, forse, il più importante: quelli che sono venuti prima di noi prima o poi se ne andranno, ma ciò che ci lasceranno, la loro eredità, potrà essere la nostra casa. Noi però abbiamo il compito di farcela da soli e per apprezzare ciò che ci è stato lasciato, il luogo dove possiamo tornare, dobbiamo vivere tante cose, viaggiare.

Deliziose le metafore del viaggio come esperienza che segna e crea e delle montagne come segno tangibile di esperienza compiuta -che infatti cominceranno a spuntare sulla testa del bambino mano a mano che il viaggio prosegue-.

Parlando di estetica, le tavole di questa novel sono incredibilmente belle. I tratti sono dolci, i personaggi hanno un design miyazakiano e i contenuti sono di facile comprensione anche senza leggere le vignette. Considerando il fatto che questa novel è primariamente indirizzata ai bambini, il fatto che sia facilmente comprensibile prima di tutto visivamente la rende ancora più interessante.

Ve la consiglio? Assolutamente sì. Ha tutti i requisiti per diventare un fumetto del cuore.


Voto:
5/5

MI HA QUASI COMMOSSA.

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#TiConsiglioUnFilm

Salve lettori occasionali,

da un po’ non vi parlo di cinema e serie televisive, quindi ho pensato di recuperare con uno dei miei #TiConsiglioUnFilm. Vi consiglierò quattro opere che ho visto durante questo mio periodo di soggiorno all’estero e penso che farò a breve un altro articolo simile, ma su un tema un po’ più specifico e particolare.

Per altro, pensavo di iniziare a diversificare e ampliare il contenuto del blog. Ci sto lavorando, vedremo cosa ne uscirà.

Ma adesso vi lascio ai film.

lamortetifabella1. La morte ti fa bella

La regia è di Robert Zemeckis (Ritorno al futuro anyone?), il cast è composto per la maggior parte da attori pluripremiati (Meryl Streep, Goldie Hawn, Bruce Willis) e la trama è accattivante: Helen, una scrittrice di scarso successo, timida e un po’ dimessa, presenta il fidanzato Ernest alla sua amica Madeline, un’attrice di altrettanto scarso successo ma affascinante e arrivista. Madeline ruba Ernest a Helen. Le due si reincontrano sette anni dopo e si odiano più che mai. Mentre Madeline comincia a fare i conti con i primi segni dell’invecchiamento, Helen è diventata bellissima e ha pubblicato alcuni bestseller di enorme successo. La lotta tra le due presto si riaccende, ma questa volta ci sarà qualcosa di misterioso ad unirle: un magico elisir di giovinezza e lunga vita.

Una commedia grottesca, piena di humor nero, effetti speciali e divertenti risvolti di trama. E di amanti che si chiamano Dakota.

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2. Sing

Diretto da Christophe Lourdelet e Garth Jennings, con un cast vocale (originale) stellare che comprende Matthew McConaughey, Reese Witherspoon, Seth MacFarlane, Scarlett Johansson, Taron Egerton. Non si sono fatti mancare nessuno. Il film è un dolce cartone animato per i più piccoli con parentesi (estese) apprezzabili anche dagli adulti. Il messaggio è semplice, sviluppato in modo efficace e a tratti toccante: persegui i tuoi sogni, non avere paura e non farti dire dagli altri cosa devi o non devi essere. Siccome tutto il film ruota attorno alla gara canora organizzata dal koala Buster Moon per rimettere in sesto il suo teatro, l’intera pellicola è piena di musica, moderna per lo più (persino giapponese! fate attenzione al gruppo di cagnoline saltellanti e colorate: cantano le canzoni di Kyary Pamyu Pamyu). Sing è uno di quei film che trasmettono positività e quindi non potevo non consigliarvelo.

E poi da quando l’ho visto non riesco a togliermi dalla testa “I’m still standing“, di Elton John.

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kubo e la spada magica に対する画像結果3. Kubo e la spada magica

Spettacolare lavoro in stopmotion realizzato dallo studio Laika, che in queste realizzazioni certosine è specializzata, mi ha fatto rabbrividire per l’accuratezza dei dettagli e la bellezza dei paesaggi e degli effetti visivi. Il regista è Travis Knight, mentre nel cast vocale originale  troviamo  Charlize Theron, Art Parkinson, Matthew McConaughey. Il racconto è ambientato in un Giappone arcaico, mitologico, dove Kubo vive nascosto insieme a sua madre. Non può uscire la notte, perchè altrimenti verrebbe scoperto da chi lo sta cercando, mentre di giorno passa il tempo al villaggio, dando vita alle sue storie con il suo koto a due corde e i fogli per origami. Ma un giorno le cose precipiteranno e Kubo verrà trasportato in quella che sembra la stessa storia che ha sempre raccontato e mai terminato.

