Uscite indipendenti di inizio settembre

Cari lettori occasionali,

ecco la seconda parte delle uscite di inizio settembre, questa volta da parte delle case editrici indipendenti.

In questi giorni ho sentito gli echi di una polemica su questo tipo di post, accusati di essere una sorta di pubblicità ingannevole o qualcosa del genere. Insomma, come se noi blogger consigliassimo un ristorante dove non abbiamo mai mangiato.

Ebbene, ovviamente questi libri non li ho letti. Non ho un blog così grande da spingere le case editrici a inviarmi le novità con settimane d’anticipo, quindi non ho neppure mai visto in faccia queste pubblicazioni.

Mi limito a indagare nei cataloghi online, nei siti, nelle newsletter, e faccio una cernita delle cose che io personalmente trovo interessanti, quelle per cui io spenderei i miei soldi, quelle che io leggerei.

Spero sia chiaro.

E ora a voi, ecco le uscite:

La nave di Teseo (1)

unnamedLa conoscenza di sé

Luca Doninelli

Pagine: 224

Prezzo: 17 euro

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Luca Doninelli torna alla narrativa con quattro storie ambientate nella Milano contemporanea, legate dal bisogno delle protagoniste di scoprire la propria identità oltre l’immagine che il mondo (o loro stesse) gli ha costruito attorno. Una ragazza scontenta della sua normalità comincia a immaginare di essere stata un ragazzo poi diventato una ragazza. Un intellettuale in odore di Premio Nobel dopo trent’anni di lontananza va a cercare il suo vecchissimo maestro, un personaggio leggendario che, a differenza di lui, aveva deciso di tagliare tutti i ponti con il mondo. L’incontro avrà esiti imprevedibili. Una ragazzina di dodici anni, che non conosce la vera storia della sua famiglia, incontra un’anziana signora cieca, che viceversa la conosce bene, ma che decide di non rivelargliela, lasciando al lettore qualche indizio per poterla ricostruire. Una ragazza lesbica, che rimane turbata e incuriosita da un ragazzo che si è innamorato di lei, ha una storia di sesso con lui, poi lo abbandona. Ma non riesce a dimenticare il suo sguardo buono e capisce di desiderare quello sguardo sopra ogni altra cosa.

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 Una vita non mia

Olivia Sudjic

Pagine: 470

Prezzo: 18,50 euro

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A ventitré anni Alice Hare – una laurea in filosofia, un padre sparito nel nulla e una madre ossessiva e manipolatrice – lascia l’Inghilterra per tornare a New York, la sua città natale, dove cerca di ricostruire la sua complicata storia familiare concentrandosi sul breve lasso di tempo in cui lei e i suoi genitori hanno vissuto in Giappone: un periodo che, essendo troppo piccola per ricordarlo, si sente libera di inventare. È in questo momento che Alice incrocia Mizuko Himura, un’intrigante scrittrice giapponese la cui vita – vista dall’iPhone – presenta strani parallelismi con la sua.
Dopo un lungo inseguimento sui social network le due donne si incontrano in quella che a Mizuko sembra una circostanza casuale: nell’era della connettività, però, le coincidenze non esistono.
Il loro rapporto infatti si evolverà in un gioco di specchi multimediali dove i confini fra social, fatti e finzione sfumano in un groviglio di bugie e tensioni.
Tra Murakami Haruki, Donna Tartt e Patricia Highsmith, Olivia Sudjic scrive la storia di una delle domande più antiche dell’uomo, quel «da dove veniamo» che fa coincidere la ricerca delle radici con la trama di un futuro.
Una riflessione affascinante sui legami di sangue, le scelte sbagliate e i legami tormentosi che è necessario affrontare per se si vuol vivere da esseri umani in un’era dominata dal digitale.

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9788845426476_0_0_300_75Dopo tanta nebbia

Gabriella Genisi

Pagine: 208

Prezzo: 14 euro

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Lolita Lobosco è stata promossa questore e deve trasferirsi a Padova. Ma gli inizi non sono facili: l’ambiente si rivela più intollerante del previsto, la nebbia confonde i pensieri e mortifica i capelli, l’orizzonte d’acqua di Bari è troppo lontano per curare la solitudine.
Anche il lavoro stenta a decollare, e poi, con i nuovi colleghi, proprio non riesce a legare. Solo grazie all’aiuto e ai consigli di Giancarlo Caruso, affascinante vicequestore di origini siciliane, le cose migliorano, mentre un caso di bullismo – la scomparsa, nell’omertà generale, di un ragazzo da uno dei licei più in vista della città del Santo –mette a dura prova il talento investigativo di Lolì. Dopo tanto freddo, intorno e nell’anima, la commissaria più bella del Mediterraneo riesce finalmente a farsi richiamare nella sua amata Puglia, dove pure l’attende un mistero da risolvere: una sensuale arpista è stata massacrata in un appartamento. I sospetti sono tanti, ma c’è uno strano testimone… Alle due estremità della penisola, tra panzerotti e pettole di Natale, la passionale poliziotta barese torna a ricercare la verità, sui luoghi di delitti efferati e nel fondo stropicciato del proprio cuore.

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Jeremy Poldark

Winston Graham

Pagine: 336

Prezzo: 18 euro

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È in questa lugubre congiuntura che Ross viene messo sotto processo, con l’accusa di avere istigato il saccheggio di due navi naufragate, reato per il quale è prevista l’impiccagione. In un clima avvelenato da inimicizie e vecchi rancori, su cui grava la paura che lo spirito sovversivo della Rivoluzione francese possa dilagare anche nel resto d’Europa, il suo caso è delicato e controverso. E il nemico di sempre, George Warleggan, non esita a tramare perché si giunga a una condanna. Intanto, anche il matrimonio con Demelza attraversa un periodo molto critico: i rapporti si sono infatti raffreddati, minati da incertezze e incomprensioni, tanto più che all’orizzonte di Ross ricompare Elizabeth, mai dimenticata e ora più civettuola che mai. Quando la moglie gli rivela di essere di nuovo incinta, nell’animo di Ross si combattono sentimenti contrastanti: il bambino in arrivo offrirà alla coppia l’occasione per riavvicinarsi o li renderà ancora più distanti? E la nascita di Jeremy, che coincide con la decisione di riaprire una delle miniere di rame, quale fase inaugurerà nella vita di Ross? Tra amore e lotte sociali, una nuova appassionante avventura dell’eroe gentiluomo che ha conquistato generazioni di lettori.

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9788869980879_0_0_300_75La ferrovia sotterranea

Colson Whitehead

Pagine: 376

Prezzo: 20 euro

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Vincitore del Premio Pulitzer – Vincitore del National Book Award – Candidato al Man Booker Prize 2017

«La ferrovia sotterranea» è il nome con cui si indica, nella storia degli Stati Uniti, la rete clandestina di militanti antischiavisti che nell’Ottocento aiutava i neri a fuggire dal Sud agli stati liberi del Nord. Nel suo romanzo storico dalle sfumature fantastiche, Colson Whitehead la trasforma in una vera e propria linea ferroviaria operante in segreto, nel sottosuolo, grazie a macchinisti e capistazione abolizionisti. È a bordo di questi treni che Cora, una giovane schiava nera fuggita dagli orrori di una piantagione della Georgia, si imbarca in un arduo viaggio verso la libertà, facendo tappa in vari stati del Sud dove la persecuzione dei neri prende forme diverse e altrettanto raccapriccianti. Aiutata da improbabili alleati e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, riuscirà a guadagnarsi la salvezza? La ferrovia sotterranea è una testimonianza scioccante – e politicamente consapevole – dell’eterna brutalità del razzismo, ma si legge al tempo stesso come un’appassionante storia d’avventura che ha al centro una moderna e tenacissima eroina femminile. Unico romanzo degli ultimi vent’anni a vincere sia il National Book Award che il Premio Pulitzer, è un libro che sembra già destinato a diventare un classico.

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Felici tutti i giorni

Laurie Colwin

Pagine: 248

Prezzo: 16,50 euro

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Immaginate la New York dei film di Woody Allen: le case eleganti dell’Upper West Side, i viali frondosi di Central Park, una borghesia intellettuale benestante e colta; ora immaginatela raccontata non con un occhio impietoso sulle sue turbe e fobie, ma con la voce gioiosa di una scrittrice miracolosamente in grado di mettere in scena una storia d’amore felice senza rinunciare alla profondità di sguardo e alla precisione del ritratto sociale e psicologico. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1978, Felici tutti i giorni è una commedia sentimentale in cui al posto dei cliché romantici c’è un realistico ottimismo: la storia di due amici, Guido e Vincent, innamorati di due ragazze, Holly e Misty, che nel ricambiarli li costringono a misurarsi con le loro personalità: concrete, volitive, intraprendenti, spesso spiazzanti. Sono quattro esseri umani intelligenti e onesti, talentuosi e fortunati: ma anche per loro la felicità non sarà una conquista istantanea, bensì il frutto del quotidiano confronto con la persona amata.

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9788865439135_0_0_300_75Sempre libera

Lorenza Natarella

Pagine: 192

Prezzo: 19 euro

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Maria Callas. La Divina. Un personaggio impossibile da raccontare in modo convenzionale, cheLorenza Natarella affronta con uno stile – biografico, narrativo e visuale – unico e senza precedenti, come la donna la cui vita narra in queste 192 pagine, dal primo all’ultimo giorno, usando una mise en page eclatante, iperbolica ed elegantissima, esaltata da una bicromia nero-rosa deliziosamente glamour. Un libro su una donna senza compromessi, la cui imponente figura si staglia sfacciata su uno sfondo di personaggi di contorno memorabili, da Renata Tebaldi a Luchino Visconti, da Franco Zeffirelli ad Aristotele Onassis, fino a Pier Paolo Pasolini. Una delle dive più grandi di tutti i tempi, di cui ricorre nel 2017 il quarantennale della morte, rivive attraverso le sue boutade rutilanti, il suo genio contorto, il rapporto doloroso con la madre che l’ha fatta e inventata. Una biografia con il respiro di un romanzo.

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page_1_thumb_largeNottetempo

Luca Russo

Pagine: 120

Prezzo: 16,90 euro

Alberto ha passato la vita con le spalle felicemente ricurve sui tasti di un pianoforte o con il corpo e la mente volti a Giulia, la donna solitaria dallo sguardo triste, e dalla grazia ipnotica,che ha amato senza riserve. Dopo la sua morte, Alberto viene inghiottito da un’assenza che si trasforma in un viaggio onirico e surreale nelle stanze della mente. È qui che il bisogno, e allo stesso tempo l’incapacità di suonare ancora, dà forma a una serie d’immagini dove lo spettro dell’arte, insieme a quello della donna, aleggia nelle stanze di musei vuoti, tra le nuvole di cieli lividi, e negli spazi bui di foreste fitte e spettrali, costringendolo a fare i conti con lo smarrimento totale del sé. Luca Russo torna con un’opera ammaliante e di sorprendente forza pittorica, dove il tremore, e lo strazio per ciò che è perduto, anima ogni parola e ogni nota di colore.

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Non dite che non abbiamo niente

Madeleine Thien

Prezzo: 22 euro

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Finalista del Man Booker Prize 2016 – Vincitore dello Scotiabank Giller Prize 2016 – Vincitore del Governor General’s Award 2016.

