#YouTube: Cinque film da vedere in autunno

Non son sola questa volta

a presidiare la fortezza.

Cinque film autunnali

consigliati in collaborazione.

XoXo

G.

 

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Diario di una scrittrice #1: OBSESS

Cari lettori occasionali,

benvenuti in una nuova rubrica. Forse è la più difficile che io abbia mai avuto l’idea di iniziare ma credo valga la pena farlo.

Dunque, come ormai saprete se frequentate questo blog da un po’ di tempo, l’anno scorso ho pubblicato un libro. Benissimo, tanti complimenti a me, applausi. Il fatto è che chiusi nel mio cassetto ci sono:

  • Numero 3 romanzi da più di 300 pagine, terminati e in attesa di rilettura;
  • Numero 20 racconti brevi, sempre terminati, sempre in attesa di rilettura;
  • Numero indefinito di storie iniziate e mai portate a termine;
  • Numero 2 romanzi lunghi aperti e attualmente in fase di scrittura.

Ma non sono qui per sbandierare la mia prolifica inefficienza. Sono qui per condividere con voi quelli che io ritengo essere degli elementi importanti, se non fondamentali, da avere o se non altro da tenere in considerazione per riuscire a portare a termine una storia (o quantomeno a riordinare le idee tanto da riuscire, in seguito, a strapparne fuori una storia).

I miei saranno consigli molto personali, senza la pretesa di essere nel giusto né quella di poter vantare una qualche autorità in materia. Sono cose che funzionano per me (a cui sono arrivata in parecchi anni di scrittura matta e disperatissima o che ho pescato qui e lì all’interno dei manuali) e che ritengo possano essere utili anche a voi. Disclaimer: non saranno in ordine di importanza o organizzati tipo saggio. Sono solo che di cui vi voglio parlare e che ritengo degne di nota.

Quindi, senza ulteriori indugi, vi dico che prima ancora di scrivere una singola parola del vostro racconto o di quello che volete diventi un romanzo, dovete conoscere i vostri personaggi e il mondo in cui essi vivono e si muovono quasi alla perfezione e da qui il titolo di questo episodio. Perché signori miei, il modo migliore per avere tutto chiaro prima di iniziare a scrivere è solo uno: OBSESS OVER IT.

Dovete essere ossessionati dalla vostra storia. Badate, non dovete ossessionare gli altri (una cosa che tutti noi tendiamo a fare, né? “Senti, posso raccontarti la storia che mi è venuta in mente?” e due ore e mezzo dopo ancora non abbiamo finito di blaterare sulla nostra idea meravigliosa per sfondare che poi si rivelerà nient’altro che l’esatta copia dell’ultimo libro fantasy che abbiamo letto ma con i nomi cambiati); dovete ossessionare voi stessi, in qualunque momento libero della giornata.

Siete in coda alle poste? Pensate alla vostra storia. State facendo la spesa? Pensate alla vostra storia? Autobus? Storia. Pausa studio? Storia. Letto, prima di addormentarsi? Storia.

Dovete conoscere a menadito i vostri personaggi. Dovete sapere cosa mangiano, come sono fatti i loro volti, come reagiscono quando qualcuno li insulta e come gioiscono quando arriva il loro pacco Amazon. Qualsiasi cosa. E lo stesso deve valere per il luogo dove abitano. Una città che fluttua nel cielo? Un sobborgo di Londra? Una singola stanza, in un alberghetto fuori mano, stregato e infestato dai fantasmi? Una villa hollywoodiana? Qualsiasi sia il setting della vostra storia, dovrete conoscerlo come fosse casa vostra.

Perché? I motivi sono principalmente due (e poi ne seguono molti altri).

Il primo è che conoscere a menadito i dettagli della vostra storia darà al lettore la sensazione di essere dentro il vostro mondo a tutti gli effetti. Immaginate di raccontare di un luogo della vostra infanzia o semplicemente di casa vostra o della vostra stanza o di vostra madre. Sicuramente conoscerete una valanga di aneddoti, dettagli positivi e negativi e in più ogni cosa di cui parlerete avrà addosso una patina di ricordi, di emozioni e di vostre opinioni personali. Questo renderà sicuramente il racconto della vostra stanzetta (o di vostra madre)piuttosto vivido e reale. Ecco, dovete fare questo con tutto ciò che riguarda la vostra storia e i vostri personaggi. Dovete immaginare una quantità enorme di dettagli e di sensazioni e di emozioni.

Che sbatta, eh? E qui arriviamo al secondo motivo per cui fare questo è importante. Ovvero: avere in testa un’immagine dettagliata di ciò che abita e anima la vostra storia renderà tutto più coerente e vi eviterà imbarazzanti buchi di trama. Quante volte si leggono dei romanzi in cui ad un certo punto compaiono dettagli selvaggi il cui scopo è evidentemente quello di colmare una voragine narrativa lasciata insoluta precedentemente? Quello è l’autore che s’è messo a scrivere e ad un certo punto non ha più saputo come risolvere il pasticcio narrativo in cui si è ritrovato. Ed è questa, signori, la genesi dei power-up gratuiti. Non sappiamo bene come continuare? Rendiamo il nostro personaggio super potente! Sveliamo che si tratta di una creatura mitica! Facciamolo svenire e risvegliare da un’altra parte! (sì Dante, sto parlando con te. Ma anche con Jennifer Armentrount).

Ciò di cui sopra, non c’è bisogno di dirlo ma lo diciamo lo stesso, non va bene. Non va bene mai, in nessun caso, per sempre.

Conoscere le debolezze e i pregi del vostro personaggio o del vostro mondo, le regole che lo comandano, le istituzioni e i centri di potere che lo governano, la morfologia delle città, tutto questo è fondamentale per riuscire a tirare i fili della vostra trama senza trovarvi con un nodo gordiano insolvibile, senza impantanarvi in un tremendo blocco dello scrittore (ihih, come il titolo del mio romanzo) e soprattutto per avere personaggi che saranno unicamente vostri e non l’ennesima copia della copia della copia della copia di Katniss della copia di Bella e della copia di Mary Sue.

Quindi ecco, blocco alla mano, create un mondo, disegnate una mappa, scrivete la storia dei vostri personaggi fino alla settima ascendenza (io lo faccio! È utilissimo per avere un’idea chiara del perché i vostri personaggi sono quello che sono. Dopotutto, sappiamo bene che il luogo da cui proveniamo ci plasma inesorabilmente. In più da un sacco di spunti per inventare segreti o dettagli intriganti da aggiungere alla vostra trama), createvi una raccolta nel pc con le foto dei paesaggi che vorreste utilizzare, create una tabella personaggi.

Di tutte queste cose parliamo nello specifico nelle prossime puntate. Per ora volevo solo darvi un consiglio generale, un buon punto da cui iniziare.

IN SOLDONI:

  • No ai rush di ispirazione (lo so che morite dalla voglia di mettervi a scrivere ma sfogatevi buttando giù annotazioni e quando vi metterete di fronte al Pc non butterete giù un aborto sgrammaticato -lo facevo e non lo farò mai più- ma una Cosa più che accettabile. È gratificazione differita);
  • No alle storie che vengono un poco alla volta (quelle vanno bene solo in due occasioni: siete un genio della letteratura -ma allora che ci fate qui?-, siete uno scrittore navigato -idem come sopra-);
  • Sì all’organizzazione del materiale in anticipo.

Che dire, spero che questo articoletto vi sia piaciuto. Se è così, fatemelo sapere. E se non è così, fatemi sapere perché. Magari va a finire che imparo io qualcosa di nuovo 😀

Un bacio in fronte a tutti,

G.


#LibriNo: Le bambine dimenticate, di Sara Blaedel

Sara Blaedel

Le bambine dimenticate

Pagine: 286

Prezzo: 15 euro

Il cadavere di una donna viene ritrovato nel bosco. A indagare è chiamata Louise Rick, capo del Servizio Investigativo Speciale. Mentre una scia di altri omicidi insanguina quello stesso bosco qualcuno riconosce il volto della donna: si tratta di Lisemette, una paziente del manicomio di Eliselund, ufficialmente dichiarata morta trent’anni prima…

Le premesse erano delle migliori: un misterioso cadavere sfregiato ritrovato nel bosco, una detective dal passato oscuro, un manicomio misterioso, un assassino brutale e inafferrabile. Tutto benissimo. Peccato che benissimo non lo è per niente.

“Le bambine dimenticate” aveva gli elementi giusti per essere un racconto appassionante ma questi sono stati gestiti in modo così superficiale e approssimativo che alla fine, quando ho chiuso il libro, la mia mente si è automaticamente chiesta dove fosse il resto della storia, il secondo episodio.

Ma non c’era. Il libro è autoconclusivo.

Parte tutto con il ritrovamento del cadavere. La donna ha una vistosa cicatrice ma non si sa chi sia, perché non è inserita in nessun database. Poi Louise fa la conoscenza del suo nuovo collega, Eik, un tipo tosto, di poche parole, che si ubriaca di brutto e veste sempre di nero ma che è anche in posseddo di un lato dolce e sensibile.

Questo viene messo in mostra quando i due si recano una seconda volta nel bosco del ritrovamento, guardacaso luogo d’infanzia di Louise, e si imbattono in tre bambini lasciati allo stato brado. Eik si getta su di loro e mentre Louise trova il cadavere della loro babysitter, lui calma i tre pargoli che si addormentano all’istante. Abbiamo già capito che lui e Louise finiranno a letto insieme, cosa che avviene nel più tipico dei modi possibili. In ogni caso, per tutto il resto del libro Eik avrà il ruolo di “quello che si defila per lasciare spazio alla protagonista”, forse perché è un personaggio più interessante di Louise anche nella sua piattezza.

Da questo momento partono delle indagini inconcludenti e annacquate, con Louise che si barcamena tra una cena con l’amica e una col vecchio vicino di casa, un tragitto in auto e una capatina a questo o quell’ufficio, ed io che nella mia testa mi chiedo perché non vada a parlare con Tizio o non dia l’ordine a Caio di fare quest’altra cosa utile. E Louise lo fa, alla fine ci arriva, ma avrebbe potuto arrivarci molto prima e lo sapevamo tutti, anche l’autrice, che ha volutamente allungato il brodo.