Lo consiglio a piccoli e meno piccoli, perchè si tratta di una storia godibile dotata di più livelli di lettura (sfido qualunque bambino a capire le motivazioni dei cattivi, davvero. Forse non sono spiegate abbastanza bene, questo è vero, ma è pur vero che sono piuttosto filosofiche).

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Risultati immagini per gone girl4. Gone Girl

La regia è di David Fincher (quello di Fight Club e Seven), il cast comprende Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris. Forse ero l’ultima persona sul pianeta a non aver visto questo film ma se per caso ci fosse ancora qualcuno là fuori che se l’è fatto sfuggire, dico che questo è il vostro momento: andate e recuperatelo. La storia parte in modo abbastanza semplice: il giorno del loro quinto anniversario di matrimonio, Amy scompare e Nick viene accusato di omicidio, sprofondando lentamente in una spirale di odio e accanimento mediatico. Salvo poi scoprire che…

Il film è stato pluripremiato e anche candidato agli Oscar. Comprensibile. La regia è perfetta, gli ambienti, il montaggio, tutto bellissimo e, per dirla all’inglese, goduriosamente “twisted”. Nel senso sia di intrecciato, pieno di colpi di scena, sia di pazzo. Ma non posso proprio dirvi altro, a parte che penso mi metterò al lavoro e tenterò di scriverne una recensione più accurata.

Clicca qui per il trailer

E voi avete visto questi film? Ne avete qualcuno da consigliarmi?

Alla prossima,

G.

 


#InLibreria!: Fazi, Sperling&Kupfer, DeA, Bookme

unnamed (5)Jesse Armstrong
AMORE, SESSO E ALTRE QUESTIONI DI POLITICA ESTERA

Fazi Editore

Nick Hornby incontra Emir Kusturica a metà anni Novanta: il risultato è questa intelligente e surreale commedia ambientata nella ex Jugoslavia, ai tempi della guerra dei Balcani, che in patria ha riscosso grande successo di critica e pubblico, con oltre 150.000 copie vendute nel giro di qualche mese.
Siamo in Inghilterra, nel 1994. Un gruppo di giovani di diversa estrazione sociale si ritrovano quasi per caso su un furgone Ford Transit, carico di belle idee, aiuti umanitari e una commedia scritta a metà per promuovere la pace nella zona di guerra che attraversa i Balcani. Tra veri attacchi di artiglieria, menzogne, sequestri di persona e naturalmente amore sesso e un po’ di droga, le cose non andranno esattamente come avevano pianificato.
Jesse Armstrong è tra gli autori di serie tv più apprezzati del momento. Ha vinto il Premio Bafta per la miglior commedia con la sitcom The Peep Show, è stato candidato all’Oscar per In the Loop, è uno degli autori della serieVeep per HBO e, tra le altre cose, ha curato i testi di The Thick of It, trasmissione di satira politica della BBC.

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unnamed (6)Maria Silvia Avanzato
ANEMONE AL BUIO

Fazi Editore

Una delle voci più originali del panorama italiano ritorna con un romanzo sensoriale, labirintico, spaesante e indissolubilmente legato a una delle domande fondamentali della nostra vita: “di chi posso fidarmi?”.
Gloria si risveglia dopo un incidente stradale e non vede più nulla. I suoi occhi non rimandano alcuna immagine, e anche la testa funziona male. Ha problemi di memoria e non riesce a distinguere i sogni dalla realtà. Confusa e in preda a quelle che sembrano allucinazioni, vive una lenta convalescenza nella casa di sempre, assistita dall’amica d’infanzia Licia. Ma qualcosa non torna. Man mano che i ricordi iniziano a riaffiorare, restituendole frammenti perduti, anche gli occhi riacquistano gradualmente la vista, ma lei preferisce non farne parola con nessuno, nemmeno col fidanzato, in cerca solo della verità. All’insaputa di tutti, vedrà finalmente la realtà che la circonda e scoprirà una verità sconvolgente: un complotto minuziosamente costruito attorno alla sua infermità dai risvolti inquietanti.

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unnamed (8)Elizabeth Jane Howard
CONFUSIONE
La saga dei Cazalet – Vol. 3

(da settembre)

Il terzo capitolo dell’avvincente saga familiare che sta appassionando migliaia di lettori. Dopo Gli anni della leggerezza e Il tempo dell’attesa, Confusione riprende le vicende dei Cazalet dal marzo del 1943, a circa un anno dal punto in cui si erano interrotte sul finale del secondo volume. Archiviata ormai da tempo la leggerezza dei primi anni e terminata finalmente anche la lunga attesa che ne è seguita, assistiamo finalmente all’ingresso nel mondo delle giovani Cazalet. La fine della guerra, ormai prossima, sta per aprire le porte a un mondo nuovo, più moderno e con inedite libertà, soprattutto per le donne. E infatti Louise, Clary, Polly e Nora si avvieranno su strade disparate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più libero, in cui le donne lavorano e vivono a testa alta, senza troppe complicazioni, la loro vita amorosa e sessuale.
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unnamed (7)Kevin Wilson

