#TiConsiglioUnaSerie: Taboo

TabooBelli de zia (che sarei io),

in questa calda estate bollente non sapete bene a quale serie dedicare la vostra serata? Vi siete già sciroppati tutto il catalogo Netflix e Amazon Prime e ora vi sentite orfani e senza uno scopo nella vita? Bene, sono qui per offrirvi una via di salvezza. A meno che, ovviamente, quello che vi sto per raccontare non lo conosciate già. In tal caso, dedicatevi a un libro e non rompete gli zebedei. (Guardacaso ne consiglio molti, di libri, in questo blog.)

Dunque, dicevamo: TABOO, una miniserie in otto puntate sfornata da una collaborazione tra BBC e l’americana FX, prodotta a livello esecutivo da nientemeno che Ridley Scott e ideata da Steven Knight (a cui dobbiamo, deo gratia, anche Peaky Blinders) e Tom Hardy. Sì. Quel Tom Hardy. L’attore. Il bonazzo. Che, non pago, fa anche il protagonista (nonché fulcro assoluto di tutta la narrazione). Come se non bastasse, in mezzo alla produzione c’è anche il padre di Tom. Tutto in famiglia, proprio.

E in effetti, la famiglia è un elemento piuttosto fondamentale di Taboo. Ma di cosa parla, in soldoni, sta cosa?, mi starete chiedendo. E io, che mi sto squagliando per il caldo, vi sparo la trama. Tiè:

Nel 1814 l’avventuriero James Keziah Delaney torna a Londra dopo aver passato molti anni in Africa. Dopo i funerali del padre, morto in oscure circostanze, James eredita l’intero patrimonio assieme alla baia di Nootka, sulla costa occidentale degli Stati Uniti, un territorio la cui posizione strategica conferirebbe la possibilità di commerciare con l’oriente attraverso il Pacifico. Ben presto dovrà fare i conti con i suoi demoni ed il misterioso passato del padre, fronteggiando la potente Compagnia britannica delle Indie Orientali e la corona inglese, entrambe decise ad ottenere il possesso di Nootka tramite qualunque mezzo.

Insomma, ci sono tutta una serie di sottotrame che si intrecciano tra loro. C’è la storia di Tom Hardy che torna dagli inferi, cappottone, cilindro, capello rasato, sguardo selvaggio. Tutti lo credevano morto, ma in realtà lui ha passato gli ultimi dieci anni a imparare a fare lo stregone in giro per l’Africa. C’è la storia di Nootka, uno straccetto di terra grande da qui a lì ma strategicamente fondamentale, perché è una baia e perché si trova proprio nel mezzo tra i territori Statunitensi e quelli ancora in mano all’Inghilterra. C’è la storia della Compagnia delle Indie, cattivona come sempre, a cui quel territorio serve proprio e che mette in difficoltà il buon James (sì, cioè, Tom Hardy, che nella serie si chiama James Delaney, un nome che, pronunciato con l’accento inglese, diventa poesia pura), e poi c’è di nuovo la storia di lui che è sempre un passo avanti e ammazza e pianifica e sfrutta e inganna tutti come un Lord Ditocorto o un Tyrion Lannister prima che si mettesse al soldo della Danana.

Nonostante sia il protagonista, e quindi protetto da tutte le leggi che di solito proteggono i protagonisti, James è comunque un deciso anti-eroe. Anzi, quanto di più lontano da un eroe ci possa essere prima che questo diventi a tutti gli effetti un villain. È un uomo solitario, scontroso, lunatico, violento, freddo e calcolatore. Ha una sua dose di moralità certo ma ha anche le sue priorità, il suo piano, delle cose che vuole e farà tutto ciò che deve per prendersele. E poi è scaltro. Per tutta la durata della serie assistiamo al gioco che si instaura tra lui e la Compagnia e se anche la serie ci porta a tifare per James proprio in virtù della sua intelligenza, a ben pensarci si tratta di una lotta tra belve quasi alla pari. Eccezionali ma pur sempre, in qualche modo, due entità malvagie.

Gli altri personaggi che popolano la narrazione possono solo fare da contorno. Ognuno di loro corrisponde più o meno a una pedina, un elemento di cui James dispone a piacimento e senza che loro si rendano conto di nulla. Così la sorella, interpretata da Oona Chaplin, così il suo servo, così tutti gli altri.

L’ambientazione è certo un altro dei punti forti della serie. Londra è come sempre sporca, scura, fumosa. Casa di Delaney e il fascino decadente dei Docks fanno subito Dickens. Atmosfere da Jack lo squartatore, dunque, e mistero, molto. Perché James è tormentato dai fantasmi. I suoi, interiori, ma forse anche in senso letterale. Quello di sua madre, ad esempio, che continua ad apparirgli in sogno, e quelli degli schiavi prigionieri della nave il cui naufragio, si pensava, avesse ucciso anche lui…

Allora, vi ho incuriositi? Eh? Eh? Beh, se sì, ottimo e se no, peggio per voi, non saprete mai cosa vi perdete. Nonostante le mie scarse capacità persuasive la serie merita davvero e non lo dico solo io ma l’Internet e anche i critici competenti, non come me.

Dunque se deciderete di guardare Taboo e vi piacerà ricordatevi della zia G. e magari lasciate una stellina U.U

O almeno, lasciatela a Tom ignudo e tatuato. Tiè:

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XoXo

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La randagia, di Valeria Montaldi

Nel 1494, la giovane erborista Britta da Johannes viene accusata di stregoneria. Ha avvelenato il figlio del signore del luogo, dicono, e per questo dev’essere messa al rogo. Nel presente, Barbara Pallavicini, una ricercatrice storica, durante una ricerca nel castello dove fu tenuta prigioniera Britta, si imbatte nel cadavere di una ragazza appassionata di occulto…

L’invidia e la gelosia sono sempre state cattive consigliere ma in certi periodi della storia umana si sono trasformate in armi mortali. Durante l’epoca dei processi per stregoneria, per esempio.

Britta è la figlia di un erbario (ovvero, un farmacista) che prima di morire in un incendio le ha insegnato il mestiere. Allontanata dalla comunità (com’è che lei si trovava fuori casa al momento della tragedia?) vive in una casetta nel bosco insieme al suo lupo, Argo. Ma la gente non ha smesso di andare da lei a chiedere rimedi, né ha smesso di incontrarla il figlio maggiore della casa nobile del luogo. Com’è intuibile, l’abilità di Britta le attira l’invidia della levatrice, Mariona, che al contrario non è così efficace nel proprio lavoro. Le voci sobillate da quest’ultima si uniscono presto all’accusa mossa dal nobile Adard stesso: Britta ha prima indotto in tentazione suo figlio Giovanni per poi avvelenarlo, quando questi è tornato ferito dalla guerra. Un’accusa grave quanto infondata, ovviamente. Questo però non interesse alle alte sfere della chiesa. Britta è bella, libera, intelligente, quindi è pericolosa, quindi è una strega, quindi va eliminata.