Marie è nata in Cina ma è cresciuta con la madre in Canada. Il padre le ha abbandonate due volte: la prima quando se n’è andato di casa, la seconda quando si è ucciso gettandosi dal nono piano di un grattacielo a Hong Kong. Siamo all’inizio degli anni Novanta, e i fatti della lontana Cina irrompono nella vita di Marie e della madre quando Ai-ming, fuggita dopo il massacro di piazza Tienanmen, bussa alla loro porta. È con il suo aiuto che Marie inizia a ricostruire la storia di suo padre, una storia ricca di idealismo rivoluzionario, di musica e di silenzio, in cui tre musicisti del Conservatorio di Shanghai – il timido e talentuoso compositore Sparrow, il prodigio del violino Zhuli e l’enigmatico pianista Jiang Kai – combattono nella Cina della Rivoluzione culturale per rimanere fedeli l’un l’altro e alla musica, a cui hanno consacrato la propria vita. Dalle affollate sale da tè nei primi giorni della Rivoluzione fino alle manifestazioni del 1989 a Pechino, seguendo le vicende di un misterioso taccuino passato di mano in mano durante gli anni di Mao, Madeleine Thien ha scritto un romanzo doloroso e fiero, che offre una riflessione di vasta portata sul ruolo della politica e dell’arte nella società.

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I Racconti

Marcel Proust

Pagine: 196

Prezzo: 12 euro

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Questa raccolta – curata da Giuseppe Girimonti Greco e Ezio Sinigaglia – contiene una scelta di testi narrativi giovanili di Proust, tratti da I piaceri e i giorni (1896) – il noto esordio del futuro autore della Recherche – a eccezione dell’Indifferente, che l’autore eliminò dalla raccolta e di cui si ignorava l’esistenza fino alla fine degli anni Settanta del Novecento. In questa collezione emergono già con grande nettezza di contorni i temi e i motivi che saranno poi centrali, quando non addirittura ossessivi, nel capolavoro narrativo di Proust.

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Materia prima

Jörg Fauser

Pagine: 248

Prezzo: 16 euro

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Harry Gelb ha sete. Sete di vita, di intensità, di gloria. Una sete inestinguibile. Per placarla viaggia, si droga, beve e, soprattutto, scrive. Va alla ricerca di estasi ed esperienze, ossia della «materia prima» dalla quale trarre i romanzi e le poesie con cui è determinato a entrare nella storia della letteratura. Il fiume in piena dei fermenti europei degli anni Sessanta e Settanta lo sballottola tra Istanbul, Berlino e Francoforte tracciando le spire di una gioiosa catastrofe: un incessante vagabondare tra case occupate, lavori precari, assemblee del movimento studentesco e scalcagnate redazioni letterarie. Sempre a rotta di collo, con come unici porti franchi il bancone di una bettola, l’abbraccio di un amore corsaro, i tasti di una macchina da scrivere. Inseguendo Dostoevskij, Fallada e la Beat Generation, l’«outsider tra gli outsider» Jo?rg Fauser descrive, con uno stile inconfondibile fin dalla prima riga, anno dopo anno, sbronza dopo sbronza, le passioni e i tradimenti di un’intera utopia sociale. Sarcastica anatomia dell’irrequietezza e della dipendenza, “Materia prima” racconta gli slanci e i passi falsi di una picaresca vocazione alla scrittura e alla rivolta.


Come sempre, vi chiedo quale di questi romanzi vi incuriosisce di più! A me… tutti ^^”

XoXo

G.

 

 

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#InLibreria!: Uscite di inizio settembre

Cari lettori occasionali,

la pausa estiva significa generalmente poche nuove uscite. Per fortuna, dalla fine di agosto nuovi romanzi iniziano ad approdare tra gli scaffali e io ho qui una selezione per voi. Enjoy.


Salani

L’assassinio di Socrate

Marcus Chicot

Pagine: 736

Prezzo: 19,90 euro

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Le parole del dio Apollo sul suo amico Socrate, il più sapiente di tutti gli uomini, non erano mutate.

“La sua morte sarà violenta…”

Cherefonte iniziò a piangere.

“La sua morte sarà violenta, per mano dell’uomo dallo sguardo chiaro”.

Un gruppo di spartani gli passò accanto, notando con disprezzo le sue lacrime. Lui scrutò uno a uno i loro volti, ma avevano tutti gli occhi scuri. L’ateniese si lasciò alle spalle il tesoro dei Sifni e scese di corsa il ripido pendio della via sacra.

Doveva trovare “l’uomo dallo sguardo più chiaro” prima che uccidesse Socrate.

In che modo questo terribile vaticinio si in­terseca con la condanna a morte da parte del suo stesso padre di un neonato spartano, un bambino dagli occhi quasi trasparenti?

Mentre la guerra tra Atene e Sparta insan­guina la Grecia, i destini di uomini politici, artisti e filosofi si intrecciano a quelli delle persone comuni: soldati che combattono fino allo stremo delle forze, madri che lot­tano per difendere i propri figli, giovani amanti disposti a tutto per difendere il loro amore…

Da un vero maestro del genere, autore dell’Assassinio di Pitagora, un grande thriller adrenalinico, ricco di storie nella Storia, che dipinge un vivido affresco della civiltà greca mescolando con abilità verità e finzione e ci regala personaggi indimenticabili.

 


Garzianti

Bello, elegante e con fede al dito

Andrea Vitali

Pagine: 288

Prezzo: 18,60 euro

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Vista dal treno, la riva orientale del lago di Como è un vero spettacolo: tra una galleria e l’altra appaiono scorci di paesaggio da mozzare il fiato. Ne subisce il fascino Adalberto Casteggi, quarantenne, bello ed elegante oculista con studio a Milano. Si è innamorato del lago andando su e giù in ferrovia per sostituire qualche volta un collega all’ospedale di Bellano. Su quelle sponde ha stabilito ora il suo buen retiro, deliziato anche dalla compagnia di una sua paziente del luogo. Si chiama Rosa Pescegalli. Ha trentasei anni e li porta benissimo. Gestisce una profumeria e ha fatto palpitare parecchi cuori. È bella davvero, ma con gli uomini ha preso un po’ le distanze, dopo una sofferta storia con un fascinoso calciatore del Lecco. Adesso li fa girare come vuole e quando vuole lei, ma niente impegni. Il dottore ne resta imbambolato, e stordito da tanta bellezza dimentica che, come tutte le cose belle, anche questa ha un suo prezzo. Un prezzo che bisognerebbe valutare se è il caso di pagare tutto o no, perché dietro l’oro luccicante del lago, delle montagne e soprattutto dello sguardo magnetico di Rosa (e della sua scollatura), si nascondono vecchi rancori e velenosi desideri di vendetta.

Ci vediamo un giorno di questi

Federica Bosco

Pagine: 320

Prezzo: 16,90 euro

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A volte per far nascere un’amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina, che da quel giorno sono diventate come sorelle. Sorelle che non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Caterina è un vulcano di energia, non conosce cosa sia la paura. Per Ludovica la paura è una parola tatuata a fuoco nella sua vita e sul suo cuore. Nessuno spazio per il rischio, solo scelte sempre uguali. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po’ di responsabilità nei giorni dell’amica dominati dal caos. Un’equazione perfetta. Un’unione senza ombre dall’infanzia alla maturità, attraverso l’adolescenza, fino a giungere a quel punto della vita in cui Ludovica si rende conto che la sua vita è impacchettata e precisa come un trolley della Ryanair, per evitare sorprese al check-in, un muro costruito meticolosamente che la protegge dagli urti della vita: lavoro in banca, fidanzato storico, niente figli, nel tentativo di arginare le onde. Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalle curve del destino. Dalla vita che a volte fortifica, distrugge, cambia. E, inaspettatamente, travolge. Dopo un’esistenza passata da Ludovica a vivere della luce emanata dalla vitalità di Caterina, ora è quest’ultima che ha bisogno di lei. Ora è Caterina a chiederle il regalo più grande. Quello di slacciare le funi che saldano la barca al porto e lasciarsi andare al mare aperto, dove tutto è pericoloso, inatteso, imprevisto. Ma inevitabilmente sorprendente.

 

 


Mondadori

La colonna di fuoco

Ken Follett

Pagine: 912

Prezzo: 27 euro

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Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque. In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso.


Sellerio

Pulvis et umbra

Antonio Manzini

Pagine: 416

Prezzo: 15 euro

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Lei uccisa per errore da chi pensava di colpire Schiavone, quell’Enzo Baiocchi che ritorna ad agitare la mente e i sogni del vicequestore. E mentre Rocco è ancora oggetto di insinuanti sospetti da parte dei vertici della polizia, e reagisce disinteressandosi a ogni attività della questura di Aosta, il cadavere di un transessuale affiora nelle acque della Dora; per prima cosa si procede a perquisire la casa del morto, ed ecco la prima sorpresa: l’appartamento risulta totalmente vuoto, né un mobile, né un vestito, e neanche un foglio di carta, come fosse passato al setaccio fitto. Nessuno dei vicini si è accorto del trasloco, tutti fingono di non sapere; ma cosa c’è dietro la facciata di quella rispettabile palazzina di Aosta che appartiene per intero a un unico inquietante proprietario? Quando anche il giudice Baldi decide di glissare sul caso del transessuale, l’odore dei servizi segreti arriva alle narici di Schiavone più forte di quello dell’erba. Su quel caso che molti vogliono far apparire un omicidio senza importanza Schiavone può fare luce solo ignorando le procedure e agendo a modo suo; ma ha anche altro per la testa, trovare Enzo Baiocchi in fuga per scampare alla vendetta di Sebastiano, una corsa contro il tempo all’inseguimento dell’amico e dell’assassino…


Adelphi

Il club delle vecchie signore

George Simenon

Pagine: 176

Prezzo: 10 euro

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E Simenon, che ormai ci ha preso gusto, si diverte a metterli nelle situazioni più incongrue, a volte francamente comiche: indagando sul «Prigioniero di Lagny» (questo il titolo del primo racconto), per esempio, Émile e un impacciatissimo Torrence si trovano a interrogare un pittore più che sospetto alla presenza di una modella giapponese nuda e languidamente distesa su un divano, e di una stupenda ragazza bruna appena più vestita di lei; Émile, incaricato da una dama dell’alta società di scoprire perché mai un uomo si sia finto una donna pur di frequentare «Il club delle Vecchie Signore»,si fa prendere per il naso da un’adorabile avventuriera con la quale aveva intrecciato un flirt, anni prima, passeggiando per il cimitero di Eyup, a Istanbul; in un bistrot parigino Torrence viene arrestato dai suoi ex colleghi del Quai des Orfèvres che l’accusano di aver tentato di ricattare un famoso scultore… Dopo aver scritto quattordici racconti sulle sue imprese, Simenon metterà in soffitta l’Agenzia O – ma sarà valsa la pena conoscerli, i quattro protagonisti di queste inchieste poliziesche scanzonate e piene di humour.


Marsilio

L’uomo che inseguiva la sua ombra. Millennium, vol. 5

David Lagercrantz

Pagine: 496

Prezzo: 21 euro

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L’aver portato alla luce un intrigo criminale internazionale, mettendo in mano al giornalista investigativo più famoso di Svezia lo scoop del decennio, non è bastato a risparmiare a Lisbeth Salander una breve condanna da scontare in un carcere di massima sicurezza. E così, mentre a Mikael Blomkvist e a Millennium vanno onori e gloria, lei si ritrova a Flodberga insieme alle peggiori delinquenti del paese, anche se la cosa non sembra preoccuparla più di tanto. È in grado di tener testa alle detenute più spietate – in particolare una certa Benito, che pare avere l’intero penitenziario ai suoi piedi, guardie comprese –, e ha altro a cui pensare. Ora che è venuta in possesso di informazioni che potrebbero aggiungere un fondamentale tassello al quadro della sua tortuosa infanzia, vuole vederci chiaro. Con l’aiuto di Mikael, la celebre hacker comincia a indagare su una serie di nominativi di un misterioso elenco che risveglia in lei velati ricordi. In particolare, quello di una donna con una voglia rosso fiammante sul collo. Nella sua inestinguibile sete di giustizia, Lisbeth rischia di riaccendere le forze oscure del suo passato che ora, in nome di un folle e illusorio bene più grande, quasi sembrano aver stretto un’alleanza per darle di nuovo la caccia. Come un drago, quello stesso drago che ha voluto tatuarsi sul corpo, per annientare i suoi avversari Lisbeth è pronta a sputare fiamme e a distruggere il male con il fuoco che brucia dentro tutti quelli che vengono calpestati.


