Preferiti di luglio

Salve a tutti, lettori occasionali,

sono qui oggi per rendervi noti (quanta solennità!) i miei preferiti di luglio, un mese che è durato così tanto, ma così tanto, che mi sono chiesta se non fossi nuovamente sprofondata in quel magico periodo che è l’infanzia, durante il quale il tempo pare scorrere a velocita 0,50 salvo che poi arriva l’adolescenza e sbam, fastforward x6.

1) GLI EVENTI

Ebbene, la prima cosa che vi cito è stata sicuramente lei, quella che c’ha più titoli di Daenerys Targaryen: la temuta, la maledetta, l’orrore, l’innominabile, la mai facile, la figlia di una donna di facili costumi, l’incubo, la sterminatrice di neuroni, liberatrice di paranoie, madre dell’ansia: la laurea.

Vorrei essere una di quelle persone che una volta ottenuto il loro diplomino, con la corona di alloro in testa, dispensano sorrisi e prospettive di successo, che su Facebook citano l’Amaro Montenegro “è stato difficile p, ma ce l’ho fatta”, che sono orgogliosi del loro percorsino di studi e si sentono bravi per quel poco che sono riusciti a ottenere… ma non lo sono. Quindi dirò che sono felice di essere fuori dal sistema universitario una volta per tutte. Adesso posso dedicarmi a qualcos’altro. La disoccupazione, per esempio.

Una cosa buona che ciò di cui sopra si è portato appresso è stato un delizioso viaggio in Germania. Gentilmente ospitata da una mia amica, ho potuto visitare Berlino e Dresda. La prima, ci ha accolte con una bomba d’acqua in stile diluvio universale, lasciandoci a vagare fradice per il resto della giornata. Le mie povere Adidas ne risentono tutt’ora. A Dresda pure pioveva, ma meno. Faceva freddo, però. Il 26 luglio ho visto persone girare con la giacca col pelo sul cappuccio. Delle due, forse ho preferito Dresda, perché a me se mi dai del vecchiume (anche finto, chè la città è stata ricostruita uguale a prima dopo i bombardamenti) sono felice.

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Dopo la tempesta

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Dresda

2) IL CIBO

Anche questo è collegato alla Germania, patria dei discount. In quel luogo ameno chiamato Edeka è venduto un surrogato di felicità, al modico prezzo di 45 centesimi. Si tratta di una sorta di baguette semi surgelata ripiena di qualcosa che somiglia a crema di aglio. Vi fa un alito assassino ma ne vale la pena. Dieci punti a Grifondoro.

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3) SERIE TV

Saltando di palo in frasca ma pur sempre seguendo il fil rouge teutonico, approdiamo nelle lande delle serie televisive. Il podio questo mese se lo aggiudica Veronica Mars, che torna prepotente a scacciare rivali più recenti con i suoi outfit osceni da pieno 2005, le sue battute al vetriolo e i suoi studenti sedicenni interpretati da quarantenni in pre-pensionamento con la panza. Un rapido commento: amo Veronica e Logan come il primo giorno, in quegli anni il trash era potente, a long time ago… we used to be friend!

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Veronica role model. Period.

Menzione speciale all’amore del mio cuore (e di quello di molti altri), Game of Thrones. Il discorso su questa serie meriterebbe un articolo a parte, devo dire. In generale, dalla quinta stagione in poi, a meno di non essere completamente privi di sensibilità, è possibile subodorare il lezzo lasciato dai pesci che gli sceneggiatori non sanno più come pigliare. Scontato, banale, farcito di fanservice. Non avrei mai volut dirlo, ma GoT ormai è caduto dal suo olimpo e vive principalmente del suo nome, un po’ come Daenerys Targaryen, che io voglio, esigo, pretendo di vedere morta.

4) FILM

Il film di luglio è stato Northanger Abbey (2007). Lo trovate in versione integrale con sottotitoli in Youtube. Il cast è di tutto rispetto:

Felicity Jones come Catherine

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Carey Mulligan come Isabella Thorpe

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Davos Seaworth… ehm, Liam Cunningham, è il generale Tilney

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e JJ Feild è Mr. Tilney. Adorabile. Adorato. Fratello perduto di Tom Hiddleston. Over Darcy, sempre.

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5) BEAUTY:

Mi sento di citare le maschere viso in tessuto di TonyMoly, più che altro perché trovo oltremodo divertente mettere in faccia una cosa che ti fa sembrare Belfagor, il fantasma del Louvre. Fanno effetto? Parzialmente. Certo poi la pelle è bella idratata e liscia, ma nessun miracolo. La soddisfazione di farsi asciugare quella roba in faccia, però, vale i 3 euro che le maschere costano.

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Io, con addosso la maschera all’aloe

 

6) MUSICA:

Luglio è stato segnato anche dalla morte del cantante dei Linkin Park, una band che ha accompagnato gli anni della mia adolescenza, periodo emo e tutto. Numb è tutt’ora una delle mie canzoni predilette, così come Somewhere I Belong.

Di tutt’altro stampo, il mio guilty plesure: Despacito. Non aggiungerò altro, ma sono pronta ad affrontare le conseguenze di questa confessione. 

7) LIBRO:

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Nelle lunghe domeniche d’estate, la gente va al mare. O in montagna. Io invece staziono in libreria e questo mi ha dato modo di terminare tutta una serie di romanzi. Se qualcuno mi ha lasciata basita in negativo, altri li ho molto apprezzati. Tra questi, “L’arminuta” di Donatella di Pietrantonio, edito da Einaudi. La storia è quella di una ragazza che, da un momento all’altro, deve lasciare il benessere della sua condizione agiata per essere rispedita dalla famiglia d’origine, in un quartiere povero, in una piccola casa piena di fratelli che per lei sono degli sconosciuti. Si tratta di una storia di riscoperta di sé stessi, che affronta il tema della maternità e della responsabilità, in una Puglia degli anni Settanta che, a leggere il racconto, potrebbe essere il ritratto di un’Italia degli anni Trenta.


E voi, miei cari?

Quali sono i vostri preferiti? Conoscete qualcuna delle cose che ho nominato?

XoXo

G.

 

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Game of Thrones 6×08: No one

L’ottava puntata di questa sesta stagione di Game of Thrones si è divertita a smontare le teorie dei fan con la stessa crudeltà di un piccolo e sadico Joffrey. Che riposi in pace. In virtù di ciò, “No one” potrebbe essere ribattezzata “No bullshit”. Ma andiamo avanti.

Pappapararappapararappapara…

La puntata si apre con Lady Crane che ha migliorato il monologo di Cersei (rendendo il personaggio spaventosamente simile all’originale) e il popolo di Braavos sciolto in lacrime. Poi l’attrice esce dal palcoscenico, si addentra nei camerini, si toglie la parrucca e  dietro i costumi trova Arya sbudellata che cerca di tenersi insieme le viscere.

A girl viene quindi curata da Lady Crane, che confessa di aver praticamente maciullato la faccia dell’attricetta che aveva pagato gli Uomini senza volto per ucciderla e di essere una donna gelosa incline a pugnalare gli uomini balordi con cui si accompagna.#creepy

Nonostante la premessa poco incoraggiante, scopriamo che Lady Crane ha conseguito Master in chirurgia e ricuce Arya così bene che quest’ultima, dopo un breve periodo di ricovero, si trasforma in Ezio Auditore e fugge dall’Orfana (oramai tramutatasi in Terminator) volando giù dai balconi, saltando sui cesti di arance e scivolando sotto carretti di passaggio.

Ezio Auditore e Terminator si incontrano nella stanzetta dove sta nascosto Ago, che nessuno straccione di Braavos ha ancora trovato e rubato. Arya taglia l’unica candela presente e nella scena successiva la brutta faccia dell’Orfana è appesa a sgocciolare sangue nella Sala dei volti.

Jaqen tenta persino di rigirare la frittata. “L’addestramento era tutto uno scherzone! E’ adesso che a girl è diventata no one.” Ma Arya non ci stà.

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“A girl is Arya Stark of Winterfell. And I’m going home.”

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Numero di teorie distrutte in questa storyline: almeno 3 o 4

Intanto a Westeros il Mastino ha rintracciato una propaggine della Fratellanza senza vessilli. Vale a dire un gruppo di quattro mentecatti che campeggiano nel bel mezzo della strada e si infilano le dita lì dove non batte il sole.

Sandor procede quindi ad affettarli a colpi d’ascia e prosegue il cammino. Gira l’angolo e, sorpresona, chi sta impiccando i tre capoccia che hanno organizzato la mattanza dei figli dei fiori? Thoros di Myr e Beric Dondarrion.

La comparsa di Beric sullo schermo ha spezzato il cuore di orde di fan, perché come i lettori sanno bene, se Beric è vivo non può esserlo qualcun altro (cosa che a me, per altro, non dispiace per niente).