E questo non mi piace. Allungare il brodo è segno di una mancanza di presa salda sulla propria storia. Anche i tentativi di riempire questi vuoti tra una rivelazione (chiamiamola così) e l’altra, sono assolutamente privi di spessore e non vanno da nessuna parte. Assistiamo a “Louise che fa cose”, per lo più inutili e che ci svelano poco o niente di lei, e “Louise che pensa al passato”, ovvero al suo ex ragazzo Klaus, che io ho capito com’è che era morto nell’esatto istante in cui lei lo nomina ma Louise, ispettore di polizia, dopo più di un decennio ancora non c’è arrivata. Complimenti.

Insomma, dopo tutto questo rimandare arriviamo alla conclusione del caso. Definirei la sequenza finale come affrettata, incompleta e superficiale. Non capisco se l’autrice non sapesse più come concludere la vicenda o forse se non volesse spingersi troppo oltre e rendere la storia più truculenta. Forse entrambe queste ipotesi sono corrette. Il libro quindi termina in un turbinio di personaggi che convergono tutti in uno stesso punto, come nella coreografia finale di un musical, e in una serie di coincidenze improbabili.

In tutto questo, manca l’elemento che rende un giallo davvero interessante, ovvero l’introspezione. Senza l’introspezione, i gialli sono solo una sequela di azioni volte a scoprire chi è l’assassino. A nessuno interessa chi è l’assassino. A tutti interessa perché l’assassino ha fatto quello che ha fatto. E qui questo manca. O meglio, c’è ma è abbozzato e non all’altezza.

E per aggiungere benzina al fuoco, il personaggio che più di tutti dovrebbe essere esplorato viene lasciato cadere nel nulla e scompare, senza che il lettore sappia che fine gli è stata imposta. Ovviamente sto parlando del colpevole, che a pensarci con un attimo di attenzione si capisce chi è appena compare.

Ah, i personaggi. Oltre a Louise e Eik abbiamo Camilla, la migliore amica della protagonista. Giornalista che ha abbandonato il lavoro, in procinto di sposarsi, testarda capricciosa e insopportabile. In un guizzo di follia decide di andare a indagare personalmente nel manicomio di Eliselund. Si avvicina di molti passi alla risoluzione del caso ma si dimentica di dire tutto a Louise, anche quando la incontra di persona qualche ora dopo.

Come ho detto prima: espedienti per allungare il brodo.

Inoltre, l’elemento che davvero doveva essere esplorato, così da lanciare un chiaro messaggio, viene trattato alla stregua di un mero espediente narrativo e non comunica altro che un fisiologico disgusto (ma anche un po’ di morbosa curiosità).

Quindi, per concludere, dico a malincuore che questo libro non mi è piaciuto e non ve lo consiglio.

Il mio voto è 2 2000px-White_Stars_1 su 5. E questo solo perché l’ambientazione del manicomio fa sempre un certo effetto e a quanto pare l’autrice si è basata su fatti realmente accaduti in Danimarca.

E voi che ne pensate, lettori occasionali? Avete letto questo libro? Siete d’accordo o meno? Fatemi sapere.

Alla prossima,

G.




#ICinque: Libri autunnali

Cari lettori occasionali,

le giornate si stanno sensibilmente accorciando e questo per me significa che i libri, al contrario, si allungano.

Sì, per me l’autunno è la stagione in cui tirare fuori dalla libreria -o dall’ereader, for that matter- il tomone da quattro o cinquecento -o di più- pagine.

Perché tanto fa freddo, piove, di uscire non ha più voglia nessuno. E allora cosa c’è di meglio che immergersi in un mondo, così come solo i romanzi lunghi ed elaborati riescono a suggerirtelo?

Ecco dunque la mia selezione di romanzi che per lunghezza e atmosfere risultano perfetti per le giornate autunnali.

Pronti? Via. E mi raccomando, fatemi sapere se siete d’accordo con me, se avete letto i romanzi in questione oppure se credete mi sbagli di grosso.

Baci in fronte,

G.


 

JANE EYRE

Charlotte Brontë

Jane Eyre

Prezzo: 16 euro

Pagine: 580

Link: http://amzn.to/2xUS0Hh

In una sera nebbiosa, lungo strade impastate di fango, Jane Eyre arriva a Thornfield Hall. Ha diciott’anni e non sa che la sua vita è a una svolta. Orfana, è stata allevata da una zia tutt’altro che amorevole e poi mandata in collegio, dov’è rimasta otto anni, prima come allieva, poi come maestra. Il suo carattere forte e indipendente, lo stesso che le ha fatto guadagnare la fama di ragazzina ribelle durante l’infanzia, l’ha spinta a lasciare le pareti opprimenti di Lowood per cercare lavoro come bambinaia, rispondendo al richiamo del mondo. A Thornfield Hall, Jane si occuperà della piccola Adele, la protetta di Mr Rochester, un uomo sui quarant’anni, tratti duri, aspetto autoritario. Per Jane questa nuova casa è una scuola di vita. Conosce l’indipendenza e una tranquillità mai goduta prima. Ma soprattutto conosce l’amore di Mr Rochester. Un amore travolgente, sensuale e inevitabile fin dal primo incontro: “Se questo estraneo mi avesse sorriso e fosse stato cordiale con me, se avesse respinto la mia proposta di aiuto con allegria e gentilezza, sarei andata per la mia strada e non mi sarei sentita di fare nuove domande: ma il cipiglio e la ruvidezza del viaggiatore mi misero a mio agio; rimasi dov’ero quando mi fece segno di andarmene.” Presto però i sogni di Jane si rivelano impossibili, destinati a farsi soffocare dal passato oscuro di Rochester, quel passato che sempre più forte riecheggia minaccioso…

Uno dei miei libri preferiti. Perfetto per le lunghe sere d’autunno. Evoca nebbie mattutine e il suono della pioggia, almeno a me.

 

GRANDI SPERANZE

Charles Dickens

Grandi speranze

Prezzo: 12 euro

Pagine: 574

Link: http://amzn.to/2yrKGWM

Philip, detto Pip, avviato a diventare fabbro del villaggio, si trova a possedere una ingente somma di denaro, donatagli da un misterioso benefattore che lui crede essere Miss Havisham, una donna eccentrica che da quando vive a Londra va talvolta a trovare. La Havisham ha come protetta una ragazza, Estella, che educa con lo scopo di far soffrire gli uomini per vendicarsi di essere stata abbandonata il giorno delle nozze, ragazza di cui Pip si innamora. Si scopre che il vero benefattore è il forzato Magwitch che un giorno Pip aiutò, e che è anche il padre di Estella. La ragazza farà poi un infelice matrimonio, mentre il denaro di Magwitch sarà incamerato dallo stato. Pip fa ritorno al villaggio dove riprende a frequentare una Estella cambiata.

Avrei in effetti potuto scegliere uno qualsiasi dei romanzi di Dickens ma Grandi Speranze è stato il primo che ho letto e forse per questo, forse per il fatto che il folle decadimento di Miss Havisham mi ricorda quello della natura autunnale, non potevo che consigliarvelo.

I MISTERI DI UDOLPHO

Ann Radcliffe

I misteri di Udolpho

Prezzo: 15 euro

Pagine: 1029

Link: http://amzn.to/2wyhgRT

Considerato l’archetipo del romanzo gotico, “I misteri di Udolpho” fu pubblicato nel 1794, anno dell’ascesa e della caduta di Robespierre. Sull’apparente struttura del racconto di formazione femminile, Ann Radcliffe modella un percorso attraverso gli spazi sublimi del terrore, nei quali l’eroina si smarrisce in una vertigine noir che la conduce oltre i limiti della ragione e della natura. Nella Francia del 1584 la giovane e sensibile Emily St. Aubert, rimasta orfana di entrambi i genitori, viene rinchiusa dalla zia Madame Cheron e dal suo compagno, il perverso zio Montoni, nel tenebroso castello di Udolpho, sugli Appennini. Solo dopo una convulsa serie di avvenimenti agghiaccianti Emily riesce a riacquistare la libertà e a ricongiungersi con il suo innamorato, Valancourt. L’introduzione al romanzo di Viola Papetti, oltre a definire il genere gotico, racconta come la “debole mano” di Ann Radcliffe sia riuscita a trasfigurare il castello di Udolpho in una perfetta e animata macchina del terrore.

Un buon romanzo gotico va bene in ogni stagione ma va meglio quando inizia a fare freddo. Da leggersi preferibilmente durante una notte buia e tempestosa. Se vi salta la luce in casa, anche meglio.

 

MELMOTH L’ERRANTE

Charles R. Maturin

Melmoth l’errante

Prezzo: 9 euro

Pagine: 791

Link: http://amzn.to/2fTC9nH

l libro contiene due racconti. Il primo di Maturin è la storia di un umo, Melmoth, che ha fatto un patto col diavolo: in cambio dell’anima ottiene il prolungamento della vita. E se riuscirà a trovare chi condivida la sua sorte eviterà la dannazione. Il patto risale al XVII secolo e in una serie di episodi, generazione per generazione, Melmoth ottiene solo rifiuti: anche il prigioniero di un manicomio, anche una vittima dell’Inquisizione, nessuno accetta il suo patto. Altro filo conduttore è rappresentato dai suoi amori con la giovanissima Isadora (la sposerà per mezzo di uno spettro e ne ucciderà in duello il fratello…). La ricchezza di scene di terrore e di raccapriccio ha contribuito a farlo diventare un autentico bestselter internazionale. Dimostrazione ne è il secondo racconto contenuto nel volume scritto da Honoré de Balzac: “Melmoth riconciliato”, che costituisce quello che in termini cinematografici è un “sequel”. Nella classica ambientazione del mondo finanziario parigino (la Casa Nucingen), un cassiere disonesto che sta per fare un grosso ultimo colpo per poi fuggire, viene sorpreso dall’arrivo di un inquietante personaggio: John Melmoth che gli propone l’ormai consueto patto. Il cassiere accetta ma dopo una breve ebbrezza si accorge di aver fatto un pessimo affare e torna a cercare Melmoth ma scopre che, riconquistata l’anima, è morto santamente riconciliato con Dio. Non gli resta quindi che cercare una nuova vittima: la troverà nel banchiere Claperon, minacciato dal fallimento.

