#ICinque: Libri brevi per chi non ha tempo da perdere

Dal titolo, sembra io che io ritenga la lettura una perdita di tempo. Falso. Penso che sia tutto tempo egregiamente impiegato. Tuttavia, spesso mi sono trovata a non avere abbastanza spazio da dedicarvi.

Quando ho molti impegni e poco tempo, l’idea di affrontare un lungo romanzo diventa quasi frustrante, perché so che dovrà spezzettarlo in tante brevi letture che mi faranno perdere il ritmo (Kuzko, is that you?) e forse anche il senso stesso del testo.

La cosa migliore è proprio quella di dedicarsi ai romanzi brevi: opere di poco più o poco meno di cento pagine, rapidi da leggere, pratici da portarsi appresso e a rischio frustrazione quasi nullo.

Oggi vi consiglio cinque + tre libri brevi un po’ per tutti i gusti, tutti certificati con timbro di approvazione.

(Per di più, data la lunghezza trascurabile, sono ottimi anche per chi a leggere non è affatto abituato e si fa venire l’ansia appena il conteggio pagine supera le due centinaia.)

Detto ciò, ecco la mia selezione:

Una cosa divertente che non farò mia più, di David Foster Wallace

Minimum Fax

Pagine: 149

Prezzo: 12,50 euro

A un giovane scrittore viene commissionato il reportage di una settimana in crociera extralusso nei Caraibi. Lo scrittore è David Foster Wallace e la permanenza sulla “meganave” si trasforma in un’esilarante cronaca, ma anche in un acido ritratto dell’americano in vacanza, delle sue abitudini ottuse, della sua eleganza pacchiana e – naturalmente – della sua ricerca di un forzato e artificiale relax. La critica pungente, e insieme scanzonata, di questi “cittadini americani adulti e ricchi” è accompagnata da una sferzante ironia e da uno stile pirotecnico e piacevolmente dispersivo che confermano il talento di un autore, come è stato detto, “capace di scrivere veramente di qualsiasi cosa”.

Una lussuosa vacanza in crociera può trasformarsi in un incubo distopico? La risposta è sì, ma solo tra le sapienti righe di David Foster Wallace. Inviato dal giornale per cui lavorava a scrivere un reportage sulle crociere, lo scrittore si trova immerso in un mondo a parte, patinato e opprimente. L’altra faccia del relax, insomma. Quella degli addetti alle pulizie, all’animazione e alla cucina, che sgobbano come matti e riveriscono i clienti fino al parossismo. Un reportage godibilissimo e incredibilmente ironico sul lato grottesco del lusso.

 

La cerimonia del massaggio, di Alan Bennett

Adelphi

Pagine: 95

Prezzo: 9 euro

Si sa che non c’è nulla di più mondano quanto un buon funerale. E ancor più se si tratta di commemorare un estinto che, letteralmente, ha avuto per le mani la “crème de la crème”, ambosessi, di Londra. E allora l’evento può diventare, oltreché mondano, atrocemente intimo. E rischiare da un momento all’altro di sgangherarsi, se il suo programma prevede un preoccupante assolo di sax. E se uno dei convenuti si alza in piedi per tessere un panegirico dell’anatomia del trapassato.

Un massaggiatore muore e al suo funerale sono presenti i suoi numerosissimi clienti, tutti ricchi, tutti famosi, tutti con qualche segreto da nascondere. Primo tra tutti, che ognuno di loro ha avuto una relazione con il defunto…

Si legge in pochissimo tempo. Buonumore di alto livello.

 

Stupore e tremori, Amélie Nothomb

Voland

Pagine: 128

Prezzo: 11 euro

La giovane Amélie è al suo primo impiego alla Yumimoto, una delle ‘aziende più grandi dell’universo’. Suo diretto superiore è Fubuki Mori, donna imperturbabile che prova piacere nell’umiliare la sua sottoposta. Inizia così la vertiginosa caduta di Amélie, presto declassata a guardiana delle toilette. Ma la discesa agli inferi è resa meno amara dalla contemplazione della bella e orgogliosa Fubuki…

Amelie Nothomb è nata in Giappone e per via del lavoro del padre, lì ha anche trascorso la propria infanzia. Sempre per via del ruolo diplomatico del padre, si trasferirà in Cina, poi in Bangladesh e poi finalmente a Bruxelles. Alla fine, tornerà in Giappone come impiegata di una grande azienda. Un’esperienza comica e traumatica che racconterà proprio in questo libro, il quale le varrà il Grand Prix du Roman dell’Académie française.

 

Una cena molto originale, di Fernando Pessoa

Passigli

Pagine: 69

Prezzo: 7,50

“Il più precoce cibo letterario della mia infanzia furono i tanti romanzi del mistero e delle più spaventose avventure” ha scritto Fernando Pessoa, grande appassionato di gialli, lettore e anche traduttore di Edgar Allan Poe. E al fascino della ghost story e a Poe si riallacciano i due racconti inclusi in questo volume: “Una cena molto originale” – scritto in inglese e ‘attribuito’ da Pessoa al suo eteronimo Alexander Search – e “Il furto della Villa delle Vigne”, che rappresenta la più compiuta fra le Novelle poliziesche che il grande scrittore portoghese aveva iniziato a costruire intorno al personaggio di Abílio Fernandes Quaresma, un investigatore dai tratti simili a quelli dell’amato Auguste Dupin.

Fernando Pessoa è conosciuto principalmente per “Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares” ma, guarda un po’, la sua produzione letteraria non si ferma certo qui. Una cena molto originale è un racconto che si ispira ai temi e alle atmosfere di Edgar Alla Poe, molto ammirato dall’autore. Un rinomato critico gastronomico invita i propri colleghi e amici ad una cena speciale, di cui dovranno individuare l’ingrediente speciale. Gustoso e con il giusto tocco di macabro.

 

Canone inverso, di Paolo Maurensig

Mondadori

Pagine: 150

Prezzo: 9 euro

A Vienna per la stagione concertistica, il narratore della storia incontra un suonatore ambulante in una taverna di Grinzing. Un po’ per scherzo gli chiede di suonare un pezzo difficilissimo e l’ambulante lo esegue alla perfezione. Il narratore incontrerà nuovamente l’ambulante, che gli racconterà la storia misteriosa e tragica del perché un uomo con un simile talento è finito a trascinarsi per le strade a suonare per qualche spicciolo…

Struggente, poetico, malinconico e misterioso. Una storia d’amore, di amicizia e di follia che vi terrà impegnati per poco tempo ma che lascerà un segno profondo.

Menzioni d’onore:

Il blocco dello scrittore, di Giulia Annibale (ovvero, io!)

Augh!

Pagine: 172

Prezzo: 13 euro

Miranda è una giovane studentessa, frequenta l’università ed è da sempre appassionata di scrittura. Le sue ambizioni sono grandi: diventare una stella della letteratura e lasciare ai posteri il suo capolavoro immortale. Convinta di serbare dentro di sé la sacra fiamma dell’arte, nel quotidiano si trova invece a fare i conti con una realtà a dir poco frustrante: il blocco dello scrittore. Un portatile aperto, una pagina bianca, un cursore lampeggiante e nulla più. Un giorno improvvisamente, dopo aver incontrato dei misteriosi venditori di libri e aver ricevuto in regalo un inquietante segnalibro, nella vita di Miranda ricompaiono i personaggi da lei inventati anni prima, creature che popolavano i suoi racconti mai finiti e abbandonati nelle pagine ingiallite di vecchi quaderni. Saranno loro, il Principe Lucertola, la Banshee, i Mastini, i Kappa e tanti altri, ad accompagnare la ragazza in un viaggio avventuroso, magico e liberatorio, nelle ombre del proprio cuore.