Comunque, il Mastino viene insignito dell’onore di scalciare via il ceppo di legno di ben due prigiornieri su tre e non ancora soddisfatto (lui voleva sbudellarli, altro che questa roba da femminucce di impiccare) si ruba anche gli stivali di Lem Mantello di limone. #Tié. La questione finisce a tarallucci e vino e tutti insieme decidono di andare verso Nord.

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“You’re shit at dying. You know that?”

Numero di teorie distrutte in questa storyline: 2

i-choose-violenceAd Approdo del Torpore, Cersei sceglie la violenza e la Montagna sradica la testa di un passero. Poco male, uno di meno. Il prossimo dev’essere Lancel, che tra lui e la Waif non so chi sia più insopportabile. Una ce la siamo tolta dalle palle, l’altro la raggiungerà presto. Spero.

In ogni caso, decapitare in quel modo un rappresentante del Credo non è stata una mossa saggia, soprattutto alla vigilia di un processo. Ma si sa che Cersei non è mai stata in grado di fare una mossa intelligente e produttiva. Forse sarebbe stato più saggio invitare i passeri a bere un té coi biscotti. Ora invece “gratuita sradicazione di cranio” sarà aggiunta alla lista di peccati che le sono imputati, appena dopo regicidio e incesto.

Comunque con la Montagna dalla sua parte e un giudizio espresso tramite processo per combattimento non c’è modo che Cersei possa venire sconfitta. Lo sappiamo tutti. Lo sa anche l’Alto Passero, che guardacaso ha convinto Tommen ad abolire i processi per combattimento in tutti i sette regni.

Godimento puro nel vedere la faccia di Cersei che subisce lo STACCE (cit. Dr. Manhattan) supremo da parte di suo figlio. Peccato che subentra subito Qyburn con il piano B. Quello che si racconta in giro è vero, ci dice a Cersei, e lei già si sfrega le mani.

Prevedo un finale caliente.

Numero di teorie distrutte in questa storyline: 1.

A Meereen, Varys se ne va. E’ arrivato proprio quando Dany è se n’è andata e se ne va poco prima che ritorni. Sospetto.

Tyrion ha risolto così bene il problema dei figli dell’Arpia che può permettersi di camminare per le strade da solo, senza scorta. Roba che nella vita reale lo avrebbero ucciso sette volte. Ovviamente non gli accade nulla e ha tutto il tempo di tornare nella piramide ad annoiarsi insieme a Verme Grigio e Missandei. Questa volta niente giochi da tavolo: parte direttamente una poraccissima gara di barzellette e Missandei si ubriaca con due sorsi di vino come un’adolescente col Bacardi.

Fortunatamente questo spreco di minutaggio viene interrotto dall’attacco via mare dei Padroni delle altre città della baia, che mettono sotto assedio Meereen. Tyrion si è dunque sbagliato, ha fallito, sacrilegio! In quella, il soffitto trema e la Danana atterra direttamente sul balcone. Drogon, che l’ha trasportata fin lì, potrebbe risolvere il problema nel giro di dieci secondi di screentime ma no, preferisce volare via, lontano.

Previsione: gli altri due poveri draghi verranno liberati. Tyrion si beccherà la ramanzina.

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A Riverrun, Brienne e Jamie finalmente si incontrano e ai fan vengono gli occhi a cuoricino. Bronn fa del nonnismo al povero Podrik e da voce al pensiero di tutti gli spettatori domandandosi se i due, nella tenda, stiano facendo quello che Jamie e Cersei amano fare accanto ai cadaveri dei propri figli morti. Ovviamente la risposta è no, figuriamoci, sarebbe troppo bello. #mainagioia

Brienne poi è lì per questioni serie. Deve convincere il Pesce Nero ad andare a Nord con lei  per aiutare Sansagioia ma come al solito fallisce. Brynden Tully non ne vuole sapere e preferisce rimanere a combattere.

.Jamie, deciso ad evitare la carneficina, decide di usare quella trota di Edmure come cavallo di Troia. Edmure però, anche nella sua trotaggine, ne dice una giusta. Credi di essere una brava persona?, ci domanda a Jamie, è questo che dici a te stesso per riuscire a dormire la notte, eh?.

Jamie allora mette su la modalità Lannister arrogantello, tipo quarterback del liceo contro nerd di passaggio, e risponde che lui ama Cersei, che vuole tornare da lei e che catapulterà il figlio neonato di Edmure dentro le mura se lui non obbedirà. Dieci minuti dopo il castello è preso, il Pesce Nero è morto offscreen (mi puzza molto anche questa morte. Spero che ci sia qualcos’altro sotto) e Brienne se ne va con Pod su una barchetta. Lei e Jamie si fanno ciaociao con la manina da lontano mentre una ballata strappalacrime suona in sottofondo.

*Momento self insertion* Jamie. Jamie, ascoltami. Nei libri a questo punto tu odi tua sorella così tanto che bruci la sua richiesta d’aiuto nel caminetto. Ti prego, rinsavisci. Che sei anche uno dei miei personaggi preferiti. Distinti saluti, G.*End of self insertion*

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Non c’è Tormund che tenga. Nel cuoricino di Brienne c’è spazio solo per Jamie.

That’s all folks!

La puntata mi è piaciuta. Forse la mia opinione sarà impopolare ma apprezzo molto di più le sottigliezze politiche che i grandi colpi di scena, messi lì proprio per far cadere la mascella allo spettatore.

Penso che la bellezza di Game of Thrones non risieda esclusivamente nelle morti spettacolari quanto piuttosto nella fitta rete di misteri e sottotrame, e quando gli autori ci danno uno spiraglio di questo (o almeno, ci provano) io non posso che essere felice.

 


Game of Thrones… Italia!

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Fan italiani di Game of Thrones, vi lascio qui il video che è stato creato da alcuni studenti universitari di Torino. Si sono ispirati alla celeberrima sigla di Game of Thrones, ma al posto delle città di Westeros e Essos dalla mappa escono… le città italiane!

E’ bellissimo e anche un pochino emozionante! Guardare per credere 😀

 VIDEO


Game of Thrones 6×07: The broken man

Su questa puntata è stato già detto di tutto e di più, domani notte andrà in onda la puntata numero otto e io arrivo solo ora. Ma si sà che la sessione d’esami è oscura e piena di terrori, quindi perdonate una ragazza e se vi va leggete la seguente recensione.

Pronti? Via.

Pappaparapappaparapappa etc.

Non so proprio perché la gente sia impazzita di fronte alla scelta di inserire una “cold opening” prima della sigla. Abbiamo capito che Game of Thrones si sta poco a poco trasformando in una serie hollywoodiana qualsiasi, per di più pericolosamente incline al fanservice. Quindi nessuno stupore di fronte a questa scena bucolica pre sigla che serve a reintrodurre Sandor “fuck the king” Clegane.

Bentornato Sandrone. Tu e il tuo cinismo ci siete mancati tantissimo.

Comunque sia, Sandor è passato da fare lo scavafosse a fare il taglialegna. E va bene. Vive con la comunita hippie messa su da Ian McShane, aka Fratello Ray, aka Septon Maribald+Il confratello anziano. Stanno costruendo una chiesa in the middle of nowhere, aka uno spiazzo erboso nel bel mezzo delle Terre dei fiumi (quelle più devastate dalla guerra che ancora non è del tutto finitafinita) e tutti sono felici. Fratello Ray ci racconta com’è che ha salvato Sandor e ha con lui alcuni memorabili scambi di battute (per citarne alcuni: “Quanti uomini ci sono voluti per abbatterti? -Uno, ed era una donna; “Che cosa ti ha mantenuto in vita?” -L’odio. “La violenza è una malattina, non la curi diffondendola” -Non la curi neanche morendo). Ray ci ragguaglia poi sul fatto che “gli dei non hanno ancora finito con lui”. Questa cosa grida “Cleganebowl” a miglia di distanza, ma parlerò alla fine di questa eventualità. Comunque sia, i buoni contadinelli stanno ascoltando un bel discorso sulla violenza e su come questa vada rifiutata che si presentano tre loschi figuri. Uno di loro ha un inconfondibile mantello giallo. E’ Lem Mantello di limone! Quindi ci sarà la Fratellanza senza vessilli! Loro sono i buoni! Tipo Robin Hood di Westeros!

… e invece no. Quei tre tornano, ammazzano tutti e rubano il rubabile. Sandor, che stava a spaccare legna nel bosco, trova lo scempio, imbraccia un’ascia e parte per spaccare qualcos’altro. Crani, nello specifico. Vai Sandor, che tifiamo tutti per te!

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Sandrone è tornato da noi!

