#LibriNo: Le bambine dimenticate, di Sara Blaedel

Sara Blaedel

Le bambine dimenticate

Pagine: 286

Prezzo: 15 euro

Il cadavere di una donna viene ritrovato nel bosco. A indagare è chiamata Louise Rick, capo del Servizio Investigativo Speciale. Mentre una scia di altri omicidi insanguina quello stesso bosco qualcuno riconosce il volto della donna: si tratta di Lisemette, una paziente del manicomio di Eliselund, ufficialmente dichiarata morta trent’anni prima…

Le premesse erano delle migliori: un misterioso cadavere sfregiato ritrovato nel bosco, una detective dal passato oscuro, un manicomio misterioso, un assassino brutale e inafferrabile. Tutto benissimo. Peccato che benissimo non lo è per niente.

“Le bambine dimenticate” aveva gli elementi giusti per essere un racconto appassionante ma questi sono stati gestiti in modo così superficiale e approssimativo che alla fine, quando ho chiuso il libro, la mia mente si è automaticamente chiesta dove fosse il resto della storia, il secondo episodio.

Ma non c’era. Il libro è autoconclusivo.

Parte tutto con il ritrovamento del cadavere. La donna ha una vistosa cicatrice ma non si sa chi sia, perché non è inserita in nessun database. Poi Louise fa la conoscenza del suo nuovo collega, Eik, un tipo tosto, di poche parole, che si ubriaca di brutto e veste sempre di nero ma che è anche in posseddo di un lato dolce e sensibile.

Questo viene messo in mostra quando i due si recano una seconda volta nel bosco del ritrovamento, guardacaso luogo d’infanzia di Louise, e si imbattono in tre bambini lasciati allo stato brado. Eik si getta su di loro e mentre Louise trova il cadavere della loro babysitter, lui calma i tre pargoli che si addormentano all’istante. Abbiamo già capito che lui e Louise finiranno a letto insieme, cosa che avviene nel più tipico dei modi possibili. In ogni caso, per tutto il resto del libro Eik avrà il ruolo di “quello che si defila per lasciare spazio alla protagonista”, forse perché è un personaggio più interessante di Louise anche nella sua piattezza.

Da questo momento partono delle indagini inconcludenti e annacquate, con Louise che si barcamena tra una cena con l’amica e una col vecchio vicino di casa, un tragitto in auto e una capatina a questo o quell’ufficio, ed io che nella mia testa mi chiedo perché non vada a parlare con Tizio o non dia l’ordine a Caio di fare quest’altra cosa utile. E Louise lo fa, alla fine ci arriva, ma avrebbe potuto arrivarci molto prima e lo sapevamo tutti, anche l’autrice, che ha volutamente allungato il brodo.

E questo non mi piace. Allungare il brodo è segno di una mancanza di presa salda sulla propria storia. Anche i tentativi di riempire questi vuoti tra una rivelazione (chiamiamola così) e l’altra, sono assolutamente privi di spessore e non vanno da nessuna parte. Assistiamo a “Louise che fa cose”, per lo più inutili e che ci svelano poco o niente di lei, e “Louise che pensa al passato”, ovvero al suo ex ragazzo Klaus, che io ho capito com’è che era morto nell’esatto istante in cui lei lo nomina ma Louise, ispettore di polizia, dopo più di un decennio ancora non c’è arrivata. Complimenti.

Insomma, dopo tutto questo rimandare arriviamo alla conclusione del caso. Definirei la sequenza finale come affrettata, incompleta e superficiale. Non capisco se l’autrice non sapesse più come concludere la vicenda o forse se non volesse spingersi troppo oltre e rendere la storia più truculenta. Forse entrambe queste ipotesi sono corrette. Il libro quindi termina in un turbinio di personaggi che convergono tutti in uno stesso punto, come nella coreografia finale di un musical, e in una serie di coincidenze improbabili.

In tutto questo, manca l’elemento che rende un giallo davvero interessante, ovvero l’introspezione. Senza l’introspezione, i gialli sono solo una sequela di azioni volte a scoprire chi è l’assassino. A nessuno interessa chi è l’assassino. A tutti interessa perché l’assassino ha fatto quello che ha fatto. E qui questo manca. O meglio, c’è ma è abbozzato e non all’altezza.

E per aggiungere benzina al fuoco, il personaggio che più di tutti dovrebbe essere esplorato viene lasciato cadere nel nulla e scompare, senza che il lettore sappia che fine gli è stata imposta. Ovviamente sto parlando del colpevole, che a pensarci con un attimo di attenzione si capisce chi è appena compare.

Ah, i personaggi. Oltre a Louise e Eik abbiamo Camilla, la migliore amica della protagonista. Giornalista che ha abbandonato il lavoro, in procinto di sposarsi, testarda capricciosa e insopportabile. In un guizzo di follia decide di andare a indagare personalmente nel manicomio di Eliselund. Si avvicina di molti passi alla risoluzione del caso ma si dimentica di dire tutto a Louise, anche quando la incontra di persona qualche ora dopo.

Come ho detto prima: espedienti per allungare il brodo.

Inoltre, l’elemento che davvero doveva essere esplorato, così da lanciare un chiaro messaggio, viene trattato alla stregua di un mero espediente narrativo e non comunica altro che un fisiologico disgusto (ma anche un po’ di morbosa curiosità).

Quindi, per concludere, dico a malincuore che questo libro non mi è piaciuto e non ve lo consiglio.

Il mio voto è 2 2000px-White_Stars_1 su 5. E questo solo perché l’ambientazione del manicomio fa sempre un certo effetto e a quanto pare l’autrice si è basata su fatti realmente accaduti in Danimarca.

E voi che ne pensate, lettori occasionali? Avete letto questo libro? Siete d’accordo o meno? Fatemi sapere.

Alla prossima,

G.

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La randagia, di Valeria Montaldi

Nel 1494, la giovane erborista Britta da Johannes viene accusata di stregoneria. Ha avvelenato il figlio del signore del luogo, dicono, e per questo dev’essere messa al rogo. Nel presente, Barbara Pallavicini, una ricercatrice storica, durante una ricerca nel castello dove fu tenuta prigioniera Britta, si imbatte nel cadavere di una ragazza appassionata di occulto…

L’invidia e la gelosia sono sempre state cattive consigliere ma in certi periodi della storia umana si sono trasformate in armi mortali. Durante l’epoca dei processi per stregoneria, per esempio.

Britta è la figlia di un erbario (ovvero, un farmacista) che prima di morire in un incendio le ha insegnato il mestiere. Allontanata dalla comunità (com’è che lei si trovava fuori casa al momento della tragedia?) vive in una casetta nel bosco insieme al suo lupo, Argo. Ma la gente non ha smesso di andare da lei a chiedere rimedi, né ha smesso di incontrarla il figlio maggiore della casa nobile del luogo. Com’è intuibile, l’abilità di Britta le attira l’invidia della levatrice, Mariona, che al contrario non è così efficace nel proprio lavoro. Le voci sobillate da quest’ultima si uniscono presto all’accusa mossa dal nobile Adard stesso: Britta ha prima indotto in tentazione suo figlio Giovanni per poi avvelenarlo, quando questi è tornato ferito dalla guerra. Un’accusa grave quanto infondata, ovviamente. Questo però non interesse alle alte sfere della chiesa. Britta è bella, libera, intelligente, quindi è pericolosa, quindi è una strega, quindi va eliminata.

