L’albero delle bugie, di Frances Hardinge

Edito: Mondadori

Pagine: 415

Prezzo: 11, 50 euro

Link: http://amzn.to/2xSTDYE

 

Fin da quando era piccola Faith ha imparato a nascondere dietro le buone maniere la sua intelligenza acuta e ardente: nell’Inghilterra vittoriana questo è ciò che devono fare le brave signorine. Figlia del reverendo Sunderly, esperto studioso di fossili, Faith deve fingere di non essere attratta dai misteri della scienza, di non avere fame di conoscenza, di non sognare la libertà. Tutto cambia dopo la morte del padre: frugando tra oggetti e documenti misteriosi, Faith scopre l’esistenza di un albero incredibile, che si nutre di bugie per dar vita a frutti magici capaci di rivelare segreti. È proprio grazie al potere oscuro di questo albero che Faith fa esplodere il coraggio e la rabbia covati per anni, alla ricerca della verità e del suo posto nel mondo.

Partiamo da un presupposto: non credo sia corretto dare in pasto ai ragazzi, per il semplice motivo che sono -appunto- ragazzi, romanzi scontati e sempliciotti, dalla prosa piatta e banale e popolati di protagonisti insipidi e tristemente privi di sfumature. Per fortuna, questo libro non lo fa.

Al contrario, con una prosa lineare ma ricca e ben costruita, Frances Hardinge racconta una storia di crescita dalle tinte oscure, in cui una protagonista all’apparenza mite e anonima cova nell’animo l’aspirazione di seguire le orme paterne e diventare una naturalista e una scienziata.

Il suo sogno però sembra irrealizzabile, perché diventare naturalista e sceinziata, partecipare a scavi archeologici, viaggiare per il mondo sono tutte cose precluse alle donne nell’Inghilterra di fine Ottocento.

Così l’intelligenza e la curiosità di Faith vengono costantemente ignorate e messa da parte, quasi fossero attributi disdicevoli di cui lei dovrebbe vergognarsi, e ogni suo tentativo di timida affermazione è messo tristemente in ombra dalla presenza del fratellino, ancora ingenuo e per nulla brillante… ma maschio.

Quindi non importa che Faith sia più abile e che mostri un’attitudine alla scienza che il piccolo Howard non possiede: lei è una donna e in quanto tale nient’altro che un peso economico che non darà mai lustro alla famiglia e per questo ciò che ci si aspetta da lei non sono genio e intraprendenza ma mite e devota accondiscendenza.

Almeno, questo è ciò che sbraita il Reverendo Sunderly, padre della protagonista, quando lei afferma e difende la propria intelligenza e il proprio diritto a seguire la sua passione.

Ma io sono intelligente.

È questa rivelazione riguardo al proprio ruolo nel mondo più che la subito successiva morte del padre a segnare la svolta nella narrazione e a dividere nettamente a metà il romanzo.

Nella prima parte, l’atmosfera è tesa, nervosa, asfittica. Faith è un fascio di rabbia repressa, speranza, impotenza. È un’adolescente ancora costretta nei propri abiti da bambina, relegata in un angolo. Una presenza dimenticabile che sente su di sé tutto il peso della propria trascurabilità.

Nella seconda parte, invece, Faith diventa un fantasma vendicativo. Per nutrire e studiare lo strano e inquietante esemplare botanico nascosto dal padre e causa probabile della sua morte, Faith indaga su quello che ritiene un caso di omicidio, mente, manipola, sfrutta, scappa di casa la notte, prende il mare da sola, sfida le proprie paure e i limiti imposti dalla società su di lei e si spinge sempre più avanti fino a mettersi in pericolo.

Ma sono quest’avventura, la sua determinazione, i suoi inganni e le sue manipolazioni, che permettono a Faith può dare prova della propria forza e arguzia, delle proprie capacità, intraprendendo un percorso che la porterà ad uscire da quei vestiti da bambina e da quella devozione all’idea paterna, specchio delle rigide norme sociali.

Voglio essere un cattivo esempio.

Ho davvero apprezzato questo romanzo e due dei motivi sono la costruzione del personaggio di Faith e la coerenza dell’autrice nel narrarlo.

Quante volte un personaggio viene descritto come geniale o malvagio o coraggioso ma si rivela poi un goffo piagnucolone arrogante spesso senza alcun motivo valido per fare quello che fa? Faith invece compie un’evoluzione possibile, rilascia un potenziale che era già dentro di lei e che si manifesta in un’accesa caparbietà e nello sfruttare le proprie risorse piuttosto che in immensi poteri cosmici o in exploit di violenza. E nonostante tutto, nonostante la propria evoluzione, Faith rimane comunque sé stessa.

Anche i personaggi di contorno sono apprezzabili. Tratteggiati con meno attenzione di Faith ma comunque interessanti, apprezzabili (a parte Jeanne, Jeanne doveva morire male) e abbastanza approfonditi da poter legare con loro e capire le loro motivazioni. Un fattore questo che rende il romanzo molto godibile e sostiene il ritmo più disteso della prima parte, creando un solido contesto.