Sei secoli dopo, nella stessa cittadina valdostana, ci sono un’altra ragazza creduta una strega, un altro omicidio, un’altra morte. Questa volta, protagonista è Barbara, una ricercatrice che sta seguendo le tracce di Britta e che, alla ricerca di una iscrizione lasciata dalla giovane erborista secoli prima, si imbatte nel cadavere di una ragazza del luogo, una solitaria appassionata di occulto. L’omicidio, come spesso accade, scoperchierà il vaso di Pandora che contiene tutte le nefandezze nascoste sotto il tappeto del tranquillo paese.

Per quanto mi riguarda, i fili che legano insieme le due vicende sono la verità da una parte e dall’altra l’invidia. La verità, nel caso dell’omicidio e del processo, una verità che sarebbe a portata di mano ma viene fraintesa, sporcata, sviata dalla mala interpretazione, dal pregiudizio e dalla superstizione; dall’altra l’invidia, come movente sempre verde, sempre valido. L’invidia tra amici, colleghi, parenti. Quel sentimento che può corrodere e guastare qualunque rapporto.

Una certa morale manzoniana aleggia su tutta la vicenda, sia nella parte passata sia in quella presente, e tuttavia le indagini, parallele al processo per stregoneria, si seguono con piacere. E’ il ritmo serrato a spingere il lettore a chiedersi “e poi?” e a non mollare il libro e anche se alcuni risvolti di trama risultano palesemente inseriti per posticipare la risoluzione del caso (o forse, sono io che ho letto troppi, troppi gialli e non mi stupisco più di nulla?), il lettore arriva alla fine soddisfatto.

Se la prosa dell’autrice fosse stata più ricca, più descrittiva, un racconto piacevole sarebbe potuto diventare un racconto ottimo. Conosciamo a malapena la fisionomia dei personaggi e gli ambienti sono descritti in modo approssimato, per spennellate rapide e grezze. Se la cava meglio con il contesto storico, accurato, pertinente anche se sempre accennato, lasciato in superficie, e con la psicologia. Le motivazioni dei vari personaggi sono abbastanza esplorate e questi sono sufficientemente caratterizzati per distinguerli bene uno dall’altro e per parteggiare per loro a seconda dei casi.

Tra tutti, spicca Britta: presenza costante del romanzo, ponte che lega due epoche, creatura fascinosa e forse, dopotutto, davvero una strega.


Ed ecco le pagelle!

  • VOTO AL ROMANZO:

3,5 2000px-White_Stars_1 su 5: Stregato.

  • VOTO ALLA RISOLVIBILITA’ DEL CASO:

4 detectiveprofile su 5: A posteriori, sembrava così facile…


LO CONSIGLIO A:

  • Chi vuole una buona lettura di intrattenimento, non troppo impegnativa;
  • Chi ama le streghe e/o il medioevo;
  • Chi ama i thriller storici.

#ICinque: Gialli gustosi

Cari lettori occasionali,

cosa c’è di meglio per combattere i bollori estivi di un po’ di freddi cuori sociopatici, facce di bronzo e oscuri segreti? La risposta è: molte cose, ma continua pure. Ecco dunque che in questa nuova puntata de #ICinque vi consiglio cinque gialli interessanti:

 

Per chi ama l’arte e/o i casi più originali: Ninfee Nere

 

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Uno dei libri più belli letti l’anno scorso. Uno dei gialli più strani su cui abbia messo le mani. Tre donne, tre storie che si intrecciano con uno sfondo d’autore: lo stagno presso cui Monet dipinse le sue famose ninfee.
Ne ho già scritto una recensione, che vi lascio qui: Recensione Ninfee Nere

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Per chi ama i casi a sfondo storico e/o le streghe: La randagia

 

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Tra le montagne della Val d’Aosta due storie scorrono in parallelo. Una ha luogo nel XV secolo e ha come protagonista Britta, giovane figlia di un apotecario, che cura gli abitanti del vicino villaggio ma scatena anche rabbia e gelosia e per questo viene accusata con l’inganno di stregoneria. Nell’altra, ambientata ai giorni nostri, una ricercatrice sta seguendo le tracce lasciate secoli prima proprio da Britta quando si imbatte nel cadavere di una giovane donna.

Morti, mistero e superstizioni che non muoiono mai, il tutto ambientato tra le montagne, in piccoli villaggi che nonostante tutto non abbandonano le loro vecchie faide.

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Per chi ama i gialli classici ma di qualità e/o la letteratura scandinava: La serie del commissario Wallander

Assassino senza volto: La prima inchiesta del commissario Wallander: 1 di [Mankell, Henning]

Henning Mankell ha scritto la serie del Commissario Wallander (che è anche una serie tv che a me piace assai). Classico e ottimo esempio di giallo scandinavo, i casi sono oscuri come i paesaggi della Scania (luogo dove sono ambientati i romanzi) e violenti, ma le inchieste sono lente, si prendono il loro tempo, indagano a fondo i personaggi. Una serie poliziesca con i fiocchi, che si dedica a temi attuali prendendosi il suo tempo.

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Per chi ama il mistero, nebbioso e pieno di leggenda: La serie degli Evangelisti

Ve l’avrò consigliato almeno altre dieci volte, ma lo farò ancora: i romanzi di Fred Vargas valgono la pena di essere letti. Due sono le serie scritte da questa autrice francese, quella che ha come protagonista il commissario Adamsberg, e quella che ha come protagonisti i “tre evangelisti”. Questi sono tre ricercatori universitari, storici, squattrinati, che per necessità economiche finiscono per condividere una vecchia casa insieme allo zio, ex poliziotto, di uno di loro. Inevitabilmente, i tre giovani (soprannominati dallo zio “i tre evangelisti”) saranno coinvolti nei casi più disparati.

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Per chi ama i gialli alla Sherlock, l’ironia e i bambini geniali: La serie di Flavia de Luce

 

Ho scoperto questa serie quasi per caso, attirata da uno sei titoli, ovvero “A spasso tra le tombe”. Poi ho capito che si trattava di una serie e ho ricominciato dall’inizio, ovvero da “Flavia de Luce e il delitto del campo di cetrioli”. Ma di cosa si tratta? Flavia de Luce è una ragazzina di dodici anni, appassionata di chimica ed esperta di veleni. Vive in una vecchia e decadente magione nella campagna inglese insieme a due sorelle (una col naso sempre nei libri, l’altra molto presa a rimirarsi nello specchio) e il padre, filatelico e taciturno. Nel mentre, risolve i delitti che accadono nei paraggi. Nel primo volume della serie, Flavia trova un uomo morto nell’orto di casa sua. Eccitata da un’esperienza così interessante, vede in questo fatto l’occasione per indagare e aiutare il padre, accusato dell’omicidio.

A metà tra Anna dai capelli rossi e Sherlock Holmes.

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Menzione d’onore:

Il giallo all’italiana: I casi del commissario Santoni

Marzio Santoni, il Lupo Bianco, risolve casi a Valdiluce, un’amena valle di montagna ma, come ogni altro luogo del mondo, piena di segreti e malvagità. I casi sono ben congeniati, misteriosi, e l’ambientazione montana, per quanto mi riguarda, conferisce a tutto un’aura di fascino.

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Per i nostalgici di Agatha Christie: La serie di Penelope Poirot

La nipote di Hercule Poirot, convinta di aver ereditato il geniale intuito del suo illustre parente, gira il mondo e finisce, in qualche modo, per risolvere davvero dei casi. A metà tra giallo e romanzo comico, Penelope e Velma, la sua assistente, sono adorabili e perfette per una lettura leggera ma soddisfacente.