Non voglio vantarmi, ma non so quante persone conoscete, lettori occasionali, che hanno pubblicato un libro vero con una vera casa editrice. Uahahaha. Ah. Ehm. Sì. Insomma, in 170 pagine il mio bambino vi racconterà la storia di Miranda, aspirante scrittrice alle prese con un terrificante blocco dello scrittore, che si troverà a vivere il sogno di tutti gli autori: incontrare i propri personaggi. Tranne che il sogno si trasforma molto presto in un incubo. I suoi personaggi la odiano. Miranda è la Carceriera, quella che li ha imprigionati nelle pagine e poi si è dimenticata delle loro storie, condannandoli a rimanere bloccati in un limbo…

Insomma, ottimo sia per gli aspiranti scrittori sia per chi ha il blocco del lettore. Lo finirete in un giorno e mi ringrazierete XD

 

Assassinio sull’Orient Express, di Agatha Christie

Mondadori

Pagine: 238 (ma non si sentono)

Prezzo: 12 euro

L’Orient-Express, il leggendario treno delle spie e degli avventurieri internazionali, occupa un posto importante nell’immaginario collettivo degli appassionati di letteratura poliziesca. Il merito è di Agatha Christie, la regina del giallo, e della sua creatura, l’impareggiabile Poirot. In quella che rimane probabilmente la più celebre delle sue imprese, l’investigatore belga, salito a bordo di un vagone di prima classe partito da Istanbul e diretto a Calais, è costretto a occuparsi di un efferato delitto. “Assassinio sull’Orient-Express”, apparso nel 1934, è da molti considerato il capolavoro di Agatha Christie, sicuramente uno dei libri gialli più conosciuti in tutto il mondo.

Non credo che questo libro abbia bisogno di molte presentazioni. Si tratta semplicemente di uno dei racconti più geniali di quel genio-già-di-per-sé che fu Agatha Christie. Un morto, un treno in corsa, e un mucchio di sospettati. Perché nessuno sarebbe potuto scendere dal treno, né tantomeno salirvi: quindi il colpevole dev’essere per forza tra i passeggeri.

Un gioco da bambini, di J.G.Ballard

Feltrinelli

Pagine: 92

Prezzo: 7 euro

Nel 1988, nell’esclusiva e nuovissima residenza del villaggio di Pangbourne, pochi chilometri fuori Londra, si verifica un massacro: trentadue adulti vengono trovati morti. Sono stati brutalmente uccisi nonostante i dispositivi di sicurezza e i loro tredici figli adolescenti sono scomparsi. Il delitto pare perfetto come il luogo in cui si è consumato, ed è durato solo pochi minuti. Nessuno sa come sia stato possibile e né riesce a immaginare il motivo. Ma forse la risposta si trova nel fatto che in una società totalmente sana, in un contesto di ricchezza e abbondanza, dove tutto è predefinito e organizzato per ottenere il massimo della felicità, l’unica via di scampo è la follia. E forse sotto l’apparente perfezione si cela una realtà ben diversa. Per risolvere lo sconcertante caso, la polizia chiede l’aiuto di un consulente psichiatrico, il dottor Richard Greville. E saranno le sue indagini a svelare uno scenario inquietante cui nessun vuol credere dal momento che si ipotizza la colpevolezza dei ragazzi.

Di questo breve, ansiogeno racconto scritto da J.G.Ballard ho già scritto una recensione e pertanto vi linkerò il post qui. Consigliato a chiunque creda che i bambini siano angeli scesi dal paradiso.

 

 

 

 

 


 

Bene, mie cari. Conoscete qualcuno di questi libri? Li avete letti? Avete altri libri corti da consigliare a me o ai vostri colleghi lettori? Scrivetemeli nei commenti!

XoXo

G.

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What readers want

In Italia si legge poco, questo lo sappiamo tutti. A fronte di più di 60 mila novità (stampate) e 63 mila ebook l’anno (praticamente 350 libri nuovi al giorno) i lettori calano costantemente. Per dire, nel 2015 in Italia 33 milioni di persone non hanno letto nemmeno un libro. Ripeto: 33 milioni. Zero libri. E quelli che hanno letto un libro al mese (quanta forza d’animo, un libro al mese! Quanta tenacia, quanto tempo libero, quanto amore per i libri a tempo pieno e continuato! Infatti sono considerati “lettori forti”) sono circa 3 milioni. Ripeto: 3 milioni. Un libro al mese. Dodici libri in un anno. Lettori forti.

«Beh» direte voi, «piuttosto che niente…»: e in termini puramente teorici avreste ragione. Qualcosa è sempre meglio di niente. Tuttavia, la domanda giusta da porsi è: di cosa è composto quel qualcosa? Quali sono i dodici prescelti, i dodici apostoli della carta stampata inviati a predicare e diffondere il verbo nella casa degli italiani?

In verità vi dico, se pensate che si tratti di narrativa di spessore vi sbagliate di grosso. E non parlo in qualità di lettrice, compratrice compulsiva di libri, scrittrice e più in generale bibliofila: ve lo dico dalla parte di chi sta al di la del bancone quando entrate chiedendo «quel libro di quell’autore che non ricordo, che non so quando è uscito e nemmeno la casa editrice, ma aveva la copertina gialla». Vi parlo come una libraia.

L’anno scorso ho lavorato per sei mesi in una libreria della mia città e questo mese ci sono tornata, per un breve periodo. Uno degli aspetti più interessanti di questo lavoro (almeno per me, che sono strana), oltre all’ovvio vantaggio di poter mettere le mani sulle novità non appena entrano in negozio (sotto forma di pesanti scatoloni da aprire-svuotare-riporre velocemente e diligentemente), è quello di poter godere in tempo reale di una panoramica abbastanza accurata, se non precisa, del parco lettori italico e di quali siano i dodici libri che leggeranno durante l’anno. Vi dico: è una panoramica desolante.

Partiamo dal fatto che le due tipologie di libro più vendute nella nostra libreria sono le pubblicazioni per l’infanzia (favole classiche, libretti-gioco per infanti in età prescolare, il classico «pensierino per il nipotino») e le guide turistiche. Cioè: libretti per bambini che a stento sanno leggere e guide turistiche, che se va bene si sfogliano distrattamente una volta arrivati di fronte al monumento che si vuole visitare.