Sei secoli dopo, nella stessa cittadina valdostana, ci sono un’altra ragazza creduta una strega, un altro omicidio, un’altra morte. Questa volta, protagonista è Barbara, una ricercatrice che sta seguendo le tracce di Britta e che, alla ricerca di una iscrizione lasciata dalla giovane erborista secoli prima, si imbatte nel cadavere di una ragazza del luogo, una solitaria appassionata di occulto. L’omicidio, come spesso accade, scoperchierà il vaso di Pandora che contiene tutte le nefandezze nascoste sotto il tappeto del tranquillo paese.

Per quanto mi riguarda, i fili che legano insieme le due vicende sono la verità da una parte e dall’altra l’invidia. La verità, nel caso dell’omicidio e del processo, una verità che sarebbe a portata di mano ma viene fraintesa, sporcata, sviata dalla mala interpretazione, dal pregiudizio e dalla superstizione; dall’altra l’invidia, come movente sempre verde, sempre valido. L’invidia tra amici, colleghi, parenti. Quel sentimento che può corrodere e guastare qualunque rapporto.

Una certa morale manzoniana aleggia su tutta la vicenda, sia nella parte passata sia in quella presente, e tuttavia le indagini, parallele al processo per stregoneria, si seguono con piacere. E’ il ritmo serrato a spingere il lettore a chiedersi “e poi?” e a non mollare il libro e anche se alcuni risvolti di trama risultano palesemente inseriti per posticipare la risoluzione del caso (o forse, sono io che ho letto troppi, troppi gialli e non mi stupisco più di nulla?), il lettore arriva alla fine soddisfatto.

Se la prosa dell’autrice fosse stata più ricca, più descrittiva, un racconto piacevole sarebbe potuto diventare un racconto ottimo. Conosciamo a malapena la fisionomia dei personaggi e gli ambienti sono descritti in modo approssimato, per spennellate rapide e grezze. Se la cava meglio con il contesto storico, accurato, pertinente anche se sempre accennato, lasciato in superficie, e con la psicologia. Le motivazioni dei vari personaggi sono abbastanza esplorate e questi sono sufficientemente caratterizzati per distinguerli bene uno dall’altro e per parteggiare per loro a seconda dei casi.

Tra tutti, spicca Britta: presenza costante del romanzo, ponte che lega due epoche, creatura fascinosa e forse, dopotutto, davvero una strega.


Ed ecco le pagelle!

  • VOTO AL ROMANZO:

3,5 2000px-White_Stars_1 su 5: Stregato.

  • VOTO ALLA RISOLVIBILITA’ DEL CASO:

4 detectiveprofile su 5: A posteriori, sembrava così facile…


LO CONSIGLIO A:

  • Chi vuole una buona lettura di intrattenimento, non troppo impegnativa;
  • Chi ama le streghe e/o il medioevo;
  • Chi ama i thriller storici.


#InLibreria!

Si sa, le case editrici non dormono mai, proprio come i supereroi. Ecco dunque una carrellata di novità che vi aspettano in libreria, fresche fresche di stampa.


Newton Compton

undefinedWill Adams

LA FORMULA SEGRETA DI NEWTON

Prezzo: 9,90 euro

Pagine: 352

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Luke Hayward è uno studioso alla deriva. È finito nella lista nera del mondo accademico e si trova in un mare di guai. E quando un cliente lo contatta chiedendo il suo aiuto per recuperare alcuni documenti del celebre Isaac Newton andati perduti, Luke non è certo nella posizione di poter rifiutare. Proprio mentre sta setacciando una soffitta polverosa alla ricerca di indizi, scopre una serie di appunti apparentemente senza senso. A un esame più attento, però, quegli scarabocchi rivelano un messaggio in codice. Da un momento all’altro, Luke si ritrova invischiato in un gioco rischioso, nel mirino di un fanatico fondamentalista che da tempo tenta di sciogliere il mistero legato alle carte dello scienziato. Un mistero che si snoda tra Oxford, Londra e la città vecchia di Gerusalemme e che potrebbe scatenare la più micidiale tra tutte le guerre sante mai combattute.

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Daniela Sacerdoti

AMORE, ZUCCHERO E CAFFÈ

Prezzo: 9,90 euro

Pagine: 288

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Il matrimonio di Margherita sta andando a rotoli. Rimanere incinta dopo averci provato per tanto tempo è stata una sorpresa favolosa per lei, ma non per il marito. Quando ne ha più bisogno, si rende conto che lui non c’è. E allora Margherita decide di prendersi del tempo per se stessa, per capire dove stia andando il suo matrimonio. Lascia quindi Londra per trascorrere l’estate a Glen Avich, il posto in cui sua madre e il patrigno gestiscono un caffè. Ha bisogno di uno stacco per riallacciare il rapporto con la figlia Lara e dare una svolta alla propria vita. Ma Glen Avich può avere uno strano effetto sulle persone… Quando inizia a lavorare per Torcuil Ramsay, tutto comincia a cambiare. Margherita percepisce che il suo cuore si sta risvegliando, nonostante non lo credesse possibile. Quando finalmente sta cominciando a capire chi è davvero, si trova di fronte a una scelta che potrebbe mettere in discussione tutto. E per prendere la decisione giusta le servirà molto coraggio…

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Emmy Laybourne

L’ESERCITO DEI 14 BAMBINI

Prezzo: 9,90 euro

Pagine: 320

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Quattordici studenti di diverse età sono rimasti intrappolati all’interno di un gigantesco supermercato a Monument, in Colorado. Lì dentro c’è tutto ciò di cui potrebbero aver bisogno: cibo di ogni genere, vestiti, videogiochi e libri, farmaci e ogni tipo di bevanda alcolica… e senza la supervisione di un adulto possono fare quello che vogliono. Potrebbe anche essere divertente. Purtroppo la verità è che fuori da lì il genere umano sta scomparendo a causa di catastrofi naturali e della dispersione di sostanze chimiche nell’atmosfera che, a seconda del gruppo sanguigno, possono provocare nelle persone disturbi paranoidi, accessi di violenza o addirittura la morte. I bambini devono rimanere all’interno, costretti ad attrezzarsi per la sopravvivenza, senza sapere se potranno mai uscire. Nonostante la giovane età, saranno in grado di cavarsela e guadagnarsi un futuro?