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E voi, lettori occasionali, conoscete uno di questi titoli? Ne avete letto qualcuno? Avete dei gialli da consigliarmi?

XoXo

G.


Tunuè: La memoria dell’acqua, di Mathièu Reynes e Valérie Vernay

Salve a tutti, miei adorati lettori occasionali,

Tunué mi ha inviato due sue uscite: L’uomo montagna e La memoria dell’acqua. Io voglio iniziare da quest’ultimo.

La storia è quella di Marion, una ragazzina che si trasferisce con la madre nel paesino e nella casa dove quest’ultima ha trascorso l’infanzia fino al momento in cui suo padre, un pescatore della zona, ha perso la vita in modo misterioso. Durante le sue esplorazioni dei dintorni, Marion si imbatte in strane figure scolpite nella roccia e fa la conoscenza del solitario guardiano del faro, figura legata a filo doppio col villaggio e le leggende che lo circondano.

All’inizio della sua permanenza la ragazzina esplora i dintorni, passeggia da sola per il paese, un agglomerato di case affacciato sulla costa della Bretagna. La natura è selvaggia e evocativa, mistica, intrisa di leggenda. Un luogo simile non può che essere abitato da creature sovrannaturali, che si manifestano nei volti scolpiti nella pietra, rivolti verso il mare.

Presto Marion scopre che ci sono due modi per affrontare la leggenda: accettarla placidamente, come gli abitanti del villaggio, o combatterla, analizzarla e qualora fosse necessario soccombere nel tentativo. È questa la via che ha scelto la famiglia Normann, che per la propria arroganza è stata sconfitta e punita.

Tra i colori e i tratti evocativi di questa novel guizzano messaggi rivolti al lettore. Il primo, di frankenstainiana memoria, è il pericolo intriso nel cercare di superare limiti che non dovrebbero essere intaccati, in questo caso l’impossibilità di opporsi alle forze della natura o addirittura di controllarle.

Si parla poi di affetto e di pregiudizi. Marion conosce lo scorbutico guardiano del faro e non si fa scoraggiare dalle malelingue che circolano sul suo conto. È così che viene a conoscenza del segreto che grava sul villaggio e sulla sua famiglia. La curiosità buona di Marion viene contrapposta, in un certo senso, alla curiosità ossessiva del capostipite della famiglia Normann. Le colpe dei padri ricadono sui figli e non c’è modo di sfuggire al circolo vizioso che è stato creato. La redenzione può arrivare dall’amore, ma che accade se l’amore è anche il motore stesso che alimenta il circolo vizioso di una maledizione?

Il funesto destino destinato alla famiglia Normann può anche essere interpretata come frutto di una sorta di determinismo geografico, un destino scritto nei luoghi che si imprime nella vita delle persone che li abitano. Il villaggio è un ecosistema chiuso, a sé stante. Caroline e Marion ne fanno inconsapevolmente parte e vi ritornano senza sapere a cosa vanno incontro. I Normann sono dunque legati al villaggio tanto quanto le creature marine e questo fa di loro delle creature magiche a loro volta, dei guardiani, coloro che compiono il male necessario alla sopravvivenza di un piccolo mondo.

La crescita di Marion avviene quando si rende conto di questo meccanismo di causa-effetto e prende atto del proprio destino.

La prima considerazione che ho fatto appena terminata la lettura è stata: questa è la storia che avrei voluto scrivere io. Seguita da: questa è la storia che avrei voluto VIVERE io. Da ragazzina. O anche ora. Leggendo “La memoria dell’acqua” ho avuto l’esatta sensazione di stare camminando lungo una spiaggia ventosa con la sola compagnia di qualche gabbiano e di un vecchio faro in lontananza, persa nei miei pensieri come Marion. Ed è stato bellissimo.


Voto:

5/5

ADORO.


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#ScrittoDaMe: La casa verde, capitolo 1.

Miei cari lettori occasionali,

oggi vi propongo il primo capitoletto di un racconto da me scritto intitolato “La casa verde”. Nel paesino di San Fatuo di cose strane ne succedono parecchie, ma l’apparizione di una misteriosa casa verde è forse la più strana di tutte. A voi scoprire chi e cosa abita la misteriosa abitazione.


LA CASA VERDE

La casa verde compariva quando voleva. Si erano registrate sue apparizioni sporadiche nel corso dell’Otto e Novecento, con un significativo intensificarsi durante le due guerre e durante la grande faida che intercorse tra San Fatuo e il vicino Prafoletto a metà degli anni Cinquanta, ma ultimamente, vale a dirsi verso la fine del duemilaquindici, essa sembrava non avere alcuna intenzione di farsi viva. Viva, si fa per dire, perchè stiamo parlando di una casa, eppure c’era qualcuno che sosteneva proprio questo, ovvero che la casa fosse viva e possedesse una mente propria, ma non solo: le veniva attribuita anche una certa attitudine da gattamorta sfasciafamiglie.

Stando alle cronache, la casa verde era un palazzo di quattro piani dai muri bianchi e tetto, finestre e porte color verde bosco. Una rigogliosa siepe di edera le si arrampicava lungo un fianco. Anche l’edera era verde, di un verde splendente a quanto pareva, in qualunque mese dell’anno. Questi particolari erano tramandati come una leggenda. Tutti sapevano che la casa verde era fatta in quel modo; tutti, o quasi, erano concordi nel affermare che si trattava di una storiella messa in giro da qualcuno per spaventare i propri figli e scoraggiarli dall’uscire la notte. Lo scetticismo dei miei compaesani è leggendario e quantomai fuoriluogo, ma di questo parlerò in seguito.

Quale particolarità aveva questa casa oltre a quella, già piuttosto notevole, di apparire e scomparire a proprio piacimento? Si diceva che chi ci entrava non ne uscisse più. La maggiore sostenitrice di questa credenza era una vecchia di nome Adamantina (sì, Adamantina, che i suoi poveri genitori credevano fosse un nome composito: Ada più una versione masticata di Martina, che era il nome di una cugina della madre). Adamantina da giovane aveva avuto un ragazzo, un moroso, che lei aveva creduto di amare tantissimo anche se si erano parlati solo un paio di volte prima che lui fosse arruolato e spedito in guerra. Prima della sua partenza si erano scambiati un timido bacetto che, a dimostrazione di quanto la percezione degli eventi sia diversa a seconda di ognuno, si era impresso nel cuore della giovane Adamantina come un marchio rovente mentre aveva abbandonato la mente di lui nell’esatto istante in cui le loro labbra si erano allontanate (cosa per altro avvenuta nel giro di un istante a dir poco fugace). Palpitazioni romantiche a parte, le famiglie dei due si erano accordate per maritarli e rimaneva solo da attendere il ritorno del ragazzo dal fronte, fattore quantomai incerto, tanto che tre generazioni di donne provenienti da entambe le famiglie si consumarono le ginocchia sulle panche della chiesa a suon di pregare perchè ciò avvenisse.