“L’albero delle bugie” è dunque un racconto sulle conseguenze disastrose della disonestà e delle menzogne e sulla loro pericolosità e sulla loro natura contagiosa. “Dai loro una bugia in cui siano disposti a credere”, è questa la regola per nutrire l’albero. Seguendola, nutrendo la gente di bugie -gente prontissima a bersele!- Faith, e suo padre prima di lei, mettono in circolo e vengono schiacciati dal peso dell’entità da loro creata e cresciuta a dismisura, proprio come l’albero che se ne nutre.

Ma è anche un racconto di formazione e di presa di coscienza. Bisogna avere il coraggio di essere ciò che si è, non si può ignorare la propria natura, perché ignorare le proprie passioni provoca più danni che benefici.


Voto:

4,5 2000px-White_Stars_1 su 5: Intrigante


Lo consiglio a:

  • Chi vuole leggere un libro ad alto coefficiente girl power;
  • Agli adolescenti in generale, fascia 13-18 anni;
  • A chi ama i racconti ottocenteschi, con ville a picco sull’oceano e paesani ostili;
  • A chi ama i racconti misteriosi;
  • A tutti, perché sarà un libro per ragazzi ma lo possono leggere anche gli adulti.

 

 

 

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L’ultima sera di Hattie Hoffman, di Mindy Mejia

Una ragazza viene trovata morta in un granaio. Si tratta di Hattie Hoffman, studentessa brillante e aspirante attrice. Qualcuno l’ha pugnalata e le ha deturpato il volto. Lo sceriffo Del indaga sul caso, svelando poco alla volta cosa è accaduto nel corso dell’ultima sera in cui Hattie era ancora in vita ma per farlo dovrà portare alla luce qualcosa che nessuno avrebbe mai sospettato…

 

 

Hattie Hoffman è un’adolescente di campagna che sogna la città. Ha un talento per la recitazione e vuole metterlo a frutto a New York, dove sogna di trasferirsi appena terminata la scuola nonostante la disapprovazione dei suoi, che in ogni caso l’adorano. Nel frattempo, si annoia nel suo paesino di provincia, passa il suo tempo a lavorare come commessa e partecipa alle piccole produzione teatrali delle vicine cittadine.

Quello di Hattie però non è semplice talento né quella di diventare un’attrice è una semplice aspirazione. La recitazione è parte di lei, è penetrata così profondamente che la vera Hattie non viene mai alla luce, perennemente coperta dalle sue maschere. La sua personalità è qualcosa che oscilla e si adatta a chiunque lei si trovi di fronte. Hattie riesce a capire cosa gli altri vogliono da lei e a metterlo in scena, con lo scopo ultimo di riuscire ad ottenere tutto quello che vuole. Approvazione per lo più, amore, ammirazione.

Io ti osservo, sai? Al mattino presto confabuli con Portia, assecondi le sue idee ridicole, le propini una stronzata dopo l’altra. All’ora di pranzo ti lasci mettere le mani addosso da Tommy, arrossisci e ridi come una sciocchina. Non c’è un solo insegnante di cui non cerchi di accattivarti le simpatie, e ognuno di loro è convinto che sceglierai una facoltà legata alla sua materia. Ma la cosa incredibile è che niente di tutto questo ti disturba. Tu dici di recitare e basta, ma è come se ti sbriciolassi in mille pezzi, e appena scopro un nuovo frammento di te, svanisci di nuovo nel nulla, ti trasformi in qualcun altro, in un’intera folla di qualcun altri, e io resto lì a domandarmi se esista veramente una Hattie Hoffman.

Tra ricercare l’approvazione altrui e la manipolazione il passo è breve e Hattie lo compie di slancio, con tutta la sicurezza di una ragazzina che si crede un’adulta e guarda al futuro (che è un futuro prossimo per lo più o quasi immediato, mentre il futuro-futuro le appare come una nebbia rosea di successi e cose bellissime) con la spavalda inconsapevolezza degli adolescenti. Senza pensarci due volte, con una facilità e una freddezza che sfiorano la sociopatia, Hattie diventa la principessa della scuola, la bimba del suo papà, l’amica perfetta, la ragazza ideale di un muscoloso giocatore di football e la femme fatale.

Anche il professor Lund non resiste al fascino di questa ragazza così diversa dai suoi compagni. Lui è un giovane insegnante che si è appena trasferito dalla città alla campagna per seguire la moglie, la quale vuole accudire la coriacea madre malata. Cittadino nel cuore, vegetariano, amante dei libri, a Peter la campagna, per quanto vasta, sta molto stretta. Lui sogna ancora la città, le abitudini che aveva prima di trasferirsi, il teatro, il cinema, i locali…

È la frustrazione che lo fa approdare su Hattie, che come lui sogna di andarsene da quel posto troppo piccolo per lei, troppo poco speciale. In pure stile Henry Quebert, Hattie finisce per diventare l’incarnazione di quello che Peter vuole e che non ha più: la vitalità, la vita cittadina, le attenzioni, l’ammirazione, il sesso, l’entusiasmo, ma soprattutto la spensieratezza.