Ad Approdo del Re Margherita si rivela un’attrice da premio Oscar. Ha ingannato tutti, compresa sua nonna, la quale per qualche istante crede davvero che sua nipote abbia lasciato la ragione nella cella del tempio (che poi, perché un tempio dovrebbe avere delle celle?). Margaery le dimostra che così non è tramite il più scricchiolante passaggio di bigliettini della storia dei passaggi di bigliettini. Succede poi che durante l’ennesima lezione di catechismo, l’Alto Passero mette in tavola una piccola parte delle sue vere intenzioni: mettere le grinfie su re e regina e sulla loro prole. Così spinge Margaery a permettere a quella mammola di suo marito di sfogare i propri istinti adolescenziali tramite un discorso terrificante e misogino.

L’Alto Passero mi puzza sempre di più e potrebbe avere orchestrato un piano di portata continentale. Tipo Ditocorto, ma senza i bei vestiti. Comunque voglio dare fiducia a Margherita. E’ una furba quella e comincio a pensare che si sia “alleata” col Credo per poterne scoprire il punto debole.

Tornando a Olenna, la campionessa mondiale di battute acide finalmente sputa in faccia a Cersei la dura e cruda verità: sei finita, sola, e nei libri sei pure grassa e alcolizzata. Ritirati. Ah, e tutto quello che è successo è colpa tua.

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Apriamo quindi la parentesi Cleganebowl.

Cersei dovrà affrontare un processo per combattimento e sceglierà come campione la Montagna. Fin qui tutto chiaro, ma chi sarà il campione del Credo? Sandor sarebbe la scelta dei fan, ma contravverrebbe a parecchia logica. Nei libri siamo ancora lontani dal processo di Cersei e il Mastino è probabilmente divenuto una sorta di monaco. Per di più fa parte di una comunità molto remota e pacifica. Per quale motivo l’Alto Passero dovrebbe andare a pescare proprio lui? E poi, come farebbe a sapere che si tratta di lui visto che “il Mastino” è ufficialmente dato per morto? I septon sono tutti in contatto tra loro? Non ne sarei così certa. Se l’Alto Passero sapesse, ciò significherebbe che possiede una rete di spie e questo abbasserebbe parecchio la sua aura di santità. Parlando invece della serie, sappiamo che Sandor è in viaggio mentre il processo sarà a breve. Come potrebbe mai venire orchestrato il Cleganebowl? A rigor di logica, è molto più probabile che il Credo scelga come suo campione qualcuno dei passeri (o un gruppo di), Loras, Tommen o addirittura “il popolo di King’s Landing”, ma il Mastino no. Se invece lui riuscisse a raggiungere la città (per quale motivo poi, visto che ne è scappato senza alcuna intenzione di tornarci?) allora le spie del Passerone potrebbero diffondere la notizia e quest’ultimo potrebbe scegliere il nostro Clegane preferito come avversario per la FrankenMontagna. Però lo vedete com’è stiracchiata, come ipotesi?

Proseguiamo con la storyline del Nord e qui ci sono solo tre parole da dire: Lyanna Fucking Mormont.

La lady dell’Isola dell’Orso ruba la scena a un terzetto che ha improvvisamente perso qualsiasi verve. Sansa pensa essere passata sotto le grinfie di Ramsay l’abbia trasformata in una fine stratega e si permette non solo di ricordare a Lord Glover che è solo un vassallo di terza categoria (ricevendo in cambio un sincero “fottiti”) ma anche di sfottere Davos, dimostrando di essere ancora la damigella petulante con la puzza sotto il naso che era nella prima puntata della prima stagione. Con buona pace di tutte quelle persone che “la violenza non è un buon modo di giustificare il cambiamento”. Infatti Sansa è rimasta scema, quindi avevate ragione. Jon sembra uno in pieno doposbornia: sta zitto e in disparte e se parla dice qualche cosa di sbagliato. Potrebbe sbizzarrirsi: sono morto e risorto, ho combattuto gli estranei, il loro re mi ha sfidato apertamente, ho la spada di tuo nonno, come and see e via dicendo. E invece niente. Jon ha lasciato l’eloquio nel mondo dei morti. Meno male che c’è Davos, il quale dimostra di essere un asso quando si tratta di scendere a patti con i bambini e strappa 62 cazzutissimi uomini e l’appoggio di una lady di dieci anni a cui Danana dovrebbe pulire le scarpe.

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Nel frattempo, Theon e Asha, pardon, Yara, si trovano in un bordello di Volantis. Yara si sta divertendo moltissimo e scopriamo che nella serie hanno sostituito Qarl la Fanciulla (l’amante di Asha, aka Yara, nei libri) con una vera fanciulla. Vabbé. Però non sono d’accordo sul messaggio che inevitabilmente passa, ovvero: se sei una donna rude e tosta, allora non puoi che essere lesbica. Meeeeeeh: falso. Il concetto di cui sopra è riduttivo, sia per le donne omosessuali sia per quelle eterosessuali. Quindi, ecco, no. Ma vabbé, Yara ci piace sempre. Theon, al contrario, è così depresso che potrebbe decidere di farla finita da un momento all’altro e infatti la sorella gli suggerisce di fare proprio questo: ripigliarsi o tagliarsi le vene. E Theon sceglie di ripigliarsi. Staremo a vedere.

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Passiamo infine a Arya, che se ne va in giro per Ven…ehm, Braavos, camminando “come una persona ricca”. La vediamo con altri abiti e senza Ago. Contratta, caccia fuori sacchi di denari sonanti, si compra un passaggio per Westeros in cabina e si fa sventrare come una trota al mercato dall’Orfana travestita da vecchia. Segue una fuga rocambolesca con tuffo in acqua (io, che sono di Venezia, ho avuto un brividabadibido di disgusto immaginando una persona tuffarsi in un canale) e barcollamento per il mercato affollato mentre il sangue sgorga dalle ferite e sgocciola sul selciato.

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La gente è impazzita per la storyline di Arya. Qualcuno crede che dietro ci sia una cosa stile Fight Club, con sdoppiamento di personalità. Altri credono che la soluzione di tutto saranno gli attori, ormai amici della ragazza, che le hanno fornito qualche trucco scenico. Altri credono che la Arya ferita sia in realtà Jaqen. Mah. Se dovessi scegliere una versione, sceglierei quella dell’aiuto da parte degli attori. Come la storia della pistola fumante, no? Se c’è deve sparare. Altrimenti, credo semplicemente che Arya abbi abbassato la guardia per qualche secondo oppure che se la sia andata letteralmente a cercare per poi fingere la propria morte e scappare con più agio. Ma staremo a vedere. Spero che accada qualcosa di degno di nota, perché Arya è il mio personaggio preferito e voglio che torni a Westeros a spaccare culi.

Ah, e l’Orfana deve morire male.

E voi che ne pensate?

Alla prossima!

 

 


Game of Thrones 06X03: Oathbreaker

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Arthur “Badass” Dayne, Alba in versione HBO e (forse) Gerold Hightower

*Parte la musica della sigla* SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER paaaa paaaa parara ra ra pararaaaa….

Okay, dopo le dovute(?) premesse, iniziamo con il rece-commento della puntata 3, dal titolo “Oathbreaker”, ovvero “Infrangitore di giuramenti”. Il rimando alla puntata “Oathkeeper” (mantenitore di giuramenti) è palese. Gli autori vogliono vedere se stiamo attenti.

Comunque.

Alla barriera, Jon è viiiiiiivo *lampi e tuoni di sottofondo*. In carenza di tette (già tre episodi e se n’è visto solo un paio, ovvero quelle di Mel, ma con lo scherzone finale)

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Inzomma

abbiamo una interessante panoramica del corpo ignudo di Jon (a girl può apprezzare?), che ‘porello, neanche lui capisce bene cosa stia succedendo e secondo me, quando glie lo dicono, la prima cosa che pensa è un sonoro “shit!”. Perché diciamocelo, quando vivi a Westeros, morire non è proprio la peggiore delle cose che ti possono capitare.

A questo punto, Mel ha di nuovo la sua fede. Sicuro. E forse ricominceranno le grigliate di infedeli. Staremo a vedere.

Per mare, Sam vomita mentre Gilly è tutta eccitata e felice di vedere il mondo. Sappiamo che lei e il sempiterno neonato finiranno a Collina del Corno, casa di Sam e di quel simpaticone del suo papà che qualche tempo prima lo ha messo di fronte a una scelta semplicissima e per nulla traumatica: o ti uccido, grassone del cazzo, o vai alla barriera. Premio al miglior padre di sempre.

Poi abbiamo una visione scherzona di Bran. Ho capito che Bloodraven (il Vecchio dell’Albero, si chiama così. #Sallo) è l’incarnazione degli sceneggiatori e Bran degli spettatori. “Voglio vedere di più!” “No!” “Ma dai!” “No!” “Per fav…” “No!”.  In ogni caso, assistiamo a una delle scene di combattimento migliori di sempre, in cui Arthur Dayne, il fu migliore spadaccino del continente occidentale, combatte con DUE spade e fa fuori tipo sei uomini da solo. Una roba troppo bella. Alla fine, il giovane Ned sta per soccombere ma Howland Reed, padre di Meera e Jojen nonché unica persona attualmente vivente a conoscere la verità sulla Torre della Gioia (e forse sui natali di Gianni Neve), lo pugnala alle spalle. Poco onorevole, ma se così non fosse stato noi non avremmo Game of Thrones. Sicché, grazie Howland.