Il giovane in questione, tale Mario, era il ragazzo più bello del paese dove anche io attualmente vivo e che risponde al nome alquanto singolare di San Fatuo. Come si possano accostare la parola santo alla parola fatuo mi risulta ancora inspiegabile. In ogni caso, Mario era un bellissimo ragazzo e questo spiega il focoso attaccamento di Adamantina a quello che per lei era niente più che uno sconosciuto. La ragazza aveva già fatto grandi progetti, si vedeva invidiata da tutte, con i figli più belli e corteggiati dell’intera valle. Quando il ragazzo aveva annunciato via lettera il proprio ritorno aveva pianto di gioia e il giorno stesso in cui il poveretto aveva rimesso piede in paese, sconvolto dalla guerra, smagrito e lacero, lei l’aveva mandato a chiamare dicendo che aveva aspettato anche troppo e che voleva incontrarlo in un certo posto (notamente, una stanzetta al primo piano di una viuzza periferica di San Fatuo, ex bottega e di proprietà della famiglia di Adamantina) ad una certa ora della notte per dargli quello che gli spettava dopo tanti mesi di assenza. Mario riconosceva in Adamantina una bella figliuola giovane e vigorosa, probabilmente vergine e sana, mica come le ragazze dei bordelli per i soldati, e l’occasione doveva essergli parsa piuttosto ghiotta, considerando pure il fatto che quella figliola l’avrebbe sposata presto e che se fosse capitato un qualche incidente nessuno se ne sarebbe avuto a male.

Adamantina era sgattaiolata fuori di casa e nella notte buia, popolata da una tetra nebbiolina, aveva raggiunto la piazza del villaggio. Lì la nebbia era più fitta e si faceva sempre più fitta mano a mano che lei si avvicinava al luogo prescelto per l’incontro. Quando aveva imboccato la stradina che portava all’ex bottega, la nebbia era fittissima ma d’un tratto si era completamente diradata, come fosse stata risucchiata via. In quell’istante, Adamantina aveva visto che una nuova casa era comparsa lungo la strada, una casa bianca a quattro piani, mai vista prima. Tutte le luci alle finestre erano accese e da dentro provenivano delle voci concitate e della musica, il tipico rumore di un’osteria affollata. Sulla soglia, c’era Mario. Parlava con una donna bellissima, dalla pelle scura e gli occhi di brace, almeno così diceva Adamantina. Lei aveva urlato il nome del ragazzo ma lui non l’aveva sentita (oppure, più probabile ancora, l’aveva ignorata) ed era entrato nella casa insieme alla donna. Adamantina allora si era precipitata dietro al suo amato. Aveva raggiunto la porta ma quando aveva picchiato contro di essa col pugno aveva sentito un dolore pungente e si era accorta di aver appena tirato un poderoso colpo contro il tronco di un grosso albero.

La casa era sparita con Mario dentro. Adamantina era rimasta sconvolta dall’avvenimento, certa di aver appena assistito ad un’apparizione demoniaca (opinione avvalorata dagli occhi di brace della donna dalla pelle scura, nonchè dalla pelle scura stessa. Adamantina credeva che esistessero solo esseri umani di stirpe caucasica) e il giorno seguente l’aveva raccontato a tutti, persino ai genitori di Mario, salvo ricevere in risposta solamente uno sguardo sprezzante: Mario non era mai tornato a casa. E non l’avrebbe fatto mai più.

Adamantina non si era data per vinta. Aveva mostrato la ferita sulla mano. Quella era vera. Picchiando il pugno contro la porta della malefica casa aveva urtato una delle placche di metallo che ne teneva insieme le assi. Tuttavia la strana forma composita del livido era riconducibile a una qualsiasi placca di una qualsiasi porta del paese. Nessuno le aveva mai creduto e Adamantina aveva deciso di risparmiare la propria reputazione fingendo di delirare per il dolore, ma non aveva mai dimenticato e appena poteva raccontava la sua storia. Vent’anni dopo aveva trovato un alleato: mio padre, il quale sosteneva di aver visto la casa verde quando aveva undici anni e che la donna scura si fosse presa nientemeno che il suo cane. Anche nel caso di Tobia, il labrador di mio padre, tutti avevano sostenuto che la sua scomparsa fosse avvenuta mesi prima, in circostanze piuttosto tragiche (notamente, un sanguinoso scontro tra l’animale e un autobus pieno di scout che era quasi finito fuori strada).

Per quanto mi riguarda, sono cresciuta con il mito della casa verde. Quando ero bambina, la notte io e i miei amici scrutavamo le strade con il binocolo nella speranza di sorprenderla mentre inghiottiva qualcuno. Cos’era quel posto? Un luogo magico? Un’astronave aliena? Un mostro che attirava e inghiottiva le sue vittime? Tutte queste cose insieme? Mi ci arrovellavo ma non trovavo risposta. Un po’ alla volta i miei amici avevano deciso che una casa verde fantasma non meritava la loro attenzione e avevano iniziato a pensare ad altro, a cose più pragmatiche, più concrete: cellulari, videogiochi, amori turbolenti come solo gli adolescenti possono credere che siano. Io invece, nonostante avessi seguito i miei compagni nelle loro nuove passioni, non avevo mai smesso di fantasticare sulla casa verde e forse proprio per questo la casa verde, ad un certo punto, aveva deciso di venire da me.

Ebbene sì, al momento attuale io sono l’unico essere vivente, da quanto mi è stato riferito da Nancy, la famigerata donna dalla pelle scura e gli occhi di brace, ad essere andata e venuta dalla casa verde.


#InLibreria!: Fazi, Sperling&Kupfer, DeA, Bookme

unnamed (5)Jesse Armstrong
AMORE, SESSO E ALTRE QUESTIONI DI POLITICA ESTERA

Fazi Editore

Nick Hornby incontra Emir Kusturica a metà anni Novanta: il risultato è questa intelligente e surreale commedia ambientata nella ex Jugoslavia, ai tempi della guerra dei Balcani, che in patria ha riscosso grande successo di critica e pubblico, con oltre 150.000 copie vendute nel giro di qualche mese.
Siamo in Inghilterra, nel 1994. Un gruppo di giovani di diversa estrazione sociale si ritrovano quasi per caso su un furgone Ford Transit, carico di belle idee, aiuti umanitari e una commedia scritta a metà per promuovere la pace nella zona di guerra che attraversa i Balcani. Tra veri attacchi di artiglieria, menzogne, sequestri di persona e naturalmente amore sesso e un po’ di droga, le cose non andranno esattamente come avevano pianificato.
Jesse Armstrong è tra gli autori di serie tv più apprezzati del momento. Ha vinto il Premio Bafta per la miglior commedia con la sitcom The Peep Show, è stato candidato all’Oscar per In the Loop, è uno degli autori della serieVeep per HBO e, tra le altre cose, ha curato i testi di The Thick of It, trasmissione di satira politica della BBC.