Perché Peter Lund in fin dei conti è un pusillanime, spaventato dalle responsabilità, oppresso da quella che credere essere una vita pessima, incapace di adattarsi ma allo stesso modo incapace di essere abbastanza risoluto da staccarsi da ciò che è venuto ad odiare. È un esserino così poco volitivo che nonostante sia un adulto che consapevolmente intreccia un rapporto con un’allieva, che tradisce la moglie ed mente alla polizia, è difficile provare qualcos’altro nei suoi confronti se non pietà. Quella pietà che si riserva agli inetti.

Nonostante la sua scarsa fibra morale, Peter riesce comunque a sentirsi in colpa per la propria debolezza e la colpa è decisamente l’elemento cardine della vicenda insieme a ciò che la scatena: il desiderio. O almeno è questa la spiegazione che fornisce Lund stesso (agli altri ma anche a sé stesso) prima della messa in scena di Macbeth, recita in cui Hattie è la stella, Lady Macbeth, “quella che fa scorrere il sangue”.

Si instaura quindi un parallelismo tra la vicenda di Macbeth e quella che vede implicati Hattie e il professor Lund. Hattie è la manipolatrice che tira le fila, che porta le persone a fare cose che in condizioni normali non farebbero. Gli altri sono solo delle pedine, più o meno inermi, da muovere per ottenere ciò che vuole.

L’aspetto migliore di questo romanzo è sicuramente l’ampio spazio dedicato all’introspezione dei personaggi. Tre punti di vista si alternano in uno spietato conto alla rovescia e tengono ancorata l’attenzione del lettore, scoprendo indizi poco alla volta, ricollegando fatti accaduti in modo sottile e intelligente e soprattutto scavando nelle motivazioni dei personaggi.

Ma i narratori si rivelano decisamente inaffidabili. Hattie restituisce il punto di vista di un’adolescente intelligente e scaltra ma necessariamente mancante in esperienza. È risoluta ma troppo fiduciosa e troppo superficiale, affetta da una sorta di complesso di superiorità che le fa credere di essere migliore di tutti gli altri, che nessuno sia alla sua altezza. Che le fa credere di amare e di poter amare solo Peter Lund e che lui, in virtù di questo privilegio, dovrebbe abbandonare tutto.

Peter è un uomo debole e incapace di affrontare la realtà. Ha suscitato in me diverse riflessioni sul cosa lo abbia spinto a credere di essere innamorato (non attratto, proprio innamorato) della ragazza ma ho supposto che si fosse convinto di esserlo in modo tale da avere la coscienza assolta, oppure che lo fosse in quanto desideroso di avere ciò che gli mancava e che lei in qualche modo incarnava.

Infine, lo sceriffo Del, un’interpunzione di razionalità tra i due deliranti punti di vista dei due veri protagonisti della vicenda. Del è un uomo tutto d’un pezzo, che conosceva Hattie da quando era bambina ed è molto amico di suo padre. Vuole scoprire la verità ma non esclude che Hattie potesse avere dei segreti né la assolve né assolve Lund. Del è la voce della ragione, che pur provando tristezza e compassione per la morte della ragazza vuole prima di tutto risolvere il caso. Anche se in effetti si può dire che sia il destino a risolvere tutto, la divina provvidenza.

Anche il lettore, come Del, è spinto a non assolvere le colpe laddove presenti, ma a provare comunque compassione per questi individui che, in qualche modo, consapevolmente o meno, si sono uccisi a vicenda.

In conclusione, ho apprezzato molto questo romanzo che mi ha intrattenuta e mi ha dato anche molto da pensare. Non credevo avrei trovato una così ben gestita introspezione e dei personaggi così bel cesellati nonostante rispondano in parte a degli stereotipi. La  considero la prova che in mano a qualcuno di capace, anche i clichés possono risultare interessanti.

La vicenda “gialla” ha degli alti e bassi, dei ritardi inspiegabili, ma allo stesso tempo mantiene per tutto il tempo una dimensione umana che me l’ha fatta apprezzare. “Non è come nei film” dice il medico legale, “possono passare mesi prima che analizzino il tuo campione.” In realtà, non importa tanto chi abbia ucciso Hattie deturpandole il volto, ma perché. E così le indagini non sono una frenetica corsa contro il tempo ma una lenta presa di coscienza.


Pagelle:

Voto al romanzo:2000px-White_Stars_1 su 5 – Stella nascente

Voto al caso: 2000px-White_Stars_1 su 5 – Alla fine era proprio come pensavo…


Lo consiglio a:

  • Chi ama la narrazione suddivisa in punti di vista;
  • Chi ama le vicende criminose con una buona dose di introspezione psicologica;
  • Chi vuole diventare un’attrice;
  • Chi ha una giovane amante;
  • Chi è sociopatico.

Avevate già letto questo libro? Vi ho incuriositi? Fatemelo sapere con un commento.

Un bacio in fronte,

G.


I preferiti di agosto

 

Cari lettori occasionali,

agosto se n’è andato alla stessa velocità impiegata dai corvi di Westeros per coprire la tratta Eastwatch-by-the-sea – Dragonstone. Tra i dodici e i quindici secondi.

Io però sono qui per fornirvi la mia -poco seria- carrellata di cose belle del mese. Fatemi sapere quali sono le vostre fisse mensili, ché mi divertirei moltissimo a leggerle.