Chiccha: Bran chiama a gran voce il padre e quello, babam!, si gira. Bran ha forse il potere di influenzare il passato? *musica misteriosa di sottofondo*

A Meereen, Tyrion cerca di fare conversazione con Missandei e Verme Grigio, ma i due non ci stanno proprio. La conversazione di Varys va invece molto meglio e riesce a scoprire parte del segreto che si cela dietro i Figli dell’Arpia: sono finanziati da TUTTE le città libere, che si suppone Dany abbia conquistato. Alla faccia di Mhysa, della liberatrice e di tutte quelle altre manfrine che Danana (cit. Doc Manhattan) ama elencare a qualunque sconosciuto la incontri.

E a proposito di Dany: è arrivata a Vaes Dothrak ed è stata consegnata al concilio delle vedove di Khal. Dopo essersi rivestita alla velocità della luce, inizia (cvd) a snocciolare i suoi titoli ma nessuno l’ascolta. Il Dosh Khaleen è tutti noi che non ne possiamo più.

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Infatti, la capa della congrega procede a smontarla: credevi di essere speciale? Che Drogo fosse speciale? Che avrebbe conquistato il mondo? Beh, lo credevamo tutte di noi stesse e invece siamo qui. Sbam. Welcome to the real word, jackass.

Ah, Dany dovrà affrontare un processo. Perché siccome al posto di fare la brava ha voluto andarsene in giro per il mondo, allora adesso non è che può sperare di passarla liscia. Diciamocelo: tutti vogliamo che Dany abbassi un po’ la sua biondissima cresta.

Intanto, con un montaggio che avrebbe meritato una colonna sonora anni ’80, Arya termina il suo addestramento. Finalmente è diventata davvero A GIRL, ovvero NOONE. L’altra allieva vorrebbe seccarla sul colpo ma Arya, che è la cocca di Jaqen, supera le prove a testa alta e riacquista la vista. Ma avrà davvero abbandonato la sua identità? O ha imparato a fingere così bene da ingannare anche il Dio dai mille volti?

Ad Approdo della Noia, Qyburn ha ereditato gli uccellini di Varys, bimbetti diabolici della stessa stirpe demoniaca di Olly. Cersei vuole estendere la rete di spionaggio fino ai confini del mondo conosciuto e oltre, per far schiacciare il cranio di chiunque osi fare una battuta su di lei. E noi che si credeva che la passeggiata della scorsa stagione avesse fatto almeno un po’ il suo dovere. In realtà, Cersei è sempre la stessa, con la differenza che ora sembra un po’ più patetica di prima.

Un consiglio Cer? Cambia strategia.

Intanto il Concilio, presieduto dallo zio Kevan, a Cersei non la vuole neanche vedere. Così lei si siede, come un’adolescente prepotente, e loro se ne vanno. Decisione saggia, ma pericolosa. Prevedo almeno un paio di morti.

Intanto, Tommen ci prova a fare il re, il duro, ma con quella faccia da cucciolo non ci crede nessuno, men che meno l’Alto Passero, che gli fa tutto un discorsetto sulle madri, i peccati e gli dei. Solita razione di fuffa religiosa, ma manipolazione mentale over 9000. L’unico a non accorgersene è Tommen.

Chicca: Jamie è rimasto il solito arrogantello sarcastico, in fondo, e la cosa mi piace.

A Grande Inverno, i figli beoti dei Lord del Nord (non ci si può proprio fidare dei giovani d’oggi) si alleano con Ramsay. Dopo Karstark ecco Smalljon Umber, che non vuole sottostare a tutte le cazzatine cerimoniali del brand new Lord Bolton e va dritto al punto: voglio combattere i bruti, voglio un’alleanza, eccoti un regalo. Ed esce Osha e Rickon (che ha ormai sui vent’anni, è alto un metro e novanta e ha la barba). Ma soprattutto, esce la testa mozzata di Cagnaccio! E basta uccidere quei poveri metalupi!! Speriamo che Rickon non faccia la stessa fine. Non credo sarebbe una mossa saggia.

Torniamo alla Barriera. I quattro capi traditori vengono appesi. Allister Thorne va giù come una rockstar. Ha fatto quello che credeva fosse giusto (anche se odiava Jon con tutto il cuore e io non gli credo del tutto, ma questa è un’altra storia) e puoi quasi provare rispetto per lui. Olly è tra i condannati. L’odio gli impedisce di parlare. Se qualcuno sperava in una grazia da parte di Jon, si sbaglia. Jon deve aver lasciato un pezzo della sua magnanimità nel regno dei morti. La condanna procede. Il bimbo demoniaco è andato.

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Così finisce colui che fu odiato più di Joffrey

Ed l’Addolorato è il nuovo Lord Commander.

Jon, in un brutto attacco di PTS, dichiara “la mia guardia è finita” e se ne va. Silenzio. Titoli di coda.

Buon episodio, ascrivibile nella serie di quelli che servono a preparare il terreno.

La scena della battaglia merita di essere vista. Ci sono quasi rimasta male quando Dayne muore. E ovviamente la mia testolina sta producendo tutta una serie di teorie interessanti. Tipo, sto persino arrivando a mettere in discussione la storia di Lyanna ritrovata nel lago di sangue e del “promise me, Ned”. Ma staremo a vedere.

Valar Dohaeris.


Game of Thrones 06×02: Home

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Pampa parapampa parapampa parapampa… tuuuutu turututuuu tururuuuu

Ora che mi sono cantata la sigla, veniamo alla racensione. Ah, farò SPOILER. Quindi #sapevatelo.

Il primo personaggio che gli autori tirano fuori dal cappello è Bran, che ormai ha circa venticinque anni, è alto due metri e mezzo, ha la voce da tenore e un Master il Wargologia. Tramite le radici dell’albero diga sotto il quale si trova insieme al Corvo con tre occhi (Max Von Sydov, il vecchio), Leaf, la figlia della foresta (ri-castata e ri-truccata per l’occasione), Hodor e Meera, il giovane Stark viaggia addirittura nel passato.

In questo modo assistiamo a una sorta di flashback in cui compaiono il defunto Ned Stark e tutti i suoi fratelli, compresa la famigerata (per chi ha letto i libri, per chi guarda solo la serie un po’ meno) Lyanna. Per chi non lo sapesse, o non lo ricordasse, e si stesse domandando che importanza abbia quella ragazzina e perché il vostro amico lettore di libri è tipo saltato sulla sedia quando è entrata in scena, Lyanna è stata la causa (o il pretesto) per la ribellione di Robert Baratheon che ha finito per detronizzare i Targaryen. Inoltre, zia Lyanna potrebbe essere la madre di un certo qualcuno appena tornato dal mondo dei morti.

Ah già, nella visione c’è anche Hodor che apprendiamo chiamarsi Wylis (Walder, nei libri) e, sorpresona, Hodor sapeva parlare ed era bullizzato da sua zia, la vecchia Nan.

Alla Barriera, quel qualcuno è ancora morto e Davos si prepara a difenderlo da Thorne e Olly e gli altri ammutinati. Sorpresona anche qui: arrivano i bruti, che hanno ragione di quei quattro Guardiani della notte rimasti nel giro di un attimo. E’ sufficiente che Wunwun spiaccichi un arciere idiota contro il muro e via, pace fatta, ci arrendiamo. Tranne Olly. Olly deve morire. I cattivi, comunque, sono messi in cella.

Per la serie “gente grossa che spiaccica gente piccola”, ad Approdo del Re la Frankenmontagna pattuglia le vie della città e fa esplodere il cranio di chiunque parli male di Cersei. Quest’ultima è stata confinata nella fortezza da Tommen (che per quanto mi riguarda dovrebbe chiuderla in una torre e buttare la chiave) e dimostra una sospetta accondiscendenza. Le è stato impedito di partecipare al funerale di Myrcella, al quale però sono presenti Tommen il Docile e Jamie. Quest’ultimo lo manda a chiedere scusa alla mamma e successivamente affronta l’Alto Passero facendo un discorsetto sui doppi standard del Credo.

“Uccidimi pure” gli fa quell’altro, “che io sono solo uno dei tanti. Tanto poi noi ti si uccide a te, e tu sei Jamie Lannister, mica uno stronzo qualunque.” I preti cazzuti, quelli con il cilicio e le armi e il mirino disegnato sulla fronte, saltano fuori dal buio. Jamie ha una mano sola. “Siamo piccoli e poveri, ma siamo tanti e tutti insieme possiamo rovesciare un impero” dice l’Inquietantissimo Passero. Jamie gli da silenziosamente ragione e se ne va con la coda tra le gambe.