undefinedFlaminia P. Mancinelli

INQUIETANTE DELITTO IN VATICANO

Prezzo: 4,99 euro

Pagine: 416

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Roma, 2014. All’interno delle catacombe di Villa Ada viene ritrovato il corpo di una giovane donna straniera. A indagare sul caso è chiamato il tenente dei Carabinieri Nicola Serra, che ben presto si trova di fronte a un’inquietante scoperta: nonostante nessuno conoscesse l’esistenza di quelle catacombe, collegate ad altre tramite percorsi sotterranei, qualcuno entrava e usciva da lì. L’assassino è dunque in grado di muoversi in quei luoghi che un tempo furono rifugio per i cristiani? Le vie che Serra batte portano incredibilmente alle stanze vaticane… Mentre il tenente procede con l’inchiesta, Marion, la sua fidanzata francese, inizia un’indagine parallela. Ma l’assassino non si ferma a una sola vittima e nel suo delirio di onnipotenza pare seguire un macabro rituale di purificazione. Incastrarlo diviene ben presto una corsa contro il tempo…

undefinedMassimo Lugli-Antonio Del Greco

CITTÀ A MANO ARMATA

Prezzo: 9,90 euro

Pagine: 320

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Chi non ha provato, almeno una volta, il desiderio di conoscere come funziona un’indagine, di seguirne lo svolgimento, su strada e negli uffici dei commissariati di polizia o dei reparti speciali? Ebbene, questo libro, scritto a quattro mani da un noto scrittore e giornalista di “nera” e da un esponente di spicco della sezione Omicidi della squadra mobile di Roma, raggiunge proprio questo scopo: raccontare “dall’interno” inchieste più o meno note sui fenomeni criminali romani e non, dalle sanguinose scorribande di Giuseppe Mastini agli atroci delitti della Banda della Magliana, dalle tante truffe alle guerre tra gang per il controllo del territorio. E lo fa attraverso una narrazione in prima persona, proiettando il lettore nel backstage di un ufficio di polizia, facendogli vivere gli imprevisti, i colpi di fortuna, le situazioni paradossali che spesso si vengono a creare e rimettono in discussione tutto. La narrazione copre un arco temporale che va dai primi anni Ottanta fino ai giorni nostri e ricostruisce anche l’evolversi delle tecniche investigative. Con il tono del romanzo e la documentazione del saggio, Del Greco e Lugli rievocano fatti e fattacci di nera che hanno segnato e continuano a ferire Roma e l’Italia intera.


Fanucci

Charlie Fletcher

THE PARADOX, il mondo sospeso

Prezzo: 18 euro

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Coloro che appartengono alla società segreta Oversight conoscono molte cose. Sanno per esempio che il ferro freddo è in grado di ricacciare le bestie della notte nell’oscurità, o che ritrovarsi tra due specchi non sempre è una buona idea… E sanno anche che il loro compito è proteggere l’umanità dalle forze soprannaturali, nonostante il loro numero stia drasticamente diminuendo e i nemici siano ormai alle porte. Quando il signor Sharp e Sara Falk, due dei membri più importanti dell’Oversight, si ritrovano intrappolati nel mondo sospeso al di là degli Specchi Neri, l’uno alla ricerca dell’altra e di una via per tornare a casa, scoprono qualcosa che non avevano osato nemmeno immaginare: una minaccia che, se non scongiurata, potrebbe mettere in pericolo l’intera umanità. Perché di fronte a quella rivelazione, ciò che credevano di sapere sul soprannaturale è destinato a essere dimenticato per sempre.


DeA Pianeta Libri

Lili Anolik

LA RAGAZZA CON LA NOTTE DENTRO

Prezzo: 14,90 euro

Pagine: 256

Link Amazon: http://amzn.to/2jpVpsf

Nica Baker,  bella, misteriosa e spregiudicata, muore assassinata a soli 16 anni. La placida e ricca città del New England in cui vive con la famiglia precipita nell’angoscia. Quando la polizia trova un altro giovane corpo senza vita – quello di un compagno di classe di Nica che con ogni evidenza si è suicidato – il caso viene chiuso in fretta e furia: per le autorità non ci sono dubbi, è il giovane suicida, innamorato respinto, il responsabile dell’omicidio, e il biglietto trovato sul suo cadavere rappresenta una confessione in piena regola. Ma Grace, sorella minore di Nica, non sa darsi pace. Incalzata dai ricordi e dall’istinto, non crede alla versione ufficiale e, in preda a un’ossessione cieca e bruciante, scava nel passato della vittima per inchiodare il vero assassino. Mentre la lista dei possibili indiziati si assottiglia, vengono a galla insospettabili verità: su Nica, sulla madre, sull’intera famiglia Baker. Solo attraversando la notte che ha nel cuore Grace potrà ricostruire cosa è davvero accaduto alla sorella, liberarsi dei suoi fantasmi e diventare finalmente se stessa.

Laura M. Leoni

IL SOLO MODO PER COPRIRSI DI FOGLIE

Prezzo: 14,90 euro

Pagine: 416

Link Amazon: http://amzn.to/2iZvC79

Tra le pagine di questo libro incontrerete Daniel, un riservato ragazzo italo-inglese in Italia per l’Erasmus, che cerca l’occasione di camminare da solo e si ritrova travolto da una passione fortissima; Claudia, la sua insegnante d’arte, una donna insoddisfatta e succube di una certa idea di moglie e di madre; e Anita, studentessa con il talento della musica, una voce prodigiosa e un triste segreto celato dietro il sottile paravento di due labbra imbronciate. È il desiderio la forza che manda all’aria questi destini, costringendo i protagonisti a uscire allo scoperto una volta per tutte. Per capire che non esiste difesa dal mondo, dalla luce e dal dolore che a ogni respiro ci trafiggono con la stessa vertiginosa ferocia. Con uno stile semplice e profondo, l’autrice scava nei pensieri, nelle azioni, negli umori e nei traumi nascosti dei suoi piccoli eroi quotidiani, dando voce alla loro voglia di combattere, di non arrendersi, di essere semplicemente se stessi. Perché, parafrasando la magnifica poesia che dà il titolo a questa storia, vivere è il solo modo per coprirsi di foglie.


Marsilio

L'angelo di neve Ragnar Jónasson

L’ANGELO DI NEVE

Prezzo: 18 euro

Pagine: 286

Link Amazon: http://amzn.to/2jq5qpc

Siglufjörður, cittadina di pescatori nel punto più a nord dell’Islanda, accessibile dal resto del paese solo attraverso un vecchio tunnel, è soffocata dalla morsa dell’inverno.
La temperatura è ben al di sotto dello zero, il vento scuote le tegole, e la neve che cade incessante da giorni la fa sembrare un luogo incantato dove tutto può succedere. Finché qualcosa di inaspettato succede davvero. Una giovane donna viene ritrovata in un giardino priva di sensi, in una pozza di sangue. Un vecchio scrittore muore nel teatro locale in seguito a una caduta. Ari Þór, ex studente di teologia diventato poliziotto quasi per caso, si immerge nell’indagine malvolentieri, stretto tra la nostalgia della fidanzata rimasta a Reykjavík e la diffidenza di una comunità che fa fatica ad accoglierlo. In un clima di tensione claustrofobico, dovrà imparare a farsi largo tra l’attenzione morbosa della stampa e i segreti dei residenti, a convivere con le bufere sferzanti e a trovare la strada della verità in un buio senza fine.