I libri per bambini vanno davvero alla grande. Quando entra in libreria una signora che ha superato i sessanta, quasi certamente è lì per comprare un libro per un nipote, suo o di qualcun altro. Lo stesso vale per le donne sui trenta-quaranta. In entrambi i casi, quello delle nonne o quello delle mamme, la scena è sempre la stessa: «Scusa… posso chiederti un consiglio? …Un libretto per un bambino…». Certo signora, quanti anni ha? (diciamo sperando fortemente che il pargolo abbia almeno sette anni, fattore fondamentale per accedere allo scaffale dei “libri per ragazzi”, più piccolo e decisamente più facile da gestire. Quello delle pubblicazioni per infanti è lungo tutta una parete (4 metri), un inferno di cartonati da dieci pagine ciascuno, impossibili da trovare) «Due e mezzo.» A quel punto uno si chiede quale sia il problema. A due anni uno a stento distingue la madre dal padre, che differenza vuoi che faccia leggere una favola su un bruco, un lupo o su come imparare a usare il vasino? Ma forse in questo momento sta parlando il vuoto cosmico che ho nell’anima lì dove dovrebbe esserci l’istinto materno.

In ogni caso, è proprio in questo reparto che a mio parere viene alla luce la natura di tutti i problemi del mondo: perché ogni madre e ogni nonna e nonno e zio e madrina e padrino che compra un libro per un bambino in realtà sta semplicemente proiettando su di lui, l’essere umano più benevolmente neutro a disposizione, le proprie paranoie e idiosincrasie. Così ci sarà sempre quella che «no, questo libro pensato apposta per ragazzini dai tre ai quattro anni è troppo semplice per la mia nipotina di due, che è tanto sveglia», e quella che «ma questo libro che presenta il giusto connubio di immagini e storia scritta in stampatello è troppo complicato, mio figlio ha solo sette anni», e poi le mie preferite, quelle che «ma io voglio una favola per bambini maschi, Cappuccetto rosso e Biancaneve sono femmine.» E non fatemi aprire il discorso sul “gender” nelle favole, che secondo me sfiora l’assurdo. Favole per maschi e favole per femmine. La sentite l’assurdità che trasuda da questa distinzione? Perché io sì e ogni volta rimango basita e la mia già scarsa fiducia nel genere umano si affievolisce un pochino di più.

In ogni caso, l’unica cosa che si evince servendo chi compra libri per l’infanzia è una e una sola: tutti i bambini italiani sono dei piccoli geni precoci, che diventeranno scienziati, letterati, professori e astronauti. Tutti eh. Peccato che compiuti i dieci anni finiranno irrimediabilmente come i loro compagni di cui sotto (o come i loro disgraziati parenti, di cui sopra).

Un altro reparto che se la gioca bene con i primi due è quello dei libri di cucina e/o esoterici (i due generi a volte si contaminano, che si tratti di ricette delle streghe di montagna o diete che promettono di farti ringiovanire, sempre di magia e creduloneria stiamo parlando). Seguono i manuali di auto-aiuto (o di aiuto-aiuto, vedete voi. E se avete capito la citazione, vi meritate un bacio in fronte), sempre attuali.

Perdono  miseramente fantasy, fantascienza e saggistica. I primi due, frequentati solo dai nerd, che evidentemente qui dove sto io scarseggiano, l’ultimo patria di professori e studenti universitari che vengono a cercare i testi consigliati, appunto, dai professori. Chi si addentra nella saggistica di solito sa già cosa cerca e quello che cerca di solito è un libro di recentissima pubblicazione che è stato pubblicizzato a Che tempo che fa o a Striscia la notizia. Oppure è l’ultimo libro di, chessò, Bruno Vespa. Siccome nella nostra libreria il reparto saggistica comprende attualità, economia, psicologia, storia, scienza e religione, vi dico anche che i reparti che se la cavano meglio sono psicologia e religione e io trovo che il binomio sia piuttosto indicativo.

Veniamo ora alla narrativa, il campo in cui io vorrei abitare (e vi dirò, di fatto lo abito, perché il mio libro è lì che si piazza), ma che è tirannicamente occupato da una parte dai mostri sacri (a cui mi inchino e offro sacrifici sperando di ricevere miracolosamente un briciolo del loro talento) e dall’altra dalle Cristine Chiperi di tutto il mondo.

A questo punto vi chiederete: ma che cavolo, nessuno compra romanzi? Li comprano, certo, ma come? E soprattutto, quali? Ma più soprattutto ancora: perchè?

Come già accennato all’inizio di questo articolo, i clienti tendono a spendere i loro preziosi, sudati soldi principalmente per grandi autori che conoscono già. Esce un nuovo Camilleri e bisogna ordinarne sessanta copie, perché le prime sessanta sono già state vendute. Esce un romanzo meraviglioso di un autore di nicchia o anche semplicemente meno conosciuto di Camilleri e il libraio può stare certo che nessuno lo filerà neppure di uno sguardo e che nessuno lo comprerà nemmeno sotto il più spassionato consiglio. Di solito finisce che, a meno che non ne parlino Michela Murgia e/o il Gazzettino, quasi tutte le copie di quasi tutti i romanzi che vedete in una libreria saranno ritirate e mandate ai magazzini dell’usato tipo Libraccio o peggio ancora al macero.

Una sottocategoria dei clienti di cui sopra sono i saccenti, quelli che sanno già tutto, hanno letto tutto e vogliono solo che gli tiri fuori dal mucchio il titolo al quale hanno deciso di concedere la loro preziosa attenzione. Questi sono la dimostrazione vivente che uno dei principi cardine del marketing e della comunicazione è profondamente vero e vive e influenza la vita di tutti noi: la gente è portata ad ascoltare prima di tutto il consiglio di un conoscente considerato “leader d’opinione”. Ebbene sì. Senza andare troppo lontano, tutti abbiamo il vicino di casa o l’amico o lo zio a cui ci rivogliamo per un consiglio. La moda, la lettura, il cinema, il detersivo da usare per sgrassare le pentole, per ogni cosa c’è un leader d’opinione. Ecco, i saccenti arrivano in negozio spinti dalle parole di questi individui e sarà impossibile smuoverli dalla loro posizione. Invece di leggere per il piacere della lettura, questi clienti leggono per essere parte di un gruppo, per dire che “l’hanno letto anche loro” e non essere da meno della vicina di pianerottolo. Vi svelo un segreto: questo è il metodo principale tramite cui dilaga la popolarità dei romanzetti rosa di turno.

In tutto questo, mi chiedo quale sia il problema.

Forse molta di questa reticenza dipende dal costo elevato dei libri e dalla scelta INFINITA a disposizione. Se avete mai provato un senso di velata inquietudine in una libreria, forse mi capite. È una vocina nella testa che vi fa notare quanti libri sono stati scritti e stampati a fronte di quanti voi potete materialmente e fisicamente leggerne. Questo capita di solito nella testa dei lettori forti (ma non i lettori forti da un libro al mese, parlo di lettori fortissimi, tipo dai due in su fino ai fanatici integralisti che ne leggono tipo uno a settimana): posso solo immaginare cosa pensa chi invece legge un romanzo una volta ogni tanto, in spiaggia, «sotto l’ombrellone».