Classico ma meno conosciuto di altre opere dello stesso genere. I patti col diavolo sono sempre un ottimo argomento, soprattutto quando si avvicina Halloween.

 

LA DONNA IN BIANCO

Wilkie Collins

La donna in bianco

Prezzo: 18,50 euro

Pagine: 745

Link: http://amzn.to/2yq1Yn2

Quale terribile segreto nasconde la misteriosa figura femminile che si aggira di notte per le buie strade di Londra? Questo è solo il primo di una serie di intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi di identità che compongono la trama de “La donna in bianco”, tessuta con sapienza da Wilkie Collins. Nel 1860 Charles Dickens pubblicò il romanzo a puntate sulla sua rivista “All the Year Round” suscitando un grande interesse nel pubblico, che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con abilità psicologica, come l’impavida Marian Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l’affascinante quanto ambiguo conte Fosco. È passato un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate. Anche il lettore moderno più smaliziato non può che rimanere piacevolmente intrappolato negli ingranaggi di questa macchina narrativa, che ha segnato per sempre la tradizione del mistery, facendo guadagnare al suo autore l’attributo di “padre del poliziesco moderno”. Non c’è lunghezza che tenga: di un libro del genere si arriva sempre al fondo con rimpianto.

Una donna vestita di bianco compare per le strade della città. Chiede aiuto, vuole essere accompagnata a casa. Wilkie Collins ci tesse sopra un romanzo che è diventato leggenda e che vi terrà incollati alle sue 745 e passa pagine.


 


#InLibreria!: Uscite di ottobre

Cari lettori occasionali,

ecco le nuove uscite del mese di ottobre per i grandi gruppi editoriali.

Prendete appunti, siate belli, fate i bravi e ci risentiamo con le uscite indipendenti.

XoXo

G.

Evento-13

 

Ferenc Karinthy

Epepe

Prezzo: 13 euro

Pagine: 128

Ci sono libri che hanno la prodigiosa, temibile capacità di dare, semplicemente, corpo agli incubi. “Epepe” è uno di questi. Inutile, dopo averlo letto, tentare di scacciarlo dalla mente: vi resterà annidato, che lo vogliate o no. Immaginate di finire, per un beffardo disguido, in una labirintica città di cui ignorate nome e posizione geografica, dove si agita giorno e notte una folla oceanica, anonima e minacciosa. Immaginate di ritrovarvi senza documenti, senza denaro e punti di riferimento. Immaginate che gli abitanti di questa sterminata metropoli parlino una lingua impenetrabile, con un alfabeto vagamente simile alle rune gotiche e ai caratteri cuneiformi dei Sumeri – e immaginate che nessuno comprenda né la vostra né le lingue più diffuse. Se anche riuscite a immaginare tutto questo, non avrete che una pallida idea dell’angoscia e della rabbiosa frustrazione di Budai, il protagonista di “Epepe”. Perché Budai, eminente linguista specializzato in ricerche etimologiche, ha familiarità con decine di idiomi diversi, doti logiche affinate da anni di lavoro scientifico e una caparbietà senza uguali. Eppure, il solo essere umano disposto a confortarlo, benché non lo capisca, pare sia la bionda ragazza che manovra l’ascensore di un hotel: una ragazza che si chiama Epepe, ma forse anche – chi può dirlo? – Bebe o Tetete.

Evento-14

Carlo Loforti

Malùra

Prezzo: 16 euro

Pagine: 273

Uscito da un carcere palermitano dopo 13 mesi di custodia cautelare, Mimmo Calò, ex star di una trasmissione sportiva locale, non ha un piano, non ha un lavoro, non ha più una moglie. Ha solo una figlia, che però già a soli quattro anni sembra aver capito di doverlo odiare. In questo stato di crisi c’è però un’altra dolorosa frattura da sanare, anche se Mimmo non vuole ammetterlo: la fine del rapporto con il migliore amico Pier Francesco. Suo padre Pietro insiste ripetutamente perché i due facciano pace, preoccupato che anche il figlio possa distruggere un’amicizia importante come lui, più di quarant’anni prima, ha fatto con Fefè. «Se tu fai pace con lui, io faccio pace con quella cosa inutile», gli promette Mimmo, convinto che la cosa non possa verificarsi. Quando si accorge che il club di calcio che gli ha offerto un lavoro come allenatore è solo una copertura per attività illecite e si mette nei guai con dei criminali palermitani, l’ex giornalista decide di mollare tutto, togliere le tende per un po’ e accettare la proposta del padre: compiere un lungo viaggio alla volta della Calabria, per recuperare l’amicizia perduta con Fefè. Mimmo, invece, non sembra disposto a onorare la promessa fatta. Per intercessione del padre, però, il giorno della partenza si presenta anche Pier Francesco. I tre sono costretti a partire insieme a bordo di una Ritmo dell’88, per un rutilante viaggio attraverso una Sicilia rovente e sgangherata, alla ricerca di se stessi e del vero significato dell’amicizia, dell’essere padri e dell’essere figli.

Evento-17

Amie Kaufman, Jay Kristoff

Gemina

Prezzo: 22 euro

Pagine: 672

Hanna sapeva che traslocare in una stazione spaziale ai confini della galassia sarebbe stato un brutto colpo per la sua vita mondana. Nessuno però le aveva detto che sarebbe potuto costarle la vita. La saga di “Illuminae File”, cominciata con le peripezie di Kady ed Ezra, prosegue a bordo della stazione spaziale Heimdall, dove due nuovi protagonisti dovranno affrontare le conseguenze di una seconda offensiva BeiTech. Hanna è la viziatissima figlia del capitano della stazione, Nik il rampollo di una famigerata famiglia di criminali. Alle prese con la vita di bordo nella stazione spaziale più noiosa della galassia, i due non possono certo immaginare che Kady Grant e la Hypatia sono in viaggio verso la Heimdall con la notizia dell’invasione di Kerenza. Quando una squadra d’assalto della BeiTech invade la stazione, Hanna e Nik saranno costretti a collaborare per difendere quella che è ormai diventata la loro casa. A complicare tutto, la presenza di predatori alieni che fanno fuori l’equipaggio un uomo alla volta. Hanna e Nik capiranno presto che in gioco non c’è soltanto la propria sopravvivenza: nelle loro mani hanno il destino di tutti i passeggeri della Hypatia, e forse dell’universo intero. Tranquilli, però. Hanno tutto sotto controllo. Almeno sperano.

Salman Rushdie

La caduta dei golden

Prezzo: 23 euro

Pagine: 456

Salman Rushdie torna a raccontarci una nazione e il nuovo secolo con la forza evocativa e la leggerezza ammaliante del grande scrittore che si muove con disinvoltura tra le luci cinematografiche di una realtà fatta di riflettori e finzioni, e i sortilegi di un mondo antico che conosce fin troppo bene. Il suo protagonista si chiama Nero Golden, è basso, perfino tozzo, con i capelli tinti tirati all’indietro ad accentuare il suo picco del diavolo, ha occhi neri e penetranti, avambracci da lottatore, terminanti in grosse mani pericolose, cariche di massicci anelli d’oro tempestati di smeraldi. Suona il violino, ha il culto dell’antica Roma e vive nella lussuosissima “Golden House”, una Domus Aurea piazzata nel centro del Greenwich Village. Nerone, imperatore megalomane e paranoico, è il suo modello, e noi siamo avvertiti: qualcosa prima o poi brucerà. Salman Rushdie, l’angloindiano che vive a New York, ci racconta una storia fatta di figli predestinati e sfortunati, amori intriganti, segreti e confessioni inattendibili. Ci racconta la New York degli oligarchi russi, il terrorismo, le fake news e la finzione che vince a mani basse sulla realtà, l’ascesa di un presidente mitico e di un miliardario che assomiglia tanto alle caricature cinematografiche. E ci trascina davanti a un vertiginoso interrogativo: quando il confine tra la pagina e il palcoscenico è superato, siamo sicuri di saper ancora distinguere tra una fantasia pericolosa e la realtà deviata?

Devid Sassi

L’amore se ne fotte

Prezzo: 17 euro

Pagine: 216

Devid, Jack, Konfu e Jegher sono quattro amici cresciuti storti in un quartiere borderline di Milano. Nonostante l’adolescenza spesa al bar, il tempo perso in qualche vizio di troppo e le difficoltà dell’ambiente in cui sono immersi, i quattro amici riescono ad acquistare una discoteca. Da quel momento cambia tutto. In pochi mesi il locale decolla e loro vedono finalmente aprirsi uno squarcio di sereno all’orizzonte. Stanno facendo soldi rapidamente, sono pieni di donne e il successo ha cementato ancor di più la loro amicizia, si sentono fratelli nella buona sorte. Ma dal via vai degli avventori, fra musica a palla, buttafuori e tavoli riservati, fiumi di alcol e molte sostanze, emerge Anna. Non è particolarmente bella, né disinvolta. Ma è diversa, speciale. È semplice come un fiore di campo e accoglie il mondo con un sorriso sincero e potentissimo. Anna è il contrario di tutto ciò che i quattro co-protagonisti hanno sempre conosciuto ed esplode come una bomba nel loro patto di fratellanza. Perché l’amore, quello vero, se ne frega di quel che c’era prima di lui: quando arriva si prende tutto, senza chiedere permesso

Evento-15

Giuseppe Berto

La gloria

Prezzo: 16 euro

Pagine: 199

E se Giuda Iscariota non fosse il peggior traditore che sia mai esistito, ma il più santo tra i santi? Attraverso le pagine de «La gloria» conosciamo un Giuda giovane, forte e coraggioso, che interroga e cerca con impazienza «qualche barlume di rivelazione, segni sottili» che gli indichino la presenza del Messia. Come Giuda, anche Gesù sbaglia, si arrabbia, è umano, e gli apostoli non sono uomini soggiogati dalla fede ma affascinati dall’uomo, dal suo ascendente, dalla speranza che egli sia chi dice di essere, in mezzo a una moltitudine di altri presunti redentori. Giuda è l’uomo che vive per la morte, la propria e quella di Gesù, che lo accoglie con il compito pubblico di tesoriere, ma con quello segreto di tradirlo, quando dovrà compiersi il suo destino. Ciò che afferma è che la morte è l’essenza stessa del Cristianesimo e che «all’origine dei prodigi c’è sempre il male». Giuda compie con il tradimento un ultimo dovere d’amore, pagando con la dannazione un atto per cui era stato predestinato dalle Scritture. Ecco il Giuda di Giuseppe Berto: un martire condannato all’eterna infamia con la sola colpa di essere stato scelto in funzione di un tradimento da compiersi affinché la Gloria di Dio potesse realizzarsi.