LA FAMIGLIA FANG

Fazi Editore

In occasione dell’uscita del film con Nicole Kidman e Jason Bateman come protagonisti, ritorna in libreria la geniale e caustica commedia di Kevin Wilson.
La famiglia Fang racconta con ferocia e ironia le vicende di una coppia di famosi performer, Caleb e Camille, e dei loro due figli. Una riflessione amara sul ruolo dell’artista, sul prezzo che si è disposti a pagare per l’arte, sulle ossessioni e l’egoismo di chi sceglie di fare di se stesso un’opera d’arte. Narrata dalle voci irresistibili e dissacranti dei figli ormai adulti (il Bambino A. e il Bambino B. nelle performance così come nella vita di tutti giorni) la storia di questa famiglia eccentrica e sui generis ha subito conquistato i favori della critica e del pubblico: paragonato alla comicità grottesca dei Tenenbaum, segnalato tra i migliori libri dell’anno dal New York Times e dalPublishers Weekly, e adesso portato sul grande schermo.
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Il club delle seconde occasioniunnamed (4)

Dana Reinhardt 

DeA

30 agosto

Cosa c’è di peggio che essere lasciati dalla ragazza che si ama disperatamente? Niente. River Dean ne è convinto. Penny l’ha mollato, senza una parola, in un pomeriggio di primavera dall’altra parte di Los Angeles. River si mette in cammino verso casa, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei suoi giorni. Finché l’insegna di un gruppo di supporto richiama la sua attenzione ‘Il club delle seconde occasioni’. E una seconda occasione è proprio ciò che la vita può riservare in un momento così.

Apprezzato da autori come Markus Zusak, Emily Lockhart e Mattew Quick, Il club delle seconde occasioni è un romanzo che vi farà ridere, piangere, riflettere sugli attimi fuggenti della vita e sul desiderio di una proprioa seconda occasione.
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unnamed (3)Come sposare un milionario

Curtis Sittenfeld

Bookme

Una straordinaria rilettura di uno dei classici più amati della letteratura, Orgoglio e pregiudizio, in chiave moderna e irresistibilmente magnetica. Nato dalla penna di una delle autrici più interessanti d’America, Come sposare un milionario è la storia delle sorelle Bennett e di come si possa sopravvivere a un ciclone chiamato amore.

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laregoladelquadro_300X__exactLa regola del quadro

di Jung- Myung Lee

Sperling & Kupfer

Euro  19,50

Kim Hongdo rappresenta la vita semplice e sana delle persone comuni, Sin Yunbok rivela invece gli aspetti segreti dell’esistenza delle donne in modo affascinante e dettagliato. I dipinti di questi due artisti, così diversi ma molto simili quanto a protagonisti, suscitano indescrivibile curiosità, e da oltre due secoli ci si interroga sul perché i due pittori abbiano ritratto gli stessi soggetti, apposto gli stessi titoli ma realizzato le opere in maniera differente.  Non era solo il loro stile pittorico a essere diverso, ma anche le loro vite erano agli antipodi; Kim Hongdo era diventato famoso attraverso il proprio impegno presso la Reale Accademia di Pittura (impegno che contemplò anche un’indagine su un doppio omicidio, che ritroviamo in questo romanzo), mentre le dicerie secondo le quali Sin Yunbok era stato «cacciato via dall’Accademia perché aveva dipinto soggetti considerati poco eleganti» furono confutate.  Ma allora che fine ha fatto Sin Yunbok? Chi era, veramente? Come può essere stato completamente inghiottito dalla storia un uomo che nella sua epoca è stato il pittore di corte di maggior successo?

Questo romanzo è forse una delle tante risposte possibili.

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DEFALCO_300X__exactNon è colpa mia

di Roberta De Falco

Sperling & Kupfer

Euro  17,90

Dopo aver risolto brillantemente quattro casi, il commissario Ettore Benussi della Mobile di Trieste deve sottoporsi a un intervento di bypass coronarico per cui è costretto a cedere le indagini ai suoi due giovani ispettori Elettra Morin e Valerio Gargiulo.  Saranno due i casi di cui si occuperanno: il primo riguarderà una giovane donna ucraina, Julija Rostova, aggredita selvaggiamente e poi sparita dall’ospedale dove era stata ricoverata; e il secondo vedrà coinvolta un’anziana donna americana, Annabel Alexander, trovata sgozzata in un parco cittadino.  Due casi apparentemente lontani tra loro che spingono i due ispettori, legati sentimentalmente da un rapporto non sempre facile, a indagare a tutto campo per cercare di risolvere i misteri che s’infittiscono ogni giorno di più. Più si addentrano nelle indagini, più le cose si complicano, i colpi di scena si susseguono, scompigliando  continuamente le carte in mano agli ispettori, fino ad arrivare a un finale  inaspettato  che collegherà in modo sorprendente e del tutto imprevisto i due casi tra loro.