Guanda

Storie ribelli

Luis Sepúlveda

Pagine: 304

Prezzo: 18 euro

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In queste pagine vibranti di passione affiora di continuo il narratore di razza, con i racconti densi e fulminei che da sempre sono la sua cifra distintiva. Il volume si apre con un breve racconto, 11 settembre 1973: E ‘Johny’ prese il fucile, dedicato alla memoria di Oscar Reinaldo Lagos Rios, il più giovane della scorta che quel giorno maledetto restò fino alla fine accanto al presidente Allende nel palazzo della Moneda, e si chiude con il testo scritto a caldo nel giorno della morte di Pinochet. In mezzo i ricordi di una vita avventurosa, le vicende di cui sono protagonisti amici e «maestri» come, tra gli altri, Neruda, Saramago, le storie in cui filtra il suo impegno per la natura e l’ambiente… E su tutto il piacere di narrare.


Longanesi

The Store

James Patterson, Richiard DiLallo

Pagine: 420

Prezzo: 16,40 euro

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E se il mondo immaginato da George Orwell fosse più vicino di quanto pensiamo? Jacob e Megan Brandeis stanno per perdere tutto. A New York non sembra esserci più posto per chi, come loro, vive della propria scrittura. È un mondo che li respinge, costringendoli a una scelta difficile: lasciare ogni cosa e trasferirsi con la famiglia in un villaggio in Nebraska, per intraprendere un nuovo lavoro. Ma non è un posto qualsiasi, né un lavoro qualsiasi. Jacob e Megan diventano parte integrante dell’immenso organismo di The Store. The Store non è solo «un» negozio on line. È «il» negozio on line, dominatore assoluto del mercato… The Store ha tutto e può consegnare tutto, grazie all’utilizzo di droni. The Store riesce addirittura ad anticipare le esigenze dei consumatori. Li conosce bene, anzi troppo bene. The Store è un forziere pieno di desiderabili oggetti, e di terribili segreti… E per tenerli celati The Store è pronto a tutto. James Patterson, l’autore contemporaneo di thriller più letto al mondo, ci rivela il lato oscuro dei tempi che stiamo vivendo. Con un romanzo travolgente e pieno di colpi di scena, disegna una società in cui la supremazia del marketing e i grandi monopoli tecnologici sono a un passo dall’avverare l’incubo del Grande Fratello. Una realtà sempre più inquietante, e sempre più vicina…


Feltrinelli

Diavoli custodi

Erri De Luca, Alessandro Mendini

Prezzo: 14 euro

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Un libro che affianca a trentasei disegni (in bianco e nero e a colori) dell’artista Alessandro Mendini altrettanti racconti di Erri De Luca. Si comincia con un’illustrazione, sulla pagina a sinistra, da cui poi il racconto posto al fianco prende liberamente l’abbrivio (“Qui l’immagine”, scrive De Luca in apertura, “ha la precedenza e da lei ha origine la pagina di destra”), e così si prosegue fino alla fine, dove l’ultimo racconto – sull’indifferenza – ha la forza di far scaturire a propria volta il disegno che chiude il volume. Erri De Luca e Alessandro Mendini, iniziando quasi per gioco e poi via via stabilendo fra loro un dialogo di forme e parole serrato e ricco di senso, tracciano sulla pagina le proprie paure, le tentazioni, le fiere ostinazioni, e tutto un campionario di “mostruosità terrestri”. E dunque, a ben vedere, compongono anche un libro di piccoli eroismi che scandaglia, attraverso percorsi sorprendenti, tutt’altro che logici e prevedibili, il nostro più profondo sentire: facendoci avvertire il fiato dei mostri sbrigliati dietro le spalle e al contempo consegnandoci le chiavi del serraglio dentro cui tenerli a bada. A ispirarli nelle loro opere i disegni di una serie di mostri, alcuni buffi altri minacciosi, tracciati da Pietro, un bambino caro a entrambi.


TimeCrime

Testimone ostile

Rebecca Forster

Pagine: 310

Prezzo: 9, 90 euro

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Hannah Sheraton ha sedici anni quando viene arrestata con l’accusa di aver assassinato un giudice della Corte suprema della California. Se venisse riconosciuta colpevole, la sua vita e quella dei suoi familiari sarebbero distrutte. A sua madre Linda non rimane che chiedere aiuto a una vecchia compagna di college, Josie Bates, importante avvocato penalista ritiratosi dalle grandi scene giudiziarie. Ma il caso di Hannah Sheraton è complesso, inquietante, per alcuni aspetti indecifrabile, e Josie non ha altra scelta che prendersene carico, anche a rischio di ripercorrere una strada che aveva deciso già da tempo di abbandonare. Ma più a fondo Bates scava nel terreno che ha nutrito e fatto crescere il seme della violenza, più chiara diventa in lei la consapevolezza che a condannare intere fette della società a un destino di rassegnazione e ingiustizia sono gli intrighi della politica e le connivenze di chi rappresenta la legge.


Einaudi

Scherzetto

Domenico Starnone

Pagine: 176

Prezzo: 11 euro

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I genitori del piccolo Mario devono partire per un convegno, o forse semplicemente prendersi il tempo per capire se il loro matrimonio è arrivato al capolinea. Perciò il bambino viene lasciato alle cure di un nonno praticamente sconosciuto, un vecchio illustratore, burbero e affaccendato, che vive da molti anni a Milano. Tra quattro mura e un balcone, nell’arco di settantadue ore si svolge questo racconto affilato, il perfido e divertente scontro tra un nonno stanco e distratto e un piccolo gendarme petulante e vitalissimo. Nella partita che si gioca fra loro, tra alleanze, rivalità e giochi non sempre divertenti, è la vita che si specchia in tutte le sue forme: la vita trascorsa e quella in potenza, la vita dura e beffarda di Napoli che riaccoglie l’uomo dopo tanti anni, la vita della casa che sembra risvegliarsi piano piano, piena di echi e di fantasmi. Dopo «Lacci», uno dei maestri della letteratura contemporanea torna a raccontare la durezza dei legami famigliari. E lo fa con un romanzo tesissimo, che ci fa sorridere continuamente ma non ci risparmia la dissezione precisa delle nostre paure, del nostro smarrimento di fronte alla tenacia della vita dentro e dopo di noi.


Piemme

La nuova moglie

Jane Corry

Pagine: 456

Prezzo: 18,50 euro

Link Amazon:

È successo molto in fretta per Lily e Ed: si sono conosciuti, innamorati, sposati, tutto nel giro di pochi mesi, e ora che sono tornati a Londra dal loro viaggio di nozze in Italia non ci sono più scuse: è il momento di dare inizio alla vita vera. E Lily è più che decisa a cominciare da zero, a concedersi un nuovo inizio, e a lasciarsi alle spalle tutto ciò che del suo passato ancora la tormenta. Avvocato alle prime armi, è in procinto di affrontare il suo primo vero caso: difendere in appello un uomo già condannato per omicidio. Un uomo nei confronti del quale, per qualche ragione che non vuole svelare neanche a se stessa, Lily comincia ben presto a provare un misto di attrazione e paura… Intanto, nella loro vita domestica, compare la piccola Carla, la figlia della vicina di casa. Una bambina che resta troppo sola e di cui la giovane coppia ama prendersi cura quando la mamma è chissà dove, ma che, come solo i bambini sanno fare, osserva e capisce molte più cose di quante gli adulti possano immaginare. Carla ha solo nove anni, ma ha già capito che i segreti sono una cosa potente. E che possono farle avere tutto ciò che desidera… Il bestseller di Jane Corry, uno dei romanzi più venduti dell’anno in Inghilterra, è una lettura compulsiva, che esplora tutte le sfumature dell’amore, del matrimonio, dell’ambizione e della gelosia. Un thriller da cui è impossibile staccarsi.


DeA

L’inganno

Thomas Cullinan

Pagine: 512

Prezzo: 17 euro

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Quando il soldato nordista John McBurney, gravemente ferito, viene condotto alle porte del Collegio per signorine di Miss Martha Farnsworth, in Virginia, la direttrice accetta di accudirlo in nome della carità cristiana. Ma la presenza del giovane in una casa in cui otto donne vivono isolate da oltre tre anni non può che scatenare intrighi e gelosie. Quando il gioco si spinge troppo in là, John scopre di non essere l’unico in grado di mentire, manipolare, ferire. E mentre la resa dei conti si avvicina, a pagare il prezzo più alto potrebbe essere proprio lui. In un vorticoso alternarsi di voci e punti di vista, Thomas Cullinan mette in scena una storia sensuale, potente e modernissima. Una meditazione in forma romanzesca sull’eterna, sconcertante violenza delle passioni umane.


E allora, a voi quale incuriosisce? A me, “L’inganno“. Vi consiglio anche Starnone, autore di “Lacci“, un libro davvero interessante sul matrimonio e i legami che ci legano alle altre persone.

XoXo

G.


#ICinque: Romanzi giapponesi

Gli autori giapponesi sono spesso materia di venerazione per gli appassionati d’oriente e certamente di fascinazione per chi è più semplicemente incuriosito dalla cultura nipponica.

Tuttavia, come spesso accade, quando si parla di letteratura straniera (specialmente se talmente lontana da noi da rappresentare quasi una letteratura di nicchia) è sempre pronta in agguato la trappola della sineddoche (o metonimia, vabbè): scambiare una parte per il tutto. In questo caso, scambiare Murakami per tutta la produzione letteraria giapponese. Spesso mi capita di sentire frasi di questo genere: «Mi piace molto la letteratura asiatica, ho letto un sacco di Murakami», e ne rimango turbata.

D’accordo, il buon Haruki ha praticamente il proprio scaffale riservato all’interno di ogni libreria italiana e se vuoi trovare qualche altro autore lo devi proprio andare a cercare col lumino, cosicché un cliente medio è indotto a pensare che questo sia tutto ciò che il Giappone ha da offrire, ma voi e io sappiamo che questo non è vero e infatti oggi sono qui per consigliarvi cinque letture (più qualche menzione speciale) provenienti dalla terra del sol levante.

Pronti? Via.

4141t7wa73l-_sx316_bo1204203200_Sotto la foresta di ciliegi in fiore, di Ango Sakaguchi

Marsilio

Pagine: 154

Prezzo: 14 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2wEft1t

I quattro racconti qui presentati, scritti tra il 1938 e il 1952, si collocano a metà strada fra leggenda e allegoria, ma al di là della presenza di esseri soprannaturali e delle convenzioni che permettono di collocarli nel «modo» fantastico di intendere la letteratura, essi condividono una tesi di fondo: la solitudine totale, irrecuperabile dell’uomo. Nel racconto Sotto la foresta di ciliegi in fiore, di questa solitudine si fanno simbolo visibile gli alberi fioriti, bellissimi e misteriosi, capaci di offuscare la mente umana e di ridurla alla disperazione con l’angoscioso silenzio che regna sotto i loro rami. Al fascino inquietante e distruttivo dei ciliegi fa da contrappunto la bellezza assoluta e perversa della donna, la sua familiarità con la morte, l’equazione, subito percepibile, che si viene a creare fra il suo sorriso e il gelo che si stende implacabile sotto gli alberi di ciliegio in pieno rigoglio. Nei quattro racconti, una straordinaria forza immaginativa si mescola con il gusto per il grottesco e il macabro, l’innocenza diviene perversione, la bellezza mostruosità demoniaca, l’annientamento unica possibilità di sollievo alla disperazione.

Un breve romanzo che coniuga bellezza, crudeltà e follia. Vi consiglio di vedere anche il film omonimo, un piccolo capolavoro apparentemente semi-sconosciuto.