 

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La categoria se l’aggiudica a mani basse la nuova ballata introdotta in Game of Thrones, ovvero quella cantata da Ed Sheeran nel suo funestato cameo: Hands of Gold.

Perché vedete, io sono un’anima antica e se mi fate sentire una ballata dal sapore un po’ malinconico e misterioso è probabile che diventi la mia canzone preferita in tempo zero.

Oltretutto, sono una che si fissa spaventosamente con le canzoni e le riascolto fino a conoscere a memoria anche la terza voce e il coro di archetti in sottofondo per poi stufarmene brutalmente.

Così nel giro di due giorni ho imparato Hands of Gold a memoria ma ancora non mi sono stufata.

Anche voi siete così? Dei consumatori compulsivi senza il minimo senso della misura?

Nel frattempo, vi lascio la versione che mi piace di più qui sotto. Si tratta di una cover di Peter Hollens, che trovate su YouTube.

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Non vi citerò un libro (perché vi arriveranno 3 recensioni a breve), ma una rivista: National Geographic Storica.

Annibale

Da anni questo mensile mi fa l’occhiolino dagli scaffali delle edicole, ma l’ho comprato per la prima volta solo questo mese e principalmente perché non ho resistito al titolone che capeggiava sulla copertina: Annibale. Ovvero, il mio cognome.

(‘Na roba ingombrante. Del tipo che ad ogni ciclo scolastico immancabile mi dovevo sorbire la battutona: “Siccome qui abbiamo un testimone diretto, Annibale, raccontaci delle guerre puniche. Sù, non sarà difficile per te.” Io so tutto delle guerre puniche, mannaggia a voi.)

In ogni caso, non sono rimasta delusa. Mi sono letta tutti gli articoli con la stessa adorazione con cui guardo Superquark e gli speciali di Alberto Angela e mi sono sentita di nuovo quella bambina che adorava leggere manuali di storia e voleva tanto tanto diventare archeologa.

Se anche voi avete avuto la fase “voglio essere archeologo”, fatemelo sapere.

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Vi sareste aspettati Game of Thrones, lo so, ma sono troppo ferita per poterne parlare. Mi sento tradita, quindi mi chiudo in un muto silenzio e medito una recensione più approfondita nella quale cercherò di mantenere la calma e di non sputare troppo veleno sulla Jonerys o su quello che hanno fatto di Arya o su tutte le incongruenze mastodontiche o sulla mamma di D&D e insomma…

Parliamo di Vikings.

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Avevo visto solo la prima stagione, alla remota epoca della sua uscita, ma poi la vita si è frapposta tra me e Travis Fimmel e quindi non ho più continuato. Ho recuperato questo mese, e sono arrivata alla terza stagione.

Mi piace molto come hanno fuso il mito di Ragnarr Loðbrók con una ricostruzione storica accurata. Mi piacciono i personaggi, complessi e umani. Mi piace che il tutto non sia ridotto a un pastone di sesso e violenza. Mi piace che le battaglie non siano enormi ma anzi, spesso somiglino a quelle zuffe sanguinose che dovevano effettivamente essere. Mi piace anche che venga posta la giusta attenzione ai riti e alle usanze dell’epoca.

E poi mi piace lui, Ragnarr, perno di tutto, l’Ulisse dei popoli scandinavi, sopraffatto dalla propria curiosità e sete di conoscenza.

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Questo mese non è che abbia visto granché, ma un film mi sento di citarlo e si tratta de “La casa degli spiriti”, una pellicola del 1993 diretta da Bille August e tratta dal libro omonimo di Isabel Allende.

Si tratta di un buon film ma il suo fascino è quasi esclusivamente dovuto alla bellezza del libro della Allende che, come Marquez, è in grado di imbastire saghe familiare complesse, affascinanti e misteriose, fondendo magia e realtà storica in un intreccio che tiene incollati allo schermo.

Ottimi anche gli attori e le interpretazioni. Meryl Streep è Clara del Valle mentre sua figlia Blanca, una volta cresciuta, è interpretata da Winona Ryder. Esteban Trueba è Jeremy Irons e Pedro, l’amante rivoluzionario di Blanca, è interpretato da Antonio Banderas. In particolare, è notevole Glenn Close nei panni di Zia Férula, un personaggio atipico e profondo.

Evento-3

Il luogo del mese è stato “Bergila“, un posto nei pressi di Issengo, in provincia di Bolzano. Si tratta di una distilleria di oli essenziali a cui si è successivamente aggiunto un giardino biologico.

Ma il motivo per cui ve lo cito non è il profumo di pino che emana la distilleria e neppure il negozio di oli essenziali che ci sta di fianco. No, il motivo principale è questo:

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Un fienile caldo pieno aghi di pino caldi e corteccia di pino calda in cui infilare i piedi. Fa bene alla sinusite e allo spirito.

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Possiedo solo un campioncino, ma questa crema favolosa ti fa diventare la pelle del viso liscia come quella di un bambino. La mia sapienza si ferma qui, ma mi piace. Fossi ricca me la comprerei.