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#InLibreria!: Fazi, Sperling&Kupfer, DeA, Bookme

unnamed (5)Jesse Armstrong
AMORE, SESSO E ALTRE QUESTIONI DI POLITICA ESTERA

Fazi Editore

Nick Hornby incontra Emir Kusturica a metà anni Novanta: il risultato è questa intelligente e surreale commedia ambientata nella ex Jugoslavia, ai tempi della guerra dei Balcani, che in patria ha riscosso grande successo di critica e pubblico, con oltre 150.000 copie vendute nel giro di qualche mese.
Siamo in Inghilterra, nel 1994. Un gruppo di giovani di diversa estrazione sociale si ritrovano quasi per caso su un furgone Ford Transit, carico di belle idee, aiuti umanitari e una commedia scritta a metà per promuovere la pace nella zona di guerra che attraversa i Balcani. Tra veri attacchi di artiglieria, menzogne, sequestri di persona e naturalmente amore sesso e un po’ di droga, le cose non andranno esattamente come avevano pianificato.
Jesse Armstrong è tra gli autori di serie tv più apprezzati del momento. Ha vinto il Premio Bafta per la miglior commedia con la sitcom The Peep Show, è stato candidato all’Oscar per In the Loop, è uno degli autori della serieVeep per HBO e, tra le altre cose, ha curato i testi di The Thick of It, trasmissione di satira politica della BBC.

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unnamed (6)Maria Silvia Avanzato
ANEMONE AL BUIO

Fazi Editore

Una delle voci più originali del panorama italiano ritorna con un romanzo sensoriale, labirintico, spaesante e indissolubilmente legato a una delle domande fondamentali della nostra vita: “di chi posso fidarmi?”.
Gloria si risveglia dopo un incidente stradale e non vede più nulla. I suoi occhi non rimandano alcuna immagine, e anche la testa funziona male. Ha problemi di memoria e non riesce a distinguere i sogni dalla realtà. Confusa e in preda a quelle che sembrano allucinazioni, vive una lenta convalescenza nella casa di sempre, assistita dall’amica d’infanzia Licia. Ma qualcosa non torna. Man mano che i ricordi iniziano a riaffiorare, restituendole frammenti perduti, anche gli occhi riacquistano gradualmente la vista, ma lei preferisce non farne parola con nessuno, nemmeno col fidanzato, in cerca solo della verità. All’insaputa di tutti, vedrà finalmente la realtà che la circonda e scoprirà una verità sconvolgente: un complotto minuziosamente costruito attorno alla sua infermità dai risvolti inquietanti.

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unnamed (8)Elizabeth Jane Howard
CONFUSIONE
La saga dei Cazalet – Vol. 3

(da settembre)

Il terzo capitolo dell’avvincente saga familiare che sta appassionando migliaia di lettori. Dopo Gli anni della leggerezza e Il tempo dell’attesa, Confusione riprende le vicende dei Cazalet dal marzo del 1943, a circa un anno dal punto in cui si erano interrotte sul finale del secondo volume. Archiviata ormai da tempo la leggerezza dei primi anni e terminata finalmente anche la lunga attesa che ne è seguita, assistiamo finalmente all’ingresso nel mondo delle giovani Cazalet. La fine della guerra, ormai prossima, sta per aprire le porte a un mondo nuovo, più moderno e con inedite libertà, soprattutto per le donne. E infatti Louise, Clary, Polly e Nora si avvieranno su strade disparate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più libero, in cui le donne lavorano e vivono a testa alta, senza troppe complicazioni, la loro vita amorosa e sessuale.
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unnamed (7)Kevin Wilson

LA FAMIGLIA FANG

Fazi Editore

In occasione dell’uscita del film con Nicole Kidman e Jason Bateman come protagonisti, ritorna in libreria la geniale e caustica commedia di Kevin Wilson.
La famiglia Fang racconta con ferocia e ironia le vicende di una coppia di famosi performer, Caleb e Camille, e dei loro due figli. Una riflessione amara sul ruolo dell’artista, sul prezzo che si è disposti a pagare per l’arte, sulle ossessioni e l’egoismo di chi sceglie di fare di se stesso un’opera d’arte. Narrata dalle voci irresistibili e dissacranti dei figli ormai adulti (il Bambino A. e il Bambino B. nelle performance così come nella vita di tutti giorni) la storia di questa famiglia eccentrica e sui generis ha subito conquistato i favori della critica e del pubblico: paragonato alla comicità grottesca dei Tenenbaum, segnalato tra i migliori libri dell’anno dal New York Times e dalPublishers Weekly, e adesso portato sul grande schermo.
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Il club delle seconde occasioniunnamed (4)

Dana Reinhardt 

DeA

30 agosto

Cosa c’è di peggio che essere lasciati dalla ragazza che si ama disperatamente? Niente. River Dean ne è convinto. Penny l’ha mollato, senza una parola, in un pomeriggio di primavera dall’altra parte di Los Angeles. River si mette in cammino verso casa, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei suoi giorni. Finché l’insegna di un gruppo di supporto richiama la sua attenzione ‘Il club delle seconde occasioni’. E una seconda occasione è proprio ciò che la vita può riservare in un momento così.