Herman Koch

Il fosso

Prezzo: 17 euro

Pagine: 320

Quando Robert Walter, popolare sindaco di Amsterdam già al secondo mandato, vede la moglie Sylvia gettare la testa all’indietro in una risata, mentre sta chiacchierando con uno dei suoi assessori, un tizio insopportabilmente pedante, sospetta subito il peggio. Nonostante un matrimonio lungo e felice, Robert è convinto che Sylvia si stia prendendo gioco di lui e che abbia un amante. Inizia quindi a osservare ogni movimento, ogni cambiamento d’umore e di abitudini della moglie, in un regime di paranoia che cresce di giorno in giorno. Nel frattempo riceve una telefonata dal padre novantacinquenne che vuole lo accompagni, improvvisamente, a scegliere la propria tomba al cimitero. Il desiderio di coinvolgere Robert in questa commissione è il pretesto per una cruciale discussione in cui Robert viene a sapere che entrambi i genitori hanno deciso di optare per il suicidio assistito: il terrore del decadimento fisico definitivo, di dover gravare su Robert e doversi affidare alle sue cure sembrano diventare la prospettiva più preoccupante, perfino della morte. Quando Robert rientra, stordito dalla rapidità con cui gli eventi si susseguono in maniera asettica, riceve un altro colpo basso: una giornalista ha riesumato, in un servizio fotografico degli anni Sessanta, un fotogramma in cui si vedono tre ragazzi picchiare a bastonate un poliziotto durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam. L’uomo è rimasto invalido e qualcuno ha fatto trapelare la notizia che il giovane che imbraccia il bastone sia proprio Robert.

Evento-18

Massimo Bubola

Ballata senza nome

Prezzo: 17,90 euro

Pagine: 192

È il 28 ottobre 1921. Siamo nella basilica di Aquileia. Gli occhi di tutti sono rivolti alle undici bare al centro della navata, e alla donna che le fronteggia: Maria Bergamas. Maria deve scegliere, tra gli undici feretri, quello che verrà tumulato a Roma, nel monumento al Milite Ignoto, simbolo di tutti i soldati italiani caduti durante la Grande Guerra. Maria passa davanti a ogni bara, e ognuna le racconta una storia. Sono vicende di giovani uomini, strappati alle loro famiglie, ai loro amori, ai loro lavori, finiti a morire in una guerra durissima e feroce: contadini e cittadini, borghesi e proletari, braccianti e maestri elementari, fornai, minatori, falegnami, muratori, veterinari e seminaristi che parlano in latino con il nemico ferito sul campo di battaglia. Attraverso le voci di questi soldati senza nome non solo riviviamo i momenti cruciali della Grande Guerra, non solo ci caliamo, in una vera trance empatica, nelle vite dei protagonisti, ma riscopriamo un’Italia che oggi si può dire definitivamente scomparsa. Massimo Bubola, in questa «ballata», fonde le sue eccezionali doti di musicista con una sensibilità linguistica davvero rara: fa rinascere parole dimenticate, le armonizza e le «mette in musica», e dà alla luce un’opera destinata a rimanere nel tempo, sia per il suo valore storico e culturale, sia per la sua qualità lirico-letteraria. A cento anni dalla battaglia di Caporetto, uno dei più importanti scrittori di canzoni italiani dà voce ai soldati caduti nella Grande Guerra. Un’opera di ampio respiro letterario, storico e culturale, che racconta un momento cruciale della nostra storia, e nello stesso tempo, grazie alla prosa musicale e raffinata di Bubola, ci restituisce le voci, i sentimenti e le passioni di un’Italia oggi scomparsa.

Evento-16

Robin Sloan

Il magico pane dei fratelli Mazg

Prezzo: 16,90 euro

Pagine: 240

Lois Clary è ingegnere informatico alla General Dexterity, un’azienda di San Francisco specializzata in robotica con l’ambizione di cambiare il mondo. Lois programma tutto il giorno e di notte crolla addormentata: l’unico rapporto umano che riesce a intrattenere è con i fratelli Mazg, proprietari della bottega all’angolo di casa sua e dispensatori della migliore zuppa piccante e del miglior pane del mondo. Ma un brutto giorno accade il disastro: per problemi di visto i fratelli devono chiudere in fretta e furia l’attività e lasciare gli States. Non prima, però, di aver eseguito un’ultima consegna a domicilio per Lois: contiene il loro tesoro, la pasta madre con cui fanno il pane. Sta a Lois mantenerla viva, così le spiegano, nutrirla, farle ascoltare buona musica e imparare a farci il pane. Lois non è una fornaia, ma troverà una preziosa alleata nell’esigente colonia di microrganismi con cui da adesso condivide l’appartamento: ben presto, non solo riuscirà a fare il pane per sé, ma anche per tutta la mensa-ristorante della General Dexterity. E quando la chef del ristorante la convince ad andare a vendere il pane al rinomatissimo mercato del Ferry Building, un nuovo mondo si spalanca davanti agli occhi di Lois, spingendola a considerare l’idea di unire la sua nuova passione alle competenze nel programmare robot. Si prospetta un affare milionario, che fa gola a molti nell’ambito dell’industria alimentare, le cui ambizioni, però, non è affatto detto che coincidano con l’aspirazione di Lois a trovare un lavoro che la renda felice. Percorso dalla stessa fantasia intelligente e divertente che ha reso Il segreto della libreria sempre aperta un romanzo particolare e particolarmente amato dai lettori, Il magico pane dei fratelli Mazg segna il grande ritorno di un giovane scrittore di grande talento.

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Dolores Redondo

Tutto questo ti darò

Prezzo: 16,50 euro

Pagine: 544

Quando una coppia in divisa bussa alla sua porta, Manuel, scrittore di successo ossessivamente dedito alla stesura del prossimo bestseller, intuisce all’istante che dev’essere accaduto qualcosa di grave ad Alvaro, l’uomo che ama e al quale è sposato da anni. E infatti il corpo senza vita del marito è stato ritrovato al volante della sua auto, inspiegabilmente uscita di strada tra le vigne e i paesaggi scoscesi della Galizia, a chilometri di distanza dal luogo in cui Alvaro avrebbe dovuto trovarsi al momento dell’incidente. Sconvolto, Manuel parte per identificare la salma. Ma giunto a destinazione si ritrova invischiato in un intrico di menzogne, segreti e omissioni che ha al centro la ricca e arrogante famiglia d’origine del marito. Con l’aiuto di Nogueira, poliziotto in pensione dal carattere ruvido, e di Padre Lucas, il prete locale amico d’infanzia di Alvaro, Manuel indaga sulle molte ombre nel passato dei Muñiz Dávila e sulla vita segreta dell’uomo che si era illuso di conoscere quanto sé stesso. Serrato, sorprendente e ricco di atmosfera, Tutto questo ti darò è un thriller psicologico dalla sensibilità finissima, capace di indagare con la stessa onestà le dinamiche del cuore e quelle – troppo spesso malate – della nostra società.

Cara Delevingne

Mirror Mirror

Prezzo: 16,90 euro

Pagine: 356

Red, Leo, Naima e Rose. 16 anni, quattro ragazzi diversissimi accomunati dalla passione per la musica. E’ stata la musica a renderli inseparabili. Gli inseparabili quattro… fino al giorno in cui non sono diventati tre. Dopo che Naima è sparita senza lasciare traccia, infatti, niente è stato più lo stesso: uno specchio si è rotto e un pezzo si è perso per sempre nelle vite di Red, Leo e Rose. Perché Naima era la più solare di tutti, l’amica migliore del mondo. Ma in fondo al cuore nascondeva un segreto… Un segreto inconfessabile che nemmeno Red aveva fiutato e che nessuno avrebbe potuto immaginare. E mentre Rose si abbandona agli eccessi e Leo si chiude in se stesso, Red non accetta la scomparsa dell’amica: ha bisogno di sapere. Di capire cosa l’ha spinta ad allontanarsi da tutto e da tutti. Per fare questo, però, Red dovrà prima trovare la forza di guardarsi allo specchio, conoscersi e accettare che niente è ciò che sembra, e che la realtà può essere capovolta.