Probabilmente provano qualcosa di molto simile a quello che provo io dentro H&M o Zara. Ci sono un sacco di vestiti carini ma a) sono troppo stretti o corti o scomodi e non si sposano con il mio stile tomboy-trasandato-chic; b) a fronte della qualità, il costo è troppo elevato; c) non ho proprio voglia di provarmeli. Se trasponiamo questo elenco nel mondo dei libri ne risulta che un lettore poco forte (come io sono una compratrice di abiti molto poco forte) si troverà a pensare che a) ogni libro all’infuori del genere che in qualche modo riesce a frequentare senza addormentarsi sulla terza pagina non vale nemmeno la pena di essere considerato; b) tutto costa troppo e l’Italia è in crisi, quindi non ha senso spendere per dei libri, meglio comprarsi un iPhone nuovo (e con lui la sensazione di far parte dell’élite di quelli cool); c) per scegliere ci vuole tempo, il tempo è denaro, di denaro non né abbiamo (perché abbiamo comprato l’iPhone), meglio buttarsi su ciò che conosciamo già.

Sia i negozi tipo H&M sia le librerie si sono “supermercatizzate”. In entrambi i casi ci troviamo a fare la spesa, a scegliere tra migliaia di articoli diversi. Questo sì, quello no. Ah, questo è in offerta, allora magari prendiamolo al posto dell’altro. Il supermercato  però è una sorta di non-luogo, un po’ come le stazioni e gli aeroporti, e per qualche motivo credo il luogo dove andiamo a scegliere cosa mostrare di noi (H&M) e quello dove andiamo a comprare il “cibo” per la nostra mente non dovrebbero essere così impersonali. La troppa scelta, laddove chi sceglie non sia fornito degli strumenti adeguati per farlo, genera solo timore e confusione. Così cosa si finisce per fare? Per lasciare che gli altri scelgano per noi. Quindi ci si affida alla moda. Quindi tutti si vestiranno nello stesso modo e leggeranno le stesse cose e penseranno le stesse cose.

Finché questo succede per i vestiti, che hanno a che fare col nostro essere esteriore, mi sta ancora bene; ma chiamatemi pure snob, io credo che sia molto più importante quello che circola nella nostra testa. Per dirla alla Tyrion Lannister: i libri servono ad affilare la mente tanto quanto la cote serve ad affilare la spada, ed è così triste vedere così tante spade e pugnali e lance spuntate!

Questo mi porta ad un altro punto del discorso: chi è che avrebbe bisogno di affilarsi le meningi più di tutti? I signori in pensione? No di certo. La risposta è: bambini e ragazzi. E sapete quanti bambini e ragazzi entrano in libreria? Zero. O meglio, di bambini qualcuno se ne vede: sono molto molto piccoli, accompagnati dai genitori. Dai dieci anni in sù, fino all’età universitaria, spariscono. Se qualcuno dovesse determinare statisticamente la composizione della popolazione italiana a partire da chi frequenta la nostra libreria sarebbe come se la gioventù semplicemente non esistesse. Sbuca fuori timidamente, verso giugno, per ordinare i libri delle vacanze che qualche professore (sempre tra i piedi!) ha ordinato loro di leggere. Oppure arriva in massa per ottenere la copia autografata del libro di qualche youtuber.

Quindi io mi domando: se è fin troppo ovvio che l’Italia è un paese di (passatemi il termine sgarbiano) capre, può essere che una piccolissima parte della colpa sia imputabile a questi mercati del libro che sono le librerie? Quella dove ho lavorato io, pur essendo inserita in una catena, non è molto grande e stare al contatto col pubblico è abbastanza semplice. Qualcuno dei clienti si azzarda addirittura a chiedere un consiglio perché sanno che spesso e volentieri i libri che arrivano li leggiamo proprio per poterli consigliare ai clienti. In catene più grandi, posizionate in luoghi più affollati, avere un approccio così diretto è quasi impossibile e peraltro, siccome lo scopo è quello di vendere e guadagnare (perché i librai sono dei commercianti: ecco, l’ho detto), alla richiesta di un consiglio la risposta sarà invariabilmente: «l’ultima novità, arrivata sta mattina, ancora calda. Ne parlano tutti, super venduto. Sono venticinque euro, grazie.» E poi magari l’ultima novità è Cinquanta sfumature di grigio.

Ora, non so voi come la vedete ma quando io entro in una libreria lascio che siano i libri a ispirarmi. Raramente ho un’idea precisa di cosa cerco. Prendo in mano, sfoglio, mi lascio sedurre. Purtroppo di gente così, topi da biblioteca che non hanno paura di “perdere tempo” tra i libri (che, pensateci, sono un meta-oggetto che si porta appresso un’intrinseca lentezza, in un mondo dove tutto deve essere produttivo, veloce, efficace, smart), che si lasciano ispirare e sono curiosi di scoprire i tesori che nascondono ne ho visti pochi e quelli che ho visto, vagavano senza meta alla ricerca del famoso libro con la copertina gialla di cui non ricordavano né l’autore né la casa editrice né il titolo.



#InLibreria!

Le uscite di fine marzo, fresche di stampa, solo per voi.


Piemme

978885665503hig_7aa53722c1dba87daf15a2f64c2530caRainbow Rowell

Carry On

Pagine:540

Prezzo:17 euro

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Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l’ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?


Fazi

aprile-light-673x1024Elizabeth Von Armin

Un incantevole aprile

Pagine: 288

Prezzo: 15 euro

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In un club della Londra anni Venti due signore inglesi scoprono di essere accomunate da una vita amorosa insoddisfacente, molto diversa da quella che avevano sognato il giorno del matrimonio. Mrs Wilkins, timida e repressa, è sposata con un avvocato ambizioso che «lodava la parsimonia tranne quando si trattava del cibo che finiva nel suo piatto»; Mrs Arbuthnot, estremamente religiosa, è sposata a uno scrittore di biografie sulle amanti dei re: per una donna come lei, una cosa davvero sconveniente. Insieme decidono di rispondere a un annuncio per l’affitto di un castello a San Salvatore, piccola cittadina della Liguria, per tutto il mese di aprile. A loro si uniscono Mrs Fisher, un’anziana signora che incarna appieno la morale vittoriana nel portamento, nelle amicizie e nella rigida etichetta che esige sia rispettata, e Lady Caroline, giovane ereditiera di una bellezza sopraffina in cerca di requie dalla vita mondana e dagli innumerevoli spasimanti. Le quattro donne, che si conoscono a malapena, si lasciano così alle spalle la grigia e piovosa Inghilterra per godersi un mese di vacanza in Italia. Immergendosi nel calore della primavera italiana e nella bellezza placida del luogo, avvolte nei profumi dei glicini e dei narcisi che aiutano a mettersi a nudo, le signore imparano ad apprezzarsi, mentre ognuna, a turno, sboccia e ringiovanisce, riscoprendo l’amore e l’amicizia, ritrovando la speranza. Un delizioso e irriverente romanzo al femminile che, uscito per la prima volta nel 1922, fu subito un bestseller.
Da Un incantevole aprile, uno dei romanzi di maggior successo dell’autrice, sono stati tratti due film.