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E questo è tutto, cari e care. Mi fate sapere quali sono stati i vostri preferiti? Se anche voi leggete Storica? Oppure se anche voi da piccoli volevate fare gli archeologi?

Un bacio in fronte a tutti.

G.


Uscite indipendenti di inizio settembre

Cari lettori occasionali,

ecco la seconda parte delle uscite di inizio settembre, questa volta da parte delle case editrici indipendenti.

In questi giorni ho sentito gli echi di una polemica su questo tipo di post, accusati di essere una sorta di pubblicità ingannevole o qualcosa del genere. Insomma, come se noi blogger consigliassimo un ristorante dove non abbiamo mai mangiato.

Ebbene, ovviamente questi libri non li ho letti. Non ho un blog così grande da spingere le case editrici a inviarmi le novità con settimane d’anticipo, quindi non ho neppure mai visto in faccia queste pubblicazioni.

Mi limito a indagare nei cataloghi online, nei siti, nelle newsletter, e faccio una cernita delle cose che io personalmente trovo interessanti, quelle per cui io spenderei i miei soldi, quelle che io leggerei.

Spero sia chiaro.

E ora a voi, ecco le uscite:

La nave di Teseo (1)

unnamedLa conoscenza di sé

Luca Doninelli

Pagine: 224

Prezzo: 17 euro

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Luca Doninelli torna alla narrativa con quattro storie ambientate nella Milano contemporanea, legate dal bisogno delle protagoniste di scoprire la propria identità oltre l’immagine che il mondo (o loro stesse) gli ha costruito attorno. Una ragazza scontenta della sua normalità comincia a immaginare di essere stata un ragazzo poi diventato una ragazza. Un intellettuale in odore di Premio Nobel dopo trent’anni di lontananza va a cercare il suo vecchissimo maestro, un personaggio leggendario che, a differenza di lui, aveva deciso di tagliare tutti i ponti con il mondo. L’incontro avrà esiti imprevedibili. Una ragazzina di dodici anni, che non conosce la vera storia della sua famiglia, incontra un’anziana signora cieca, che viceversa la conosce bene, ma che decide di non rivelargliela, lasciando al lettore qualche indizio per poterla ricostruire. Una ragazza lesbica, che rimane turbata e incuriosita da un ragazzo che si è innamorato di lei, ha una storia di sesso con lui, poi lo abbandona. Ma non riesce a dimenticare il suo sguardo buono e capisce di desiderare quello sguardo sopra ogni altra cosa.

La nave di Teseo (2).png

 Una vita non mia

Olivia Sudjic

Pagine: 470

Prezzo: 18,50 euro

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A ventitré anni Alice Hare – una laurea in filosofia, un padre sparito nel nulla e una madre ossessiva e manipolatrice – lascia l’Inghilterra per tornare a New York, la sua città natale, dove cerca di ricostruire la sua complicata storia familiare concentrandosi sul breve lasso di tempo in cui lei e i suoi genitori hanno vissuto in Giappone: un periodo che, essendo troppo piccola per ricordarlo, si sente libera di inventare. È in questo momento che Alice incrocia Mizuko Himura, un’intrigante scrittrice giapponese la cui vita – vista dall’iPhone – presenta strani parallelismi con la sua.
Dopo un lungo inseguimento sui social network le due donne si incontrano in quella che a Mizuko sembra una circostanza casuale: nell’era della connettività, però, le coincidenze non esistono.
Il loro rapporto infatti si evolverà in un gioco di specchi multimediali dove i confini fra social, fatti e finzione sfumano in un groviglio di bugie e tensioni.
Tra Murakami Haruki, Donna Tartt e Patricia Highsmith, Olivia Sudjic scrive la storia di una delle domande più antiche dell’uomo, quel «da dove veniamo» che fa coincidere la ricerca delle radici con la trama di un futuro.
Una riflessione affascinante sui legami di sangue, le scelte sbagliate e i legami tormentosi che è necessario affrontare per se si vuol vivere da esseri umani in un’era dominata dal digitale.

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9788845426476_0_0_300_75Dopo tanta nebbia

Gabriella Genisi

Pagine: 208

Prezzo: 14 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2iKlKm2

Lolita Lobosco è stata promossa questore e deve trasferirsi a Padova. Ma gli inizi non sono facili: l’ambiente si rivela più intollerante del previsto, la nebbia confonde i pensieri e mortifica i capelli, l’orizzonte d’acqua di Bari è troppo lontano per curare la solitudine.
Anche il lavoro stenta a decollare, e poi, con i nuovi colleghi, proprio non riesce a legare. Solo grazie all’aiuto e ai consigli di Giancarlo Caruso, affascinante vicequestore di origini siciliane, le cose migliorano, mentre un caso di bullismo – la scomparsa, nell’omertà generale, di un ragazzo da uno dei licei più in vista della città del Santo –mette a dura prova il talento investigativo di Lolì. Dopo tanto freddo, intorno e nell’anima, la commissaria più bella del Mediterraneo riesce finalmente a farsi richiamare nella sua amata Puglia, dove pure l’attende un mistero da risolvere: una sensuale arpista è stata massacrata in un appartamento. I sospetti sono tanti, ma c’è uno strano testimone… Alle due estremità della penisola, tra panzerotti e pettole di Natale, la passionale poliziotta barese torna a ricercare la verità, sui luoghi di delitti efferati e nel fondo stropicciato del proprio cuore.