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unnamed (6)Maria Silvia Avanzato
ANEMONE AL BUIO

Fazi Editore

Una delle voci più originali del panorama italiano ritorna con un romanzo sensoriale, labirintico, spaesante e indissolubilmente legato a una delle domande fondamentali della nostra vita: “di chi posso fidarmi?”.
Gloria si risveglia dopo un incidente stradale e non vede più nulla. I suoi occhi non rimandano alcuna immagine, e anche la testa funziona male. Ha problemi di memoria e non riesce a distinguere i sogni dalla realtà. Confusa e in preda a quelle che sembrano allucinazioni, vive una lenta convalescenza nella casa di sempre, assistita dall’amica d’infanzia Licia. Ma qualcosa non torna. Man mano che i ricordi iniziano a riaffiorare, restituendole frammenti perduti, anche gli occhi riacquistano gradualmente la vista, ma lei preferisce non farne parola con nessuno, nemmeno col fidanzato, in cerca solo della verità. All’insaputa di tutti, vedrà finalmente la realtà che la circonda e scoprirà una verità sconvolgente: un complotto minuziosamente costruito attorno alla sua infermità dai risvolti inquietanti.

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unnamed (8)Elizabeth Jane Howard
CONFUSIONE
La saga dei Cazalet – Vol. 3

(da settembre)

Il terzo capitolo dell’avvincente saga familiare che sta appassionando migliaia di lettori. Dopo Gli anni della leggerezza e Il tempo dell’attesa, Confusione riprende le vicende dei Cazalet dal marzo del 1943, a circa un anno dal punto in cui si erano interrotte sul finale del secondo volume. Archiviata ormai da tempo la leggerezza dei primi anni e terminata finalmente anche la lunga attesa che ne è seguita, assistiamo finalmente all’ingresso nel mondo delle giovani Cazalet. La fine della guerra, ormai prossima, sta per aprire le porte a un mondo nuovo, più moderno e con inedite libertà, soprattutto per le donne. E infatti Louise, Clary, Polly e Nora si avvieranno su strade disparate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più libero, in cui le donne lavorano e vivono a testa alta, senza troppe complicazioni, la loro vita amorosa e sessuale.
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unnamed (7)Kevin Wilson

LA FAMIGLIA FANG

Fazi Editore

In occasione dell’uscita del film con Nicole Kidman e Jason Bateman come protagonisti, ritorna in libreria la geniale e caustica commedia di Kevin Wilson.
La famiglia Fang racconta con ferocia e ironia le vicende di una coppia di famosi performer, Caleb e Camille, e dei loro due figli. Una riflessione amara sul ruolo dell’artista, sul prezzo che si è disposti a pagare per l’arte, sulle ossessioni e l’egoismo di chi sceglie di fare di se stesso un’opera d’arte. Narrata dalle voci irresistibili e dissacranti dei figli ormai adulti (il Bambino A. e il Bambino B. nelle performance così come nella vita di tutti giorni) la storia di questa famiglia eccentrica e sui generis ha subito conquistato i favori della critica e del pubblico: paragonato alla comicità grottesca dei Tenenbaum, segnalato tra i migliori libri dell’anno dal New York Times e dalPublishers Weekly, e adesso portato sul grande schermo.
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Il club delle seconde occasioniunnamed (4)

Dana Reinhardt 

DeA

30 agosto

Cosa c’è di peggio che essere lasciati dalla ragazza che si ama disperatamente? Niente. River Dean ne è convinto. Penny l’ha mollato, senza una parola, in un pomeriggio di primavera dall’altra parte di Los Angeles. River si mette in cammino verso casa, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei suoi giorni. Finché l’insegna di un gruppo di supporto richiama la sua attenzione ‘Il club delle seconde occasioni’. E una seconda occasione è proprio ciò che la vita può riservare in un momento così.

Apprezzato da autori come Markus Zusak, Emily Lockhart e Mattew Quick, Il club delle seconde occasioni è un romanzo che vi farà ridere, piangere, riflettere sugli attimi fuggenti della vita e sul desiderio di una proprioa seconda occasione.
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unnamed (3)Come sposare un milionario

Curtis Sittenfeld

Bookme

Una straordinaria rilettura di uno dei classici più amati della letteratura, Orgoglio e pregiudizio, in chiave moderna e irresistibilmente magnetica. Nato dalla penna di una delle autrici più interessanti d’America, Come sposare un milionario è la storia delle sorelle Bennett e di come si possa sopravvivere a un ciclone chiamato amore.

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laregoladelquadro_300X__exactLa regola del quadro

di Jung- Myung Lee

Sperling & Kupfer

Euro  19,50

Kim Hongdo rappresenta la vita semplice e sana delle persone comuni, Sin Yunbok rivela invece gli aspetti segreti dell’esistenza delle donne in modo affascinante e dettagliato. I dipinti di questi due artisti, così diversi ma molto simili quanto a protagonisti, suscitano indescrivibile curiosità, e da oltre due secoli ci si interroga sul perché i due pittori abbiano ritratto gli stessi soggetti, apposto gli stessi titoli ma realizzato le opere in maniera differente.  Non era solo il loro stile pittorico a essere diverso, ma anche le loro vite erano agli antipodi; Kim Hongdo era diventato famoso attraverso il proprio impegno presso la Reale Accademia di Pittura (impegno che contemplò anche un’indagine su un doppio omicidio, che ritroviamo in questo romanzo), mentre le dicerie secondo le quali Sin Yunbok era stato «cacciato via dall’Accademia perché aveva dipinto soggetti considerati poco eleganti» furono confutate.  Ma allora che fine ha fatto Sin Yunbok? Chi era, veramente? Come può essere stato completamente inghiottito dalla storia un uomo che nella sua epoca è stato il pittore di corte di maggior successo?

Questo romanzo è forse una delle tante risposte possibili.

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DEFALCO_300X__exactNon è colpa mia

di Roberta De Falco

Sperling & Kupfer

Euro  17,90

Dopo aver risolto brillantemente quattro casi, il commissario Ettore Benussi della Mobile di Trieste deve sottoporsi a un intervento di bypass coronarico per cui è costretto a cedere le indagini ai suoi due giovani ispettori Elettra Morin e Valerio Gargiulo.  Saranno due i casi di cui si occuperanno: il primo riguarderà una giovane donna ucraina, Julija Rostova, aggredita selvaggiamente e poi sparita dall’ospedale dove era stata ricoverata; e il secondo vedrà coinvolta un’anziana donna americana, Annabel Alexander, trovata sgozzata in un parco cittadino.  Due casi apparentemente lontani tra loro che spingono i due ispettori, legati sentimentalmente da un rapporto non sempre facile, a indagare a tutto campo per cercare di risolvere i misteri che s’infittiscono ogni giorno di più. Più si addentrano nelle indagini, più le cose si complicano, i colpi di scena si susseguono, scompigliando  continuamente le carte in mano agli ispettori, fino ad arrivare a un finale  inaspettato  che collegherà in modo sorprendente e del tutto imprevisto i due casi tra loro.