Evento-22

Thomas Olde Heuvel

Hex, la maledizione

Prezzo: 18,90 euro

Pagine: 384

Apparentemente tutto è tranquillo, a Black Spring. Ma sulla cittadina immersa nel verde della valle dell’Hudson aleggia un’inquietante presenza: lo spettro di Katherine van Wyler, la strega di Black Rock. Braccia incatenate, occhi e labbra cuciti, da più di trecento anni si aggira per le strade della città, entra nelle case, mormora litanie incomprensibili e veglia sui bambini addormentati. Ma non solo; gli abitanti di Black Spring sanno fin troppo bene che convivere con Katherine significa rispettare alcune precise regole: mai avvicinarsi troppo, mai parlare di lei con chi viene da fuori e mai, per nessun motivo, uscire dalla città. La punizione per chi trasgredisce è terribile: si viene colti da un impulso suicida violentissimo e incontrollabile. Sottrarsi al potere della strega è il desiderio di tutti. Ma chi l’ha fatto non è vissuto abbastanza a lungo per raccontarlo. Però adesso qualcuno è esasperato da quel potere. Qualcuno ha deciso di ribellarsi, di affrontare l’antica maledizione. Qualcuno è disposto a sfidare la strega di Black Rock. Anche se ciò significa scatenare una serie di eventi devastanti…

Evento-23

Marco Malvaldi

Negli occhi di chi guarda

Prezzo: 14, 90 euro

Pagine: 250

Alberto, ex broker fallito, ha dilapidato quasi tutto il suo denaro in investimenti sbagliati; Zeno è un collezionista d’arte mite e tranquillo, e vive con il suo anziano maggiordomo Raimondo, un matto che ha girato alcuni manicomi in gioventù prima di stringere sincera amicizia con il suo datore di lavoro. I gemelli richiedono una consulenza medica un po’ singolare: in pratica vogliono sapere quale dei due ha più probabilità di morire prima dell’altro. La questione è legata alla vendita del podere Pianetti; Alberto, che è in bolletta, è favorevole. Zeno contrario. I due hanno da tempo iniziato a vendere particelle della proprietà, ma una holding di cinesi vorrebbe comprarla per intero per farne un albergo. I fratelli hanno draconianamente deciso che verrà rispettata la volontà di chi sarà dichiarato il più longevo. Una notte un incendio sveglia i residenti della tenuta e quando il fuoco viene domato, tra gli sterpi viene trovato il cadavere di Raimondo. I sospetti si appuntano su Alberto, ma qualcuno, tra i residenti, tira fuori la storia del Ligabue. Il vecchio Raimondo sosteneva infatti di avere un’opera autentica di Ligabue regalatagli dallo stesso pittore insieme al quale era stato rinchiuso in un manicomio alla fine degli anni ’50. Ma dove è finito il dipinto? Podere Pianetti viene messo sottosopra, ma del quadro nessuna traccia. Fino a che un’altra morte fa intravedere una incredibile e assurda verità.

Evento-25

Philip Pullman

Il libro della polvere. La belle sauvage.

Prezzo: 18 euro

Pagine: 400

“L’idea della Polvere è sempre stata presente in Queste oscure materie. Pian piano lungo la storia la Polvere ha assunto una forma sempre più definita, ma con questo romanzo ho scelto di tornare in quel mondo per raccontarla a fondo”, spiega Philip Pullman e aggiunge: “Dalle lettere e dai tweet che ho ricevuto, so che i lettori hanno aspettato a lungo qualche informazione sul mio ultimo romanzo, Il Libro della Polvere. È quindi con grande piacere e una forte emozione che posso finalmente soddisfare la loro curiosità (e anche la mia) su questo libro. La prima informazione che posso dare è che Lyra si trova al centro della storia. Il libro infatti si apre e si chiude con vicende che la riguardano. Ho sempre desiderato raccontare la sua vita al Jordan College e, pensandoci e ripensandoci, ho scoperto che lì si nascondeva una storia intera, che iniziava quando Lyra era ancora bambina e si chiuderà con lei ormai adulta. Questo romanzo e il successivo copriranno due parti della vita di Lyra: partendo dall’inizio e tornando a lei vent’anni dopo l’ultimo libro”.

Si tratta quindi di un prequel? O di un sequel? Questa la risposta di Pullman:
“Nessuno dei due, in realtà. Il Libro della Polvere è… un equel, una storia parallela. Non racconta di quello che succede prima o dopo Queste oscure materie, ma accanto. È una storia diversa, ambientata nel mondo che i lettori della saga già conoscono. Accanto a personaggi già noti ci saranno volti nuovi, compreso quello di un ragazzo (che i lettori più attenti ricorderanno dai romanzi precedenti) che si troverà catapultato in un mondo nuovo insieme a Lyra”.

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 Carla Maria Russo

Le nemiche

Prezzo: 18,50 euro

Pagine: 360

Mantova, corte dei Gonzaga, giugno 1501.

Quando Isabella d’Este scopre che suo padre, il duca di Ferrara Ercole I, ha scelto come moglie per l’erede al trono la donna più discussa della penisola, Lucrezia Borgia, figlia bastarda del papa, già sposa di due mariti, il primo ripudiato, il secondo ucciso in circostanze ambigue, il suo animo ne resta completamente sconvolto. La figlia di una tenutaria di bordello, come amava definirla, non può mischiare il suo sangue con quello purissimo e regale degli Este. Accolta con freddezza e disprezzo da tutti, Lucrezia, donna di fascino e di straordinaria bellezza, amante del lusso e del divertimento, riesce tuttavia a guadagnarsi i favori di almeno una parte della corte ferrarese, in particolare dei giovani e affascinanti fratelli di Isabella, attratti dalle feste memorabili e dalla folta schiera di damigelle di cui si circonda, fra le quali brilla l’astro della irresistibile Angela Borgia. Questo successo genera fra le due donne una ostilità ancora più marcata e nuovi e più accaniti contrasti, che culminano con il tentativo da parte di Lucrezia di umiliare la rivale nella sua femminilità, portandole via un affetto a lei molto caro. Ma la marchesa di Mantova, donna di impareggiabile classe, cultura e acume, abile e scaltra più delle sue stesse spie, non è persona da lasciare impuniti gli oltraggi subiti e la sua vendetta sarà feroce e implacabile. Intorno a queste due donne indimenticabili, gli intrighi, i tradimenti, le congiure che dilaniano due fra le più potenti corti del Rinascimento, ma anche gli amori travolgenti e impossibili, forieri di stragi e tragedie familiari.

Il prezzo della sopravvivenza coincideva con la rinuncia definitiva al sogno di amare ed essere riamata. Questa, la vendetta di Isabella d’Este. Questo, l’amaro destino cui Lucrezia Borgia non sarebbe mai sfuggita.

Evento-26

Ann Cleeves

L’isola dei cadaveri

Prezzo: 10 euro

Pagine: 352

A Whalsay, una piccola isola delle Shetland, nel Mare del Nord, in cui si alternano lunghi mesi di buio e mesi in cui il sole splende anche a mezzanotte, vive una comunità chiusa e gelosa dei propri segreti. Quando un giovane archeologo, nel corso di uno scavo, rinviene dei resti umani, gli abitanti sono sconvolti: si tratta di reperti antichi o della prova di un crimine più recente? Poco tempo dopo il ritrovamento, nel cuore della notte, un’anziana signora viene uccisa in casa sua. Il nipote della donna assolda il detective Jimmy Perez per indagare sul caso. Ma il paesaggio desolato e la dura vita di mare hanno reso gli abitanti dell’isola sospettosi e riservati, e per il detective si rivela molto difficile ottenere informazioni. Scavando nella vita della vittima, una donna solitaria e orgogliosa, Perez scopre una faida tra famiglie che va avanti da generazioni. Mentre una fitta nebbia annuncia l’arrivo della primavera, Jimmy deve portare alla luce segreti rimasti sepolti per troppo tempo, se vuole impedire all’assassino di uccidere ancora.

Evento-20

Jean-Christophe Grangé

L’inganno delle tenebre

Prezzo:19,90 euro

Pagine: 704

Erwan, comandante della prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, è ritornato in Congo, nel cuore della terra che ha fatto la fortuna della sua famiglia, i Morvan. Erwan e Grégoire, padre e figlio, sono determinati a mettere la parola fine alla spirale di tenebre che da decenni sembra perseguitarli e destinarli alla perdizione: ancora una volta passato e presente, lontano e vicino, si confondono in un incubo di macabri rituali e lugubri rivelazioni. Ma per Erwan scoprire la verità sull’Uomo Chiodo significa soprattutto fare luce sulla storia della propria famiglia e sulla sua stessa identità. Che cosa lega Grégoire alla morte della donna che per ultima, trent’anni prima, ha conosciuto la follia omicida dell’Uomo Chiodo? Come ha fatto suo padre a fermarlo? Come si è arricchito? Chi è veramente? E mentre l’Africa rifiuta ostinatamente di appagare la sete di verità di Erwan, per la terza volta l’Uomo Chiodo ritorna a colpire, a migliaia di chilometri di distanza. In Francia. E questa volta il suo obiettivo è più chiaro che mai: sterminare i Morvan. Dopo lo straordinario successo di Il rituale del male, tradotto in trenta lingue e per settimane in testa alle classifiche dei bestseller più venduti, Jean-Christophe Grangé torna a dare vita all’Uomo Chiodo, uno dei suoi personaggi insieme più inquietanti e avvincenti. E, questa volta, si tratta di una sfida senza via d’uscita. Dal cuore tenebroso dell’Africa fino alle piovose prospettive parigine, la lotta per la sopravvivenza dei Morvan è iniziata.

 

Evento-21

Salvatore Niffoi

Il venditore di metafore

Prezzo: 18 euro

Pagine:

Dalla sua nascita avvolta nel mistero, fino a quando, oramai adulto e tra i pochi sopravvissuti alla Grande Carestia che ha colpito il suo paese, decide di vivere raccontando le vite degli altri. Il romanzo è l’insieme di tutte queste vite: quella del becchino, del nano, di Giovanna Garofano, dell’inventore della macchina cancellapeccati, dell’aggiustaossa e del mai cresciuto… Matoforu racconta sulla piazza o davanti al sagrato di un paese che cambia ad ogni racconto. Eppure, pur essendo coinvolto da queste esistenze comuni e prodigiose, il lettore si appassiona anche alla vita di colui che narra, dall’incontro col cane che lo accompagna nel corso dei suoi viaggi, ai carabinieri che lo minacciano e gli impongono di smettere di fare il contastorie perché disturba l’ordine pubblico, ai mesi trascorsi nascosto in una grotta come un latitante, all’amore per Anzelina la contadora, la donna con la quale trascorrerà il tempo che gli è rimasto da vivere…

Evento-28

Roberto Saviano

Bacio feroce

Prezzo: 19,50 euro

Pagine: 400

La paranza dei bambini ha conquistato il potere, controlla le piazze di spaccio a Forcella, ma da sola non può comandare. Per scalzare le vecchie famiglie di Camorra e tenersi il centro storico, Nicolas ’o Maraja deve creare una confederazione con ’o White e la paranza dei Capelloni. Per non trasformarsi da predatori in prede, i bambini devono restare uniti. Ed è tutt’altro che facile. Ogni paranzino, infatti, insegue la sua missione: Nicolas vuole diventare il re della città, ma ha anche un fratello da vendicare; Drago’ porta un cognome potente da onorare; Dentino, pazzo di dolore, è uscito dal gruppo di fuoco e ora vuole eliminare ’o Maraja; Biscottino ha un segreto da custodire per salvarsi la vita; Stavodicendo non è scappato abbastanza lontano; Drone, Pesce Moscio, Tucano, Briato’ e Lollipop sono fedeli a Nicolas, però sognano una paranza tutta loro… Fra contrattazioni, tradimenti, vendette e ritorsioni, le vecchie famiglie li appoggiano per sopravvivere o tentano di ostacolarli – come il Micione che prova a riprendersi le piazze seminando discordia direttamente in seno alle paranze. Una nuova guerra sta per scoppiare? Prosegue il ciclo della Paranza dei bambini e Roberto Saviano torna a raccontare i ragazzi dei nostri giorni feroci, nati in una terra di assassini e assassinati, disillusi dalle promesse di un mondo che non concede niente, tantomeno a loro. Forti di fame. Forti di rabbia. Pronti a dare e ricevere baci che lasciano un sapore di sangue.