Ecco qua, miei lettori occasionali. C’è qualcosa che vi incuriosisce? A me il giallo della Marsilio, ma si sa che io sono di parte e che i gialli sono quasi il mio genere letterario preferito.

Alla prossima e copritevi bene, che fa freddo.

G.


#InLibreria!: Fazi, Sperling&Kupfer, DeA, Bookme

unnamed (5)Jesse Armstrong
AMORE, SESSO E ALTRE QUESTIONI DI POLITICA ESTERA

Fazi Editore

Nick Hornby incontra Emir Kusturica a metà anni Novanta: il risultato è questa intelligente e surreale commedia ambientata nella ex Jugoslavia, ai tempi della guerra dei Balcani, che in patria ha riscosso grande successo di critica e pubblico, con oltre 150.000 copie vendute nel giro di qualche mese.
Siamo in Inghilterra, nel 1994. Un gruppo di giovani di diversa estrazione sociale si ritrovano quasi per caso su un furgone Ford Transit, carico di belle idee, aiuti umanitari e una commedia scritta a metà per promuovere la pace nella zona di guerra che attraversa i Balcani. Tra veri attacchi di artiglieria, menzogne, sequestri di persona e naturalmente amore sesso e un po’ di droga, le cose non andranno esattamente come avevano pianificato.
Jesse Armstrong è tra gli autori di serie tv più apprezzati del momento. Ha vinto il Premio Bafta per la miglior commedia con la sitcom The Peep Show, è stato candidato all’Oscar per In the Loop, è uno degli autori della serieVeep per HBO e, tra le altre cose, ha curato i testi di The Thick of It, trasmissione di satira politica della BBC.

Link per comprare il libro su Amazon –> Amore sesso e altre questioni di politica estera


unnamed (6)Maria Silvia Avanzato
ANEMONE AL BUIO

Fazi Editore

Una delle voci più originali del panorama italiano ritorna con un romanzo sensoriale, labirintico, spaesante e indissolubilmente legato a una delle domande fondamentali della nostra vita: “di chi posso fidarmi?”.
Gloria si risveglia dopo un incidente stradale e non vede più nulla. I suoi occhi non rimandano alcuna immagine, e anche la testa funziona male. Ha problemi di memoria e non riesce a distinguere i sogni dalla realtà. Confusa e in preda a quelle che sembrano allucinazioni, vive una lenta convalescenza nella casa di sempre, assistita dall’amica d’infanzia Licia. Ma qualcosa non torna. Man mano che i ricordi iniziano a riaffiorare, restituendole frammenti perduti, anche gli occhi riacquistano gradualmente la vista, ma lei preferisce non farne parola con nessuno, nemmeno col fidanzato, in cerca solo della verità. All’insaputa di tutti, vedrà finalmente la realtà che la circonda e scoprirà una verità sconvolgente: un complotto minuziosamente costruito attorno alla sua infermità dai risvolti inquietanti.

Link per comprare il libro su Amazon –> Anemone al buio


unnamed (8)Elizabeth Jane Howard
CONFUSIONE
La saga dei Cazalet – Vol. 3

(da settembre)

Il terzo capitolo dell’avvincente saga familiare che sta appassionando migliaia di lettori. Dopo Gli anni della leggerezza e Il tempo dell’attesa, Confusione riprende le vicende dei Cazalet dal marzo del 1943, a circa un anno dal punto in cui si erano interrotte sul finale del secondo volume. Archiviata ormai da tempo la leggerezza dei primi anni e terminata finalmente anche la lunga attesa che ne è seguita, assistiamo finalmente all’ingresso nel mondo delle giovani Cazalet. La fine della guerra, ormai prossima, sta per aprire le porte a un mondo nuovo, più moderno e con inedite libertà, soprattutto per le donne. E infatti Louise, Clary, Polly e Nora si avvieranno su strade disparate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più libero, in cui le donne lavorano e vivono a testa alta, senza troppe complicazioni, la loro vita amorosa e sessuale.
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unnamed (7)Kevin Wilson

LA FAMIGLIA FANG

Fazi Editore

In occasione dell’uscita del film con Nicole Kidman e Jason Bateman come protagonisti, ritorna in libreria la geniale e caustica commedia di Kevin Wilson.
La famiglia Fang racconta con ferocia e ironia le vicende di una coppia di famosi performer, Caleb e Camille, e dei loro due figli. Una riflessione amara sul ruolo dell’artista, sul prezzo che si è disposti a pagare per l’arte, sulle ossessioni e l’egoismo di chi sceglie di fare di se stesso un’opera d’arte. Narrata dalle voci irresistibili e dissacranti dei figli ormai adulti (il Bambino A. e il Bambino B. nelle performance così come nella vita di tutti giorni) la storia di questa famiglia eccentrica e sui generis ha subito conquistato i favori della critica e del pubblico: paragonato alla comicità grottesca dei Tenenbaum, segnalato tra i migliori libri dell’anno dal New York Times e dalPublishers Weekly, e adesso portato sul grande schermo.
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Il club delle seconde occasioniunnamed (4)

Dana Reinhardt 

DeA

30 agosto

Cosa c’è di peggio che essere lasciati dalla ragazza che si ama disperatamente? Niente. River Dean ne è convinto. Penny l’ha mollato, senza una parola, in un pomeriggio di primavera dall’altra parte di Los Angeles. River si mette in cammino verso casa, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei suoi giorni. Finché l’insegna di un gruppo di supporto richiama la sua attenzione ‘Il club delle seconde occasioni’. E una seconda occasione è proprio ciò che la vita può riservare in un momento così.

Apprezzato da autori come Markus Zusak, Emily Lockhart e Mattew Quick, Il club delle seconde occasioni è un romanzo che vi farà ridere, piangere, riflettere sugli attimi fuggenti della vita e sul desiderio di una proprioa seconda occasione.
Link per comprare il libro in Amazon –> Il club delle seconde occasioni

unnamed (3)Come sposare un milionario

Curtis Sittenfeld

Bookme

Una straordinaria rilettura di uno dei classici più amati della letteratura, Orgoglio e pregiudizio, in chiave moderna e irresistibilmente magnetica. Nato dalla penna di una delle autrici più interessanti d’America, Come sposare un milionario è la storia delle sorelle Bennett e di come si possa sopravvivere a un ciclone chiamato amore.