Intanto, Tommen sta chiedendo scusa a Cersei per averla chiusa in casa e per essere un debole. “Aiutami ad essere forte”, le dice, chè è stanco di essere una mammola. Un applauso a Tommen. Forse però la madre psicopatica non è la migliore delle consigliere. Cersei lo stringe e fa una faccia che non mi è piaciuta nemmeno un po’. Temo che voglia liberarsi del proprio ultimo pargolo di persona prima che lo faccia la profezia, adempiendo così alla profezia. La cosa mi dispiacerebbe, perché Tommasino è l’unico Lannister accettabile.

Tornando per un attimo su al Nord, Ramsay si rivela la brutta persona più brutta di tutto il Continente Occidentale. Appena il Maestro dei Bolton annuncia che Walda ha dato luce ha un maschietto, Ramsay decide che il modo migliore per festeggiare il lieto evento sono ripetute coltellate a tradimento nell’addome del padre. Roose muore così di una morte che replica quella di Rob Stark. E giustizia è stata fatta. Il problema è che ora Ramsay non ha più freni. E infatti fa sbranare Walda e il neonato dai suoi mastini. Battaglia dei Bastardi all’orizzonte.

A Meereen si parla di cazzi, di vino e di draghi. Tyrion dice che là sotto non crescono bene, quindi ha la brillante idea di andare a togliere loro i collari di persona. Sorpresona anche qui, i draghi si dimostrano mansueti come agnellini. Tyrion Targaryen confermato? Mi piacerebbe.

Torniamo a Nord. Theon si sta per separare da Sansa. Vuole tornare a casa propria, dice, perché dopo tutto quello che ha combinato affrontare Jon è troppo doloroso. Mmm… Temo che invece di tornare a casa, tornerà a Grande Invero a sabotare Ramsay e morire di conseguenza.

Finalmente rivediamo le Isole di ferro, luogo di nebbia e tempeste, di pericolanti ponti sospesi sul mare in burrasca e fratelli megalomani e omicidi. E’ infatti comparso Euron Greyjoy, detto Occhio di corvo, fratello di Balon e zio di Theon e Yara, che sta per diventare il vostro personaggio preferito, ve lo assicuro. Un megalomane pazzo e furbo come una faina potrebbe essere altrimenti?

A Braavos Arya continua a prenderle, ma passa il test di psicologia inversa di Jaqen e via, viene riportata alla Casa del Bianco e del Nero.

Ma torniamo poi alla Barriera.

Per qualche motivo, Davos si sogna di domandare a una depressissima Melisandre di resuscitare Jon. Ora, può darsi che io non lo ricordi e che Davos abbia assistito a qualche episodio particolarmente significativo durante la quinta stagione, un episodio che gli ha fatto pensare che senza Jon non c’è speranza. Io però non ricordo niente di tutto ciò, quindi boh.

In ogni caso, Davos convince Mel, la quale inizia a pulire il corpo di Jon e a tagliargli barba e capelli. Nel frattempo, pronuncia le sue formule magiche valyriane, o qualunque sia la lingua che parla, e a un certo punto bam, sembra che Jon respiri ma poi niente. Niente la seconda volta. Niente la terza. Melisandre l’aveva detto che aveva visto una sola persona far funzionare quel rituale e che lei non aveva quel potere. Ha messo le mani avanti. Ho trovato interessante al fatto che, mentre si giustifica, Mel dica “L’unico a cui l’ho visto fare era un prete senza…”. Credo che intendesse dire “fede”. Poi secondo me si accorge che lei stessa non ne ha più o la sta perdendo e che si trova di conseguenza nella stessa situazione di Thoros di Myr.

Tutti abbandonano la stanza ma in quel momento Spettro inizia ad agitarsi e Jon si risveglia nel più classico dei modi, con l’occhio sbarrato e il respirone.

E così, Jon è vivo. Wow, non l’avrei mai detto. No, scherzo. Era ovvio che sarebbe successo, non ho mai avuto dubbi a riguardo. Mi domando se qualcuno ne abbia mai davvero avuti! Ci sono tre personaggi in GoT che andranno avanti ancora per un po’, e sono Dany, Tyrion e Jon. Perché lo zio Martin sarà anche uno che secca i personaggi come se non ci fosse un domani, senza scrupoli e rimorsi, ma Got rimane pur sempre una storia e una storia ha strutturalmente bisogno di protagonisti (#sapevatelo) e nemmeno Martin può fare a meno dei suoi.

Spero solo che ora Jon sia più cattivello di prima. Un cambiamento aggiungerebbe un po’ di pepe a un personaggio altrimenti alquanto tristolino, a mio parere.

E voi che ne dite?

Alla prossima!

 

 


Game of Thrones 06X01: La donna rossa

melisandre

Prima di essere squartata viva in stile Bolton, vi avverto che di seguito troverete

SPOILER

Bene, ora che siete stati avvertiti, potete proseguire.

Lunedì sera ho visto la prima puntata della sesta stagione di Game of Thrones. Ebbene sì, è di nuovo quel periodo dell’anno, winter is coming, fire and blood e bla bla bla.

Ammetto che non ci sarebbe assolutamente bisogno di questo parere che mi accingo a mettere per iscritto, ma tanto tutti ne parlano quindi perché non posso farlo io? L’Internet è di tutti.

Partiamo col dire che si è trattato di un episodio fatto di puro e semplice “setting up“, il che significa che ci hanno semplicemente mostrato da dove partiranno tutte le varie storyline. Sì, ne manca qualcuna che sarà nel prossimo episodio, tipo Bran, per dire, che prima erano tutti “che noia” e “preferisco strapparmi i bulbi oculari che assistere ad altri cinque minuti di Bran” e ora tutti lo vogliono vedere perché attraverso le sue visioni potremmo probabilmente scoprire cosa cavolo è successo alla torre della gioia e se davvero R+L=J. Ma tant’è.

Partiamo con un mortissimo Jon, con un Davos preoccupato per la situazione, una Melisandre in crisi di personalità e di fede (dopo ne parleremo), una confraternita di Guardiani della notte malleabile come cera fusa e un Ed l’Addolorato che ora come ora è più Ed il Molto Incazzato.

Proseguiamo con Sansa e Theon che scappano nel bosco dopo essersi gettati dalle mura di Grande Inverno. Attraversano le gelide acque di un torrente, corrono corrono corrono, la musica incanza. Saranno salvi? Avranno cancellato le loro tracce? No. Li beccano subito (ma come hanno fatto le guardie a guadare il fiume? Mah) ma Brienne e Pod arrivano al galoppo e sbaragliano gli armigeri. Brienne può nuovamente mettersi al servizio di Sansa che, finalmente, accetta. Molto carino il fatto che Sansa (l’uccellino ammaestrato, ricordate?) non ricordi più le parole del giuramento. Da l’idea di quanto lei sia ora lontana da quel mondo, da quel modo di essere.

Intanto, Ramsay piange Myranda dimostrando di avere un mezzo briciolo di cuore ma subito dopo, in uno strano tentativo di omaggiare la figlia del mastro dei canili (mi piace pensare che fosse questo l’intento), decide di dare il suo corpo in pasto ai cani. Viene successivamente cazziato da suo padre Lord Bolton (quindi con ventordicimila cavalieri hai schiacciato quei quattro appiedati affamati sgarruppati? Sorprendente! E Sansa dove l’hai lasciata? E Theon?) che suggerisce velatamente la sua intenzione di declassare Ramsay una volta che la moglie avrà dato alla luce il suo legittimo figlio. Zazazazaaaan. Prevedo macabre vendette.

Ad Approdo del Re abbiamo una Margaery in cella che non si capisce se sta tramando qualcosa o se semplicemente non ce la fa più. Propendo per la prima.

Passiamo poi a Cersei e ai suoi capelli corti. “Una nave da Dorne è entrata l porto” dice l’ancella. “E’ Myrcella” dice Cersei. E tu ridi già, anche se il momento non lo richiederebbe. Cersei è tutta felice, corre giù all’approdo. Poi vede la lancia che si dirige dalla nave al porto. La faccia di Jamie non è allegra. Cersei è un po’ meno felice. E cosa c’è dietro Jamie? E’ un sudario quello? Cersei è sempre meno felice. Cersei capisce. Lena Headey è così brava che puoi vedere l’esatto istante in cui il suo cuore nero si frantuma. Ecco. E’ andata anche Myrcella, la profezia della strega si sta avverando e a nulla valgono le promesse di Jamie di farla pagare a tutti quanti. Solo a far prospettare una coalizzazione dei due del tutto distante da ciò che accade nel libro. Staremo a vedere.