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#InLibreria!: Fazi, Sperling&Kupfer, DeA, Bookme

unnamed (5)Jesse Armstrong
AMORE, SESSO E ALTRE QUESTIONI DI POLITICA ESTERA

Fazi Editore

Nick Hornby incontra Emir Kusturica a metà anni Novanta: il risultato è questa intelligente e surreale commedia ambientata nella ex Jugoslavia, ai tempi della guerra dei Balcani, che in patria ha riscosso grande successo di critica e pubblico, con oltre 150.000 copie vendute nel giro di qualche mese.
Siamo in Inghilterra, nel 1994. Un gruppo di giovani di diversa estrazione sociale si ritrovano quasi per caso su un furgone Ford Transit, carico di belle idee, aiuti umanitari e una commedia scritta a metà per promuovere la pace nella zona di guerra che attraversa i Balcani. Tra veri attacchi di artiglieria, menzogne, sequestri di persona e naturalmente amore sesso e un po’ di droga, le cose non andranno esattamente come avevano pianificato.
Jesse Armstrong è tra gli autori di serie tv più apprezzati del momento. Ha vinto il Premio Bafta per la miglior commedia con la sitcom The Peep Show, è stato candidato all’Oscar per In the Loop, è uno degli autori della serieVeep per HBO e, tra le altre cose, ha curato i testi di The Thick of It, trasmissione di satira politica della BBC.

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unnamed (6)Maria Silvia Avanzato
ANEMONE AL BUIO

Fazi Editore

Una delle voci più originali del panorama italiano ritorna con un romanzo sensoriale, labirintico, spaesante e indissolubilmente legato a una delle domande fondamentali della nostra vita: “di chi posso fidarmi?”.
Gloria si risveglia dopo un incidente stradale e non vede più nulla. I suoi occhi non rimandano alcuna immagine, e anche la testa funziona male. Ha problemi di memoria e non riesce a distinguere i sogni dalla realtà. Confusa e in preda a quelle che sembrano allucinazioni, vive una lenta convalescenza nella casa di sempre, assistita dall’amica d’infanzia Licia. Ma qualcosa non torna. Man mano che i ricordi iniziano a riaffiorare, restituendole frammenti perduti, anche gli occhi riacquistano gradualmente la vista, ma lei preferisce non farne parola con nessuno, nemmeno col fidanzato, in cerca solo della verità. All’insaputa di tutti, vedrà finalmente la realtà che la circonda e scoprirà una verità sconvolgente: un complotto minuziosamente costruito attorno alla sua infermità dai risvolti inquietanti.

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unnamed (8)Elizabeth Jane Howard
CONFUSIONE
La saga dei Cazalet – Vol. 3

(da settembre)

Il terzo capitolo dell’avvincente saga familiare che sta appassionando migliaia di lettori. Dopo Gli anni della leggerezza e Il tempo dell’attesa, Confusione riprende le vicende dei Cazalet dal marzo del 1943, a circa un anno dal punto in cui si erano interrotte sul finale del secondo volume. Archiviata ormai da tempo la leggerezza dei primi anni e terminata finalmente anche la lunga attesa che ne è seguita, assistiamo finalmente all’ingresso nel mondo delle giovani Cazalet. La fine della guerra, ormai prossima, sta per aprire le porte a un mondo nuovo, più moderno e con inedite libertà, soprattutto per le donne. E infatti Louise, Clary, Polly e Nora si avvieranno su strade disparate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più libero, in cui le donne lavorano e vivono a testa alta, senza troppe complicazioni, la loro vita amorosa e sessuale.
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unnamed (7)Kevin Wilson

LA FAMIGLIA FANG

Fazi Editore

In occasione dell’uscita del film con Nicole Kidman e Jason Bateman come protagonisti, ritorna in libreria la geniale e caustica commedia di Kevin Wilson.
La famiglia Fang racconta con ferocia e ironia le vicende di una coppia di famosi performer, Caleb e Camille, e dei loro due figli. Una riflessione amara sul ruolo dell’artista, sul prezzo che si è disposti a pagare per l’arte, sulle ossessioni e l’egoismo di chi sceglie di fare di se stesso un’opera d’arte. Narrata dalle voci irresistibili e dissacranti dei figli ormai adulti (il Bambino A. e il Bambino B. nelle performance così come nella vita di tutti giorni) la storia di questa famiglia eccentrica e sui generis ha subito conquistato i favori della critica e del pubblico: paragonato alla comicità grottesca dei Tenenbaum, segnalato tra i migliori libri dell’anno dal New York Times e dalPublishers Weekly, e adesso portato sul grande schermo.
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Il club delle seconde occasioniunnamed (4)

Dana Reinhardt 

DeA

30 agosto

Cosa c’è di peggio che essere lasciati dalla ragazza che si ama disperatamente? Niente. River Dean ne è convinto. Penny l’ha mollato, senza una parola, in un pomeriggio di primavera dall’altra parte di Los Angeles. River si mette in cammino verso casa, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei suoi giorni. Finché l’insegna di un gruppo di supporto richiama la sua attenzione ‘Il club delle seconde occasioni’. E una seconda occasione è proprio ciò che la vita può riservare in un momento così.

Apprezzato da autori come Markus Zusak, Emily Lockhart e Mattew Quick, Il club delle seconde occasioni è un romanzo che vi farà ridere, piangere, riflettere sugli attimi fuggenti della vita e sul desiderio di una proprioa seconda occasione.
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unnamed (3)Come sposare un milionario

Curtis Sittenfeld

Bookme

Una straordinaria rilettura di uno dei classici più amati della letteratura, Orgoglio e pregiudizio, in chiave moderna e irresistibilmente magnetica. Nato dalla penna di una delle autrici più interessanti d’America, Come sposare un milionario è la storia delle sorelle Bennett e di come si possa sopravvivere a un ciclone chiamato amore.

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laregoladelquadro_300X__exactLa regola del quadro

di Jung- Myung Lee

Sperling & Kupfer

Euro  19,50

Kim Hongdo rappresenta la vita semplice e sana delle persone comuni, Sin Yunbok rivela invece gli aspetti segreti dell’esistenza delle donne in modo affascinante e dettagliato. I dipinti di questi due artisti, così diversi ma molto simili quanto a protagonisti, suscitano indescrivibile curiosità, e da oltre due secoli ci si interroga sul perché i due pittori abbiano ritratto gli stessi soggetti, apposto gli stessi titoli ma realizzato le opere in maniera differente.  Non era solo il loro stile pittorico a essere diverso, ma anche le loro vite erano agli antipodi; Kim Hongdo era diventato famoso attraverso il proprio impegno presso la Reale Accademia di Pittura (impegno che contemplò anche un’indagine su un doppio omicidio, che ritroviamo in questo romanzo), mentre le dicerie secondo le quali Sin Yunbok era stato «cacciato via dall’Accademia perché aveva dipinto soggetti considerati poco eleganti» furono confutate.  Ma allora che fine ha fatto Sin Yunbok? Chi era, veramente? Come può essere stato completamente inghiottito dalla storia un uomo che nella sua epoca è stato il pittore di corte di maggior successo?

Questo romanzo è forse una delle tante risposte possibili.

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DEFALCO_300X__exactNon è colpa mia

di Roberta De Falco

Sperling & Kupfer

Euro  17,90

Dopo aver risolto brillantemente quattro casi, il commissario Ettore Benussi della Mobile di Trieste deve sottoporsi a un intervento di bypass coronarico per cui è costretto a cedere le indagini ai suoi due giovani ispettori Elettra Morin e Valerio Gargiulo.  Saranno due i casi di cui si occuperanno: il primo riguarderà una giovane donna ucraina, Julija Rostova, aggredita selvaggiamente e poi sparita dall’ospedale dove era stata ricoverata; e il secondo vedrà coinvolta un’anziana donna americana, Annabel Alexander, trovata sgozzata in un parco cittadino.  Due casi apparentemente lontani tra loro che spingono i due ispettori, legati sentimentalmente da un rapporto non sempre facile, a indagare a tutto campo per cercare di risolvere i misteri che s’infittiscono ogni giorno di più. Più si addentrano nelle indagini, più le cose si complicano, i colpi di scena si susseguono, scompigliando  continuamente le carte in mano agli ispettori, fino ad arrivare a un finale  inaspettato  che collegherà in modo sorprendente e del tutto imprevisto i due casi tra loro.