Apprezzato da autori come Markus Zusak, Emily Lockhart e Mattew Quick, Il club delle seconde occasioni è un romanzo che vi farà ridere, piangere, riflettere sugli attimi fuggenti della vita e sul desiderio di una proprioa seconda occasione.
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unnamed (3)Come sposare un milionario

Curtis Sittenfeld

Bookme

Una straordinaria rilettura di uno dei classici più amati della letteratura, Orgoglio e pregiudizio, in chiave moderna e irresistibilmente magnetica. Nato dalla penna di una delle autrici più interessanti d’America, Come sposare un milionario è la storia delle sorelle Bennett e di come si possa sopravvivere a un ciclone chiamato amore.

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laregoladelquadro_300X__exactLa regola del quadro

di Jung- Myung Lee

Sperling & Kupfer

Euro  19,50

Kim Hongdo rappresenta la vita semplice e sana delle persone comuni, Sin Yunbok rivela invece gli aspetti segreti dell’esistenza delle donne in modo affascinante e dettagliato. I dipinti di questi due artisti, così diversi ma molto simili quanto a protagonisti, suscitano indescrivibile curiosità, e da oltre due secoli ci si interroga sul perché i due pittori abbiano ritratto gli stessi soggetti, apposto gli stessi titoli ma realizzato le opere in maniera differente.  Non era solo il loro stile pittorico a essere diverso, ma anche le loro vite erano agli antipodi; Kim Hongdo era diventato famoso attraverso il proprio impegno presso la Reale Accademia di Pittura (impegno che contemplò anche un’indagine su un doppio omicidio, che ritroviamo in questo romanzo), mentre le dicerie secondo le quali Sin Yunbok era stato «cacciato via dall’Accademia perché aveva dipinto soggetti considerati poco eleganti» furono confutate.  Ma allora che fine ha fatto Sin Yunbok? Chi era, veramente? Come può essere stato completamente inghiottito dalla storia un uomo che nella sua epoca è stato il pittore di corte di maggior successo?

Questo romanzo è forse una delle tante risposte possibili.

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DEFALCO_300X__exactNon è colpa mia

di Roberta De Falco

Sperling & Kupfer

Euro  17,90

Dopo aver risolto brillantemente quattro casi, il commissario Ettore Benussi della Mobile di Trieste deve sottoporsi a un intervento di bypass coronarico per cui è costretto a cedere le indagini ai suoi due giovani ispettori Elettra Morin e Valerio Gargiulo.  Saranno due i casi di cui si occuperanno: il primo riguarderà una giovane donna ucraina, Julija Rostova, aggredita selvaggiamente e poi sparita dall’ospedale dove era stata ricoverata; e il secondo vedrà coinvolta un’anziana donna americana, Annabel Alexander, trovata sgozzata in un parco cittadino.  Due casi apparentemente lontani tra loro che spingono i due ispettori, legati sentimentalmente da un rapporto non sempre facile, a indagare a tutto campo per cercare di risolvere i misteri che s’infittiscono ogni giorno di più. Più si addentrano nelle indagini, più le cose si complicano, i colpi di scena si susseguono, scompigliando  continuamente le carte in mano agli ispettori, fino ad arrivare a un finale  inaspettato  che collegherà in modo sorprendente e del tutto imprevisto i due casi tra loro.

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Penelope Poirot fa la cosa giusta, di Becky Sharp

Per una patita di gialli che si è letta una bella fetta della produzione di Agatha Christie, farsi sfuggire un libro che ha per protagonista la nipote (di zio o di nonno non si sa) del celebre investigatore belga era praticamente impossibile.


penelope-poirot_webPenelope Poirot fa la cosa giusta

Becky Sharp (aka Silvia Arzola)

Marcos Y Marcos

17 €

Trama:

Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot sprizza talenti: la vocazione per risolvere misteri, la propensione a vivere artisticamente, il palato fine e la penna feroce di una critica gastronomica perfetta.
La passione, si sa, quando arde divora, e Penelope Poirot è provata nello spirito quanto ammorbidita nel corpo; stile Botticelli, dice lei, stile krapfen, pensa e non dice Velma Hamilton, la sua nuova, perplessa segretaria.
È il momento di cambiare, di partire: c’è una clinica salutistica, nelle colline del Chianti, che promette di depurare corpo e mente.
Ha un bel sapore gotico, avvolta così dai rampicanti, stemperato dalla luce dorata che occhieggia dalle persiane.
A cena il cibo è mesto, ma il bellissimo giardiniere sa come fartelo dimenticare. La donna alta e misteriosa scatena rivalità, odio e simpatia; la famosa scrittrice il desiderio insopprimibile di rubarle il marito.
Penelope non rinuncia al tacco dodici e alla volpe bianca neppure quando trascina Velma ad abbandonare ogni principio in osteria, e basta una pasticca alla violetta per coprire un altro vizio clandestino.
Poi, nelle sedute libido-dinamiche, scavano tutti insieme buche immaginarie per disseppellire i segreti. Operazione non priva di rischi: certi segreti, allo scoperto, esplodono.
C’è odore di gelo nell’aria di novembre, e il delitto, quando accade, è sulla neve bianca.
Neve che cade imperterrita sull’assassino, sulle prossime prede, sulla nuova trappola.
Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot non ci casca.
In certi casi, solo lei sa qual è la cosa giusta.


Cosa ne penso:

Penelope Poirot fa la cosa giusta è un giallo di stampo “classico”, à la Agatha Christie, con una manciata di personaggi che si ritrovano in un luogo isolato, alle prese con una morte misteriosa, e questo già di per sé è una buona cosa. Almeno per me.

In più (e questa è la parte migliore) su questo giallo è stata spruzzata un’abbondante dose di Zia Mame, e così la vicenda criminosa passa un po’ in secondo piano, mentre emergono le personalità, le debolezze e le stranezze dei personaggi.

Su tutti spicca ovviamente lei, la Penelope del titolo: eccentrica, ostentatamente elegante, sempre sui tacchi seppur traballante in mezzo alla neve, piena di autostima, assolutamente convinta che per dire di essere un’artista basti vivere come un’artista, certa di essere una critica culinaria sopraffina nonché di avere ereditato le “celluline grigie” del suo celebre parente.

Ad accompagnarla c’è Velma Hamilton, italo inglese, dicotomia ambulante, zitella di professione (“così tipica!” dice Penelope appena la vede. Invece io ho pensato”ecco la versione più giovane di Miss Marple”) che nella sua zitellaggine è piuttosto girl power (o un marito o un lavoro, si dice a un certo punto, e decide per il lavoro). Velma fa da contraltare alla personalità debordante di Penelope e tramite il suo sguardo più pacato – o semplicemente nuovo all’ambiente lussuoso della Spa e alla fauna di ricchi che la abita e quindi più obiettivo, ma in fondo chi lo sa- il lettore riesce a cogliere l’aura di inconsistenza, ipocrisia e di ridicolezza che ricopre gli ospiti della grande villa dove lei e Penelope alloggiano.

Ma c’è anche dell’altro. Ci sono scrittori senza talento che vivono solo d’immagine, donne disoneste, segreti provenienti dal passato, pregiudizi, rancori, invidie, gelosie. Una commedia umana desolante, ma pur sempre una commedia.

Su tutto, c’è lo stile dell’autrice, ricco e vivace, proprio come piace a me: un’ottima commistione di humor e prosa sapiente.


Il mio voto:

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A chi lo consiglio:

Ovviamente a tutti gli amanti dei romanzi di Agatha Christie, a chi ha amato Zia Mame, a chi ama i romanzi intrisi di humor, inglese o meno inglese.

Salva Cliccate su questo Link per essere indirizzati alla pagina Amazon del libro –> Penelope Poirot fa la cosa giusta


InLibreria!: Vallardi, Tre60, Sonzogno

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Guida non ufficiale a Pokémon Go

Vallardi

9,90€

Desiderate sapere come trovare e catturare anche i Pokémon più rari?

Volete raggiungere i livelli più alti nel minor tempo possibile?

Cercate consigli su dove esplorare i Pokéstop in giro per il mondo e conquistare le migliori Palestre?

Non sapete come guadagnare un sacco di Pokémonete senza spendere un Euro?

Vi chiedete come allenare i Pokémon giusti e vincere tutti gli scontri?

Avete voglia di andare a caccia di Pokémon senza scaricare il cellulare?

In questo libro troverete tutte le risposte alle vostre domande e tante curiosità divertenti sul mondo dei Pokémon e su Pokémon GO.