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Jeremy Poldark

Winston Graham

Pagine: 336

Prezzo: 18 euro

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È in questa lugubre congiuntura che Ross viene messo sotto processo, con l’accusa di avere istigato il saccheggio di due navi naufragate, reato per il quale è prevista l’impiccagione. In un clima avvelenato da inimicizie e vecchi rancori, su cui grava la paura che lo spirito sovversivo della Rivoluzione francese possa dilagare anche nel resto d’Europa, il suo caso è delicato e controverso. E il nemico di sempre, George Warleggan, non esita a tramare perché si giunga a una condanna. Intanto, anche il matrimonio con Demelza attraversa un periodo molto critico: i rapporti si sono infatti raffreddati, minati da incertezze e incomprensioni, tanto più che all’orizzonte di Ross ricompare Elizabeth, mai dimenticata e ora più civettuola che mai. Quando la moglie gli rivela di essere di nuovo incinta, nell’animo di Ross si combattono sentimenti contrastanti: il bambino in arrivo offrirà alla coppia l’occasione per riavvicinarsi o li renderà ancora più distanti? E la nascita di Jeremy, che coincide con la decisione di riaprire una delle miniere di rame, quale fase inaugurerà nella vita di Ross? Tra amore e lotte sociali, una nuova appassionante avventura dell’eroe gentiluomo che ha conquistato generazioni di lettori.

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9788869980879_0_0_300_75La ferrovia sotterranea

Colson Whitehead

Pagine: 376

Prezzo: 20 euro

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Vincitore del Premio Pulitzer – Vincitore del National Book Award – Candidato al Man Booker Prize 2017

«La ferrovia sotterranea» è il nome con cui si indica, nella storia degli Stati Uniti, la rete clandestina di militanti antischiavisti che nell’Ottocento aiutava i neri a fuggire dal Sud agli stati liberi del Nord. Nel suo romanzo storico dalle sfumature fantastiche, Colson Whitehead la trasforma in una vera e propria linea ferroviaria operante in segreto, nel sottosuolo, grazie a macchinisti e capistazione abolizionisti. È a bordo di questi treni che Cora, una giovane schiava nera fuggita dagli orrori di una piantagione della Georgia, si imbarca in un arduo viaggio verso la libertà, facendo tappa in vari stati del Sud dove la persecuzione dei neri prende forme diverse e altrettanto raccapriccianti. Aiutata da improbabili alleati e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, riuscirà a guadagnarsi la salvezza? La ferrovia sotterranea è una testimonianza scioccante – e politicamente consapevole – dell’eterna brutalità del razzismo, ma si legge al tempo stesso come un’appassionante storia d’avventura che ha al centro una moderna e tenacissima eroina femminile. Unico romanzo degli ultimi vent’anni a vincere sia il National Book Award che il Premio Pulitzer, è un libro che sembra già destinato a diventare un classico.

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Felici tutti i giorni

Laurie Colwin

Pagine: 248

Prezzo: 16,50 euro

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Immaginate la New York dei film di Woody Allen: le case eleganti dell’Upper West Side, i viali frondosi di Central Park, una borghesia intellettuale benestante e colta; ora immaginatela raccontata non con un occhio impietoso sulle sue turbe e fobie, ma con la voce gioiosa di una scrittrice miracolosamente in grado di mettere in scena una storia d’amore felice senza rinunciare alla profondità di sguardo e alla precisione del ritratto sociale e psicologico. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1978, Felici tutti i giorni è una commedia sentimentale in cui al posto dei cliché romantici c’è un realistico ottimismo: la storia di due amici, Guido e Vincent, innamorati di due ragazze, Holly e Misty, che nel ricambiarli li costringono a misurarsi con le loro personalità: concrete, volitive, intraprendenti, spesso spiazzanti. Sono quattro esseri umani intelligenti e onesti, talentuosi e fortunati: ma anche per loro la felicità non sarà una conquista istantanea, bensì il frutto del quotidiano confronto con la persona amata.

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9788865439135_0_0_300_75Sempre libera

Lorenza Natarella

Pagine: 192

Prezzo: 19 euro

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Maria Callas. La Divina. Un personaggio impossibile da raccontare in modo convenzionale, cheLorenza Natarella affronta con uno stile – biografico, narrativo e visuale – unico e senza precedenti, come la donna la cui vita narra in queste 192 pagine, dal primo all’ultimo giorno, usando una mise en page eclatante, iperbolica ed elegantissima, esaltata da una bicromia nero-rosa deliziosamente glamour. Un libro su una donna senza compromessi, la cui imponente figura si staglia sfacciata su uno sfondo di personaggi di contorno memorabili, da Renata Tebaldi a Luchino Visconti, da Franco Zeffirelli ad Aristotele Onassis, fino a Pier Paolo Pasolini. Una delle dive più grandi di tutti i tempi, di cui ricorre nel 2017 il quarantennale della morte, rivive attraverso le sue boutade rutilanti, il suo genio contorto, il rapporto doloroso con la madre che l’ha fatta e inventata. Una biografia con il respiro di un romanzo.