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laregoladelquadro_300X__exactLa regola del quadro

di Jung- Myung Lee

Sperling & Kupfer

Euro  19,50

Kim Hongdo rappresenta la vita semplice e sana delle persone comuni, Sin Yunbok rivela invece gli aspetti segreti dell’esistenza delle donne in modo affascinante e dettagliato. I dipinti di questi due artisti, così diversi ma molto simili quanto a protagonisti, suscitano indescrivibile curiosità, e da oltre due secoli ci si interroga sul perché i due pittori abbiano ritratto gli stessi soggetti, apposto gli stessi titoli ma realizzato le opere in maniera differente.  Non era solo il loro stile pittorico a essere diverso, ma anche le loro vite erano agli antipodi; Kim Hongdo era diventato famoso attraverso il proprio impegno presso la Reale Accademia di Pittura (impegno che contemplò anche un’indagine su un doppio omicidio, che ritroviamo in questo romanzo), mentre le dicerie secondo le quali Sin Yunbok era stato «cacciato via dall’Accademia perché aveva dipinto soggetti considerati poco eleganti» furono confutate.  Ma allora che fine ha fatto Sin Yunbok? Chi era, veramente? Come può essere stato completamente inghiottito dalla storia un uomo che nella sua epoca è stato il pittore di corte di maggior successo?

Questo romanzo è forse una delle tante risposte possibili.

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DEFALCO_300X__exactNon è colpa mia

di Roberta De Falco

Sperling & Kupfer

Euro  17,90

Dopo aver risolto brillantemente quattro casi, il commissario Ettore Benussi della Mobile di Trieste deve sottoporsi a un intervento di bypass coronarico per cui è costretto a cedere le indagini ai suoi due giovani ispettori Elettra Morin e Valerio Gargiulo.  Saranno due i casi di cui si occuperanno: il primo riguarderà una giovane donna ucraina, Julija Rostova, aggredita selvaggiamente e poi sparita dall’ospedale dove era stata ricoverata; e il secondo vedrà coinvolta un’anziana donna americana, Annabel Alexander, trovata sgozzata in un parco cittadino.  Due casi apparentemente lontani tra loro che spingono i due ispettori, legati sentimentalmente da un rapporto non sempre facile, a indagare a tutto campo per cercare di risolvere i misteri che s’infittiscono ogni giorno di più. Più si addentrano nelle indagini, più le cose si complicano, i colpi di scena si susseguono, scompigliando  continuamente le carte in mano agli ispettori, fino ad arrivare a un finale  inaspettato  che collegherà in modo sorprendente e del tutto imprevisto i due casi tra loro.

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#InLibreria!: Fazi, Sperling&Kupfer, DeA, Bookme

unnamed (5)Jesse Armstrong
AMORE, SESSO E ALTRE QUESTIONI DI POLITICA ESTERA

Fazi Editore

Nick Hornby incontra Emir Kusturica a metà anni Novanta: il risultato è questa intelligente e surreale commedia ambientata nella ex Jugoslavia, ai tempi della guerra dei Balcani, che in patria ha riscosso grande successo di critica e pubblico, con oltre 150.000 copie vendute nel giro di qualche mese.
Siamo in Inghilterra, nel 1994. Un gruppo di giovani di diversa estrazione sociale si ritrovano quasi per caso su un furgone Ford Transit, carico di belle idee, aiuti umanitari e una commedia scritta a metà per promuovere la pace nella zona di guerra che attraversa i Balcani. Tra veri attacchi di artiglieria, menzogne, sequestri di persona e naturalmente amore sesso e un po’ di droga, le cose non andranno esattamente come avevano pianificato.
Jesse Armstrong è tra gli autori di serie tv più apprezzati del momento. Ha vinto il Premio Bafta per la miglior commedia con la sitcom The Peep Show, è stato candidato all’Oscar per In the Loop, è uno degli autori della serieVeep per HBO e, tra le altre cose, ha curato i testi di The Thick of It, trasmissione di satira politica della BBC.

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unnamed (6)Maria Silvia Avanzato
ANEMONE AL BUIO

Fazi Editore

Una delle voci più originali del panorama italiano ritorna con un romanzo sensoriale, labirintico, spaesante e indissolubilmente legato a una delle domande fondamentali della nostra vita: “di chi posso fidarmi?”.
Gloria si risveglia dopo un incidente stradale e non vede più nulla. I suoi occhi non rimandano alcuna immagine, e anche la testa funziona male. Ha problemi di memoria e non riesce a distinguere i sogni dalla realtà. Confusa e in preda a quelle che sembrano allucinazioni, vive una lenta convalescenza nella casa di sempre, assistita dall’amica d’infanzia Licia. Ma qualcosa non torna. Man mano che i ricordi iniziano a riaffiorare, restituendole frammenti perduti, anche gli occhi riacquistano gradualmente la vista, ma lei preferisce non farne parola con nessuno, nemmeno col fidanzato, in cerca solo della verità. All’insaputa di tutti, vedrà finalmente la realtà che la circonda e scoprirà una verità sconvolgente: un complotto minuziosamente costruito attorno alla sua infermità dai risvolti inquietanti.

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unnamed (8)Elizabeth Jane Howard
CONFUSIONE
La saga dei Cazalet – Vol. 3

(da settembre)

Il terzo capitolo dell’avvincente saga familiare che sta appassionando migliaia di lettori. Dopo Gli anni della leggerezza e Il tempo dell’attesa, Confusione riprende le vicende dei Cazalet dal marzo del 1943, a circa un anno dal punto in cui si erano interrotte sul finale del secondo volume. Archiviata ormai da tempo la leggerezza dei primi anni e terminata finalmente anche la lunga attesa che ne è seguita, assistiamo finalmente all’ingresso nel mondo delle giovani Cazalet. La fine della guerra, ormai prossima, sta per aprire le porte a un mondo nuovo, più moderno e con inedite libertà, soprattutto per le donne. E infatti Louise, Clary, Polly e Nora si avvieranno su strade disparate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più libero, in cui le donne lavorano e vivono a testa alta, senza troppe complicazioni, la loro vita amorosa e sessuale.
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unnamed (7)Kevin Wilson

LA FAMIGLIA FANG

Fazi Editore

In occasione dell’uscita del film con Nicole Kidman e Jason Bateman come protagonisti, ritorna in libreria la geniale e caustica commedia di Kevin Wilson.
La famiglia Fang racconta con ferocia e ironia le vicende di una coppia di famosi performer, Caleb e Camille, e dei loro due figli. Una riflessione amara sul ruolo dell’artista, sul prezzo che si è disposti a pagare per l’arte, sulle ossessioni e l’egoismo di chi sceglie di fare di se stesso un’opera d’arte. Narrata dalle voci irresistibili e dissacranti dei figli ormai adulti (il Bambino A. e il Bambino B. nelle performance così come nella vita di tutti giorni) la storia di questa famiglia eccentrica e sui generis ha subito conquistato i favori della critica e del pubblico: paragonato alla comicità grottesca dei Tenenbaum, segnalato tra i migliori libri dell’anno dal New York Times e dalPublishers Weekly, e adesso portato sul grande schermo.
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Il club delle seconde occasioniunnamed (4)

Dana Reinhardt 

DeA

30 agosto

Cosa c’è di peggio che essere lasciati dalla ragazza che si ama disperatamente? Niente. River Dean ne è convinto. Penny l’ha mollato, senza una parola, in un pomeriggio di primavera dall’altra parte di Los Angeles. River si mette in cammino verso casa, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei suoi giorni. Finché l’insegna di un gruppo di supporto richiama la sua attenzione ‘Il club delle seconde occasioni’. E una seconda occasione è proprio ciò che la vita può riservare in un momento così.