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Penelope Poirot fa la cosa giusta, di Becky Sharp

Per una patita di gialli che si è letta una bella fetta della produzione di Agatha Christie, farsi sfuggire un libro che ha per protagonista la nipote (di zio o di nonno non si sa) del celebre investigatore belga era praticamente impossibile.


penelope-poirot_webPenelope Poirot fa la cosa giusta

Becky Sharp (aka Silvia Arzola)

Marcos Y Marcos

17 €

Trama:

Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot sprizza talenti: la vocazione per risolvere misteri, la propensione a vivere artisticamente, il palato fine e la penna feroce di una critica gastronomica perfetta.
La passione, si sa, quando arde divora, e Penelope Poirot è provata nello spirito quanto ammorbidita nel corpo; stile Botticelli, dice lei, stile krapfen, pensa e non dice Velma Hamilton, la sua nuova, perplessa segretaria.
È il momento di cambiare, di partire: c’è una clinica salutistica, nelle colline del Chianti, che promette di depurare corpo e mente.
Ha un bel sapore gotico, avvolta così dai rampicanti, stemperato dalla luce dorata che occhieggia dalle persiane.
A cena il cibo è mesto, ma il bellissimo giardiniere sa come fartelo dimenticare. La donna alta e misteriosa scatena rivalità, odio e simpatia; la famosa scrittrice il desiderio insopprimibile di rubarle il marito.
Penelope non rinuncia al tacco dodici e alla volpe bianca neppure quando trascina Velma ad abbandonare ogni principio in osteria, e basta una pasticca alla violetta per coprire un altro vizio clandestino.
Poi, nelle sedute libido-dinamiche, scavano tutti insieme buche immaginarie per disseppellire i segreti. Operazione non priva di rischi: certi segreti, allo scoperto, esplodono.
C’è odore di gelo nell’aria di novembre, e il delitto, quando accade, è sulla neve bianca.
Neve che cade imperterrita sull’assassino, sulle prossime prede, sulla nuova trappola.
Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot non ci casca.
In certi casi, solo lei sa qual è la cosa giusta.


Cosa ne penso:

Penelope Poirot fa la cosa giusta è un giallo di stampo “classico”, à la Agatha Christie, con una manciata di personaggi che si ritrovano in un luogo isolato, alle prese con una morte misteriosa, e questo già di per sé è una buona cosa. Almeno per me.

In più (e questa è la parte migliore) su questo giallo è stata spruzzata un’abbondante dose di Zia Mame, e così la vicenda criminosa passa un po’ in secondo piano, mentre emergono le personalità, le debolezze e le stranezze dei personaggi.

Su tutti spicca ovviamente lei, la Penelope del titolo: eccentrica, ostentatamente elegante, sempre sui tacchi seppur traballante in mezzo alla neve, piena di autostima, assolutamente convinta che per dire di essere un’artista basti vivere come un’artista, certa di essere una critica culinaria sopraffina nonché di avere ereditato le “celluline grigie” del suo celebre parente.

Ad accompagnarla c’è Velma Hamilton, italo inglese, dicotomia ambulante, zitella di professione (“così tipica!” dice Penelope appena la vede. Invece io ho pensato”ecco la versione più giovane di Miss Marple”) che nella sua zitellaggine è piuttosto girl power (o un marito o un lavoro, si dice a un certo punto, e decide per il lavoro). Velma fa da contraltare alla personalità debordante di Penelope e tramite il suo sguardo più pacato – o semplicemente nuovo all’ambiente lussuoso della Spa e alla fauna di ricchi che la abita e quindi più obiettivo, ma in fondo chi lo sa- il lettore riesce a cogliere l’aura di inconsistenza, ipocrisia e di ridicolezza che ricopre gli ospiti della grande villa dove lei e Penelope alloggiano.

Ma c’è anche dell’altro. Ci sono scrittori senza talento che vivono solo d’immagine, donne disoneste, segreti provenienti dal passato, pregiudizi, rancori, invidie, gelosie. Una commedia umana desolante, ma pur sempre una commedia.

Su tutto, c’è lo stile dell’autrice, ricco e vivace, proprio come piace a me: un’ottima commistione di humor e prosa sapiente.


Il mio voto:

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A chi lo consiglio:

Ovviamente a tutti gli amanti dei romanzi di Agatha Christie, a chi ha amato Zia Mame, a chi ama i romanzi intrisi di humor, inglese o meno inglese.

Salva Cliccate su questo Link per essere indirizzati alla pagina Amazon del libro –> Penelope Poirot fa la cosa giusta


InLibreria!: Vallardi, Tre60, Sonzogno

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Guida non ufficiale a Pokémon Go

Vallardi

9,90€

Desiderate sapere come trovare e catturare anche i Pokémon più rari?

Volete raggiungere i livelli più alti nel minor tempo possibile?

Cercate consigli su dove esplorare i Pokéstop in giro per il mondo e conquistare le migliori Palestre?

Non sapete come guadagnare un sacco di Pokémonete senza spendere un Euro?

Vi chiedete come allenare i Pokémon giusti e vincere tutti gli scontri?

Avete voglia di andare a caccia di Pokémon senza scaricare il cellulare?

In questo libro troverete tutte le risposte alle vostre domande e tante curiosità divertenti sul mondo dei Pokémon e su Pokémon GO.


 

fxcRoberta Marasco

LE REGOLE DEL TÈ E DELL’AMORE

16,40 €

Tre60

In libreria dal 8 settembre

L’amore di Elisa per il tè risale alla sua infanzia. È stata sua madre a insegnarle tutte le regole per preparare questa bevanda e ad associare, come per gioco, ogni persona a una varietà di tè. Daniele, il suo unico grande amore, è tornato dopo tanto tempo. Ma Elisa ha imparato da sua madre a non fidarsi della felicità, a non lasciarsi andare mai, perché il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto. Prima di tutto dovrà trovare se stessa, poi potrà capire se Daniele può renderla felice. Quando trova per caso una vecchia scatola di tè con un’etichetta che riporta la scritta ROCCAMORI, il nome di un antico borgo umbro, Elisa ne è certa: si tratta del tè proibito della madre, quello che le fece provare solo una volta e che, lei lo sente, nasconde più di un segreto. Forse proprio lì, in quel borgo antico, Elisa potrà trovare le risposte che cerca e imparare a lasciarsi andare e a fidarsi dell’amore, guidata dall’aroma e dalle regole del tè…


 

dghRosa Teruzzi

La sposa scomparsa

Sonzogno

€ 14.00

In libreria da giovedì 8 settembre

 Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall’una all’altra. C’è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera – quarantasei anni portati magnificamente – ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po’ bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell’amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all’epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l’inchiesta.  Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell’impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici – a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono – riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa, approdando a una verità tanto crudele quanto inaspettata.