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page_1_thumb_largeNottetempo

Luca Russo

Pagine: 120

Prezzo: 16,90 euro

Alberto ha passato la vita con le spalle felicemente ricurve sui tasti di un pianoforte o con il corpo e la mente volti a Giulia, la donna solitaria dallo sguardo triste, e dalla grazia ipnotica,che ha amato senza riserve. Dopo la sua morte, Alberto viene inghiottito da un’assenza che si trasforma in un viaggio onirico e surreale nelle stanze della mente. È qui che il bisogno, e allo stesso tempo l’incapacità di suonare ancora, dà forma a una serie d’immagini dove lo spettro dell’arte, insieme a quello della donna, aleggia nelle stanze di musei vuoti, tra le nuvole di cieli lividi, e negli spazi bui di foreste fitte e spettrali, costringendolo a fare i conti con lo smarrimento totale del sé. Luca Russo torna con un’opera ammaliante e di sorprendente forza pittorica, dove il tremore, e lo strazio per ciò che è perduto, anima ogni parola e ogni nota di colore.

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Non dite che non abbiamo niente

Madeleine Thien

Prezzo: 22 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2gmdxA6

Finalista del Man Booker Prize 2016 – Vincitore dello Scotiabank Giller Prize 2016 – Vincitore del Governor General’s Award 2016.

Marie è nata in Cina ma è cresciuta con la madre in Canada. Il padre le ha abbandonate due volte: la prima quando se n’è andato di casa, la seconda quando si è ucciso gettandosi dal nono piano di un grattacielo a Hong Kong. Siamo all’inizio degli anni Novanta, e i fatti della lontana Cina irrompono nella vita di Marie e della madre quando Ai-ming, fuggita dopo il massacro di piazza Tienanmen, bussa alla loro porta. È con il suo aiuto che Marie inizia a ricostruire la storia di suo padre, una storia ricca di idealismo rivoluzionario, di musica e di silenzio, in cui tre musicisti del Conservatorio di Shanghai – il timido e talentuoso compositore Sparrow, il prodigio del violino Zhuli e l’enigmatico pianista Jiang Kai – combattono nella Cina della Rivoluzione culturale per rimanere fedeli l’un l’altro e alla musica, a cui hanno consacrato la propria vita. Dalle affollate sale da tè nei primi giorni della Rivoluzione fino alle manifestazioni del 1989 a Pechino, seguendo le vicende di un misterioso taccuino passato di mano in mano durante gli anni di Mao, Madeleine Thien ha scritto un romanzo doloroso e fiero, che offre una riflessione di vasta portata sul ruolo della politica e dell’arte nella società.

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I Racconti

Marcel Proust

Pagine: 196

Prezzo: 12 euro

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Questa raccolta – curata da Giuseppe Girimonti Greco e Ezio Sinigaglia – contiene una scelta di testi narrativi giovanili di Proust, tratti da I piaceri e i giorni (1896) – il noto esordio del futuro autore della Recherche – a eccezione dell’Indifferente, che l’autore eliminò dalla raccolta e di cui si ignorava l’esistenza fino alla fine degli anni Settanta del Novecento. In questa collezione emergono già con grande nettezza di contorni i temi e i motivi che saranno poi centrali, quando non addirittura ossessivi, nel capolavoro narrativo di Proust.

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Materia prima

Jörg Fauser

Pagine: 248

Prezzo: 16 euro

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Harry Gelb ha sete. Sete di vita, di intensità, di gloria. Una sete inestinguibile. Per placarla viaggia, si droga, beve e, soprattutto, scrive. Va alla ricerca di estasi ed esperienze, ossia della «materia prima» dalla quale trarre i romanzi e le poesie con cui è determinato a entrare nella storia della letteratura. Il fiume in piena dei fermenti europei degli anni Sessanta e Settanta lo sballottola tra Istanbul, Berlino e Francoforte tracciando le spire di una gioiosa catastrofe: un incessante vagabondare tra case occupate, lavori precari, assemblee del movimento studentesco e scalcagnate redazioni letterarie. Sempre a rotta di collo, con come unici porti franchi il bancone di una bettola, l’abbraccio di un amore corsaro, i tasti di una macchina da scrivere. Inseguendo Dostoevskij, Fallada e la Beat Generation, l’«outsider tra gli outsider» Jo?rg Fauser descrive, con uno stile inconfondibile fin dalla prima riga, anno dopo anno, sbronza dopo sbronza, le passioni e i tradimenti di un’intera utopia sociale. Sarcastica anatomia dell’irrequietezza e della dipendenza, “Materia prima” racconta gli slanci e i passi falsi di una picaresca vocazione alla scrittura e alla rivolta.


Come sempre, vi chiedo quale di questi romanzi vi incuriosisce di più! A me… tutti ^^”

XoXo

G.

 

 


#InLibreria!: Uscite di inizio settembre

Cari lettori occasionali,

la pausa estiva significa generalmente poche nuove uscite. Per fortuna, dalla fine di agosto nuovi romanzi iniziano ad approdare tra gli scaffali e io ho qui una selezione per voi. Enjoy.