41n8ykx7s3l-_sx304_bo1204203200_Le strane avventure di Sherlock Holmes in Giappone, di Dale Furutani

Marcos Y Marcos

Pagine: 256

Prezzo: 15 euro

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Per tre anni Sherlock Holmes sparisce dalla scena; in fuga dal cattivo Moriarty, si rifugia in Asia. E che combina il detective irrequieto in quei tre lunghi anni? Se ne sapeva poco o nulla, quando una vecchina bussa alla porta di Furutani e gli dona un cofanetto dai meravigliosi intagli. Dentro ci sono quaderni fitti di scritte: gli appunti del dottor Watanabe, medico giapponese di campagna. In questi appunti difficili da decifrare e un po’ confusi, Watanabe racconta l’incontro più strano della vita, quello con lo straniero bizzarro e affascinante che per un anno ospiterà a casa sua, dividendo con lui molte avventure. Watanabe non conoscerà mai l’identità dello spilungone che tanto lo sconcerta. Sherlock Holmes viaggia in incognito, sotto falso nome. Ma per un anno, con il suo approccio anomalo e geniale, aiuterà il dottor Watanabe, uomo di immenso buon senso e poca fantasia, a risolvere i tanti casi della vita che giungono fatalmente nello studio di un bravo medico di campagna. di sapienze orientali e intuito occidentale, una lettura deliziosa da assaporare goccia a goccia.

Il dottor Watanabe deve ospitare uno strambo ma geniale gaijin venuto da chissà dove. Di questo libro ho già parlato in precedenza e vi lascio la recensione qui. L’ho anche annoverato tra le mie migliori letture del 2016, in uno dei miei primissimi video, che vi lascio qui sotto.

41n2bjc2kexl-_sx322_bo1204203200_Confessions, di Minato Kanae

Giano

Pagine: 270

Prezzo: 14,90 euro

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La rivelazione è di quelle agghiaccianti, soprattutto se a farla è una giovane professoressa che ha da poco perso la sua bambina e ad ascoltarla sono i suoi alunni, la classe alla quale Moriguchi Yuko rivolge un discorso di addio: “La mia Manami non è morta accidentalmente; è stata uccisa da qualcuno di voi”. La figlia dell’insegnante di scienze aveva quattro anni quando, un mese prima della fine dell’anno scolastico alla scuola media, in una cittadina del Giappone, è stata trovata morta nella piscina dell’istituto. A causa di quello che tutti hanno ritenuto un incidente, la madre ha deciso di abbandonare per sempre il suo lavoro. Freddamente, quasi scientificamente definendoli A e B, la professoressa rende identificabili ai compagni i due ragazzi e rivela la sua scoperta di come essi abbiano premeditato e compiuto l’omicidio di una bambina indifesa. Inoltre, con altrettanta freddezza, l’insegnante comunica la sua decisione: non ha intenzione di denunciare i due assassini alla polizia. Ha invece già messo in atto una personale vendetta, atroce e immediata ma escogitata in modo che le devastanti conseguenze si manifestino lentamente, affinché i giovani criminali abbiano il tempo di pentirsi e trascorrere il resto dei loro giorni sopportando il fardello della colpa di cui si sono macchiati. Nelle settimane successive, attraverso un diario, un blog, una lettera, appare in tutta la sua spaventosa portata il perché del gesto compiuto da Nao e Shuya.

Un libro crudo e crudele, che mostra una realtà di alienazione e violenza per noi quasi impensabile ma tuttavia presente nel pacato, rispettoso, formalissimo Giappone. Il marcio in Danimarca, per capirci, il prezzo da pagare per l’ordine. Ne hanno tratto anche un film meraviglioso e sconcertante, che porta lo stesso titolo. 

51msmruibyl-_sx317_bo1204203200_Rashōmon e/o Nel boschetto, di Ryunosuke Akutagawa

Einaudi

Pagine: 267

Prezzo: 18 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2iwqxHD

Il naso, Nel bosco, Rashomon e molti altri racconti, capolavori di melanconia e struggimento giapponesi. Racconti celeberrimi nei quali fluisce il suggestivo immaginario di Akutagawa, popolato da shogun e preti, vagabondi e contadini. Quello di un mondo che osserva con rammarico la decadenza dei valori della tradizione e tenta vanamente di opporsi allo spirito moderno che si stava diffondendo in Giappone.

Da questi due racconti Akira Kurosawa trasse quel capolavoro che è Rashōmon, film del 1950. In esso, il racconto “Rashōmon” fa da cornice alla vicenda, la cui sostanza è ispirata invece a “Nel boschetto”. Se il primo parla di miseria e sopravvivenza, il secondo ricama sulla natura relativa della verità. Due capolavori che dovete recuperare assolutamente.

513njivleol-_sx318_bo1204203200_Japanese Tales of Mystery and Imagination, di Edogawa Ranpo

Pagine: 222

Prezzo: 11,45 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2xyJFHU

Dice Amazon:

Japanese Tales of Mystery & Imagination contains nine bloodcurdling tales by the author who is widely regarded as the father of Japanese mystery writing and Japan’s answer to Edgar Allan Poe. The chilling stories in this book present a genre of literature largely unknown to readers outside Japan and combine the quick tempo of Western fiction with the rich fantasy of the East. These spine-tingling tales include the strange story of a quadruple amputee and his perverse wife; the record of a man who creates a mysterious chamber of mirrors and discovers hidden pleasures within; the morbid confessions of a maniac who envisions a career of foolproof “psychological” murders; and the bizarre tale of a chair-maker who buries himself inside an armchair and enjoys the sordid “loves” of the women who sit on his handiwork. Lucid and packed with suspense, the stories of Edogawa Rampo have enthralled Japanese readers for over half a century.

Se guardavate Il detective Conan probabilmente il nome Edogawa vi suona familiare. Ebbene, Edogawa Ranpo, con i suoi racconti gialli, cruenti, misteriori e oscuri, fu l’equivalente di Edgar Allan Poe o di Arthur Conan Doyle per la letteratura giapponese. Un must per gli appassionati del genere. 

Menzioni d’onore:

31mpszjbp8l-_bo1204203200_Vita segreta del signore di Bushū, di Tanizaki Junichiro

Pagine: 158

Prezzo: 8,50 euro

Ambientata nel Giappone del XVI secolo, dilaniato dalle lotte intestine, questa vicenda in apparenza racconta di eserciti, samurai e castelli sotto assedio. Ma dietro tutto questo si nasconde qualche cosa di più e, a poco a poco, viene svelato il segreto accennato nel titolo del romanzo. Il protagonista, fin da ragazzo, aveva scoperto un aspetto occulto di sé, una componente masochista della propria sessualità così spiccata da rivelargli l’esistenza, all’interno del suo cuore, di un pozzo profondo dal cui bordo, “con le mani aggrappate all’orlo, aveva guardato nel fondo buio, rimanendo impaurito dalla vertiginosa profondità” che gli si spalancava davanti. L’episodio scatenante è quello in cui il giovane Terukatsu rimane sconvolto ed eccitato nel vedere una bellissima fanciulla che acconcia il cranio mozzato di un guerriero, secondo una consuetudine tipica del Giappone dei samurai: il sorprendente contrasto fra la chioma corvina del decapitato e il braccio candido della ragazza lo affascinerà al punto da desiderare di essere lui stesso al posto di quel cadavere. Da questo episodio che ha segnato la sua adolescenza si dipana la “tortuosa vita sessuale del nobiluomo”. Tanizaki cita nella prefazione un antico saggio cinese, secondo il quale “è più facile sconfiggere un bandito nascosto in montagna che non il male che è nascosto nel proprio cuore”. Attrazione e repulsione dunque per una fantasia erotica che permea di sé la vita del protagonista fino a diventare un’ossessione e un progetto esistenziale.

«Una delle cose più strane e belle che io abbia mai letto» dice una fonte affidabile interpellata prima della stesura di questa lista di consigli, così ho deciso di inserire anche questo titolo. Tanizaki è stato uno dei più grandi scrittori giapponesi, quindi è giusto che abbia il suo posto nell’elenco.

51f-rab2bnl-_sx324_bo1204203200_Racconti di pioggia e di luna, di Ueda Akinari

Marsilio

Pagine: 210

Prezzo: 15 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2vcRPsu

Nove storie di fantasmi nelle quali Ueda Akinari riprende spunti cinesi e motivi del folclore, del romanzo e del teatro giapponesi, rielaborandoli in situazioni originali. Elementi che però sono solo parte dell’intuizione poetica e della capacità dell’autore di trasformare queste storie in racconti dove il ricorso al soprannaturale e la paura sono mitigati dalla poesia.

Dei bei racconti di fantasmi in stile nipponico, inquietanti e sottili.

Per chi ama la mitologia:


41-olpmjhtl-_sx328_bo1204203200_Kojiki, racconto di antichi eventi

Marsilio

Pagine: 171

Prezzo: 13 euro

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La storia del Giappone e della famiglia imperiale dalle mitiche origini al VII secolo: la nascita delle isole e delle divinità dei mari, dei monti e degli alberi; i miti e le leggende; le prime poesie d’amore; gli eroi spesso infelici e sconfitti; le storie di uomini solitari senza compromessi; le vicende documentate fino all’epoca in cui è scritto il testo.

A chi è appassionato di mitologia consiglio il Kojiki, romanzo della fondazione del potere imperiale, commissionato affinché certificasse la discendenza divina della stirpe di Yamato, legittimandone così la superiorità. Primo esempio di narrativa nipponica a noi pervenuto, da non perdere se volete leggere delle gesta di Susanoo, dio del vento e delle tempeste, gran burlone e progenitore della sacra stirpe nipponica.

41udeyv1qil-_sx307_bo1204203200_Storia del principe Genji, di Shikibu Murasaki

Einaudi

Pagine: 1430

Prezzo: 28 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2xiUU87

Negli ovattati appartamenti del gineceo dell’aristocrazia si svolge la storia delprincipe Genji, luminoso per intelligenza, cultura, bellezza: gli amori delle damedi corte, delle spose, e le lotte per il potere, nel piú importante romanzodella letteratura giapponese classica. Il Giappone dell’epoca Heian (IX-XII secolo): un paese chiuso, isolato dalcontinente asiatico, che contiene un altro paese chiuso, quello dell’aristocraziadi corte, al cui interno si trova il microcosmo delle nyobo, l’elite delle dame.

Nell’epoca Heian le dame di corte si annoiavano, così finirono per inventare i kana (l’alfabeto giapponese) e per comporre lunghi e articolati romanzi. Uno di questi è la storia del principe Genji, una narrazione epica e allo stesso tempo introspettiva. Lunghissimo ma interessante.


Allora, carissimi, conoscevate qualcuno di questi titoli? Vi incuriosiscono? Spero di sì.

Un bacio in fronte,

G.


#LiteraryPetPeeves: I titoli tradotti male

Cari lettori occasionali,

la noia letteraria che vi propongo oggi mi è stata suggerita da una petizione che ho visto girare in Facebook qualche tempo fa (la trovate cliccando qui).

Si tratta di una petizione per chiedere alla Newton Compton di pubblicare edizioni migliori, in special modo più curate sotto l’aspetto estetico, con copertine effettivamente attinenti al contenuto del racconto stesso. Si fa poi riferimento alla traduzione, a volte frettolosa e piena di refusi o frasi poco comprensibili.

Quello su cui mi voglio soffermare -brevemente- io è invece la questione titoli. Ora, non ho idea di quale sia la politica della Newton, se scelgano le copertine e poi vi adeguino il titolo o no, ma secondo me è prima di tutto quest’ultimo, il titolo, ad essere motivo di confusione per un lettore.

È una cosa che accade spesso (e credetemi, lavorando in libreria e avendo a che fare con un blog che tratta di libri, ce ne si rende conto anche di più): in Italia una quantità spropositata di libri viene pubblicata con un titolo quasi del tutto diverso dall’originale, a volte così diverso da non rispecchiare nemmeno lontanamente il contenuto del libro.