 

fxcRoberta Marasco

LE REGOLE DEL TÈ E DELL’AMORE

16,40 €

Tre60

In libreria dal 8 settembre

L’amore di Elisa per il tè risale alla sua infanzia. È stata sua madre a insegnarle tutte le regole per preparare questa bevanda e ad associare, come per gioco, ogni persona a una varietà di tè. Daniele, il suo unico grande amore, è tornato dopo tanto tempo. Ma Elisa ha imparato da sua madre a non fidarsi della felicità, a non lasciarsi andare mai, perché il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto. Prima di tutto dovrà trovare se stessa, poi potrà capire se Daniele può renderla felice. Quando trova per caso una vecchia scatola di tè con un’etichetta che riporta la scritta ROCCAMORI, il nome di un antico borgo umbro, Elisa ne è certa: si tratta del tè proibito della madre, quello che le fece provare solo una volta e che, lei lo sente, nasconde più di un segreto. Forse proprio lì, in quel borgo antico, Elisa potrà trovare le risposte che cerca e imparare a lasciarsi andare e a fidarsi dell’amore, guidata dall’aroma e dalle regole del tè…


 

dghRosa Teruzzi

La sposa scomparsa

Sonzogno

€ 14.00

In libreria da giovedì 8 settembre

 Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall’una all’altra. C’è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera – quarantasei anni portati magnificamente – ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po’ bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell’amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all’epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l’inchiesta.  Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell’impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici – a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono – riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa, approdando a una verità tanto crudele quanto inaspettata.

 


Sette minuti dopo la mezzanotte, di Patrick Ness e Siobhan Dowd

Un libro per bambini, dicevano. Un libro consigliato a partire dai 12 anni. Beh… no. Questo libro è così bello e allo stesso tempo straziante, profondo e fondamentale, che dovrebbero leggerlo persone di tutte le età. Definirlo un “libro per bambini” sarebbe riduttivo, con tutto il rispetto per i libri per bambini.


3539806Trama:

Conor ha 13 anni. Ogni notte, sette minuti dopo mezzanotte, un mostro va a fargli visita. Nel confine sottile tra sogno e fantasia, un immenso albero di tasso prende forma e gli racconta delle storie magiche e inquietanti allo stesso tempo. È un mostro speciale, diverso da quelli che si incontrano negli incubi. È un essere antico e selvaggio che vuole aiutarlo a suo modo: ad affrontare la malattia terminale di sua mamma, a convivere con la propria solitudine, a capire la complessità dell’animo umano.


Cosa ne penso:

Penso che questo libro riesca magicamente nell’impresa di parlare con semplicità e delicatezza, ma allo stesso tempo con la dovuta profondità, di argomenti sensibili e dolorosi che in un libro per adulti sarebbero stati trattati in termini di cupo catastrofismo.

Intendiamoci, anche qui si piange, ma è tutta un’altra cosa. Qui rimane una speranza, una sottile sensazione di vitalità, la consapevolezza che continuerà ad esserci vita anche dopo la tragedia. E Conor, il ragazzin protagonista della vicenda, arriva a questa consapevolezza grazie all’aiuto di un mostro-tasso che ogni notte, sette minuti dopo la mezzanotte, lo raggiunge e gli parla. Il mostro è venuto a raccontare al ragazzo delle storie, storie che Conor all’inizio non capisce, non finiscono mai bene.

Sono favole grige in cui i protagonisti compiono atti malvagi a fin di bene e chi sembra cattivo forse non lo è veramente. Sono favole che insegnano a Conor le sfumature della realtà e la verità di ciò che sta sotto la superficie. Ma soprattutto, gli insegnano a perdonare sé stesso.

Conor è infatti tormentato da un incubo terribile, che ricompare quasi ogni notte e che lo atterrisce così tanto da non riuscire neppure a parlarne. Lo tormenta e sconvolge al punto da cominciare a filtrare persino nella sua vita da sveglio, già di per sé non troppo rosea. Infatti, tra la malattia della madre, i bulli a scuola, il litigio con la sua unica amica, la commiserazione degli insegnanti, l’atipica nonna e il padre che si è risposato in America, Conor si sente insopportabilmente solo e, cosa peggiore, invisibile.

Invisibile e arrabbiato.

Poco alla volta, messo di fronte alla dura realtà e con l’aiuto del mostro, Conor arriverà a vincere la rabbia che cova dentro per motivi che crede stiano fuori da lui e invece si trovano dentro, nel suo cuore, nel suo incubo. Sono cose che non vuole nemmeno nominare, che cerca continuamente di adossare agli altri o di seppellire, ma in realtà l’unico modo di mettere a tacere quei mostri è guardarli in faccia e accettarli.

Ma come ho già scritto, la storia è profusa da un’insospettabile vena di positività. “Sai una cosa?” dice la nonna a Conor. “Io e te ce la faremo.” Ed è così che si sente il lettore, a fine lettura. Distrutto, ma consapevole di potercela fare.


Il mio voto:

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Fantastico.


A chi lo consiglio:

A tutti, grandi e piccoli. Nonostante la storia sia fondamentalmente triste, è allo stesso tempo scritta in modo eccellente e priva di tutta la pesante disillusione di un libro rivolto a un pubblico adulto. E’ una storia che con uno stile diretto, personaggi ben tratteggiati e molta saggezza, insegna qualcosa.