51pm7fopt8lJohn Burnside

La natura dell’amore

Pagine: 282

Prezzo: 17,50 euro

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Quando John per la prima volta si accorge che i testi delle canzoni d’amore che passano alla radio hanno un significato, capisce di essersi innamorato. È il suo incontro con l’amore e ha il volto di Madeleine – la cugina che lo incanta con le sue dita affusolate e le unghie dipinte, sempre diversa eppure sempre lei. Madeleine gli fa ascoltare I Put a Spell on You nella versione di Nina Simone, la cosa più bella che lui abbia mai sentito, e mentre suo padre si prepara a lasciare la Scozia per approdare a Corby, dove lo attende un lavoro in un’acciaieria, John è totalmente avvinto da quest’incantesimo, un incantesimo che si trasforma in ossessione e durerà tutta la vita.
E in effetti Madeleine ricorre in tutto il libro: ogni donna che John incontrerà non sarà che un riflesso della cugina, la prima di una schiera celeste di misteriose e belle ragazze che infiammano la sua immaginazione – una sconosciuta che in un caffè gli canta una canzone, un’amica incontrata in un ospedale psichiatrico che danza davanti a lui nella sala da pranzo, e infine Christine, una ragazza di cui da giovane si era follemente innamorato ma che ha rifiutato senza mai spiegarsene la ragione.
La natura dell’amore è uno scorcio lucido e disarmante sul modo in cui gli uomini vivono l’amore e un’indagine sulla natura inquietante dell’attrazione, che si dipana in un labirinto contorto di desiderio e rifiuto. In sottofondo la colonna sonora della vita di Burnside e le influenze culturali che hanno contribuito a plasmare la sua essenza: il jazz e la musica rock, la fotografia di Diane Arbus, i tristi paesaggi invernali del Nord della Norvegia e le abbuffate di LSD a Cambridge.
Questo romanzo è più di un memori, è un libro sulla memoria, cioè l’altra faccia dell’amore, in cui perdersi e trovarsi sono in fondo la stessa cosa.


Rizzoli

9788817093606_0_0_300_80Darcey Bell

Un piccolo favore

Pagine:347

Prezzo:19,50 euro

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Tutto ha inizio con un piccolo favore tra madri. «Puoi passare tu a prendere Nicky?» chiede Emily alla sua migliore amica, Stephanie. E Stephanie, mamma di Miles, è felice di dare una mano, guidata dall’urgenza di essere utile, di sentirsi in qualche modo importante per gli altri. Quel giorno però Emily non torna a prendere suo figlio, e non risponderà alle telefonate, né ai messaggi. Stephanie, preoccupata, smarrita, si avvicina al marito della sua amica, Sean, gli sta accanto e si prende cura di lui e del bambino. E col passare dei giorni si innamora. Poi la notizia. Un corpo è stato ritrovato nelle acque del lago, e la polizia conferma: si tratta di Emily. Suicidio, il caso è chiuso. Ma è davvero così? Presto, Stephanie si renderà conto che niente è come sembra, e dietro l’amicizia, l’amore, o anche la semplicità di un piccolo favore, si nascondono invece una mente subdola e un disegno perverso e diabolico. Un piccolo favore è un thriller psicologico ad alto tasso adrenalinico, ricco di imprevisti e colpi di scena, denso di segreti e rivelazioni, che scivola tra amore e lealtà, morte e vendetta. Qui Darcey Bell ci presenta due figure femminili opposte, eppure per certi versi affini, di cui il lettore capirà presto di non potersi fidare.

9788817093675_0_0_300_80Aura Xilonen

Campione Gringo

Pagine:336

Prezzo:18 euro

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Liborio parla così. Ed è così che pensa. A sedici anni ha dovuto lasciare il Messico, una terra che non gli ha dato nulla se non pena e istinto di sopravvivenza, in seguito a una rissa in cui, puro incidente, ha ucciso qualcuno. È fuggito sulla rotta seguita da tanti altri, superando a nuoto il Río Bravo, e dal quartiere gringo nel quale è precipitato ora ci racconta la sua avventura. In questo mirabolante, picaresco, drammatico romanzo d’esordio Aura Xilonen inventa una lingua nuova e potentissima per tratteggiare una storia in cui non c’è nulla di inventato: veri sono i problemi sociali, vera la solitudine, vera la miseria dei migranti in un paese dove sempre e sempre di più sono costretti ai margini; ma veri sono anche l’amore, gli incontri, i piccoli miracoli cui vanno incontro. Liborio è un concentrato di tutto questo, ed è nel suo vernacolo colorato e vivacissimo, pungente, efficace che ci descrive i vuoti e le infelicità dell’infanzia, l’arrivo nel- la «terra promessa» e il primo impiego clandestino in una piccola libreria che lo nutre di parole incomprensibili e stupende al tempo stesso. Fino all’incontro con Aireen. È per lei, oltre che per se stesso, che Liborio vuole resistere, e saranno i pugni e i guantoni a indicargli la strada: lì, sul ring, il campione è lui.


Adelphi

417p5dawc6l-_sx310_bo1204203200_Emmanuel Carrère

Propizio è avere ove recarsi

Pagine:429

Prezzo:22 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2nfVQqJ

«Propizio è avere ove recarsi» è una delle risposte che fornisce, quando lo si interroga, l’I Ching, l’antico libro oracolare cinese. Seguendo questa preziosa indicazione, Emmanuel Carrère è partito innumerevoli volte, con una meta e uno scopo sempre diversi (e non necessariamente scelti da lui): è andato nella Romania del dopo Ceausescu sulle tracce del conte Dracula, nei tribunali della «Francia profonda» a seguire processi per atroci delitti, nella Russia di Putin a immergersi nell’infinito caos del postcomunismo, al Forum di Davos a «chiacchierare» con i potenti della terra, nel Nord dello Stato di New York a incontrare il fantomatico «uomo dei dadi» – imbattendosi non di rado in storie e personaggi sorprendenti, e a volte sconvolgenti, che avrebbero offerto materia a L’Avversario, Un romanzo russo, Limonov. Negli stessi anni faceva anche altri viaggi, per così dire, attorno alla sua mente: inventando soggetti di film che non avrebbe mai girato, riflettendo sul proprio modo di fare letteratura, scoprendo libri folgoranti o rileggendone altri immensamente amati. Questo, e molto altro, è ciò che troviamo nei testi qui raccolti, molto diversi tra loro eppure legati da un tono riconoscibilissimo e peculiare – a riprova di quanto Carrère ha sempre sostenuto, ossia che gli sembra vano contrapporre letteratura e giornalismo, e quel che gli importa è scrivere un reportage nello stesso modo in cui scrive i suoi libri: «alla prima persona, menando il can per l’aia e raccontando le cose in maniera un po’ sinuosa».


A voi.

Cosa vi incuriosisce di più?

XoXo

G.



#UsciteIndipendenti

Salve a tutti, lettori occasionali!

Oggi voglio proporvi alcune nuove uscite pubblicate da case editrici indipendenti, perché per fortuna il panorama letterario non è fatto esclusivamente dai grandissimi editori che tutti conosciamo e che (sempre più spesso) sembrano scegliere le opere da pubblicare basandosi esclisivamente sulle tendenze del mercato e non sulla qualità del testo. Questo non significa che le case editrici indipendenti siano invece il paradiso del lettore, dove vengono dati alle stampe esclusivamente romanzi di qualità eccelsa, ma se non altro vi si possono trovare opere più variegate e di nicchia e questo non fa mai male, perché ricordiamoci che “se tutti leggono le stesse cose, tutti pensano le stesse cose”. E non l’ho detto io, ma Haruki Murakami, e quindi ci crediamo.