Dorne è un casino come al solito. In due secondi, Ellaria e Tyene fanno fuori Aero Hotah (il miglior guerriero di tutto Planetos, mi dicevano) e Doran Martell sotto lo sguardo impassibile delle guardie. “Nessun uomo debole comanderà mai più Dorne” dice Ellaria. E’ la stagione delle donne, l’abbiamo capito. E a proposito di uomini, le altre due Serpi delle Sabbie si teletrasportano (non trovo altro modo di spiegare il fatto che possano aver raggiunto così velocemente sulla nave che è appena arrivata ad Approdo del Re) e si presentano al povero Tristane dichiarando di volerlo uccidere. Il ragazzo, buono solamente a sbaciucchiarsi le Myrcelle, decide di affrontare Nym, armata di frusta e per farlo da le spalle a Obara, armata di lancia. Il risultato è il cranio trapassato da parte a parte. Ma dico io, bisogna essere proprio scemi per dare le spalle a una tizia combattiva e armata fino ai denti.

Arya è ancora cieca e prende regolarmente un sacco di legnate. Tutto qui, per ora.

E Essos, Varys e Tyrion si scambiano battute. Il porto di Meeren Brucia.

Daario e Jorah capitano proprio nel luogo in cui l’orda dei Dothraki ha intercettato Daenerys. Un cerchio d’erba intatta è circondato da impronte di zoccoli. Jorah si avvicina, abbassa lo sguardo. Lo spettatore da casa si schiaffa una mano in faccia pensando “non possono averlo fatto sul serio. Questa non è una brutta fanfiction”. Jorah trova l’anello di Dany. “E invece sì”.

Dany intanto è a millemila miglia di distanza. I Dothraki la frustano e discutono di massimi sistemi. Quando viene condotta di fronte a Khal Moro, ci vengono enumerate le cinque migliori cose che la vita Dothraki ha da offrire, dopo di che Dany si mette a snocciolare i suoi titoli nobiliari. Dieci minuti dopo, Khal Moro e gli altri le ridono in faccia. Lo spettatore applaude. Allora Dany sospira e “sono la vedova di Khal Drogo. Portatemi a Meeren”. E invece no, la portano a Vaes Dothrak, nella casa di riposo per vedove di Khal. E tu un po’ ci godi.

Ma veniamo a Melisandre.

L’episodio si conclude con lei che si toglie il collare con il rubino che indossa sempre e d’un tratto invecchia. Ma non un po’, un sacco. Nel libro viene infatti detto che Mel è molto più vecchia di quanto sembri e ora ne abbiamo la conferma. Le teorie sul suo cambiamento d’aspetto sono però molteplici. Nelle scorse stagioni abbiamo infatti assistito ad almeno una scena in cui Mel si mostrava senza collare e tuttavia giovane. C’è chi dice che usi delle pozioni, chi è certo che il collare “nasconda” il suo vero aspetto, chi sostiene che stia rigenerando le proprie forze per prepararsi a resuscitare il defunto Lord Commander. Io dico che i poteri di Mel sono legati alla sua fede nel Dio Rosso. Dopo il fallimento con Stannis e dopo la morte di Jon, che lei aveva invece visto vittorioso, Mel si sta domandando se quello in cui ha sempre creduto, a cui è sempre stata indissolubilmente legata, sia vero. Oppure voleva semplicemente affrontare la vera sé stessa e la propria fragilità. Quale che sia la verità, la scopriremo presto.

Insomma, un buon episodio senza troppi scossoni. Un po’ corto, pieno di inizi, ma certamente intrigante.

E voi, come interpretate il cambiamento di Melisandre?

Alla prossima,

 

G.



Game of thrones season 5: Il trono dei morti e delle polemiche spicciole

Causa problemi dell’Internet, sessione d’esami estiva e sfighe varie, non sono riuscita a scrivere l’articolo di commento sull’intera stagione di GoT entro martedì, come avevo previsto. Quindi recupero ora. Perché tutti stavate aspettando che io commentassi questa quinta stagione, vero? Vero. Allora cominciamo.

Procederò commentando le storyline nel loro insieme, facendo anche delle supposizioni su come potrebbero continuare. Quindi, bare yourself, commento is coming:

BRAAVOS:

Cominciamo con Arya, perché la sua è la storyline più povera di avvenimenti, nonché la più fedele ai libri.

Vediamo la nostra (mia) Stark preferita arrivare a Braavos (ovvero la mia Venezia <3) e venire introdotto nella Casa del bianco e del nero, accolta da niente popò di meno che Jaqen H’ghar (o Jaqen H’manz, come viene amichevolmente definito nell’Internet). Dopo di che, Arya scopa pavimenti e pulisce cadaveri fino a che non le viene assegnata una missione che lei non porterà a termine per andare ad ammazzare brutalmente Meryn Trent (una morte che non è dispiaciuta a nessuno). Poi Arya diventa cieca.

La sua è forse la storyline che più, insieme a quella di Cersei, è rimasta aderenta al libro, anche se sono stati tagliati svariati passaggi del percorso che la ragazzo compie per progredire nell’addestramento per diventare una degli Uomini senza volto.

Complessivamente, ho trovato le parti a lei dedicate lente ma piacevoli, perché esplorano la psicologia di Arya, nonché il concetto dell’identità. Pensiamoci, Arya è il personaggio che più di tutti ha mutato personalità nel tempo, che più si è adattata alle situazioni: viene naturale supporre che possa tranquillamente mettere da parte se stessa per diventare “nessuno”, e invece non ci riesce. Per questo, e perché ha disobbedito, viene punita con la cecità, un fattore che le servirà in seguito per migliorare le sue capacità.

Non c’è molto altro da dire qui, a parte che le polemiche a proposito di questa storyline in particolare (non succede niente, non fa che spazzare pavimenti, etc) sono probabilmente dovute al fatto che la gente è fin troppo abituata ai ritmi filmici, dove l’eroe in addestramento risolve la questione in un rapido montaggio di scene della durata di trenta secondi e poi è pronto per partire per la missione.

Signori, vi svelo un segreto: nella vita vera, bisogna spazzare pavimenti per mesi prima di poter fare un passo avanti nell’addestramento. I montaggi rapidi non esistono.

MEEREEN

La storyline di Dany (non scrivo il nome intero perché lo spelling è troppo pure per me) mi è sembrata una delle meno interessanti -esattamente come nei libri-.

C’è chi si lamenta del fatto che da personaggio cazzuto sia diventata una frigna. Ebbene, è così anche nei libri di Martin e penso che la questione sia dovuta al fatto che mentre era in viaggio (con i pochi seguaci Dothraki che le erano rimasti, poi nella baia degli schiavisti per liberare gli schiavi) il suo personaggio aveva assunto il ruolo del valoroso condottiero, della forza inaspettata (badate, inaspettata, non inarrestabile o imbattibile) che spezza gli equilibri e pertanto vince. Poi però, quando si è fermata a Meereen, i nodi sono venuti al pettine e ha capito che governare una città non è come farsi ascoltare da una esercito di soldati. I problemi sono ben altri, e lei non li sa affrontare.

Mano dura? Mano morbida? Essere amica del popolo? Essere amica dei nobili? Dany non fa che chiedersi: e ‘mo? Senza darsi una risposta. E’ insicura e dopo un po’ stufa, perché non impara, non riesce proprio a venirne a capo.

Le cose migliorano quando arriva Tyrion, che finalmente smuove un po’ l’ambiente. Lei lo prende come consigliere nel giro di due minuti, probabilmente stregata dalla sua sagacia, probabilmente perché lui le fa notare le sue mancanze (tipo quando sottolinea che l’alternativa al perdono non deve essere per forza di cose l’esecuzione).

La stagione si chiude con Tyrion e Varys al comando di Meereen, Jorah e Daario alla ricerca di Dany e lei catturata dal Khalasar di passaggio.

Spero che T. e V. sistemino la situazione così bene che al ritorno di Dany lei si renda conto di non essere capace a governare una città, ma di essere più tagliata per condurre un esercito in battaglia e bruciare le persone via drago. E che a quel punto marci su Westeros per allearsi con qualcuno di sua scelta (si spera gli Estranei, a questo punto) e fare piazza pulita. Distruggere la ruota, no?

Una cosa che mi preoccupa è il morbo grigio di Jorah, ma davvero non riesco a capire se vogliano far diffondere un’epidemia o no. Non so nemmeno immaginarlo. Staremo a vedere. Nel frattempo, il prossimo anno lui e Daario saranno il duo comico della situazione.

WINTERFELL

Eccoci a una delle storyline più criticate: quella di Ramsay e Theon e Jayne Pool, trasformata in Sansa.

Su Ramsay e Theon non ho molto da dire: i loro personaggi ricalcano più o meno perfettamente quelli del libro, salvo che Ewan Rheon, che interpreta Ramsay, è troppo carino. Il Ramsay dei libri è infatti di aspetto viscido e sgradevole, in linea con la sua psicologia deviata. Se fosse stato così anche nella serie, probabilmente questo personaggio riscuoterebbe meno simpatie e sarebbe del tutto condannato. Nonostante ciò, trovo che l’attore ce la metta tutta a fare lo psicopatico.

Veniamo a Sansa.