 


#InLibreria!: Fanucci

IntrovabiliDEFDal 1 al 31 agosto tutto il catalogo Fanucci Editore sarà disponibile con il 20% di sconto sul prezzo di copertina.

La promozione sarà valida nei punti vendita Mondadori, Feltrinelli, nelle librerie indipendenti che hanno aderito all’iniziativa, sul sito fanucci.it e sugli store online amazon.it, lafeltrinelli.itibs.it.

Dal 1 agosto, inoltre, tornano disponibili 50 titoli “introvabili” del catalogo Fanucci Editore, nella preziosa veste della collana Numeri Uno:

 

Radio libera Albemuth di Philip K. Dick

Tempo fuor di sesto di Philip K. Dick

Noi marziani di Philip K. Dick

I giocatori di Titano di Philip K. Dick

Labirinto di morte di Philip K. Dick

E Jones creò il mondo di Philip K. Dick

I simulacri di Philip K. Dick

In senso inverso di Philip K. Dick

Occhio nel cielo di Philip K. Dick

Un oscuro scrutare di Philip K. Dick

Mr Lars sognatore d’armi di Philip K. Dick

 Illusione di potere di Philip K. Dick

La penultima verità di Philip K. Dick

Nostri amici da Frolix 8 di Philip K. Dick

Cronache del dopobomba di Philip K. Dick

Voci dalla strada di Philip K. Dick

Scorrete lacrime, disse il poliziotto di Philip K. Dick

Lotteria dello spazio di Philip K. Dick

Follia per sette clan di Philip K. Dick

L’androide Abramo Lincoln di Philip K. Dick

Confessioni di un artista di merda di Philip K. Dick

Svegliatevi, dormienti di Philip K. Dick

Deus Irae di Philip K. Dick

Il paradiso maoista di Philip K. Dick

In terra ostile di Philip K. Dick

Lo stravagante mondo di Mr Fergesson di Philip K. Dick

L’uomo dai denti tutti uguali di Philip K. Dick

Redenzione immorale di Philip K. Dick

Vulcano 3 di Philip K. Dick

La città sostituita di Philip K. Dick

Guaritore galattico di Philip K. Dick

Mary e il gigante di Philip K. Dick

La Terra morente di Jack Vance

Le avventure di Cugel l’Astuto di Jack Vance

La saga di Cugel di Jack Vance

Rhialto il Meraviglioso di Jack Vance

Mistborn – L’Ultimo Impero di Brandon Sanderson

Mistborn – Il Pozzo dell’Ascensione di Brandon Sanderson

Mistborn – Il Campione delle Ere di Brandon Sanderson

Mistborn – La legge delle Lande di Brandon Sanderson

Il conciliatore di Brandon Sanderson

Elantris di Brandon Sanderson

Hyperion di Dan Simmons

La caduta di Hyperion di Dan Simmons

Endymion di Dan Simmons

Il risveglio di Endymion di Dan Simmons

Io sono Helen Driscoll di Richard Matheson

Zero History di William Gibson

False verità di Matt Ruff

Straniero in terra straniera di Robert A. Heinlein


2001_Odissea nello spazio_Arthur C Clarke2001: Odissea nello spazio.

Arthur C. Clarke

€16,00

Quando un enigmatico monolite viene trovato sotto la superficie lunare, gli scienziati non immaginano che quell’antico e straordinario manufatto abbia più di tre milioni di anni né che, una volta riportato alla luce, cominciasse a inviare un potente segnale indirizzato verso l’orbita di Saturno. Che cos’è veramente quel monolite? A chi è rivolto quel segnale? Per scoprirlo, la nave spaziale Discovery parte alla volta di Giapeto, satellite di Saturno. I membri dell’equipaggio, scelti tra i migliori cosmonauti, sono assistiti nella loro missione da HAL 9000, cervello e sistema nervoso dell’astronave, un computer potentissimo capace di riprodurre i meccanismi della mente e dotato di una propria coscienza. Una macchina perfetta, fin troppo umana, tanto da essere soggetta a nevrosi e impulsi omicidi. Starà ai membri dell’equipaggio far sì che HAL 9000 non li coinvolga nella sua follia digitale: in gioco c’è la possibilità di entrare in contatto con le entità sconosciute e insondabili, a cui il monolite appartiene e che potrebbero essere all’origine della civiltà stessa.

Uno dei romanzi più significativi del Novecento, che ha delineato luoghi e tempi prima sconosciuti, divenendo la pietra miliare della fantascienza.


Il_giorno_più_buio_WoodIl giorno più buio

Tom Woods

€14.90

Si aggira come un’ombra e uccide in maniera rapida e fredda. Raven, un’elegante ed enigmatica assassina, ha sempre agito senza lasciare tracce dietro di sé, sfuggente e imprendibile. Ma questa volta ha commesso un errore: ha scelto il bersaglio sbagliato. Victor è il sicario più letale in circolazione, paranoico e senza pietà, abituato a camminare sulla linea sottile che divide la vita dalla morte, il carnefice dalla vittima. In una Manhattan inghiottita dalle tenebre di un black-out senza precedenti, tra negozi saccheggiati e scenari da apocalisse imminente, Raven e Victor giocano al gatto col topo, in una spirale viziosa che non lascia comprendere chi sia a fuggire e chi a rincorrere, e che semina il terrore tra le strade di una città spaventata e sospettosa.

Ma perché Raven vuole Victor morto? Chi agisce alle sue spalle? Forse qualcuno che ha un conto in sospeso con il sicario, o una mente deviata che sta tramando qualcosa di più pericoloso di una semplice vendetta?

 

Una storia tagliente, oscura come lo scenario che le fa da sfondo. Una trama serrata e un linguaggio cinematografico per il quinto volume della serie di Victor l’assassino.


In_fondo_al_tunnel_Craig&amp;SpectorIn fondo al tunnel

John Skipp e Craig Spector

da giovedì 25 agosto in libreria, €16.90

Una serie di omicidi tinge di rosso i tunnel della metropolitana di New York. Crimini efferati, che sfuggono a ogni tentativo di comprensione: nessun movente, nessuna logica, nessuna pista da seguire. I giornali, impegnati a diffondere il terrore nella città con i loro titoli tetri e altisonanti, parlano di un feroce serial killer. La polizia, al lavoro per scongiurare altre morti, non può permettere che la città cada in preda a un isterismo di massa.

Sono in pochi a conoscere la verità, una storia di terrore e morte scritta con il sangue. Rudy, un artista punk, svanisce nei tunnel della metropolitana, in una notte in cui qualcuno – o qualcosa – lo trascina nelle tenebre. Ora è tornato, ma qualcosa in lui è cambiato. A guidarlo è una rabbia inestinguibile e un desiderio di sangue e vendetta che nessuno sembra in grado di fermare, e che si diffonde come un’epidemia. Chi avrà il coraggio di scendere in quell’oscurità senza ritorno, in quella dimora avvolta dalle tenebre senza fine, dove tutto ciò che è umano sembra non avere più possibilità di esistere?

Un viaggio inquietante e adrenalinico, che attraversa i cunicoli del terrore più oscuro, per rivelare la faccia antica e ancestrale delle nostre paure.