Apprezzato da autori come Markus Zusak, Emily Lockhart e Mattew Quick, Il club delle seconde occasioni è un romanzo che vi farà ridere, piangere, riflettere sugli attimi fuggenti della vita e sul desiderio di una proprioa seconda occasione.
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unnamed (3)Come sposare un milionario

Curtis Sittenfeld

Bookme

Una straordinaria rilettura di uno dei classici più amati della letteratura, Orgoglio e pregiudizio, in chiave moderna e irresistibilmente magnetica. Nato dalla penna di una delle autrici più interessanti d’America, Come sposare un milionario è la storia delle sorelle Bennett e di come si possa sopravvivere a un ciclone chiamato amore.

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laregoladelquadro_300X__exactLa regola del quadro

di Jung- Myung Lee

Sperling & Kupfer

Euro  19,50

Kim Hongdo rappresenta la vita semplice e sana delle persone comuni, Sin Yunbok rivela invece gli aspetti segreti dell’esistenza delle donne in modo affascinante e dettagliato. I dipinti di questi due artisti, così diversi ma molto simili quanto a protagonisti, suscitano indescrivibile curiosità, e da oltre due secoli ci si interroga sul perché i due pittori abbiano ritratto gli stessi soggetti, apposto gli stessi titoli ma realizzato le opere in maniera differente.  Non era solo il loro stile pittorico a essere diverso, ma anche le loro vite erano agli antipodi; Kim Hongdo era diventato famoso attraverso il proprio impegno presso la Reale Accademia di Pittura (impegno che contemplò anche un’indagine su un doppio omicidio, che ritroviamo in questo romanzo), mentre le dicerie secondo le quali Sin Yunbok era stato «cacciato via dall’Accademia perché aveva dipinto soggetti considerati poco eleganti» furono confutate.  Ma allora che fine ha fatto Sin Yunbok? Chi era, veramente? Come può essere stato completamente inghiottito dalla storia un uomo che nella sua epoca è stato il pittore di corte di maggior successo?

Questo romanzo è forse una delle tante risposte possibili.

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DEFALCO_300X__exactNon è colpa mia

di Roberta De Falco

Sperling & Kupfer

Euro  17,90

Dopo aver risolto brillantemente quattro casi, il commissario Ettore Benussi della Mobile di Trieste deve sottoporsi a un intervento di bypass coronarico per cui è costretto a cedere le indagini ai suoi due giovani ispettori Elettra Morin e Valerio Gargiulo.  Saranno due i casi di cui si occuperanno: il primo riguarderà una giovane donna ucraina, Julija Rostova, aggredita selvaggiamente e poi sparita dall’ospedale dove era stata ricoverata; e il secondo vedrà coinvolta un’anziana donna americana, Annabel Alexander, trovata sgozzata in un parco cittadino.  Due casi apparentemente lontani tra loro che spingono i due ispettori, legati sentimentalmente da un rapporto non sempre facile, a indagare a tutto campo per cercare di risolvere i misteri che s’infittiscono ogni giorno di più. Più si addentrano nelle indagini, più le cose si complicano, i colpi di scena si susseguono, scompigliando  continuamente le carte in mano agli ispettori, fino ad arrivare a un finale  inaspettato  che collegherà in modo sorprendente e del tutto imprevisto i due casi tra loro.

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Penelope Poirot fa la cosa giusta, di Becky Sharp

Per una patita di gialli che si è letta una bella fetta della produzione di Agatha Christie, farsi sfuggire un libro che ha per protagonista la nipote (di zio o di nonno non si sa) del celebre investigatore belga era praticamente impossibile.


penelope-poirot_webPenelope Poirot fa la cosa giusta

Becky Sharp (aka Silvia Arzola)

Marcos Y Marcos

17 €

Trama:

Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot sprizza talenti: la vocazione per risolvere misteri, la propensione a vivere artisticamente, il palato fine e la penna feroce di una critica gastronomica perfetta.
La passione, si sa, quando arde divora, e Penelope Poirot è provata nello spirito quanto ammorbidita nel corpo; stile Botticelli, dice lei, stile krapfen, pensa e non dice Velma Hamilton, la sua nuova, perplessa segretaria.
È il momento di cambiare, di partire: c’è una clinica salutistica, nelle colline del Chianti, che promette di depurare corpo e mente.
Ha un bel sapore gotico, avvolta così dai rampicanti, stemperato dalla luce dorata che occhieggia dalle persiane.
A cena il cibo è mesto, ma il bellissimo giardiniere sa come fartelo dimenticare. La donna alta e misteriosa scatena rivalità, odio e simpatia; la famosa scrittrice il desiderio insopprimibile di rubarle il marito.
Penelope non rinuncia al tacco dodici e alla volpe bianca neppure quando trascina Velma ad abbandonare ogni principio in osteria, e basta una pasticca alla violetta per coprire un altro vizio clandestino.
Poi, nelle sedute libido-dinamiche, scavano tutti insieme buche immaginarie per disseppellire i segreti. Operazione non priva di rischi: certi segreti, allo scoperto, esplodono.
C’è odore di gelo nell’aria di novembre, e il delitto, quando accade, è sulla neve bianca.
Neve che cade imperterrita sull’assassino, sulle prossime prede, sulla nuova trappola.
Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot non ci casca.
In certi casi, solo lei sa qual è la cosa giusta.


Cosa ne penso:

Penelope Poirot fa la cosa giusta è un giallo di stampo “classico”, à la Agatha Christie, con una manciata di personaggi che si ritrovano in un luogo isolato, alle prese con una morte misteriosa, e questo già di per sé è una buona cosa. Almeno per me.

In più (e questa è la parte migliore) su questo giallo è stata spruzzata un’abbondante dose di Zia Mame, e così la vicenda criminosa passa un po’ in secondo piano, mentre emergono le personalità, le debolezze e le stranezze dei personaggi.

Su tutti spicca ovviamente lei, la Penelope del titolo: eccentrica, ostentatamente elegante, sempre sui tacchi seppur traballante in mezzo alla neve, piena di autostima, assolutamente convinta che per dire di essere un’artista basti vivere come un’artista, certa di essere una critica culinaria sopraffina nonché di avere ereditato le “celluline grigie” del suo celebre parente.

Ad accompagnarla c’è Velma Hamilton, italo inglese, dicotomia ambulante, zitella di professione (“così tipica!” dice Penelope appena la vede. Invece io ho pensato”ecco la versione più giovane di Miss Marple”) che nella sua zitellaggine è piuttosto girl power (o un marito o un lavoro, si dice a un certo punto, e decide per il lavoro). Velma fa da contraltare alla personalità debordante di Penelope e tramite il suo sguardo più pacato – o semplicemente nuovo all’ambiente lussuoso della Spa e alla fauna di ricchi che la abita e quindi più obiettivo, ma in fondo chi lo sa- il lettore riesce a cogliere l’aura di inconsistenza, ipocrisia e di ridicolezza che ricopre gli ospiti della grande villa dove lei e Penelope alloggiano.