Detto ciò, ecco a voi una piccola selezione di libri che potrete trovare a breve in libreria:


Clichy

imageitem-phpChristophe Lambert

IL GIUDICE

Prezzo: 17 euro
Pagine: 300
Link Amazon: http://amzn.to/2lOFtyz

In un mondo e in una città, Parigi, sconvolti dalla delinquenza, Keller ha una sola missione: riportare la giustizia. Dopo aver perduto la moglie e la figlia dentro un incredibile incubo di violenza, Keller è riuscito a sopravvivere ed è diventato “il giudice”. La polizia lo segue da lontano, i politici vogliono usarlo per i loro tornaconti, la stampa lo adora, ma Keller non cerca né l’adorazione delle folle né un facile consenso, e soprattutto non cerca vendette. Vuole solo giustizia, senza nessuna pietà per chi commette il male. Soltanto il destino di una ragazzina che finisce inaspettatamente sulla sua strada potrà forse mettere in discussione la sua fermezza, allontanando per un momento i dèmoni che lo tormentano.

dddddOlivier Bleys

DISCORSO DI UN ALBERO SULLA FRAGILITÀ DEGLI UOMINI

Prezzo: 17 euro
Pagine: 360

Link Amazon: http://amzn.to/2lK13rp

Alla periferia di Shenyang, città industriale della Cina nord orientale, la famiglia Zhang vive miseramente in mezzo a fabbriche abbandonate. Eppure, Wei e i suoi possiedono un tesoro: l’ultimo albero della lacca sopravvissuto in città. Il loro sogno: diventare proprietari della loro piccola casa, in modo da onorare una promessa fatta ai parenti, sepolti sotto il famoso albero. Questo sogno sta per realizzarsi quando un grande progetto di estrazione minaccia improvvisamente la famiglia di espulsione. Tra l’umile famiglia di Wei e i rappresentanti del capitalismo cinese si ingaggerà allora una dura lotta.
Prendendo come sfondo le trasformazioni violente della Cina contemporanea, Discorso di un albero sulla fragilità degli uomini rivista l’impari lotta tra Davide e Golia. Bella e profonda meditazione sui legami che uniscono l’uomo e la natura, questo romanzo, scritto magnificamente, è un racconto reale che non lascerà indifferenti.


Minimum Fax

indexAa.vv: Franco Arminio • Andrea Bajani • Paolo Di Stefano • Angelo Ferracuti • Alessandro Leogrande • Giancarlo Liviano D’Arcangelo • Igiaba Scego • Nadia Terranova • Stefano Valenti 

GIOVANI LEONI

Prezzo: 16 euro

Pagine: 250

Link Amazon: http://amzn.to/2kIVe9o

Cosa accade quando sono i nonni ad apprendere il futuro, la tecnologia e quelle che loro chiamano «diavolerie»? Nove scrittori italiani raccontano il futuro sulla soglia di una radicale trasformazione delle forme delle città e degli stili di vita. Dalla signora napoletana che a settant’anni segue la vita delle amiche su Facebook all’ottantenne che deve ancora capire bene come far funzionare il bancomat, lo sguardo degli scrittori attraversa le città italiane: scenari apocalittici mutuati dalla letteratura fantascientifi ca, nichilistiche svolte esistenziali, paura e fascinazione nei confronti del mondo nuovo che verrà. Giovani Leoni è un progetto di Poste italiane (realizzato in collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale) che ha l’obiettivo, attraverso lezioni mirate, di accelerare il processo di digitalizzazione del paese, promuovendo l’accesso ai nuovi servizi delle persone anziane a rischio di esclusione. Un libro che è una sfida, quella di raccontare l’Italia che ancora non c’è con l’occhio visionario della letteratura e da due opposte angolazioni, quella di chi sta superando la linea d’ombra della gioventù, e l’altra di chi sta percorrendo invece l’ultimo miglio, tra passione, disincanto e desiderio di conoscenza.


Marcos Y Marcos

la-terra-si-muove_web-500x800Roberto Livi

LA TERRA SI MUOVE

Prezzo: 16 euro

Pagine: 224

Link Amazon: http://amzn.to/2l7icru

Lui non invidia i miliardari o le genti belle di successo, lui invidia l’uomo che riesce a dormire sempre. Il talento del dormitore lui non l’ha mai avuto, ed è tutta colpa delle emozioni forti. La casa che il padre gli ha lasciato scivola lentissimamente sopra una frana; le crepe si allargano un decimo di millimetro al giorno e la madre ottantenne non vuol saperne di muoversi di lì. È costretto a urlare, a minacciarla di mandarla al ricovero, per convincerla a trasferirsi con lui in città. Non vorrebbe mai farlo, soprattutto la storia del ricovero. Sa bene di non avere i soldi per pagare la retta. Certe sere, per calmarsi, prova a leggere un libro, ascoltare Schumann o aprire il frigorifero. Se è davvero troppo giù, l’unica è uscire. A Pesaro dopo cena di aperto c’è solo la sala scommesse; e dopo aver perso mezzo stipendio non gli resta che salire in macchina e andarsene in Romagna a bere birra. Nel locale una bionda gli sorride e gli si siede accanto. Ha un nome difficile da pronunciare, e una bellezza che piace a tutti; la invita a cena, le regala un vestito che addosso a lei vale tutti i soldi che costa. Accanto a lei, il senso della vista ha la meglio su tutti gli altri e lui non prova più nessun dolore. Dicono la droga fa male, ma il problema è che qui tutto è una droga. Dopo dieci chilometri di separazione, sente già nello stomaco una mancanza spaventosa. Non gli viene su il respiro e questo vuol dire che è caduto nella dipendenza da una donna. Son le cose necessarie quelle che fanno più male. Anche il sole, anche il vino, anche le donne. Storia molto tenera e molto comica di un uomo di oggi a cui manca la terra sotto i piedi.

lombrello-di-nietzsche-web-500x800Thomas Hürlimann

L’OMBRELLO DI NIETZSCHE

Prezzo: 14 euro

Pagine: 64

Link Amazon: http://amzn.to/2kIO1Gk

Un ombrello strappato da un vento improvviso può ribaltare il pensiero occidentale?
Sì, se il viandante sorpreso dal temporale è Friedrich Nietzsche nella sua estate engadinese, e guarda il suo ombrello rosso volare via come un’illusione felicemente perduta.
Senza più ombrello tra lui e il cielo – a proteggerlo, ma nello stesso tempo a dividerlo – si arrende alla pioggia e agli elementi; inizia a danzare al ritmo di una musica eterna che viene dalla terra, e richiama chiunque la sappia ascoltare.

Come seguire le tracce di questa passeggiata fatale?
Magari è un gatto a indicarci la strada, insegnandoci a camminare senza meta, cogliendo e annusando in ogni foglia, in ogni rivolo d’acqua, la vita che meravigliosamente si trasforma; oppure è un momento cruciale, di dolore o gioia estrema, a donarci lo splendore elettrico dell’eternità terrena.