Evento-29

Patrick Modiano

Dall’oblio più lontano

Prezzo: 17,50 euro

Pagine: 152

Un ragazzo senza nome conduce una vita provvisoria vendendo vecchi libri nel cuore della rive gauche. Quando incontra Jacqueline riconosce in lei il suo stesso desiderio: fuggire, fuggire da tutto e tutti, forse anche da se stessi. Innamorati, scapperanno nella Londra elettrica dei primi anni Sessanta, finché una notte la donna scompare senza lasciare traccia. Come la protagonista di un sogno ricorrente, Jacqueline ricomparirà solo quindici anni dopo, con un altro nome, un’altra vita… Tra città invernali e remote, abitate da personaggi sfuggenti come la giovinezza, una storia su ciò che abbiamo di piú prezioso: quello che sopravvive al tempo distruttore, e che ci giunge, intatto e misterioso, dall’oblio piú lontano. Parigi, primi anni Sessanta. Un ragazzo senza nome conduce una vita provvisoria, vendendo vecchi libri e alloggiando negli alberghi del quartiere latino. Un giorno, in place Saint-Michel, incontra per puro caso un uomo e una donna, Gérard Van Bever e Jacqueline, apparentemente venuti dal nulla come lui, che vivono di giocate vincenti nei casinò di provincia e di affari poco chiari, risparmiando per il miraggio di una fuga a Maiorca. Il narratore resta subito irretito da Jacqueline, creatura stregata e indifferente, drogata di etere e chiusa in un segreto inaccessibile. Cosí si accompagna alla coppia per qualche tempo, lasciandosi trascinare senza opporre resistenza e sfiorando altri personaggi di quell’orbita misteriosa e malinconica. Poi, dopo che Jacqueline l’ha convinto a rubare del denaro a uno di questi conoscenti, decidono di scappare insieme a Londra, loro due soli. Ma una notte, nella città variopinta e eccitante dove hanno vissuto insieme e lui ha cominciato a scrivere, lei non torna a casa. Di passaggio a Parigi, quindici anni dopo, il narratore diventato scrittore riconosce il suo viso in quello di una donna che ora si chiama Thérèse… Chi era Jacqueline, e chi è diventata? Chi era lui stesso? Che significato ha avuto il loro incontro? Quali meccanismi incomprensibili muovono il ricordo e l’oblio degli umani, isolando in un bagliore senza spiegazione solo alcuni istanti delle nostre vite?

Marco Presta

Accendimi

Prezzo: 18 euro

Pagine: 248

Sacher, Mimose, Millefoglie, Charlotte… La pasticceria di Caterina addolcisce le pene di molti, con le sue maestose cattedrali di zucchero. Ma la prima che avrebbe bisogno di dolcezza è proprio lei, Caterina, che si sente sola anche se la sua vita sentimentale è «intasata come una litoranea in agosto». Giancarlo, il fidanzato, è un commissario di Polizia che non sa infiammarle il cuore, le amiche si ricordano di lei raramente e Vittorio, il fratello, ha il singolare talento di mettersi, e di metterla, nei guai. Finché un giorno Caterina non trova nel retrobottega del negozio una radio, «un modello degli anni Settanta, un cubo arancione con tanto di antenna». Il primo miracolo è che dopo tutti quegli anni funzioni ancora. Il secondo è che la voce che parla da lí dentro parli a lei, a lei e a nessun altro. E dica cose che a poco a poco la conquistano, mettendole a soqquadro la vita. Marco Presta ci racconta da par suo, attraverso una scrittura comica ma alta, controllatissima, la storia di una giovane donna che trova, letteralmente, l’amore nell’aria. E pagina dopo pagina fa un incantesimo alla portata di chi ha la fantasia all’altezza del cuore. Caterina ha una pasticceria. E ha un fidanzato medio, delle amiche medie, una vita media. È insomma serenamente disperata, fa parte del grande fiume d’insoddisfatti che tutti i giorni, da ogni parte del mondo, riceve milioni di affluenti. Poi una voce le parla dalla radio, sembra rivolgersi solo a lei e dice cose bellissime che sono come un terremoto. Nasce a poco a poco un sentimento che assomiglia in maniera preoccupante all’amore, «quello stato tragico e soave in cui riusciamo a sospirare davanti a un passo carrabile».

Joe R. Lansdale

Paradise Sky

Prezzo: 14,50 euro

Pagine: 512

Tra banditi e indiani, saloon e praterie, la leggenda di un cowboy nero che sfida a colpi di Colt il Sud bianco e razzista. Deadwood, territorio del South Dakota. Il posto perfetto per reinventarsi una vita. Soprattutto se, come Nat Love, hai alle calcagna un marito in cerca di vendetta e una mira eccezionale. Soldato e pistolero, Nat sembra destinato alla gloria. Ha tutto quello che un uomo del West può desiderare, compresa la donna dei suoi sogni e il rispetto di leggende come Wild Bill Hickok. Ma nell’America di fine Ottocento, se sei nero come Nat, gli errori del passato non smettono mai di darti la caccia come segugi assetati di sangue. Privato della casa, dell’amore e di tutto ciò che aveva conquistato, a Nat Love non resta che mettersi sulle tracce dei suoi persecutori, pronto all’ultimo, mortale duello.

Giacomo Papi

La compagnia dell’acqua

Prezzo: 18 euro

Pagine: 280

Giacomo Papi inventa una metropoli stramba eppure credibilissima, una Terra rimossa, per raccontarci la paura come scoperta del mondo. Otto ha undici anni e vive nel terrore che possa succedergli qualcosa di brutto: si è inventato una serie di gesti scaramantici, per i quali spesso i compagni di scuola lo prendono in giro. Un giorno, per scherzo, lo buttano in un tombino. Rischia di annegare, ma qualcuno lo salva. Nei canali sepolti di Milano abita infatti una comunità di persone escluse dalla vita in superficie perché inadatte o squinternate. Sono la compagnia dell’acqua, puliscono i fiumi e tengono a bada il lago nero della Malamorte, alimentato dai rifiuti e ribollente di gas. A volte la Malamorte si risveglia: è quello che sta accadendo. Da qualche tempo i suoi miasmi agitano anche la gente di sopra, che è sempre piú spaventata e violenta. Mentre il vecchio capo dei custodi cerca un sistema per ristabilire la normalità, c’è chi progetta di sfruttare il caos per tornare alla luce. Otto sa che il male deve restare nascosto, perché vederlo fa paura. Quel che ancora non sa è che affrontare la paura è l’unico modo per crescere.

Roberto Casate

La lezione del freddo

Prezzo: 18 euro

Pagine: 184

Roberto Casati è un filosofo delle scienze cognitive. Questo mémoire nasce da un lungo soggiorno in una casa nei boschi del New Hampshire. «Volpe, pneumatico, volpe, uccellino, ciaspola, cane. La neve ci parla dell’ordine delle cose. Del prima e del dopo. Si esprime qui tutta la sincerità del mondo: non puoi nascondere il tuo passaggio alla neve». Un filosofo, la sua famiglia e altri animali all’esigente scuola del freddo: ritrovare un sentiero perso nel bianco; leggere Thoreau e Hawthorne; mai e poi mai usare il freno sul ghiaccio; coltivare stalattiti; costruire un pratico igloo davanti a casa, lasciare il cane in macchina senza farlo congelare… Piegare la vita domestica alle intemperie significa imparare ad assecondare la natura invernale del mondo. Senza fuggirla, addestrando la mente e le mani a comprenderla. Perché il freddo non è un nemico, per quanto sia temibile. Il freddo è un grande maestro che rischiamo di perdere per sempre. Roberto Casati, filosofo delle scienze cognitive, è dirigente di ricerca del CNRS presso l’Institut Nicod a Parigi. Ha insegnato in diverse università europee e statunitensi, e collabora regolarmente all’inserto domenicale del «Sole 24 Ore». Tra le sue pubblicazioni, La scoperta dell’ombra e (con Achille Varzi) Semplicità insormontabili sono state tradotte in una decina di lingue. Contro il colonialismo digitale ha suscitato un ampio dibattito sull’uso ragionato delle nuove tecnologie. Per MIT Press sta pubblicando con il neurofisiologo Patrick Cavanagh The Visual World of Shadows , una sintesi di vent’anni di ricerche sulle regole che il sistema visivo usa per costruire oggetti. Nell’inverno 2016 ha attraversato l’Atlantico in barca a vela inaugurando un progetto di ricerca, «Cognition in the Wind», sulla navigazione low tech. Il giorno in cui la famiglia trasloca nel New Hampshire, davanti agli occhi si apre un incanto: la casa è immacolata, le doghe di legno percorse dalle ombre del bosco, il tetto verniciato di un azzurro fiabesco. L’estate caldissima sembra non voler mai terminare, ma le allusioni misteriose nelle conversazioni con i vicini e i colleghi fanno presagire una minaccia. In un batter d’occhio arriva la neve, il grande fiume è già ghiacciato, bisogna attrezzarsi: le bambine e il cane ammirano in silenzio lo spettacolo bianco in cui vivranno per un anno. Tra sputaneve elettrici e cataste di legna, orsi nel giardino e incendi divampati nella canna fumaria, piste di fondo oniriche e impronte calcate nel bianco per essere certi di ritrovare la strada, la grande scoperta è che il gelo può diventare un membro della famiglia, una lente d’ingrandimento, un modo di sentire. L’esperienza quotidiana del freddo è un’avventura estrema, a cui non siamo piú abituati e che potrà sorprenderci come una possente rivelazione.