C’è una cosa che non mi stancherò mai di ripetere ed è: nella quarta stagione la storyline di Sansa era in pari con quella dei libri, quindi durante questa stagione avrebbero dovuto CANCELLARE il suo personaggio e inserire quello secondario di Jayne Poole, la cui esistenza è totalmente sconosciuta a coloro che guardano solo la serie. Si sono trovati di fronte alla scelta di CANCELLARE un personaggio amatissimo, che porta ascolti e che fa parlare di sé, oppure di affidarle una storyline alternativa. Hanno scelto la seconda opzione e in questo modo hanno potuto sfruttare ancora il personaggio di Sansa e darle qualcosa di molto importante per il suo personaggio: la perdita dei sogni romantici, una cosa che nei libri si intuisce, ma nella serie no. E badate, non sto difendendo la violenza che lei subisce durante la prima notte di nozze (che io comunque continuo a comparare con ciò che accade a Jayne Poole nei libri, che è mille volte peggiore). Sto dicendo che, a mio parere, tutto questo farà di Sansa una donna molto fredda, perfettamente cosciente degli orrori che può riservare la vita, che saprà adattarsi ancora meglio ai meccanismi del gioco e che saprà gioire molto di più sé e quando le capiterà qualcosa di buono.

Non mi venite a dire che quella notte di nozze ha rovinato il suo personaggio, che l’ha resa vittima, perché non lo accetto. E sapete perchè? Perché sarebbe come dire che le donne che subiscono violenze sono donne deboli. No. Non lo sono. E non vengono rese deboli dalla violenza. D’accordo? Ribadisco: una donna che subisce una violenza non è debole nè lo diventa in seguito. Vittimizzare non porta a nulla. E’ chi muove la violenza la persona da colpevolizzare. Quindi, forza Sansa, sopravviverai anche a questa, e Ramsay al rogo. Punto.

Insomma, da qui arriviamo alla redenzione di Theon.

Qualcuno ha detto: e dopo tutto ‘sto tempo, proprio all’ultimo ti svegli? Beh, certo. Ramsay era fuori per la battaglia e Myranda era un avversario ben meno temibile. Lui ha colto la palla al balzo e poi è balzato, letteralmente, giù dalle mura, insieme a Sansa.

Che D&D abbiano visto Frozen? XD

Li ritroveremo vivi? Ma ceeeerto. E sapete cosa troveremo anche? Un Roose Bolto incazzato come una faina, perché hanno perso la loro unica Stark. A questo punto, potrebbero davvero trovare una falsa Arya. Perché loro sanno che Bran e Rickon sono vivi e non credo vorrebbero avere due Stark maschi nelle loro fila.

APPRODO DEL RE

Veniamo a una delle mie storyline preferite! Ho letteralmente adorato questa storia del Credo militante, anche se nel libro si evince maggiormente il modo incosciente in cui Cersei accende la fiammella che poi darà fuoco a tutto, lei compresa.

Perché in fondo, tutta la parte di Approdo del re ruota intorno ai casini combinati da Cersei e da come tutto le si ritorca contro.

Dopo il matrimonio di Tommen (che è fin troppo dolce e tenero di cuore, così tenero che non riesce a imporsi su sua madre) Cersei inizia a essere intrattabile. Dopo l’uccisione di Tywin, il matrimonio del suo figlio minore con la pluri-vedova Margaery (più bella, giovane e amata di lei) accende definitivamente la paranoia che la divora da tutta la vita, da quando Meggy la rana (la strega figa che compare nella prima puntata e che nei libri è letteralmente un rospo di vecchiarda) le ha predetto il futuro quando lei era solo una ragazzina. Ora Cersei crede di aver individuato “la regina più giovane e bella” e il “valonquar”, così non fa che accanirsi contro la novella regina e contro il fratello fuggito. Ma non è ovvio che per lei si metterà in atto il tristemente efficace processo per cui più ti impegni a non far accadere una cosa, più è probabile che questa accada?

E infatti, qualcosa sta già succedendo. Dopo aver fatto in modo che Margaery e il fratello Loras venissero imprigionati, lei stessa è stata rinchiusa nelle celle. Dopo aver confessato un milionesimo dei suoi peccati, appellandosi alla scusa di “eh, ma anche Robert non era proprio uno stinco di santo”, viene letteralmente STACCIATA (cit. dell’ Antro atomico del Dr. Manhattan), rapata e condotta lungo la sua camminata della vergogna.

Ora, c’è chi dice povera Cersei, non se lo meritava, solita violenza sulle donne, troppo lunga, tutta una scusa per indugiare sulle tette, se era un uomo non facevano tutta sta manfrina e tutta la solita sequela di cazzate che vengono urlate a gran voce quando una scena dura coinvolge una donna.

Per prima cosa, la camminata della vergogna è nei libri ed è esattamente così, con lei che cammina nuda e la gente che le tira le verze marce e la insulta. Secondo, non è che lei si merita questa punizione perché donna, ma solo perché peccatrice. L’Alto passero, che è passero ma non è scemo, le fa anche notare che non crede per un cavolo che l’unica cosa che lei ha combinato è stata bombarsi Lancel, che sa benissimo quale genere di stronza madornale lei sia. Questo mi fa pensare che se Robert fosse stato vivo (ma se fosse stato vivo, non ci sarebbe stato nessun Alto passero in circolazione, credetemi) sarebbe stato giudicato “equamente”. Un po’ come anche all’Alto Septon precedente è stata imposta la stessa camminata, nudo e per di più appena uscito da un bordello. Il motivo per cui quella non ce la ricordiamo è perché lui era l’Alto Septon, un personaggio di terza categoria, mentre Cersei è la regina, è uno dei mali che affligge i sette regni e aspettavamo che venisse in qualche modo punita da cinque stagioni. Per finire, non è vero che non se lo merita. Cersei ha mandato in malora un regno. Ha permesso a Joffrey di spadroneggiare, ha fatto uccidere Robert e decine di altre persone, si è circondata di uomini agghiaccianti (nel libro, manda a puttane il Concilio ristretto, nominando mastro di questo e di quello uomini a lei fedeli, non uomini capaci), ha tradito, tramato, odiato senza ritegno e senza logica, distrutto il suo unico figlio rimasto per puro egoismo (ricordiamocelo: Tommen amava Margaery. Se lei avesse voluto il bene di suo figlio, non avrebbe tramato contro la ragazza), etc, etc, etc. Penso che per tutto questo, una camminata nuda (il cui scopo non è l’esibizionismo, ma far abbassare la cresta a coloro che sono accecati di orgoglio e di potere, per mostrarli nella loro umanità e debolezza cosicché il popolo smetta di temerli) non sia una punizione poi tanto terribile.

Comunque, sarà presto difesa dalla Frankenmontagna durante il processo per combattimento. Spero che il campione del Credo sia qualcuno degno di nota.

In quanto a Tommen… prevedo veleno nel suo futuro.

LA BARRIERA/STANNIS

Metto le mani avanti e dico che non sono una fan di Jon Snow e di tutte le scene girate alla barriera, ma quest’anno hanno rappresentato una parte interessante.

Jon è Lord Comandante e Stannis gli offre pure la possibilità di diventare Lord Stark. Poi Melisandre cerca di bombarselo e lui rifiuta. Poi deve decidere se andare a Aspra dimora e aiutare i bruti, inimicandosi i suoi confratelli, oppure no. Insomma, è stata la stagione dello “struggle” per il povero Jon. Una stagione che è terminata in modo tagliete, con un colpo al cuore, direi.

Come sono simpatica.

In generale, direi che le scene riguardanti i Guardiani della notte/Bruti sono state molto buone. La battaglia di Hardhome (Aspra dimora) è stata una delle cose più belle che io abbia mai visto in una serie Tv, ma si piazza bene anche in una generale classifica di battaglie. Vince tutto il Re della notte che avanza sul molo e resuscita tutti i Bruti morti, sfidando apertamente Jon e i Guardiani che si allontanano sulla barchetta, nel completo silenzio.

Come hanno già detto in molti: finalmente vediamo gli Estranei e quale sia il loro potenziale distruttivo. Questo ci fa anche capire la gravità del gesto compiuto nell’ultima puntata: i Guardiani hanno ucciso l’unica persona, esclusi Ed l’Addolorato e Thormund ad avere una vaga idea di che cosa si prospetta per loro quando gli Estranei raggiungeranno la barriera.

Non so davvero fare predizioni a riguardo dei Guardiani della notte in generale. So solo che Jon tornerà. E’ altamente probabile che non tornerà sotto forma di Jon, ma si inserirà in qualcos’altro, forse Spettro, almeno finché il suo corpo non verrà resuscitato da Melisandre (di cui non vedo altro scopo, ora che ha abbandonato Stannis e si strova alla barriera) o finché non troverà un altro corpo in cui inserirsi.