Ma c’è anche dell’altro. Ci sono scrittori senza talento che vivono solo d’immagine, donne disoneste, segreti provenienti dal passato, pregiudizi, rancori, invidie, gelosie. Una commedia umana desolante, ma pur sempre una commedia.

Su tutto, c’è lo stile dell’autrice, ricco e vivace, proprio come piace a me: un’ottima commistione di humor e prosa sapiente.


Il mio voto:

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A chi lo consiglio:

Ovviamente a tutti gli amanti dei romanzi di Agatha Christie, a chi ha amato Zia Mame, a chi ama i romanzi intrisi di humor, inglese o meno inglese.

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InLibreria!: Vallardi, Tre60, Sonzogno

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Guida non ufficiale a Pokémon Go

Vallardi

9,90€

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In questo libro troverete tutte le risposte alle vostre domande e tante curiosità divertenti sul mondo dei Pokémon e su Pokémon GO.


 

fxcRoberta Marasco

LE REGOLE DEL TÈ E DELL’AMORE

16,40 €

Tre60

In libreria dal 8 settembre

L’amore di Elisa per il tè risale alla sua infanzia. È stata sua madre a insegnarle tutte le regole per preparare questa bevanda e ad associare, come per gioco, ogni persona a una varietà di tè. Daniele, il suo unico grande amore, è tornato dopo tanto tempo. Ma Elisa ha imparato da sua madre a non fidarsi della felicità, a non lasciarsi andare mai, perché il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto. Prima di tutto dovrà trovare se stessa, poi potrà capire se Daniele può renderla felice. Quando trova per caso una vecchia scatola di tè con un’etichetta che riporta la scritta ROCCAMORI, il nome di un antico borgo umbro, Elisa ne è certa: si tratta del tè proibito della madre, quello che le fece provare solo una volta e che, lei lo sente, nasconde più di un segreto. Forse proprio lì, in quel borgo antico, Elisa potrà trovare le risposte che cerca e imparare a lasciarsi andare e a fidarsi dell’amore, guidata dall’aroma e dalle regole del tè…


 

dghRosa Teruzzi

La sposa scomparsa

Sonzogno

€ 14.00

In libreria da giovedì 8 settembre

 Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall’una all’altra. C’è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera – quarantasei anni portati magnificamente – ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po’ bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell’amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all’epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l’inchiesta.  Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell’impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici – a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono – riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa, approdando a una verità tanto crudele quanto inaspettata.

 


Ninfee nere, di Michel Bussi

Avete presente quelle volte in cui inizi un libro credendo di trovarci dentro una certa cosa e invece arrivi alla fine che hai letto tutt’altro e questo altro ti ha conquistato, molto più di quanto avrebbe potuto fare il contenuto che ti eri aspettato? Ecco. A me è successo esattamente questo. Ma andiamo con ordine.


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La trama:

A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L’indagine dell’ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l’artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo.
L’intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero enigma. Un’indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso.


Cosa ne penso:

Come dicevo, questo libro mi ha stregata.

Stregata. Termine usato non a caso perché una delle narratrici, forse la più importante, è la vecchia e acida signora che vive nel mulino della strega, una costruzione ormai cadente che si affaccia sui famigerati giardini di Monet, quelli dello stagno delle Ninfee.

La vecchia donna osserva dall’alto della sua torre, guarda agitarsi sotto di lei, davanti a lei, i cittadini del piccolo borgo invaso dai turisti. Distaccata, invisibile, la donna si muove lungo le strade del paese e osserva e commenta acida i goffi tentativi della polizia di risolvere il crimine che da il via alla narrazione: Jérôme Morval, ricco e fedifrago, viene trovato morto sulle rive del fiumiciattolo Epte, che costeggia Giverny e alimenta il celeberrimo laghetto di ninfee. Il quadro ricorda incredibilmente un altro fatto di cronaca, accaduto nel 1937, e che aveva avuto come protagonista un ragazzino.

La polizia procede nelle indagini, scava nelle vite, solleva la sabbia sedimentata sul fondo e con essa speranze, ricordi, paure. Insieme alla vecchia del mulino incontriamo Stéphanie, la bella maestra del paese, con gli occhi color malva e il sogno di trovare l’amore vero e scappare da quel piccolo paese, quella prigione dorata e insopportabile. E poi c’è Fanette, la bambina dallo spiccato talento di pittrice che non ha mai conosciuto suo padre e che vorrebbe tanto mettere a frutto il suo talento.

Ninfee nere è un giallo, sì, ma la componente “gialla” della narrazione fa quasi da semplice contorno, o forse da supporto, alle storie intrecciate di queste tre donne insieme a tutti i personaggi che ruotano loro intorno: i piccoli compagni di classe di Fanette, l’affascinante ispettore Sérénac, l’integerrimo Sylvio Bénavides, il placido Jacques Dupain, e il cane Neptune che scorazza per il paese cucendo insieme le tre trame come un ago che entra ed esce dal tessuto. Quello che ci viene offerto è un affresco di sogni infranti. Sono le Ninfee nere, leggendario quadro di Monet che si dice lui abbia dipinto poco prima della sua morte utilizzando toni cupi e tormentati.

C’è del Bovarismo, in questo libro, e c’è dello psico-thriller. Ci sono ipocrisia e desiderio di mantere la facciata intatta e c’è una specie di maledizione, una sorta di determinismo geografico, una cronica incapacità di andarsene. Il vero criminale, in tutta la storia, è il paese, Giverny; è il suo microcosmo appiccocoso, infido come una palude, come sabbie mobili. Nessuno ne può uscire senza perdere qualcosa.

C’è anche una disamina impietosa dei sentimenti. L’amore vince su tutto, si dice. Quello onesto, buono, che permette a entrambi gli innamorati di dare il meglio di sé. Quell’amore che lascia liberi, di viaggiare, di seguire le proprie inclinazioni, di essere e dare il meglio. Ma forse non è così. Forse l’amore egoista è quello più tenace e forte, quello che mette l’oggetto d’amore in una gabbia e lo soffoca, lo trattiene, finché non ha più la forza di ribellarsi, di chiedere di essere liberato, e così si lascia andare, diventa docile.

Ci sono le occasioni mancate e il dolore che lasciano dietro di sé. Ma non le occasioni futili, quelle che nella vita trovi a manciate. No. Le occasioni vere, quelle che potrebbero cambiare tutto.

Ci sono tante cose in questo libro. Tante cose oltre alla semplice vicenda criminosa. Tanti personaggi cesellati e profondi. Tante riflessioni da fare. E c’è un artificio narrativo impeccabile, una macchina inesorabile e perfetta di cui avevo soltanto subodorato l’esistenza. La bellezza dell’intreccio non sta nello scoprire chi sia l’assassino ma nella rivelazione della realtà.