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Ninfee nere, di Michel Bussi

Avete presente quelle volte in cui inizi un libro credendo di trovarci dentro una certa cosa e invece arrivi alla fine che hai letto tutt’altro e questo altro ti ha conquistato, molto più di quanto avrebbe potuto fare il contenuto che ti eri aspettato? Ecco. A me è successo esattamente questo. Ma andiamo con ordine.


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La trama:

A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L’indagine dell’ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l’artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo.
L’intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero enigma. Un’indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso.


Cosa ne penso:

Come dicevo, questo libro mi ha stregata.

Stregata. Termine usato non a caso perché una delle narratrici, forse la più importante, è la vecchia e acida signora che vive nel mulino della strega, una costruzione ormai cadente che si affaccia sui famigerati giardini di Monet, quelli dello stagno delle Ninfee.

La vecchia donna osserva dall’alto della sua torre, guarda agitarsi sotto di lei, davanti a lei, i cittadini del piccolo borgo invaso dai turisti. Distaccata, invisibile, la donna si muove lungo le strade del paese e osserva e commenta acida i goffi tentativi della polizia di risolvere il crimine che da il via alla narrazione: Jérôme Morval, ricco e fedifrago, viene trovato morto sulle rive del fiumiciattolo Epte, che costeggia Giverny e alimenta il celeberrimo laghetto di ninfee. Il quadro ricorda incredibilmente un altro fatto di cronaca, accaduto nel 1937, e che aveva avuto come protagonista un ragazzino.

La polizia procede nelle indagini, scava nelle vite, solleva la sabbia sedimentata sul fondo e con essa speranze, ricordi, paure. Insieme alla vecchia del mulino incontriamo Stéphanie, la bella maestra del paese, con gli occhi color malva e il sogno di trovare l’amore vero e scappare da quel piccolo paese, quella prigione dorata e insopportabile. E poi c’è Fanette, la bambina dallo spiccato talento di pittrice che non ha mai conosciuto suo padre e che vorrebbe tanto mettere a frutto il suo talento.

Ninfee nere è un giallo, sì, ma la componente “gialla” della narrazione fa quasi da semplice contorno, o forse da supporto, alle storie intrecciate di queste tre donne insieme a tutti i personaggi che ruotano loro intorno: i piccoli compagni di classe di Fanette, l’affascinante ispettore Sérénac, l’integerrimo Sylvio Bénavides, il placido Jacques Dupain, e il cane Neptune che scorazza per il paese cucendo insieme le tre trame come un ago che entra ed esce dal tessuto. Quello che ci viene offerto è un affresco di sogni infranti. Sono le Ninfee nere, leggendario quadro di Monet che si dice lui abbia dipinto poco prima della sua morte utilizzando toni cupi e tormentati.

C’è del Bovarismo, in questo libro, e c’è dello psico-thriller. Ci sono ipocrisia e desiderio di mantere la facciata intatta e c’è una specie di maledizione, una sorta di determinismo geografico, una cronica incapacità di andarsene. Il vero criminale, in tutta la storia, è il paese, Giverny; è il suo microcosmo appiccocoso, infido come una palude, come sabbie mobili. Nessuno ne può uscire senza perdere qualcosa.

C’è anche una disamina impietosa dei sentimenti. L’amore vince su tutto, si dice. Quello onesto, buono, che permette a entrambi gli innamorati di dare il meglio di sé. Quell’amore che lascia liberi, di viaggiare, di seguire le proprie inclinazioni, di essere e dare il meglio. Ma forse non è così. Forse l’amore egoista è quello più tenace e forte, quello che mette l’oggetto d’amore in una gabbia e lo soffoca, lo trattiene, finché non ha più la forza di ribellarsi, di chiedere di essere liberato, e così si lascia andare, diventa docile.

Ci sono le occasioni mancate e il dolore che lasciano dietro di sé. Ma non le occasioni futili, quelle che nella vita trovi a manciate. No. Le occasioni vere, quelle che potrebbero cambiare tutto.

Ci sono tante cose in questo libro. Tante cose oltre alla semplice vicenda criminosa. Tanti personaggi cesellati e profondi. Tante riflessioni da fare. E c’è un artificio narrativo impeccabile, una macchina inesorabile e perfetta di cui avevo soltanto subodorato l’esistenza. La bellezza dell’intreccio non sta nello scoprire chi sia l’assassino ma nella rivelazione della realtà.


A chi lo consiglio:

A chiunque. Sul serio. A chiunque. Perché è un romanzo bellissimo, che può appassionare anche chi di solito non legge gialli. E in particolar modo, lo suggerirei alle ragazze e alle signore che pensano di desiderare un uomo che sia geloso di loro.


Voto alla risolvibilità del caso:

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Difficile.

Voto in generale:

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