Evento-30

Kate Atkinson

Tutti i bambini perduti

Prezzo:18,50 euro

Pagine: 432

«Un bambino smarrito è la cosa più brutta che ci sia; uno ritrovato, la cosa più bella del mondo.» 

Lo sa bene Tracy Waterhouse, ex poliziotta ora a capo della sicurezza in un grande centro commerciale di Leeds, una donna dalla condotta irreprensibile fino al giorno in cui, seguendo un impulso a dir poco azzardato, decide di fare un acquisto non proprio legale e di comprare una bambina. Ora ha finalmente qualcuno da amare, ma il gesto istintivo potrebbe costarle tutto ciò che possiede. Da quel momento, la routine della sua vita si trasforma in modo drammatico. Per di più, all’improvviso spunta un certo Jackson Brodie (quel Jackson Brodie, il detective), alla ricerca delle radici di una cliente e di informazioni su una vecchia indagine che Tracy vuole solo dimenticare. Ma la natura umana, si sa, sente il bisogno di trovare la verità, anche se la verità, in questo caso, non fa che rendere ancor più profondo il mistero di ciò che è davvero accaduto. E così, a tutti i personaggi coinvolti in questa tormentata e ilare avventura, che sfiora i nodi più critici dell’essere genitori e dell’essere figli, sarà presto chiaro che il passato non si cancella, e che le buone azioni non restano impunite. Sfaccettati, palpabili, reali, i protagonisti di questo romanzo, che sovverte le regole del genere intrecciando sapientemente fili neri, rosa e gialli in un arazzo complesso e ricchissimo, offrono al lettore una gamma profonda e variegata di vicende umane. Kate Atkinson narra le loro storie con un perfetto equilibrio di humour e sottile tristezza, e le impreziosisce con un virtuosistico florilegio di citazioni letterarie che fanno dell’autrice britannica una delle penne più amate dai lettori e dai suoi colleghi scrittori.

Steinar Bragi

Il silenzio dell’altopiano

Prezzo: 18 euro

Pagine: 288

A bordo di una jeep carica di alcol e provviste, due coppie di Reykjavík si sono lasciate alle spalle la città con le sue tensioni per avventurarsi nel silenzio delle lande desertiche dell’entroterra islandese. Lontani da tutto, dispersi tra distese di pietre battute dal vento e circondati dall’inospitale paesaggio vulcanico, i quattro amici perdono l’orientamento e, dentro una nebbia densa e scura, finiscono per schiantarsi contro una grande casa che, dal nulla, si materializza all’improvviso davanti a loro. I due vecchi abitanti li accolgono per la notte, ma lì fuori si percepisce la presenza quasi fisica di una minaccia. Sono solo le volpi artiche o è qualcosa di più inquietante? E il pericolo è solo all’esterno o anche tra le mura di quell’apparente rifugio, nelle pieghe di un’amicizia che nasconde tensioni irrisolte? Col passare delle ore, l’altopiano si fa cassa di risonanza di ogni loro pensiero, mentre la natura con cui desideravano riconciliarsi all’inizio del viaggio perde rapidamente qualsiasi seduzione e romanticismo, rivelandosi ostile e violenta, uno spazio selvaggio e crudele dove le regole della civiltà non hanno più alcun valore. Avvolti da una foschia che cancella i confini fra terra e cielo, i quattro finiscono in una sorta di limbo fra la vita e la morte, incapaci di contrastare il pericolo che si fa sempre più palpabile intorno a loro spingendoli a tornare continuamente a quella casa misteriosa con i suoi bizzarri inquilini.



I preferiti di settembre

Cari lettori occasionali,

settembre è passato, l’autunno è iniziato e io sono qui a parlarvi delle cose degne di nota successe o utilizzate durante gli scorsi trenta giorni.

Preparatevi al mese di Halloween, perché i prossimi articoli saranno quasi tutti a tema.

Love ya,

G.


Evento

Se avete la card di Mac, in occasione del vostro compleanno potete richiedere mezz’ora di trucco gratis. Io l’ho fatto ed è un’esperienza molto piacevole. Il rischio di spesa compulsiva è piuttosto altro, quindi mettete in conto che almeno uno dei trucchi che useranno su di voi vi rimarrà magicamente incollato alle mani.

Evento-9

Questo mese sono andata al cinema a vedere due film: “Valenian e la città dei mille pianeti” e “Kingsman: il cerchio d’oro”.

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Quest’ultimo è il seguito di “Kingsman: secret service”, un film del 2015 che io e molti altri abbiamo amato così tanto da rimanere piuttosto delusi del suo sequel.

Non che sia brutto, tutt’altro, ma mancano gli elementi di sorpresa e novità che invece abbondavano nel primo episodio e i nuovi personaggi, gli Statesman -ovvero i cugini americani delle spie Kingsman, con nomi in codice ispirati agli alcolici-, non reggono il confronto con i loro antecedenti. Forse avrebbero dovuto caratterizzarli meglio.

E poi non dovevano uccidermi chi mi hanno ucciso. Dubito che potrò mai perdonare la produzione. Inaccettabile.

Risultati immagini per valerian e la città dei mille pianeti

Dunque il podio se lo aggiudica “Valerian”, un film di Luc Besson tratto da una serie di fumetti francese, “Valerian et Laurelin”, molto famosa negli anni Sessanta. A quanto pare, da bambino il regista ne era appassionato e per anni ha rimandato il progetto per riuscire a rendere giustizia al materiale originale con l’utilizzo di una tecnologia più avanzata.

A quanto si evince facendo una ricerca nell’Internet, “Valerian” è stato pesantemente bistrattato dal pubblico e dai critici americani. In quanto a pubblico, io punto sull’ignoranza generale, per quanto riguarda la critica qualcuno grida al gombloddo: gli ammeregani non vogliono che qualcun altro riesca a mettere in piedi un film d’azione, per di più spaziale, bene quanto lo fanno loro.

Purtroppo però “Valerian” è visivamente bellissimo e presenta scelte interessanti mai viste prima (vedi, il mercato pluri-dimensionale), le battaglie sono ben coreografate, il ritmo non annoia ma è l’approccio al film che è completamente diverso da quello americano.

Niente catastrofismi, niente enormi combattimenti pieni di esplosioni, nessun discorso incoraggiante alle truppe, niente protagonisti maschioni coi muscolazzi, niente dobbiamo salvare il mondo, niente attacchi alla terra. Valerian è più una specie di favola mischiata a un accidentato corso prematrimoniale. C’è una gran dose di ironia, una quasi assoluta parità tra i due protagonisti, una vicenda centrale in tono “minore” rispetto a ciò a cui siamo abituati e addirittura del romanticismo d’altri tempi (perché è pur sempre un film francese e insomma, i francesi so’ fissati col sentimentalismo). E poi la parte di Rihanna è davvero figa.

Insomma, mi è sembrato un ottimo prodotto, diverso da ciò a cui siamo abituati, e quando sono uscita dalla sala ho pensato che lo avrei rivisto volentieri, una cosa che non mi succede mai dopo i blockbusteroni americani.

Evento-2

Purtroppo, ho letto meno di quanto avrei voluto ma ho molto amato “Da leggersi all’imbrunire”, di Charles Dickens. Una raccolta di storie di fantasmi ottima soprattutto per il periodo di Halloween.

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Sicuramente Brooklyn 99, che ho iniziato pochi giorni fa e che già amo follemente. Si tratta di una sorta di serie-sitcom para-poliziesca che segue le vite e i casi di una squadra di detective di Brooklyn. Li amo tutti ma Andy Samberg un po’ di più.

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La serie è arrivata alla quinta stagione e su Netflix potete trovare le prime tre.

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Invero, prima di Brooklyn 99 c’è stata Dickensian, una serie della BBC popolata dai personaggi inventati proprio da Dickens. Il motore che mette in moto la vicenda è l’assassinio di Jacob Marley, collega di Ebeneezer Scroodge, che noi conosciamo sotto forma di fantasma in “Il canto di Natale”. La recitazione degli attori è ottima, i personaggi sono cesellati e unici e la mia attenzione è stata catturata dal primo secondo del primo episodio. In particolare, ho amate l’arco narrativo di Amelia Havisham, la stessa Amelia Havisham di Grandi Speranze.

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Impossibile non citare due regali che hanno segnato il mio compleanno:

questa maglietta

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e questo pigiama da unicorno.

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Adoro.

E poi, la moneta di Mad Sweeney fatta a mano da una mia amica. Speriamo che porti altrettanta fortuna!

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Evento-4

 

Sushi.

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Enough said.

 

 


Finalmente è autunno||Book Tag

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Cari lettori occasionali, io amo l’autunno. 

Lo amo nonostante non esista più un autunno vero, divenuto nient’altro che un’umidiccio strascico di estate. (Tranne quest’anno. Quest’anno fa freschino. Freddino. Okay, fa freddo. Ma a me piace così.)

Lo amo nonostante sia il periodo in cui proliferano gli insetti che più odio sulla faccia della terra: cimici e cavallette. (Anche voi le odiate, vero? Perché non può esistere un essere umano che non ne sia infastidito. Mi rifiuto di crederlo!)

Lo amavo nonostante fosse il periodo in cui iniziava la scuola. (Perché in fondo a me iniziare la scuola piaceva!)

Lo amo ora perché finalmente, dopo l’odioso caldo estivo, ci si può mettere addosso un maglione e le ciabatte e si può dormire con addosso una coperta e tutto diventa più bello.