Sia chiaro, questa cosa non riguarda solo la Newton. Molte altre case editrici compiono operazioni come queste. Un esempio l’ho trovato nel blog La lettrice rampante e riguarda i libri di Clara Sanchez, famosa e vendutissima autrice spagnola edita da Garzanti. Cliccate qui per l’articolo. Ma quello che mi domando io è: perché questo accade?

Marta, del canale Barbie Xanax, spiegava le ragioni di queste scelte in un suo video. Lei si occupa di cinema, quindi parlava di film, ma credo che il meccanismo sia più o meno lo stesso. Tutto deriva dalle logiche di mercato: a chi dobbiamo vendere? E cosa vuole il nostro settore di riferimento? Romanzi rosa? Bene, trasformiamo tutto in un romanzo rosa, inseriamo delle parole chiave nel titolo, mettiamo una ragazza in copertina ed è fatta. E via così, adeguando il prodotto a un segmento delineato con una buona dosa di grossolane accettate.

Certo, a volte l’editore ha fatto bene a cambiare il titolo (come dimostrato in questo articolo) ma in molti altri casi, forse la maggior parte, la scelta stravolge completamente la natura del romanzo, finendo per ingannare i lettori. E ingannare non è bene.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, miei cari. La questione è annosa, mai del tutto risolta, ma ditemi: titolo tradotto sì o no? E in quali casi accettereste un cambiamento radicale del suddetto? Ad esempio, se questo fosse composto da una frase o una parola intraducibile in italiano preferireste che venisse mantenuto in originale, tradotto nel modo più fedele possibile o completamente cambiato?

Aspetto le vostre opinioni,

XoXo

G.

 


The Coffee Book Tag

Salve a tutti, miei adorati lettori,

oggi vi propongo un tag ispirato al caffè che ho visto nel canale di Arianna Bonardi, una ragazza che io seguo dall’alba dei tempi e con cui condivido in buona parte i gusti letterari. Andate e seguite, cliccando qui.

Ma perché l’idea di fare questo tag mi è subito piaciuta? Perché sono dipendente dal caffè. Del tipo che mi scofano una moka da sei intera la mattina. Da sola. E quel che è peggio è che non mi basta neppure, perché dopo pranzo ho di nuovo sonno. Credo di aver bisogno di aiuto. Nel frattempo che io medito sui miei peccati, voi beccatevi il tag e magari, alla fine, fatemi sapere cosa ne pensate, della mia dipendenza, ma anche dei libri suggeriti.

1) Caffè Nero: Un libro difficile da digerire

3539806Se volete farvi strappare il cuoricino e farvelo ridurre in pezzettini piccoli piccoli, allora dovete proprio leggere “Sette minuti dopo la mezzanotte” di Patrick Ness e Siobhan Dowd. Vi lascio la mia recensione qui. Facevo la dura, all’epoca, ma in realtà stavo piangendo tutte le mie lacrime. E io non piango facilmente.

 

 

 

 

 

Un altro mattoncino, a mio parere, è “Espiazione”, di Ian Mc Ewan. La rivelazione finale mi ha ucciso dentro e credo che non perdonerò mai Ian per quello che mi ha fatto.

 

 

 

 

 

 

 

2) Caffè macchiato: Un libro super famoso ma che hai apprezzato

Mi è subito venuto in mente “Le otto montagne”, di Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017. Un bellissimo racconto di amicizia e natura e scoperta di sé stessi. E poi io sono una persona da montagna. Preferisco la quiete e l’imponenza dei monti al caldo affollamento delle spiagge.

 

 

 

 

 

3) Cioccolata calda: Il tuo libro preferito da bambino

Pensavate che vi avrei citato Harry Potter? E invece no. Ho altri titoli che mi sono rimasti nel cuoricino e di parecchio antecedenti al fenomeno potteriano.

Lavinia.jpgIl primo che mi viene in mente è “L’incredibile storia di Lavinia”, di Bianca Pitzorno. Una povera ragazzina, una piccola fiammiferaia sola tra le vide di una Milano ghiacciata, riceve da una fata un regalo molto speciale: un anello magico che le permette di trasformare ciò che desidera in… no, non ve lo dico, leggetelo! Una storia di simpatica vendetta nei confronti dell’indifferenza e della prepotenza, ma anche sui guai che il potere può provocare.

 

 

 

 

Sempre da piccolissima adorai “Gli sporcelli” di Roald Dahl, che penso non abbia bisogno di presentazione alcuna.

 

 

 

 

 

 

 

Un altro titolo che ricordo con enorme affetto è “Tostissimo!” di Domenica Luciani. Un libro che da ragazzina mi piacque moltissimo perché divertente e intelligente e anche per via del suo messaggio di rivalsa.

 

 

 

 

 

 

Il quarto titolo appartiene alla leggendaria collana del Battello a vapore e lo lessi alla soglia dell’adolescenza e si tratta de “All’ombra del pappagallo nero”, di Alan Temperley. Un giovane rigattiere di nome Silas trova sulla spiaggia una sirena. Qualcuno la vuole rapire, lui invece la vuole curare e difendere. Ricordo che lessi questo romanzo mentre ero in campeggio in spiaggia e che fu in parte colpa sua se mi sono innamorata delle storie marinaresche.

 

 

 

 

4) Espresso doppio: Un libro che ti ha tenuta incollata alle pagine

E qui, vi cito “Omicidio a Road Hill House” di Kate Summerscale. Questo saggio romanzato giaceva nella mia libreria da un bel po’ di tempo quando per caso mi imbattei proprio nel canale di Arianna (la ragazza da cui ho “copiato” questo tag) che ne parlava in termini affascinanti. Così, decisi di dedicarmici e ovviamente mi ci sono appassionata. Si tratta della cronaca, come già detto romanzata, di un famosissimo omicidio avvenuto in epoca vittoriana, ovvero quello del piccolo Seville Kent. L’ispettore inviato da Scotland Yard, Jack Whicher, utilizzò metodi di indagine innovativi. La sua figura e il suo metodo, ripresi dai grandi scrittori del tempo (Wilkie Collins, Charles Dickens, Arthur Conan Doyle…) ispireranno e confluiranno nelle grandi figure dei detective di fine Ottocento. Sì, anche in Sherlock.

 

Nel dubbio, vi lascio il video di Arianna che spiega certamente meglio di me.

 

 

5) Latte macchiato: Un libro lungo e pesante

Forse non mi crederete, ma Murakami non mi va giù. “Ma come? Sei laureata in giapponese e non ti piace Murakami?”. Eh già, la vita a volte è strana e paxxerella!11!. In ogni caso, non tutti i Murakami per me sono mattoni indigeribili. Quello che ho fatto fatica a finire è stato “La fine del mondo e il paese delle meraviglie”, che credo sia il preferito del mio ragazzo, che ora mi odierà. Scusa Jack. #SorryNotSorry #Yolo

Leggendo, avevo la netta impressione che Murakami non avesse la minima idea di dove andare a parare con la storia. Di questo autore preferisco di gran lunga “After Dark”. Ma i gusto so’ gusti.

 

 

6) Starbucks: Un libro che vedi ovunque

Facile: “L’amica geniale”, di Elena Ferrante. L’ho letto? No. Ho intenzione di farlo? Dio, no!

 

 

 

 

 

 

 

 

7) Caffetteria Hipster: Un autore sconosciuto

E qui è facile: me medesima! Non perderò mai l’occasione di spammarvi il mio libro. “Il blocco dello scrittore”. Anzi, sapete cosa? Vi link la review che ne fece Sara Cantoni tempo fa. Andate circa al minuto 18 e ci sono io 😀

 

 

 

 

 

 

 

Ma se volete che scelga uno scrittore più serio di me, che sono comunque serissima, vi cito un mio con-regionale di cui sento parlare meno di quanto meriterebbe: Matteo Strukul, autore de “I cavalieri del nord”, “La giostra dei fiori spezzati”, “La ballata di Mila” e al momento in libreria con la serie “I Medici”.

 

 

 

 

 

8) Decaffeinato: Un libro da cui ti aspettavi di più

“Tredici”, di Jay Asher. Il libro ha tante buone intenzioni ma è decisamente rivolto a un target giovane. Il linguaggio semplicissimo, la struttura narrativa, i personaggi appena abbozzati, non mi hanno fatto provare ciò che mi aspettavo. Il personaggio di Clay poi, è insulso.

 

 

 

 

 

 

9) La miscela perfetta: Il libro che ha tutti gli elementi che ti piacciono

Io sono un’anima antica e mi piacciono i classici inglesi vittoriani. “Il ritratto di Dorian Gray” è il mio libro preferito ma amo moltissimo anche Dracula, Frankenstein e tutti i loro cugini. Amo Dickens e Wilkie Collins e tutto ciò che riguarda antiche dimore e case desolate. Insomma, sono come Catherine di Northanger Abbey. Questo spiega perché ADORI quel romanzo.

 

 

 

 

 

 

Bene, ho finito. Spero di avervi dato qualche spunto di lettura e ovviamente mi piacerebbe sapere se avete letto qualcuno di questi titoli e se me ne consigliate qualcun altro!

 Ovviamente, consideratevi tutti taggati ma in particolare passo la patata bollente a:

http://www.erigibbi.it/

https://theimbranationgirl.wordpress.com/

https://giuliaeffe.com/

Un bacio in fronte a tutti e un buffetto affettuoso,

G.


#InLibreria!

Salve a tutti, miei bellissimi lettori occasionali. Sono tornata con uno dei miei classici #InLibreria!, una selezione delle migliori novità presto in arrivo sugli scaffali. Come al solito, fatemi sapere quale vi incuriosisce di più!

XoXo

G.


Newton Compton

9788822705914_0_0_300_80
La casa dei profumi dimenticati
Jan Moran
Pagine: 352
Prezzo: 5,90 euro
Nella California degli anni Cinquanta, Caterina e Santo, un giovane italiano cresciuto con lei nella tenuta vinicola di Milles Étoiles, consumano una notte di passione dopo la quale lei si scopre incinta. Respinta dalla famiglia e dalla società per aver scelto di tenere la figlia illegittima, Caterina decide di partire per l’Italia, dove si trova il casale ricevuto in eredità da una vecchia zia. Una volta giunta a Montalcino, Caterina scopre un mondo nuovo e allo stesso tempo antico, fitto di misteri e intrighi che coinvolgono tutta la famiglia, e in particolare suo padre Luca e lo stesso Santo. Tra l’armonia delle colline toscane, i lussureggianti vigneti della California e la magia della Ville Lumière, prende vita una vicenda familiare intricata, ricca di passioni, segreti e verità nascoste che coinvolge e seduce fino all’ultima pagina.