Però sarebbe davvero un bel colpo di scena se schiattasse definitivamente e per sempre, no? XD

Riguardo a Stannis, io mi schiero dalla sua parte nonostante le turpi azioni che ha compiuto. Stannis è un combattente, uno che non ha mai mollato una missione per nessun motivo, un uomo quadrato e ligio al dovere che in qualche modo si è fatto convincere da Melisandre di essere “il prescelto”.

Ora, secondo me non ha mai creduto fino in fondo a Melisandre, ma ha voluto darle corda perché l’idea di essere il prescelto rafforzava in qualche modo la sua pretesa al trono e anche colmava il vuoto lasciato dalla mancata simpatia che suscita nella gente. Insomma, Stannis sa di stare antipatico a tutti, di non essere amato, di avere un matrimonio infelice e una figlia femmina come erede (tutti sanno che i figli maschi, nel medioevo, erano “legalmente” più importanti) mentre suo fratello Robert -un beone grasso che spende e spande e odia il trono- spande figli forti come tori a destra e a manca e Renly è adorato da tutti nonostante sia troppo sicuro di sé e si permetta di indugiare, dilettandosi nei tornei. Per un uomo così, nonostante la facciata, essere eletto “prescelto” dev’essere stato come dire “ve l’avevo detto”, come veder confermato il proprio valore.

Senza dubbio, però, ha avuto modo di constatare l’efficacia di alcune magie della sacerdotessa rossa e, in un’ottica lungo periodo, quando si è trovato senza cavalli, senza cibo e senza soldati (vi prego, non fermatevi alla quantità di oggetti che vengono inquadrati durante la puntata, fate riferimento solo alle parole proferite dai personaggi: si sono trovati senza cibo, senza cavalli e bloccati in mezzo alla neve. Una situazione disperata in cui probabilmente sarebbero morti tutti di stenti) ha deciso di dare fede, per un’ultima volta, a Melisandre; una cosa che non aveva fatto durante la battaglia delle Acque nere, pagandola cara, e che lei gli ha più volte rinfacciato. Dopo il sacrificio di Shireen, tutto gli si sgretola contro. L’unico beneficio è stato far finire la tempesta. Stannis, che ha agito a malincuore (si nota perfettamente!), capisce che il destino è segnato, che la presenza di Melisandre non era stata il perno della sconfitta alle Acque nere e che ora il suo destino è segnato. Marcia A PIEDI fino a Grande inverno (una scena di una tristezza infinita) e viene sconfitto senza appello.

Brienne lo trova ferito e lui le intima di fare il suo lavoro, di ucciderlo, perché sa di non avere più niente e anche, e soprattutto, perché sa che quella è la sorte che si merita per quello che ha fatto. Brienne ha quindi la possibilità di vendicare Renly, sollevandosi una volta per tutte dal suo ricordo e dal senso di colpa.

Un piccolo accenno alla dolcezza dei momenti tra Shireen e Davos. Lui ama lei come una figlia e lei lo tratta come un caro zio, o qualcosa di simile. Erano troppo giusti, non potevano durare.

DORNE

Ed eccoci alla più vituperata delle storyline. Dorne, la terra del sempre compianto Oberyn.

Ellaria (che ha preso in sé parte del personaggio di Arianne, mentre l’altra parte è stata data a Tyene) vuole la guerra e per farlo vuole uccidere Myrcella, che nel frattempo si sbaciucchia Trystane, il figlio di Doran, principe di Dorne.

Dopo aver assistito al viaggio di Jamie -con occhi dolci in direzione di Tarth, un chiaro segno della presenza di qualcosa da svilupparsi in futuro- e Bronn, aver ascoltato le notevoli doti canore di quest’ultimo (consiglio la versione inglese, molto migliore e il testo di “The dornishmen’s wife” è più sensato) e aver incontrato le Serpi delle sabbie (le figlie bastarde di Oberyn), arriviamo al momento del rapimento. Guardacaso, sia le Serpi che il dinamico duo agiscono nello stesso istante, finendo tutti indistintamente catturati. Segue scena nelle prigioni, in cui Tyene seduce Bronn allo scopo di farsi fare un complimento (ecco l’altro pezzo di Arianne: la relazione con il cavaliere venuto da Approdo del re, anche se in una versione riveduta e corretta) e di far sì che l’eccitazione faccia attivare il veleno che quest’ultimo ha in corpo. Arriviamo poi ad una pacata merenda comunitaria dove Doran decide di rispedire Myrcella in patria insieme a Trystane. Poco dopo vediamo Doran rimproverare Ellaria: lui da seconde occasioni, non terze. Un poco dopo del poco dopo, Ellaria va a dire a Jamie che a lei sta bene che lui si porti a letto sua sorella, che male c’è, son solo convenzioni sociali. Jamie ascolta interdetto.

La storyline si conclude con la partenza di Myrcella, Jaime e Bronn. Ellaria bacia sulle labbra la ragazza e suonano millemila campanelli d’allarme. Sulla nave, il buon Jamie, convinto dal discorsetto di Ellaria, si fa avanti e vuole confessare a Myrcella di essere suo padre ma, sorpresa, lei già l’ha intuito e le sta pure bene (si vede che ha assorbito il libertinaggio di Dorne). Abbraccia il novello papà (sì, perché per la prima volta Jaime si sente legittimato come padre), ma subito dopo, in puro stile GoT, Myrcella schiatta a causa del veleno. Sul molo, Ellaria beve l’antidoto e se ne va sprezzante e vendicata.

Penso sia palese che il discorso gentile e comprensivo che Ellaria fa a Jaime sul fatto che l’incesto per lei sia totalmente okay e la morte di Myrcella siano collegate. Probabilmente, voleva proprio fare in modo che lui le parlasse, in modo da far emozionare Myrcella e far agire il veleno una volta per tutte, per di più tra le braccia di Jaime (trauma).

Ma questa cosa non si ritorcerà contro di lei? Che Ellaria desiderasse così tanto la vendetta da andare incontro alla morte lei stessa pur di averla? Oppure, com’è più probabile, si è trattato tutto di un piano di Doran? Io propendo proprio per questa opzione. Anzi, vi dirò di più, per me l’intera storyline di Dorne è stata orchestrata da Doran. Sembra troppo raffazzonata, troppo piena di coincidenze, per risultare credibile. D&D non sono gli ultimi stronzi, penso conoscano il loro lavoro, ma soprattutto sanno dove Martin vuole andare a parare e stanno lavorando verso quel punto. Davvero potete credere che abbiano messo in piedi qualcosa che scricchiola così tanto senza che ci sia qualcosa sotto? Ma cosa stiamo guardando? Le tre rose di Eva? No. Stiamo guardando GoT e qui niente è come sembra.

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Ecco qua, finito.

Nel suo complesso, la stagione è stata più lenta delle altre, meno ricca di azione ma più psicologica, e penso che lo spettatore medio non sia in grado di reggere degli sviluppi lenti, “mentali”, e che ritenga un avanzamento di trama solo le morti e gli scontri armati.

Inoltre, la vena polemica e gratuita del pubblico di GoT sembra aver raggiunto un picco mai sfiorato prima. Una grossa fetta di popolazione ha deciso di non voler più pensare e riflettere, prima di lanciarsi nelle critiche; ha deciso che l’unico parere che conta è quello che viene dalla pancia, quello lanciato sull’onda dell’emozione momentanea che viene alimentato dalle emozioni sconclusionate altrui e diventa un vero e proprio fenomeno di massa senza controllo, ma soprattutto senza forma e senza sostanza; e soprattutto, cosa inquietante, ha deciso che se lo show non da loro quello che desiderano, non vale la pena di guardare lo show.

Quest’ultimo punto è spaventoso.

“Se non fai come voglio io, tu non vali niente, né vali la mia attenzione” è un concetto colmo di un individualismo fine a se stesso, ovvero di egoismo.

Ora, non voglio stare qui a disquisire su temi sociologici. Voglio solo vedere questo concetto in relazione allo “storytelling”, e questo tipo di egoismo in questo tipo di contesto semplicemente non deve esistere.

Quando tu ti metti di fronte ad una serie, ad un film, oppure inizi a leggere un libro, ti stai facendo raccontare una storia, una storia che ha i suoi propri meccanismi, la sua propria vita. Non è un prodotto interattivo. Ancora meno lo sono dei prodotti basati su altri prodotti. Si può essere d’accordo o meno, ma non minacciare di abbandonare lo show perché lo scrittore ha deciso di eliminare un personaggio o cose del genere. E’ da pazzi.

Ora, sono due ore che scrivo, quindi credo che terminerò qui il discorso. L’ultima cosa che voglio dire è:

scrivere è un mestiere difficilissimo, adattare degli scritti ai tempi televisivi altrettanto. Io credo che i leoni da tastiera, prima di giudicare e dare dell’incapace, dovrebbero provare a scrivere una sceneggiatura, oppure un libro.

Ma scommetto che, se mai ci riuscissero, riuscirebbero a produrre solo uno di quei tanti romanzetti young adults, uno copia dell’altro, di cui straripano le loro librerie.

Valar Morghulis.