E poi ci sono il mio compleanno e Halloween, due dei miei momenti preferiti dell’anno nonostante quasi non festeggi il primo e il secondo sia essenzialmente una scusa per addobbare tutta la camera di arancione e comprare chincaglierie a tema inutili ma assolutamente imprescindibili.

Ma insomma, perché siamo qui? Perché voglio proporvi la versione scritta di un tag che ho visto nel canale di Erika (thediaryofabibliophile) e che voglio riproporre anche in versione video.

Come avrete intuito dal titolo, si tratta di un tag ispirato all’autunno, e per tutti i motivi di cui sopra non potevo esimermi dal proporvelo. Quindi ecco qua.

Pronti? Via.

1) In autunno l’aria è fresca e croccante: un libro con un’ambientazione molto vivida. 

Se vi dico “Parigi a volo d’uccello”, cosa vi viene in mente? Esatto, Victor Hugo e il suo “Notre Dame de Paris”.

Il romanzo in sé è un capolavoro della letteratura e un’opera che ho amato moltissimo ma il motivo per cui l’ho scelto è che Hugo si prende la briga e il tempo di inserire all’interno della narrazione capitoli interi chiamati appunto “Parigi a volo d’uccello”, che sono lunghissime e dettagliatissime descrizioni di Parigi vista dall’alto. Ora, “Notre Dame de Paris” ha molti altri pregi, ma sfido chiunque a leggerlo e a non percepire quasi sotto le suole ogni singolo ciottolo delle strade della città.

Un altro esempio di romanzo in cui l’ambientazione è molto vivida è senza dubbio “Profumo” di Patrick Süskind.

Qui, è tutto molto più strano, perché il protagonista, Jean Baptiste Grenuille ha il dono di un olfatto straordinario che lui utilizza per capire il mondo intorno a sé. Quindi l’intera narrazione, l’intero mondo di Jean Baptiste, è filtrato attraverso gli odori che emana e per me, che per via di un problema al naso gli odori riesco a sentirli solo a tratti, “Profumo” ha un fascino incredibile.

2) La natura è meravigliosa ma sta anche morendo: un libro meravigliosamente scritto ma che tratti anche di argomenti pesanti, come la perdita o la morte.

Il libro che mi è venuto in mente appena ho letto questa domanda è stato “Sette minuti dopo la mezzanotte”, di Patrick Ness e Siobhan Dowd. Ne ho già scritto una recensione, che potrete leggere cliccando qui.

3) L’autunno segna anche il ritorno a scuola: un libro di non fiction che ti ha insegnato qualcosa.

Non sono una gran lettrice di non-fiction (quindi di saggistica o di biografie o comunque di libri che raccontano storie realmente accadute) perché ne sono parzialmente spaventata, perché ho la convinzione (pregiudizievole, lo so, e dettata da una cronica insicurezza, ma pur sempre presente) di non essere in grado di capire o di affrontare con la dovuta concentrazione il contenuto di questi libri.

Ovviamente ho dovuto leggerne parecchi per l’università, per la tesi e per interessi personali che volevo approfondire, ma qui ve ne cito due, piuttosto leggeri e piacevoli, che mi hanno stupita e in parte aiutata.

Il primo ve lo citai già in un tag precedente e si tratta di “Omicidio a Road Hill House” di Kate Summerscale.

In questo caso, l’autrice sfrutta un fatto di cronaca realmente accaduto, l’omicidio del piccolo Seville Kent ad opera di sua sorella, per raccontare l’ascesa della divisione investigativa della polizia inglese. I primi “detectives”.

Il secondo è “Big magic” di Elizabeth Gilbert.

Ne ho già scritto una recensione, che potrete leggere cliccando qui.

Questo libro, all’apparenza niente più che un manuale di self-help, ha giocato un ruolo fondamentale nei mesi precedenti alla mia decisione di immolare il mio racconto sull’altare dell’editoria. Avevo questo manoscritto finito, bastava apporre qualche correzione e sarebbe stato abbastanza buono da essere preso in considerazione. Forse. Ero indecisa, come al solito mi dicevo che nessuno mi avrebbe presa in considerazione, perché è quello che mi succede sempre. E leggere questo libro mi ha dato una spinta, mi ha fatto capire che invece valeva la pena buttarsi e che dire, è andata bene.

4) Il miglior modo di tenersi caldi è stare con le persone che si amano: una famiglia/casata/gruppo di amici (di finzione) di cui vorresti fare parte.

Niente Harry Potter per me (comunque, entrerei in Serpeverde, la mia gloriosa casa), niente Game of Thrones (dove comunque non tengo per nessuna famiglia in particolare, se non forse i Lannister) e niente campi di allenamento per mezzosangue o distretti, eccetera.

Se dovessi far parte di un “gruppo” letterario, farei parte della sgangheratissima famiglia Hazard, ovvero l’involutissima e genealogicamente complessa stirpe da cui hanno avuto origine le gemelle Nora e Dora Chance, protagoniste di “Figlie sagge” di Angela Carter. 

Poi in verità se facessi davvero parte di quella famiglia, probabilmente sarei figlia di mia cugina e sposerei il mio fratello gemello che in realtà credo essere il garzone del lattaio… but still. Sono una grande, squinternata famiglia e io li adoro.

5) Le coloratissime foglie che si ammucchiano sul terreno: mostra una pila di libri con copertine dai colori autunnali.

Qui mi faccio un po’ autoreferenziale e vi sparo una galleria di foto artistiche ad opera di me medesima.

 

Natura morta con libri o l’artista che cerca di imitare una bookstagrammer americana ma quelle ci hanno i set professionali e sembra non facciano altro nella vita che scattare foto perfette dei loro libri.

6) L’autunno è il momento perfetto per raccontare storie attorno al fuoco: un libro dove qualcuno racconta una storia.

Di getto mi verrebbe da dire “Cuore d’inchiostro”, di Cornelia Funke, ma ponderando un po’ più attentamente la questione sono approdata su altri due libri.

Il primo è nientemeno che “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood. Infatti, il libro è narrato in prima persona da June, la nostra protagonista, che a quanto pare ha inciso la sua storia su delle audiocassette. Quindi, a tutti gli effetti, c’è qualcuno che sta raccontando una storia.

Il secondo è “Dell’amore e di altri demoni” Gabriel Garcia Marquez. Qui la storia raccontata è quella di Sierva Maria De Todos Los Angeles, una ragazzina dai lunghi capelli rossi, rinchiusa in un convento contro la sua volontà e creduta indemoniata e l’occasione è quella del ritrovamento della sua tomba e del suo piccolo scheletro a cui non hanno mai smesso di crescere i capelli. Un romanzo di una bellezza sopraffina, malinconico ma anche graffiante.

7) Le notti sono più buie: un libro noir, oscuro e inquietante.

Sicuramente “L’incubo di Hill House” di Shirley Jackson, parecchio conosciuta qui nell’Internet principalmente per via di “Abbiamo sempre vissuto nel castello”. In entrambi i casi abbiamo un thriller-horror psicologico, che gioca con gli stilemi del genere allo scopo principale di scavare all’interno della mente umana.

Utilizza l’espediente narrativo della casa infestata anche “I custodi di Slade House”, di David Mitchell, lo stesso autore di Cloud Atlas. In questo, gli spettri di due gemelli infestano una casa e la sfruttano per attirare persone e nutrirsi delle anime dei vivi. L’atmosfera è tesa, inquietante e l’ho apprezzato molto.

Il terzo romanzo è il libro per ragazzi più sinistro che abbia mai letto e sto parlando di “Coraline” di Neil Gaiman.

Dubito che abbia bisogno di presentazioni. In ogni caso, si tratta della storia della piccola Coraline, una ragazzina appena trasferita in una nuova casa e che si sente trascurata dai genitori. Un giorno, scopre una porcina e al di là, un mondo bellissimo dove una replica dei suoi genitori la tratta in modo amorevole e le lascia fare tutto quello che vuole. Coraline vorrebbe rimanere lì, in quel mondo perfetto. L’unica cosa che deve fare è scambiare i propri occhi con dei bottoni…

Come scritto nella prefazione del libro stesso, Coraline è in grado di provocare due tipi di reazioni, a seconda del pubblico che lo legge: i ragazzini sono convinti che la protagonista non corra alcun rischio e percepiscono tutto ciò che le accade come prove da superare per vincere, come nel più classico dei viaggi dell’eroe, mentre gli adulti si attiva un ansiogeno senso di allerta perché essi percepiscono e si rendono conto dei pericoli che corre la protagonista e di quanto in effetti sfiori la morte. Consigliato anche il film, sempre estremamente inquietante.

8) Le giornate si fanno più fredde: un libro corto che scalda il cuore.

Per quanto sia una scelta strana, dico “Una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace.

Perché? Perché mi ha fatta sentire meno sola nel mio essere un pochettino (molto) asociale. Tutto qui. Un libro non è solo il suo contenuto ma anche quello che fa provare a un lettore, giusto? E questo è quello che ho provato io. Period.

9) L’autunno fortunatamente torna ogni anno: uno dei tuoi libri preferiti che vorresti tornasse presto.

Questa domanda è un po’ truffaldina e non si capisce bene cosa intenda. Da quanto ho capito io, si riferisce a un libro che ti è piaciuto e vorresti vedere rivisitato in qualche modo oppure ristampato. Io invece la interpreto in un altro modo e la intendo come: un autore che vorresti scrivesse un nuovo libro. Io dico Angela Carter. Quanto vorrei che quella donna potesse scrivere dei giorni nostri. Ne andrebbe pazza, senza dubbio.

10) Condividi la gioia autunnale e tagga qualcuno!

Io passo la patata bollente a:

https://aven90.wordpress.com/

https://millesplendidilibri.wordpress.com/

https://illettorecurioso.com/

https://readsavread.com/

https://nuoviorizzontiblog.wordpress.com/

https://daaltrove.wordpress.com/

https://lalibraia.it/

https://blogleggeretisalva.wordpress.com/

https://giuliaeffe.com/