9788822706348_0_0_300_80

Cominciò tutto per caso

Nina Lupi

Pagine: 320

Prezzo: 10 euro

Quando Elena, il giorno del suo compleanno, scopre per caso che il marito l’ha tradita, fa le valigie e parte con il figlio per l’Italia, verso la regione dove ha passato l’infanzia, la Puglia. Arrivata a Lecce, si stabilisce nel palazzo nel quale vive suo zio Gigi ed è qui che incontra Michele, un giovane pittore romano, anche lui trasferitosi da poco in Puglia. Tra i due nasce ben presto una simpatia. Durante una passeggiata notturna, sotto il cielo stellato di Lecce, Michele ed Elena fanno una scoperta che rischia di complicare non poco la vita dell’intera città e che li coinvolge più di quanto possano immaginare. Si tratta di un segreto di famiglia, che qualcuno ha voluto tenere nascosto per molto tempo…

Rizzoli

519lky7m2brl-_sx332_bo1204203200_Dieci piccoli infami
Selvaggia Lucarelli
Pagine: 226
Prezzo: 17 euro
La migliore amica che tradì la sua fiducia dopo cinque anni, quelli delle elementari, di complicità ininterrotta e simbiosi pressoché totale. Un parrucchiere anarchico, poco incline all’ascolto delle clienti e molto a gestire taglio e colore in assoluta libertà. Il primo ragazzo a essersi rivolto a lei chiamandola gentilmente “signora”. Un ex fidanzato soprannominato Mister Amuchina per la sua ossessione paranoide verso l’igiene e l’ordine, prima che un incidente ponesse provvidenzialmente fine all’asettica relazione. La suora che avrebbe voluto fare di lei la prima “Santa Selvaggia” della storia. Sono solo alcuni dei personaggi inseriti da Selvaggia Lucarelli nella sua personalissima blacklist, un girotondo di piccoli infami che, più o meno inconsapevolmente, l’hanno trasformata anche solo per pochi minuti in una persona peggiore. Dopo il grande successo di Che ci importa del mondo, suo romanzo d’esordio, Selvaggia Lucarelli ci consegna un libro scritto con sincerità, autoironia e con il suo inconfondibile stile corrosivo. Perché Dieci piccoli infami non è solo una rassegna di incontri sciagurati ma un’autentica resa dei conti: con i mostri più o meno terribili in cui inciampiamo nella vita e anche un po’ con la nostra capacità di riderne e di (non riuscire proprio a) perdonare.

Piemme

9788856660333_0_0_300_80L’altra donna
Susan Crawford
Pagine: 300
Prezzo: 18,50 euro
È un giorno di neve quando la macchina di Joe slitta sul ghiaccio e lo schianto contro un albero lo uccide sul colpo. La donna che è al suo fianco non può fare nulla per aiutarlo. Perché non avrebbe mai dovuto trovarsi lì, in quella macchina, accanto a quell’uomo che non è suo marito. Per salvare la sua vita – il lavoro, il matrimonio, la sua amata bambina Lily – Dorrie decide in una frazione di secondo: abbandona la macchina, tornando alla sua vita di prima come se nulla fosse. D’altra parte è sempre stata una brava attrice, e ha recitato molte parti: la figlia devota, la moglie soddisfatta – e ora si prepara alla performance più importante. Peccato che alcuni dettagli dell’incidente e della morte di Joe non convincano la polizia, e che la vedova di Joe sappia molte più cose di quante lui e Dorrie avessero immaginato…
9788856634365_0_0_300_80Tutta colpa di Mr. Darcy
Shannon Hale
Pagine: 240
Prezzo: 18,50 euro
Che cosa distingue una semplice lettrice di Jane Austen da Jane Hayes? Tutto: nella sua testa parole come “orgoglio”, “pregiudizio”, “ragione”, “sentimento” hanno un significato ben diverso da quello del dizionario, e soprattutto, per lei, non c’è nessun uomo al mondo di cui valga la pena innamorarsi. Perché nessun uomo è e sarà mai Fitzwilliam Darcy – tranne Colin Firth nella migliore interpretazione della sua carriera, si capisce. Così, anche se Jane è una single trentenne che potrebbe godersi la vita a New York, le sue chance in amore sono regolarmente sabotate dalla sua fissazione platonica. Finché un viaggio la porta dove ha sempre sognato di andare: complice l’eredità di una prozia, Jane parte per Pembrook Park, Inghilterra. L’unico posto dove, tra costumi d’epoca, carrozze, balli di gala e rigida etichetta, per una modica cifra anche tu puoi vivere il tuo sogno austeniano. E magari innamorarti… Nella villa fuori dal tempo che la accoglie, piena di stanze e servitù, tra personaggi bizzarri che non si fanno problemi a vivere per qualche giorno nel passato, Jane conoscerà un giardiniere belloccio, ma si scontrerà anche con un gentiluomo che si crede un po’ troppo affascinante… E forse vivrà finalmente il sogno più bello. Quello da vivere nella realtà. Un romanzo delizioso, per le appassionate di Jane Austen, ma soprattutto per chi ha voglia di concedersi una storia semplicemente e meravigliosamente romantica.

Bompiani
9788845293276_0_0_300_80La pallina assassina
Olséni&Hansen
Pagine: 384
Prezzo: 16 euro
Giugno a Falsterbo è perfetto per giocare a golf. Lo sanno bene i due maturi amici Egon e Ragner, che come di consueto sono già in campo molto presto la mattina. Li raggiungono Elisabeth e Märta, fresca vedova, già amante di Ragner in gioventù. Durante la partita i quattro trovano in un bunker il corpo di Sven Silfverstolfe, ricco imprenditore nonché proprietario del campo. Il morto ha un vistoso livido sulla tempia, e gli amici si convincono di essere responsabili della sua morte grazie a un tiro particolarmente riuscito. Il nipote di Egon, Fredrick, interpellato sul da farsi, consiglia loro di cancellare le tracce e lasciare tutto com’è. I quattro invece decidono di inscenare un suicidio, ma vengono ben presto smascherati. Va da sé che non sono loro i colpevoli: Sven era detestato da molti. L’amante Madeleine, che ha abbandonato dopo la nascita del figlio svuotandole il conto; Sophia, la giovane moglie che gli rivela di aspettare un bambino – che non può essere suo; e ancora, gli investitori di un suo progetto fallito.
9788845293252_0_0_300_80Intima apparenza
Edith Pearlman
Pagine: 288
Prezzo: 19 euro
Che si tratti di una donna che ascolta le involontarie confessioni di chi sta facendo la pedicure, di un bambino speciale dotato di visione pentacromatica, dei dipendenti di una casa di cura o di un compito professore di latino chiamato a tenere una lezione sul mistero della vita e della morte, Edith Pearlman riesce a ritrarre intimamente i suoi personaggi nello spazio di un racconto…

Fine.
I miei preferiti sono gli ultimi due, editi Bompiani.
Attendo il vostro parere e a breve arriverà l’articolo sulle uscite indipendenti!

What readers want

In Italia si legge poco, questo lo sappiamo tutti. A fronte di più di 60 mila novità (stampate) e 63 mila ebook l’anno (praticamente 350 libri nuovi al giorno) i lettori calano costantemente. Per dire, nel 2015 in Italia 33 milioni di persone non hanno letto nemmeno un libro. Ripeto: 33 milioni. Zero libri. E quelli che hanno letto un libro al mese (quanta forza d’animo, un libro al mese! Quanta tenacia, quanto tempo libero, quanto amore per i libri a tempo pieno e continuato! Infatti sono considerati “lettori forti”) sono circa 3 milioni. Ripeto: 3 milioni. Un libro al mese. Dodici libri in un anno. Lettori forti.

«Beh» direte voi, «piuttosto che niente…»: e in termini puramente teorici avreste ragione. Qualcosa è sempre meglio di niente. Tuttavia, la domanda giusta da porsi è: di cosa è composto quel qualcosa? Quali sono i dodici prescelti, i dodici apostoli della carta stampata inviati a predicare e diffondere il verbo nella casa degli italiani?

In verità vi dico, se pensate che si tratti di narrativa di spessore vi sbagliate di grosso. E non parlo in qualità di lettrice, compratrice compulsiva di libri, scrittrice e più in generale bibliofila: ve lo dico dalla parte di chi sta al di la del bancone quando entrate chiedendo «quel libro di quell’autore che non ricordo, che non so quando è uscito e nemmeno la casa editrice, ma aveva la copertina gialla». Vi parlo come una libraia.

L’anno scorso ho lavorato per sei mesi in una libreria della mia città e questo mese ci sono tornata, per un breve periodo. Uno degli aspetti più interessanti di questo lavoro (almeno per me, che sono strana), oltre all’ovvio vantaggio di poter mettere le mani sulle novità non appena entrano in negozio (sotto forma di pesanti scatoloni da aprire-svuotare-riporre velocemente e diligentemente), è quello di poter godere in tempo reale di una panoramica abbastanza accurata, se non precisa, del parco lettori italico e di quali siano i dodici libri che leggeranno durante l’anno. Vi dico: è una panoramica desolante.

Partiamo dal fatto che le due tipologie di libro più vendute nella nostra libreria sono le pubblicazioni per l’infanzia (favole classiche, libretti-gioco per infanti in età prescolare, il classico «pensierino per il nipotino») e le guide turistiche. Cioè: libretti per bambini che a stento sanno leggere e guide turistiche, che se va bene si sfogliano distrattamente una volta arrivati di fronte al monumento che si vuole visitare.

I libri per bambini vanno davvero alla grande. Quando entra in libreria una signora che ha superato i sessanta, quasi certamente è lì per comprare un libro per un nipote, suo o di qualcun altro. Lo stesso vale per le donne sui trenta-quaranta. In entrambi i casi, quello delle nonne o quello delle mamme, la scena è sempre la stessa: «Scusa… posso chiederti un consiglio? …Un libretto per un bambino…». Certo signora, quanti anni ha? (diciamo sperando fortemente che il pargolo abbia almeno sette anni, fattore fondamentale per accedere allo scaffale dei “libri per ragazzi”, più piccolo e decisamente più facile da gestire. Quello delle pubblicazioni per infanti è lungo tutta una parete (4 metri), un inferno di cartonati da dieci pagine ciascuno, impossibili da trovare) «Due e mezzo.» A quel punto uno si chiede quale sia il problema. A due anni uno a stento distingue la madre dal padre, che differenza vuoi che faccia leggere una favola su un bruco, un lupo o su come imparare a usare il vasino? Ma forse in questo momento sta parlando il vuoto cosmico che ho nell’anima lì dove dovrebbe esserci l’istinto materno.

In ogni caso, è proprio in questo reparto che a mio parere viene alla luce la natura di tutti i problemi del mondo: perché ogni madre e ogni nonna e nonno e zio e madrina e padrino che compra un libro per un bambino in realtà sta semplicemente proiettando su di lui, l’essere umano più benevolmente neutro a disposizione, le proprie paranoie e idiosincrasie. Così ci sarà sempre quella che «no, questo libro pensato apposta per ragazzini dai tre ai quattro anni è troppo semplice per la mia nipotina di due, che è tanto sveglia», e quella che «ma questo libro che presenta il giusto connubio di immagini e storia scritta in stampatello è troppo complicato, mio figlio ha solo sette anni», e poi le mie preferite, quelle che «ma io voglio una favola per bambini maschi, Cappuccetto rosso e Biancaneve sono femmine.» E non fatemi aprire il discorso sul “gender” nelle favole, che secondo me sfiora l’assurdo. Favole per maschi e favole per femmine. La sentite l’assurdità che trasuda da questa distinzione? Perché io sì e ogni volta rimango basita e la mia già scarsa fiducia nel genere umano si affievolisce un pochino di più.

In ogni caso, l’unica cosa che si evince servendo chi compra libri per l’infanzia è una e una sola: tutti i bambini italiani sono dei piccoli geni precoci, che diventeranno scienziati, letterati, professori e astronauti. Tutti eh. Peccato che compiuti i dieci anni finiranno irrimediabilmente come i loro compagni di cui sotto (o come i loro disgraziati parenti, di cui sopra).

Un altro reparto che se la gioca bene con i primi due è quello dei libri di cucina e/o esoterici (i due generi a volte si contaminano, che si tratti di ricette delle streghe di montagna o diete che promettono di farti ringiovanire, sempre di magia e creduloneria stiamo parlando). Seguono i manuali di auto-aiuto (o di aiuto-aiuto, vedete voi. E se avete capito la citazione, vi meritate un bacio in fronte), sempre attuali.

Perdono  miseramente fantasy, fantascienza e saggistica. I primi due, frequentati solo dai nerd, che evidentemente qui dove sto io scarseggiano, l’ultimo patria di professori e studenti universitari che vengono a cercare i testi consigliati, appunto, dai professori. Chi si addentra nella saggistica di solito sa già cosa cerca e quello che cerca di solito è un libro di recentissima pubblicazione che è stato pubblicizzato a Che tempo che fa o a Striscia la notizia. Oppure è l’ultimo libro di, chessò, Bruno Vespa. Siccome nella nostra libreria il reparto saggistica comprende attualità, economia, psicologia, storia, scienza e religione, vi dico anche che i reparti che se la cavano meglio sono psicologia e religione e io trovo che il binomio sia piuttosto indicativo.