A chi lo consiglio:

A chiunque. Sul serio. A chiunque. Perché è un romanzo bellissimo, che può appassionare anche chi di solito non legge gialli. E in particolar modo, lo suggerirei alle ragazze e alle signore che pensano di desiderare un uomo che sia geloso di loro.


Voto alla risolvibilità del caso:

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Difficile.

Voto in generale:

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Un gioco da bambini, di James Graham Ballard

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Nel moderno villaggio residenziale a Pangbourne a pochi chilometri da Londra, la vita si svolge in modo idilliaco: nessun segreto inconfessabile né comportamenti devianti turbano la tranquillità degli abitanti. Le famiglie si comportano in modo ineccepibile e i figli sono curati con solerzia e attenzione assoluta. Tuttavia, nell’agosto del 1988, tutta la popolazione adulta viene massacrata nell’arco di mezz’ora da un ignoto gruppo di assassini. I cadaveri di trentadue tra abitanti, agenti di sorveglianza e domestici, vengono ritrovati dalla polizia, uccisi nei modi più disparati ma con inquietante efficienza. Non vengono però ritrovate tracce dei ragazzi e dei bambini residenti e sui motivi del massacro vengono ipotizzate le tesi più fantasiose.

Lo psicologo forense Richard Greville viene mandando a indagare sull’accaduto e sarà forse l’unico a prendere atto di quanto realmente è accaduto a Pangbourne.


Recensione:

Dal bene può scaturire il male?

Secondo “Un gioco da bambini”, la risposta è sì. Perché il bene, quando è troppo, smette di avere un effetto benefico e diventa una gabbia strettissima, fatta di aspettative, di immobilità, di pulsioni represse per il bene superiore che rimangono in disparte fino al momento in cui esplodono fragorosamente.

Pangbourne è un villaggio residenziale perfetto. Tutti gli abitanti sono ricchi e in vista e per di più sembrano essere anche felici. I coniugi sono in forma, soddisfatti, entrambi lavorano e non si tradiscono a vicenda. I figli sono tutti in salute, sportivi, bravi a scuola. Il loro è un microcosmo quasi autosufficiente e chi lo abita potrebbe anche non allontanarsene mai se non per lavorare. Chi vive a Pangbourne è un’élite, è diversa, è migliore. I genitori crescono i loro figli, un gruppetto di tredici ragazzi ormai per la maggior parte adolescenti, secondo regole rigide ma amorevoli. Distrazioni di poco conto non sono permesse. Fumetti, giochi sciocchi, programmi per la televisione non abbastanza edificanti non sono ammessi. Così come non è ammesso poltrire o rintanarsi nel silenzio e nella solitudine o litigare. Bisogna discutere delle cose viste e fatte, perché questo è il modo migliore per aprire la mente. Discutere è così importante che c’è un orario preciso della giornata in cui tutta la famiglia si riunisce in salotto e dedica mezz’ora propri a questa attività.

Sembra tutto idilliaco. E allora perché tutti e trentadue gli adulti presenti a Pangbourne un sabato mattina di fine giugno sono stati uccisi con inarrestabile perizia? E dove sono finiti quei tredici adolescenti che erano stati così amorevolmente cresciuti e curati? Se lo domanda spesso, il narratore. Ma allo stesso tempo premette una cosa: ora, a distanza di anni, i fatti gli sembrano chiarissimi, ma all’epoca, nel bel mezzo delle indagini, non lo erano affatto.

Questo commento iniziale serve a impostare il nostro punto di vista. Il lettore intuisce immediatamente quello che è successo. E’ impossibile non capirlo, in effetti. E tuttavia, sia il narratore che l’intera società si ostinano a non voler nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi. Questo è infatti uno degli intenti di questo spettacolare romanzo breve: dimostrare come la società sia ipocrita e prona a voltarsi dall’altra parte quando la spiegazione di un fatto sanguinoso o terribile sia troppo strana, troppo inaccettabile, proprio perché radicata se non scaturita da quella patina di perfezione che si vuole mantenere intatta.

E’ un po’ la solita questione della nazionalità del criminale: quando è straniero va tutto bene, si può invocare il linciaggio, si possono usare argomenti populisti, banali, di facile condivisione e di molta sensazione. Quando invece il criminale in questione è ricco o della nostra stessa nazionalità o donna o “una brava persona” o “un ragazzo normale”, allora forse è meglio voltarsi dall’altra parte, scuotendo la testa. Perché non è possibile che da qualcosa di buono possa nascere qualcosa di cattivo.

Anche il narratore rimane interdetto di fronte alla realtà ma alla fine, scavando appena sotto la superficie, scopre con immenso stupore la realtà vera, quella che sobbolle, che agita il coperchio. Scopre che Pangbourne, con tutta la sua bontà, era una prigione dorata e insostenibile.

Io non sono una critica letteraria, non ho studiato letteratura e non ho letto abbastanza per azzardare rimandi e connessioni, così faccio una semplice considerazione personale. Nella vicenda narrata in questo romanzo io ho visto anche una metafora della natura umana. In tutti noi convivono la razionalità e l’emozione, per definizione irrazionale e a volte violenta. Per quanto mi riguarda, la cornice idilliaca di Pangbourne, gli adulti e il loro rigido schema di vita, può benissimo essere inteso come un tentativo di autocontrollo eccessivo da parte di un individuo. La reazione dei ragazzi sta a simboleggiare la conseguenza rovinosa che questo comporta.

In fondo, la virtù sta sempre nel mezzo e c’è bisogno di contrasti per capire il mondo, di ombre. Se non fossimo mai tristi non capiremmo la gioia. Se non fossimo mai stanchi o demotivati non capiremmo l’importanza di essere in forza, energici, positivi. Non capiremmo la soddisfazione. Il nostro mondo sarebbe piatto e finto. E l’unica soluzione per uscirne, come suggerisce il narratore, sarebbe la follia.

Da notare anche come l’intero romanzo sia una velata critica alla psicologia infantile, dove eminenti esperti, psicologi adulti e spesso vecchi, pretendono di decidere cosa sia meglio per un bambino o un adolescente in piena crescita, forse dimenticandosi di esserlo stato a sua volta, forse dimenticandosi di stare parlando di esseri umani e non di concetti astratti.


Lo consiglio a:

Chiunque.

Questo racconto è una delle cose più belle che mi sia capitato di leggere ultimamente. Da molto tempo non mi capitava di immergermi così tanto nella lettura da sobbalzare impaurita nel momento in cui sono stata interrotta. Quando un racconto fa questo effetto si può stare certi che sia ottimo.

La struttura del giallo deduttivo in cui però si conosce fin da subito il colpevole (anche se non con assoluta certezza) contribuisce a creare un coinvolgimento emotivo fortissimo, al punto che si vorrebbe quasi entrare nelle pagine per mettere il narratore di fronte alla dura e cruda realtà. Per fortuna c’è il maggiore Peyne, uno dei pochi sopravvissuti al massacro, che riesce a indirizzare lo psicologo sulla giusta strada. Una figura misteriosa che non ama specchiarsi e che sembra avere capito tutto fin troppo bene…


Il mio voto:

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Il massimo.