Con la complicità di un gatto, di un ombrello rosso e della follia di Nietzsche, una densa riflessione sull’essere e sulla storia del pensiero diventa semplice e grandiosa come una passeggiata tra gli alberi.

undici-treni_prima_web-500x800Paolo Nori

UNIDICI TRENI

Prezzo: 16 euro

Pagine: 157
Registra anche i suoni; gli piacciono i suoni, i silenzi, le calze delle donne, la carta che si infilava tra i raggi della bicicletta per far finta di avere una moto, il suono del modem le prime volte che ci si collegava a internet, il messaggio che si sentiva quando entravi in banca “Siete pregati di depositare gli oggetti metallici nell’apposita cassettiera”. Ci farebbe una mostra, di silenzi e di suoni.
Gli piace anche quando lo mandano affanculo e quando gli dicono “Poverino”.
Una cosa che non può sopportare, è quando gli chiedono “Come stai?” “Eh” risponde.
Ha un giubbetto con un’etichetta con “Poliestere” scritto in trenta lingue diverse, e un vicino di casa che si chiama Baistrocchi che lo tratta un po’ male, e un bar sotto casa che loro chiamano Tristobar. Gli piace anche il Tristobar, a Stracciari. E gli piacciono quelli che fanno albering, supermarketing, funiviìng, macchining, bankomating, lavòring, antropologiìng.
E gli è piaciuta una ragazza sarda che ha vissuto con lui per un po’ di anni e in tutti quegli anni non gli ha mai detto “Amore” o “Caro” o “Tesoro” o delle cose del genere. Al massimo gli ha detto “Disgraziato”. Se era proprio molto ma molto contenta, gli diceva “Delinquente”. E lui era così contento, anche lui.

in-fuga-con-la-zia_mini_web-500x800Miriam Toews

IN FUGA CON LA ZIA

Prezzo: 14 euro

Pagine: 348

Link Amazon: http://amzn.to/2lJUo0b

Sono in tre, partono dal Canada, sfrecciano verso il confine messicano.
Al volante Hattie, giovanissima zia, tornata al volo da Parigi perché la sorella Min, tanto per cambiare, picchia in testa e lascia i figli da soli.
Di fianco a lei Logan, pantaloni troppo larghi, parole poche ma precise, incise sul cruscotto con la punta del coltello: la sua musica Crucifucks, OutKast, Public Enemy, e gli piace sapere che in ogni angolo del mondo troverà uno straccio di campetto di basket dove tirare a canestro.
Ha quindici anni, succhiotti sul collo, e il suo sorriso è come un uragano, eroina, partorire un figlio.
Sul sedile dietro Thebes, undici anni, un fiume di parole, costruisce aquiloni e buoni regalo giganti che danno diritto a diventare attore, o ad affidarle dieci segreti da custodire.
Viaggia con un enorme dizionario che la tiene attaccata alla terra, mentre i suoi pensieri volano sempre più su. Il suo saluto è “Bonjourno!”, la sua sensibilità profetica, il suo umorismo irresistibile.
Puntano al margine della California, al luogo sperduto nel deserto dove il padre si è rifugiato da anni, in esilio da un amore troppo difficile con la madre dei suoi figli.
È un viaggio di sogni, giochi meravigliosi e parole, telefonate ad amori lontani.
Nel vapore della doccia di un motel si vede chiaramente con chi stiamo, a cosa apparteniamo: seduti sul paraurti nel deserto apriamo finalmente le braccia a chi è dentro di noi.


Tunué

la-memoria-dell-acqua-nuova-edizione

Mathieu Reynès, Valérie Vernay

LA MEMORIA DELL’ACQUA

Prezzo: 16,90

Pagine: 112

Link Amazon: http://amzn.to/2lOFhQ3

Secondo una teoria scientifica abbastanza discussa, l’acqua ha la capacità camaleontica di conservare il ricordo delle cose con cui entra in contatto. Se così fosse, sarebbe possibile ricostruire il vissuto delle persone che ci hanno preceduto e da cui proveniamo: questo ci aiuterebbe a capire noi stessi. Il rito d’iniziazione di un’adolescente alla scoperta della sua nuova casa e di sé stessa ma anche una sinfonia di colori, ora brillanti e leggeri ora cupi e minacciosi, dedicata al mare, lo specchio dell’uomo secondo Baudelaire.

Cambiare casa significa cominciare una nuova vita. È quel che succede a Marion, curiosa adolescente, e a sua mamma Caroline. La nuova casa, appollaiata su una roccia in riva al mare, ha davvero un che di magico: panorami mozzafiato, spiagge incantevoli, un faro che svetta all’orizzonte. Marion inizia un’avventurosa esplorazione del tranquillo villaggio marittimo, che rivelerà sorprendenti segreti. Impossibile non seguirla.

l-uomo-montagnaSéverine Gauthier e Amélie Fléchais

L’UOMO MONTAGNA

Prezzo: 14,90 euro

Pagine: 56

Link Amazon: http://amzn.to/2lgi5Na

Un nonno non è più in grado di viaggiare, per via delle montagne che sono cresciute a dismisura sulle sue spalle.
Per lui è giunto il momento di partire per l’ultimo viaggio. Il suo nipotino, che vorrebbe accompagnarlo ma è troppo piccolo per aiutarlo a portare quel peso, coglierà l’occasione per cercare un vento potentissimo, col quale potrà smuovere una volta per tutte le mastodontiche montagne. Il bambino va, il nonno promette di aspettarlo.

Una metafora sugli ultimi anni della vita, scritta da Séverine Gauthier e disegnata dall’enorme talento di Amélie Fléchais: autrice del picture book Lupetto Rosso e del graphic novel Il sentiero smarrito. All’arte dell’autrice transalpina è stata dedicata una mostra al Napoli Comicon 2016.

gfgfRaphaël Geffray

NON SEI MICA IL MONDO

Prezzo: 16,90 euro

Pagine: 188

Link Amazon: http://amzn.to/2lgCL7p

Bené è un bambino di otto anni e mezzo. È violento, scontroso, e quasi analfabeta. La sua irascibilità gli rende impossibile frequentare una scuola per più di qualche settimana senza esserne espulso.

In balia di una madre troppo giovane e incapace di occuparsi di lui, si sente privo di speranze. Fino a che non si imbatte in un’insegnante dalla personalità forte, che rompe gli schemi consueti, e riesce a offrirgli un’istruzione, allargandone gli orizzonti e rendendolo gradualmente sempre più sereno e aperto nei confronti del prossimo. In lei Bené vedrà una vera e propria figura genitoriale, una sorta di salvagente.

L’esordio di Raphaël Geffray è un viaggio privo di pregiudizi nella storia vera di un bambino in cerca di punti di riferimento, il racconto maturo di un esordiente altrettanto maturo.