Veniamo ora alla narrativa, il campo in cui io vorrei abitare (e vi dirò, di fatto lo abito, perché il mio libro è lì che si piazza), ma che è tirannicamente occupato da una parte dai mostri sacri (a cui mi inchino e offro sacrifici sperando di ricevere miracolosamente un briciolo del loro talento) e dall’altra dalle Cristine Chiperi di tutto il mondo.

A questo punto vi chiederete: ma che cavolo, nessuno compra romanzi? Li comprano, certo, ma come? E soprattutto, quali? Ma più soprattutto ancora: perchè?

Come già accennato all’inizio di questo articolo, i clienti tendono a spendere i loro preziosi, sudati soldi principalmente per grandi autori che conoscono già. Esce un nuovo Camilleri e bisogna ordinarne sessanta copie, perché le prime sessanta sono già state vendute. Esce un romanzo meraviglioso di un autore di nicchia o anche semplicemente meno conosciuto di Camilleri e il libraio può stare certo che nessuno lo filerà neppure di uno sguardo e che nessuno lo comprerà nemmeno sotto il più spassionato consiglio. Di solito finisce che, a meno che non ne parlino Michela Murgia e/o il Gazzettino, quasi tutte le copie di quasi tutti i romanzi che vedete in una libreria saranno ritirate e mandate ai magazzini dell’usato tipo Libraccio o peggio ancora al macero.

Una sottocategoria dei clienti di cui sopra sono i saccenti, quelli che sanno già tutto, hanno letto tutto e vogliono solo che gli tiri fuori dal mucchio il titolo al quale hanno deciso di concedere la loro preziosa attenzione. Questi sono la dimostrazione vivente che uno dei principi cardine del marketing e della comunicazione è profondamente vero e vive e influenza la vita di tutti noi: la gente è portata ad ascoltare prima di tutto il consiglio di un conoscente considerato “leader d’opinione”. Ebbene sì. Senza andare troppo lontano, tutti abbiamo il vicino di casa o l’amico o lo zio a cui ci rivogliamo per un consiglio. La moda, la lettura, il cinema, il detersivo da usare per sgrassare le pentole, per ogni cosa c’è un leader d’opinione. Ecco, i saccenti arrivano in negozio spinti dalle parole di questi individui e sarà impossibile smuoverli dalla loro posizione. Invece di leggere per il piacere della lettura, questi clienti leggono per essere parte di un gruppo, per dire che “l’hanno letto anche loro” e non essere da meno della vicina di pianerottolo. Vi svelo un segreto: questo è il metodo principale tramite cui dilaga la popolarità dei romanzetti rosa di turno.

In tutto questo, mi chiedo quale sia il problema.

Forse molta di questa reticenza dipende dal costo elevato dei libri e dalla scelta INFINITA a disposizione. Se avete mai provato un senso di velata inquietudine in una libreria, forse mi capite. È una vocina nella testa che vi fa notare quanti libri sono stati scritti e stampati a fronte di quanti voi potete materialmente e fisicamente leggerne. Questo capita di solito nella testa dei lettori forti (ma non i lettori forti da un libro al mese, parlo di lettori fortissimi, tipo dai due in su fino ai fanatici integralisti che ne leggono tipo uno a settimana): posso solo immaginare cosa pensa chi invece legge un romanzo una volta ogni tanto, in spiaggia, «sotto l’ombrellone».

Probabilmente provano qualcosa di molto simile a quello che provo io dentro H&M o Zara. Ci sono un sacco di vestiti carini ma a) sono troppo stretti o corti o scomodi e non si sposano con il mio stile tomboy-trasandato-chic; b) a fronte della qualità, il costo è troppo elevato; c) non ho proprio voglia di provarmeli. Se trasponiamo questo elenco nel mondo dei libri ne risulta che un lettore poco forte (come io sono una compratrice di abiti molto poco forte) si troverà a pensare che a) ogni libro all’infuori del genere che in qualche modo riesce a frequentare senza addormentarsi sulla terza pagina non vale nemmeno la pena di essere considerato; b) tutto costa troppo e l’Italia è in crisi, quindi non ha senso spendere per dei libri, meglio comprarsi un iPhone nuovo (e con lui la sensazione di far parte dell’élite di quelli cool); c) per scegliere ci vuole tempo, il tempo è denaro, di denaro non né abbiamo (perché abbiamo comprato l’iPhone), meglio buttarsi su ciò che conosciamo già.

Sia i negozi tipo H&M sia le librerie si sono “supermercatizzate”. In entrambi i casi ci troviamo a fare la spesa, a scegliere tra migliaia di articoli diversi. Questo sì, quello no. Ah, questo è in offerta, allora magari prendiamolo al posto dell’altro. Il supermercato  però è una sorta di non-luogo, un po’ come le stazioni e gli aeroporti, e per qualche motivo credo il luogo dove andiamo a scegliere cosa mostrare di noi (H&M) e quello dove andiamo a comprare il “cibo” per la nostra mente non dovrebbero essere così impersonali. La troppa scelta, laddove chi sceglie non sia fornito degli strumenti adeguati per farlo, genera solo timore e confusione. Così cosa si finisce per fare? Per lasciare che gli altri scelgano per noi. Quindi ci si affida alla moda. Quindi tutti si vestiranno nello stesso modo e leggeranno le stesse cose e penseranno le stesse cose.

Finché questo succede per i vestiti, che hanno a che fare col nostro essere esteriore, mi sta ancora bene; ma chiamatemi pure snob, io credo che sia molto più importante quello che circola nella nostra testa. Per dirla alla Tyrion Lannister: i libri servono ad affilare la mente tanto quanto la cote serve ad affilare la spada, ed è così triste vedere così tante spade e pugnali e lance spuntate!

Questo mi porta ad un altro punto del discorso: chi è che avrebbe bisogno di affilarsi le meningi più di tutti? I signori in pensione? No di certo. La risposta è: bambini e ragazzi. E sapete quanti bambini e ragazzi entrano in libreria? Zero. O meglio, di bambini qualcuno se ne vede: sono molto molto piccoli, accompagnati dai genitori. Dai dieci anni in sù, fino all’età universitaria, spariscono. Se qualcuno dovesse determinare statisticamente la composizione della popolazione italiana a partire da chi frequenta la nostra libreria sarebbe come se la gioventù semplicemente non esistesse. Sbuca fuori timidamente, verso giugno, per ordinare i libri delle vacanze che qualche professore (sempre tra i piedi!) ha ordinato loro di leggere. Oppure arriva in massa per ottenere la copia autografata del libro di qualche youtuber.

Quindi io mi domando: se è fin troppo ovvio che l’Italia è un paese di (passatemi il termine sgarbiano) capre, può essere che una piccolissima parte della colpa sia imputabile a questi mercati del libro che sono le librerie? Quella dove ho lavorato io, pur essendo inserita in una catena, non è molto grande e stare al contatto col pubblico è abbastanza semplice. Qualcuno dei clienti si azzarda addirittura a chiedere un consiglio perché sanno che spesso e volentieri i libri che arrivano li leggiamo proprio per poterli consigliare ai clienti. In catene più grandi, posizionate in luoghi più affollati, avere un approccio così diretto è quasi impossibile e peraltro, siccome lo scopo è quello di vendere e guadagnare (perché i librai sono dei commercianti: ecco, l’ho detto), alla richiesta di un consiglio la risposta sarà invariabilmente: «l’ultima novità, arrivata sta mattina, ancora calda. Ne parlano tutti, super venduto. Sono venticinque euro, grazie.» E poi magari l’ultima novità è Cinquanta sfumature di grigio.

Ora, non so voi come la vedete ma quando io entro in una libreria lascio che siano i libri a ispirarmi. Raramente ho un’idea precisa di cosa cerco. Prendo in mano, sfoglio, mi lascio sedurre. Purtroppo di gente così, topi da biblioteca che non hanno paura di “perdere tempo” tra i libri (che, pensateci, sono un meta-oggetto che si porta appresso un’intrinseca lentezza, in un mondo dove tutto deve essere produttivo, veloce, efficace, smart), che si lasciano ispirare e sono curiosi di scoprire i tesori che nascondono ne ho visti pochi e quelli che ho visto, vagavano senza meta alla ricerca del famoso libro con la copertina gialla di cui non ricordavano né l’autore né la casa editrice né il titolo.


#InLibreria!

Cari lettori occasionali,

in questi giorni sono terribilmente assente ma ho un buon motivo. Quattro lettere, due sillabe: tesi.

Anche se non riesco a scrivere articoli, posso sempre informarvi sulle nuove uscite del periodo, perciò ecco qua, in una versione un po’ semplificata e rapida.


Fanucci

unnamedLa leggenda della nave di carta: Racconti di fantascienza giapponesi

A cura di Carlo Pagetti e Ilaria M. Orsini

Lungo una linea che risale fino alle leggende e ai miti tradizionali del Sol Levante, pur non disconoscendo la lezione dei grandi autori europei della seconda metà dell’Ottocento, come Verne o Wells, i sedici racconti che compongono La leggenda della nave di carta rappresentano una finestra su un mondo, una società, una cultura che sono altro da noi e che, proprio per questo, ci risultano affascinanti, sorprendenti. Distanti dagli stereotipi più diffusi, che vogliono la fantascienza giapponese legata all’epopea di mostri leggendari come Godzilla o alle saghe anime, questi racconti esplorano territori più accidentati e stimolano suggestioni profonde su temi complessi e insoluti come la rapida modernizzazione della società, gli strascichi del militarismo degli anni Trenta e Quaranta, l’inquinamento ambientale, l’isolamento culturale, la condizione femminile, la fiducia – spesso tradita – nel progresso tecnologico. Il ritratto che se ne ricava è quello di un mondo vulnerabile, scosso, proiettato verso il futuro e allo stesso tempo ancorato al suo passato recente, all’evento che ne ha sconvolto l’attualità, segnandone per sempre l’identità e l’immaginario: l’apocalisse atomica su Hiroshima e Nagasaki.

ConnolyLa canzone delle ombre

John Connolly

In convalescenza in una cittadina del Maine in seguito alle ferite provocate da un colpo d’arma da fuoco che stava per costargli la vita, il detective Charlie Parker fatica a superare le angosce legate all’esperienza drammatica recentemente vissuta. La clinica in cui è ricoverato ospita una vedova di nome Ruth e la giovane figlia di lei, Amanda, donne tormentate e sfuggenti, testimoni e vittime di un passato tragico che risale agli anni della Seconda guerra mondiale e a una città polacca, Lubsko, dove sorgeva un campo di concentramento nazista. Indagare sul loro trascorso per Parker significa dissotterrare segreti atroci e rievocare crimini inauditi e lontani. Ruth e Amanda sono in pericolo, minacciate da qualcuno che non ha sopportato l’affronto della loro sopravvivenza e che, come un’ombra, è tornato dalle tenebre del passato per reclamare il proprio tributo di sangue. Ferito nel corpo e nell’anima, il detective dovrà fare appello alla determinazione e all’acume che gli restano e che, sebbene messi a dura prova, rappresentano la sola possibilità di salvezza delle due donne.


Time Crime

RobertsIl collezionista

Nora Roberts

Il lavoro di Lila Emerson consiste nel badare alle case altrui in assenza dei proprietari. Un’occupazione all’apparenza semplice e senza particolari implicazioni. Questo almeno è quello che ha sempre pensato fino al giorno in cui, guardando fuori dalla finestra, assiste a un omicidio: una giovane donna precipita nel vuoto, da un appartamento in cui verrà poi trovato il cadavere di un uomo, Oliver Archer. Le prove fanno da subito supporre che si tratti di un caso di omicidio-suicidio, ma Ashton Archer, fratello dell’uomo e noto pittore, è convinto dell’innocenza di Oliver, incapace, a suo dire, di commettere una tale atrocità. La sola persona che può aiutarlo nella ricerca della verità è Lila, unica testimone oculare, ma quello che nasce tra i due è qualcosa che va oltre una complicità investigativa. I loro destini si ritrovano così indissolubilmente legati in un gioco più pericoloso di quanto immaginassero, dove le dinamiche criminali s’intrecciano al traffico illegale di oggetti d’arte, in un mondo oscuro in cui la vita può valere meno di un cimelio.


Fazi Editore

allontanarsi-light-673x1024Allontanarsi

Elizabeth Jane Howard

È il 1945 e la guerra è finita. Il momento tanto atteso e sognato dai Cazalet per anni è finalmente arrivato. Eppure l’eccitazione di fronte alla notizia che le armi sono state deposte è ormai sopita, e l’Inghilterra è ancora paralizzata nella morsa della privazione. Mentre l’impero si disgrega, a Home Place i Cazalet si apprestano a trascorrere quello che ha tutto il sapore dell’ultimo Natale insieme: il sapore malinconico del tempo che passa. I bambini sono ormai cresciuti, le ragazze si sono fatte donne, gli adulti cominciano a invecchiare.
La lunga convivenza forzata è finita e la libertà obbliga a prendere delle decisioni: dovrebbe essere un momento felice, ma la guerra ha lasciato una ferita profonda, e ricominciare non è facile. Il futuro è incerto e una patina triste ammanta le giornate. Per ognuno è giunto il momento di prendere la propria strada, e inevitabilmente ciò porterà i membri della famiglia ad allontanarsi l’uno dall’altro.
In questo riassetto difficile, gli amori faticano più di tutti: le coppie che erano state divise dalla guerra stanno lottando per rimettere insieme i pezzi, mentre per quelle che la guerra aveva tenuto insieme forse è ora di ammettere il proprio fallimento. Ma nelle ultime pagine comincia a soffiare un vento nuovo: ce ne accorgeremo nel finale a sorpresa, che riaccenderà la speranza…


Piemme

978885665855hig_3062eaf77d96332b7b1c5e401b6614baLa donna che cancellava i ricordi

Brian Freeman

Per alcuni è capace di pura magia. Per altri, si diverte un po’ troppo a giocare a essere Dio. In ogni caso, che se ne pensi bene o male, la dottoressa Frankie Stein fa parlare di sé a San Francisco: ha sviluppato un controverso metodo di ipnosi in grado di cancellare il ricordo di eventi traumatici, ricostruendoli in modo da “diminuire” il coinvolgimento del soggetto.
Non tutti ci credono; tra i più scettici il detective della Omicidi Frost Easton – che spesso si ritrova a dover collaborare con Frankie in tribunale. Frost è un uomo con un passato ingombrante, che ha imparato a sue spese che non esistono i miracoli. E nemmeno le coincidenze. E infatti, quando una serie di donne ritrovate morte in zone diverse della città vengono identificate tutte come ex pazienti della dottoressa Stein, Frost sa che dovrà partire da lei per capire chi si nasconde dietro gli omicidi. Se vogliono fermare il serial killer che sta terrorizzando la città del Golden Gate, Frankie e Frost dovranno così navigare, insieme, le acque burrascose di un’indagine sempre più intricata, imparando ad apprezzarsi a vicenda. Mentre il killer continua a colpire: chi sarà la prossima vittima?


Harper Collins

Dannate-ragazze_hm_cover_bigDannate ragazze

Robin Wasserman

Novembre 1991. La notte di Halloween Craig Ellison, star della squadra di basket della scuola superiore di Battle Creek, si avventura nel bosco da solo e scompare. Tre giorni dopo lo ritrovano con una pallottola in testa e una pistola in mano, e quel gesto all’apparenza inspiegabile sconvolge profondamente i membri di quella tranquilla cittadina della Pennsylvania, già turbati da voci inquietanti sulla presenza di sette sataniche nella zona.

Hannah Dexter, diciassettenne brillante ma solitaria, incontra Lacey Champlain poco tempo dopo la tragedia. Capelli nerissimi, look goth e una passione per Kurt Cobain che sfiora l’ossessione, Lacey è una ragazza carismatica e dal fascino perverso che si insinua nella vita e nella mente dell’impressionabile Dex, plasmandone il carattere a propria immagine e somiglianza fino a risvegliare una parte ribelle e oscura di lei che le trascina in una spirale di violenza sempre più febbrile e pericolosa.

Sconvolgente storia d’amore e di violenza, e al tempo stesso lucido ritratto di un’amicizia totalizzante e malata sullo sfondo claustrofobico di una cittadina di provincia, Dannate ragazze è una fotografia spietata e indimenticabile dell’adolescenza femminile: brave ragazze e ragazze perdute, forti e deboli, amiche e nemiche. Anime in fiamme che si levano sempre più alte… e talvolta svaniscono in una vampata.

La-casa-delle-bambole_hm_cover_bigLa casa delle bambole

Fiona Davis

La casa delle bambole… È così che noi ragazzi chiamiamo il Barbizon Hotel, la pensione per signorine, perché è piena zeppa di graziose bamboline. Proprio come te.”

NEW YORK, 1952 : Quando arriva al Barbizon Hotel subito dopo aver ritirato il modulo per iscriversi alla scuola per segretarie d’azienda, Darby McLaughlin è tutto ciò che le altre ospiti della nota pensione per signorine non sono: semplice e timida, ha la costante sensazione di essere fuori posto… e nessuna di quelle ragazze, tutte sofisticate modelle di una nota agenzia, sembra bendisposta nei suoi confronti. L’unica amica è Esme, la cameriera, che le apre le porte degli equivoci jazz club newyorkesi in cui la musica è potente come l’eroina che vi scorre a fiumi, le fa conoscere il ritmo trascinante del bebop, le fa balenare davanti agli occhi la possibilità di trovare l’amore…

NEW YORK, 2016 : Il Barbizon Hotel è stato convertito in condominio e delle ospiti di un tempo non è quasi rimasta traccia. La storia del coinvolgimento di una di loro in una tragica lite con una cameriera dell’albergo negli anni Cinquanta echeggia ancora tra le mura dell’edificio, insieme alla musica malinconica che filtra dall’appartamento dell’anziana signorina McLaughlin. È una combinazione irresistibile per Rose Lewin, una giovane reporter che si è trasferita lì di recente. Ma a poco a poco, la curiosità si trasforma in ossessione, le indagini assumono contorni sempre più torbidi e discutibili. E la verità che emerge lascia un segno indelebile su entrambe le donne.


Quale vi incuriosisce, miei lettori occasionali? Io propendo per le storie di fantascienza giapponesi e le ragazze dannate 🙂

Fatemi sapere la vostra e a presto,

G.


#SeTièPiaciuto: Hunger games…

La rubrica che ti consiglia un libro a partire da un altro.

Nella nazione di Panem, divisa in dodici distretti, ogni anno si organizzano gli Hunger Games, dei giochi sanguinari in cui dei ragazzi scelti in ognuno dei distretti vengono messi in un’arena e spinti a uccidersi l’un l’altro per sopravvivere. Il tutto in diretta televisiva, sotto gli sguardi di milioni di spettatori.

Katniss, del povero distretto 12 si offrirà volontaria al posto della sorellina Prim e bla bla bla… penso che il resto non abbia bisogno di presentazioni, no?

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La serie, scritta da Suzanne Collins

Salve a tutti, lettori occasionali. Oggi sono qui per inaugurare la nuova rubrica di questo blog: #SeTièPiaciuto. Forse vi suonerà familiare, specialmente se bazzicate su YouTube e vi interessate di cinema. Si tratta infatti del nome di una rubrica del canale di cinema ScreekWeek, che come potrete presumere ha proposto il formato in chiave cinematografica.

Io invece voglio parlarvi di libri!

Quindi ecco il primo consiglio: se avete letto e avete amato al serie di Hunger Games, allora dovete proprio leggere (e guardare)

Battle Royale

Si tratta di un romanzo dello scrittore giapponese Koushun Takami, pubblicato nel 1999. In Italia è edito da Mondadori

La storia racconta degli studenti di una scuola media che sono costretti a combattere tra loro fino alla morte in un programma gestito da un autoritario governo giapponese ora conosciuto come “Repubblica della Grande Asia Orientale”.

Il romanzo è diventato un bestseller e di conseguenza ne sono stati tratti un manga e il celeberrimo film, che porta lo stesso titolo e che comprende nel cast tutta una serie di attori giapponesi famosissimi, come Takeshi Kitano (avete presente il programma “Takeshi’s Castle“? Ecco, il Takeshi del titolo è lui. Enough said), nel ruolo del professore e Chiaki Kuriyama, l’indimenticabile Gogo Yubari di Kill Bill.

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Gogo Yubari

Il sia il romanzo, che il manga, che il film sono contraddistinti da un’ampia dose di violenza e crudezza, in puro stile giapponese. I personaggi sono tanti, vari e approfonditi. Il “gioco” è più spietato ancora di quello proposto dagli Hunger Games e sicuramente meno fancy, meno colorato, meno glamour. In parole povere, qua la gente muore sul serio e muore male, senza sconti, senza edulcorare niente.

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La locandina del film


L’autrice di Hunger Games ha dichiarato che ha avuto l’idea per Hunger Games un giorno, mentre stava facendo zapping, quando il confine fra un reality show e le notizie di guerra ha iniziato ad apparire realmente difficile da stabilire. Ha anche citato il mito greco di Teseo, nel quale la città di Atene era costretta a inviare giovani uomini e giovani donne a Creta per essere divorati dal Minotauro, quale ispirazione per la nazione di Panem. Suzanne ha anche dichiarato che storie simili l’avevano colpita sin da bambina, quando suo padre stava combattendo la guerra del Vietnam e lei era spaventata dal sapere che lui era lì.

(dalla pagina Wikipedia di Hunger Games)

In verità, le similitudini tra Battle Royale e Hunger Games sono davvero molte.

  • L’idea del macabro gioco sfruttato per tenere a bada una nazione distopica;
  • Concorrenti giovani;
  • Il fatto che da regolamento debba esserci un solo vincitore. In Battle Royale viene specificato che se entro tre giorni saranno in vita più persone, verranno tutte uccise. O uno o nessuno. Bacche velenose anyone?
  • Il fatto che l’arena (nel caso di Battle Royale, l’isola) “cambi” e si adatti per mettere in difficoltà i concorrenti;
  • Il fatto che i concorrenti vengano costantemente monitorati e che gli organizzatori abbiano la possibilità di ostacolare i loro piani (in Battle Royale, addirittura uccidere di proposito i concorrenti, per avvertimento, punizione o altro);
  • Il fatto che l’arma che ricevono per difendersi sia più o meno casuale;

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    La presentatrice di Battle Royale. Fatevi un favore e cercate il video su YouTube. E’ da ascoltare.

  • Il fatto che entrambi abbiano una presentatrice sopra le righe;
  • Il fatto che entrambi abbiano delle persone, costrette o meno, a tornare nell’arena dopo aver vinto con lo scopo di scardinare il sistema.
  • SPOILER: Due vincitori finali, un maschio e una femmina.

Le similitudini potrebbero continuare, specialmente per quanto riguarda le personalità dei ragazzi concorrenti.


Vi ho un po’ incuriositi?

In breve, credo che Battle Royale sia la scelta perfetta per chi si sente orfano della serie di Hunger Games e vuole dedicarsi a qualcosa di simile ma allo stesso tempo più adulto e paradossalmente più realistico.


Fatemi sapere se questa rubrica vi piace e cosa ne pensate del mio consiglio 🙂

Alla prossima,

XoXo

G.