Bao Publishing

fffffRick Remender, Sean Murphy

TOKYO GHOST – VOLUME 1

Pagine: 136
Prezzo: 14 euro

Debbie Decay e Leb Dent sono sbirri in servizio sulle Isole di Los Angeles e ne hanno viste di tutti i colori, ma la loro nuova missione è qualcosa per cui non sono preparati: una trasferta nell’ultimo territorio privo di tecnologia del mondo, la nazione giardino di Tokyo. Rick Remender e Sean Gordon Murphy creano un mondo che è allo stesso tempo densissimo di azione e una profonda riflessione sulla nostra generazione del “tutto e prima di subito”, stratificando immaginari e messaggi attorno a quella che, in fondo in fondo, è una storia d’amore.

hhhhKieron Gillen, Jamie McKelvie

THE WICKED + THE DIVINE – VOLUME 1

Pagine: 176
Prezzo: 18 euro

Ogni novant’anni dodici dei si incarnano in forma mortale. Per due anni vengono amati, venerati, osannati. Poi muoiono. Novant’anni dopo, il ciclo si ripete.
Kieron Gillen e Jamie McKelvie ci regalano una saga complessa, mistica, pop, avventurosa ed edonistica, in cui Laura, una ragazzina infatuata della figura degli del del Pantheon si ritrova coinvolta nel disperato tentativo di scagionare Lucifero da un’ingiusta accusa di omicidio, mentre il colpevole si nasconde tra gli altri dei. Tra gli idol del Brit Pop si nasconde un atroce segreto, e Laura – purtroppo per lei – lo scoprirà.

ggggBastien Vivès

POLINA

Pagine: 208
Prezzo: 19 euro
Link Amazon: http://amzn.to/2lOzXfu

Polina è la storia di una ballerina. La storia di una passione, di un’educazione. Polina è una storia di sacrificio, raccontata con una maestria che mozza il fiato da quel genio narrativo che è Bastien Vivès. Polina è, a detta di molti, il suo libro più bello. E questa nuova edizione BAO è perfetta per scoprirlo, in tutte le sue sorprendenti sfumature.


E ora una menzione speciale. Anche se Adelphi non si può definire una casa editrice “minore” l’ho voluta inserire qui e segnalarvi questo saggio che sicuramente potrà interessare agli amanti dell’epoca vittoriana e della sua produzione letteraria.

196d3910c5b88da514ba6eab16ede400_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyG.K. Chesterton
L’ETÀ VITTORIANA NELLA LETTERATURA
Pagine: 211
Prezzo: 14 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2lODwSB

G.K. Chesterton era incapace di introdurre anche solo una traccia di moderazione in ciò che faceva – si trattasse di alimentarsi, naturalmente, ma anche di attività per lui ancora più naturali, come leggere, scrivere o parlare. E così quando decise di raccontare attraverso una serie di ritratti – da Bentham a Carlyle, da Dickens a Hardy – l’età vittoriana, di cui lui stesso era una specie di ultimo, umorale testimone, scrisse questo libro unico e prezioso: una grande satira, che è anche un infinito atto d’amore. Una pagina dopo l’altra, l’intelligenza irrequieta e inclassificabile di Chesterton («Il compito dei progressisti è commettere errori; quello dei conservatori è di impedire che vengano emendati») riporta in vita uno dei grandi momenti della letteratura come l’abbiamo conosciuta, e come continuiamo ad amarla: lasciando spesso graffi, se non piccole ustioni, sulla nostra coscienza di vittoriani postumi, benché in larga parte inconsapevoli.


Questo è tutto per ora. Fatemi sapere se qualcosa vi incuriosisce e vi ricordo che comprando tramite i link che vi lascio accanto ad ogni copertina sosterrete il mio blog e canale youtube senza alcun costo aggiuntivo!

Alla prossima,

G.



#BookTag: Book Buying Tag

Oggi ancora Tag. Ebbene sì. Penso che tutti vogliate sapere un sacco di cose su di me, no?

…no?

Beh, io ve le dico lo stesso.

Prima di cominciare e per l’onore della cronaca, ho visto questo tag da una delle mie tre bibbie di YouTube, ovvero Ilenia Zodiaco. Andate a vedere i suoi video ora, subbbito. Anzi no, prima leggetevi tutto questo post.

1. Where do you buy your books from?

Libreria, Amazon, Ibs, Libraccio, AccioBooks (anche se non si può esattamente dire che i libri che arrivano dal bookcrossing siano comprati, ma vabbé), bancarelle dell’usato.

In pratica ovunque sia possibile acquistare un libro.

2. Do you ever pre orders book and if so do you do this in store or online?

Non preordino niente e neppure sento il bisogno di caracollare in libreria il giorno stesso dell’uscita. Ho lavorato in una libreria. Ho visto come funziona. Scapicollarsi non serve a niente.

3. On average, how many books do you buy a month?

Ah ah ah. Che simpatica domanda.

4. Do you used your local library?

Certo che sì. Per altro adoro le biblioteche (amo di meno gli individui che ci lavorano, ma forse sono sfortunata io e nella mia zona hanno assunto delle brutte persone, forse sotto ricatto. Oppure è possibile che io stia antipatica alla categoria dei bibliotecari, perchè tendono a trattarmi con astio gratuito di cui non comprendo l’origine).

5. How do you feel about charity shop/second hand books?

Li amo. Anche perchè il prezzo dei libri in Italia sta raggiungendo picchi astronomici, quindi recuperare copie usate a metà prezzo fa bene al cuore e al portafoglio.

6. Do you keep your read and TBR pile together/on the same book shelf or not?

Io tengo i miei libri dove capita: sulla sedia, sul pavimento accanto al letto, sul comodino, sulla scrivania. Non ho un posto speciale per la pila dei libri da leggere nè tantomeno mi impongo un ordine di lettura, perchè so che non lo rispetterei mai. Insomma, voglio godere del diritto di interrompermi e cambiare programma. Era Pennac che parlava di questo, dei diritti del lettore?

7. Do you plan to read all of the books that you own?

Certo che pianifico di leggere tutti i libri che possiedo, ma mai come in questo caso vale il detto che tra dire e fare c’è di mezzo il mare. Nel mio caso, ci sono di mezzo letture scolastiche, impegni vari e una spiccata tendenza a comprare più libri di quanti riesca a leggerne.

8. What do you do with books that you own that you feel you will never read/felt you did not enjoy?

Succede raramente ma se succede ora lì invio verso nuovi proprietari tramite bookcrossing.

9. Have you ever donated books?

Yep.

10. Do you feel that you buy too many books?

Ah ah ah. Che domande spassose.


Cari lettori occasionali, ecco un altro booktag a cui, se volete, potete partecipare. Taggo chiunque voglia farlo. Se per caso vi capitasse di riproporre questo tag nel vostro blog citatemi, così potrò venire a leggere e commentare le vostre risposte!

Alla prossima,

G.



#Bookstagram

Salve lettori occasionali,

oggi inauguro una nuova rubrica, se così possiamo definirla. In #Bookstagram condividerò con voi le mie foto libresche o quelle di qualcun altro (nel qual caso citando doverosamente l’autore).

Cliccando sopra la foto in questione, dovreste essere indirizzati alla mia pagina Instagram.

Chi è il soggetto della foto? Selected Stories di Thomas Mann, edito da Penguin. Un recupero fatto al Book off di Osaka. Cos’è un Book off? È il paradiso. È la salvezza. Forse non lo sapete ma in Giappone c’è un nutrito mercato di oggetti di seconda mano. Al Book off si trovano libri e manga e CD e DVD e videogame e televisori e console e strumenti musicali e macchine fotografiche e cellulari e action figures, tutti di seconda mano, tutti tenuti da bene a praticamente-nuovo. Che bellezza. Che bellezza i manga a 100 yen (meno di un euro).

Alla prossima 💕

G.