Salani

L’assassinio di Socrate

Marcus Chicot

Pagine: 736

Prezzo: 19,90 euro

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Le parole del dio Apollo sul suo amico Socrate, il più sapiente di tutti gli uomini, non erano mutate.

“La sua morte sarà violenta…”

Cherefonte iniziò a piangere.

“La sua morte sarà violenta, per mano dell’uomo dallo sguardo chiaro”.

Un gruppo di spartani gli passò accanto, notando con disprezzo le sue lacrime. Lui scrutò uno a uno i loro volti, ma avevano tutti gli occhi scuri. L’ateniese si lasciò alle spalle il tesoro dei Sifni e scese di corsa il ripido pendio della via sacra.

Doveva trovare “l’uomo dallo sguardo più chiaro” prima che uccidesse Socrate.

In che modo questo terribile vaticinio si in­terseca con la condanna a morte da parte del suo stesso padre di un neonato spartano, un bambino dagli occhi quasi trasparenti?

Mentre la guerra tra Atene e Sparta insan­guina la Grecia, i destini di uomini politici, artisti e filosofi si intrecciano a quelli delle persone comuni: soldati che combattono fino allo stremo delle forze, madri che lot­tano per difendere i propri figli, giovani amanti disposti a tutto per difendere il loro amore…

Da un vero maestro del genere, autore dell’Assassinio di Pitagora, un grande thriller adrenalinico, ricco di storie nella Storia, che dipinge un vivido affresco della civiltà greca mescolando con abilità verità e finzione e ci regala personaggi indimenticabili.

 


Garzianti

Bello, elegante e con fede al dito

Andrea Vitali

Pagine: 288

Prezzo: 18,60 euro

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Vista dal treno, la riva orientale del lago di Como è un vero spettacolo: tra una galleria e l’altra appaiono scorci di paesaggio da mozzare il fiato. Ne subisce il fascino Adalberto Casteggi, quarantenne, bello ed elegante oculista con studio a Milano. Si è innamorato del lago andando su e giù in ferrovia per sostituire qualche volta un collega all’ospedale di Bellano. Su quelle sponde ha stabilito ora il suo buen retiro, deliziato anche dalla compagnia di una sua paziente del luogo. Si chiama Rosa Pescegalli. Ha trentasei anni e li porta benissimo. Gestisce una profumeria e ha fatto palpitare parecchi cuori. È bella davvero, ma con gli uomini ha preso un po’ le distanze, dopo una sofferta storia con un fascinoso calciatore del Lecco. Adesso li fa girare come vuole e quando vuole lei, ma niente impegni. Il dottore ne resta imbambolato, e stordito da tanta bellezza dimentica che, come tutte le cose belle, anche questa ha un suo prezzo. Un prezzo che bisognerebbe valutare se è il caso di pagare tutto o no, perché dietro l’oro luccicante del lago, delle montagne e soprattutto dello sguardo magnetico di Rosa (e della sua scollatura), si nascondono vecchi rancori e velenosi desideri di vendetta.

Ci vediamo un giorno di questi

Federica Bosco

Pagine: 320

Prezzo: 16,90 euro

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A volte per far nascere un’amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina, che da quel giorno sono diventate come sorelle. Sorelle che non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Caterina è un vulcano di energia, non conosce cosa sia la paura. Per Ludovica la paura è una parola tatuata a fuoco nella sua vita e sul suo cuore. Nessuno spazio per il rischio, solo scelte sempre uguali. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po’ di responsabilità nei giorni dell’amica dominati dal caos. Un’equazione perfetta. Un’unione senza ombre dall’infanzia alla maturità, attraverso l’adolescenza, fino a giungere a quel punto della vita in cui Ludovica si rende conto che la sua vita è impacchettata e precisa come un trolley della Ryanair, per evitare sorprese al check-in, un muro costruito meticolosamente che la protegge dagli urti della vita: lavoro in banca, fidanzato storico, niente figli, nel tentativo di arginare le onde. Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalle curve del destino. Dalla vita che a volte fortifica, distrugge, cambia. E, inaspettatamente, travolge. Dopo un’esistenza passata da Ludovica a vivere della luce emanata dalla vitalità di Caterina, ora è quest’ultima che ha bisogno di lei. Ora è Caterina a chiederle il regalo più grande. Quello di slacciare le funi che saldano la barca al porto e lasciarsi andare al mare aperto, dove tutto è pericoloso, inatteso, imprevisto. Ma inevitabilmente sorprendente.

 

 


Mondadori

La colonna di fuoco

Ken Follett

Pagine: 912

Prezzo: 27 euro

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Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque. In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso.


Sellerio

Pulvis et umbra

Antonio Manzini

Pagine: 416

Prezzo: 15 euro

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Lei uccisa per errore da chi pensava di colpire Schiavone, quell’Enzo Baiocchi che ritorna ad agitare la mente e i sogni del vicequestore. E mentre Rocco è ancora oggetto di insinuanti sospetti da parte dei vertici della polizia, e reagisce disinteressandosi a ogni attività della questura di Aosta, il cadavere di un transessuale affiora nelle acque della Dora; per prima cosa si procede a perquisire la casa del morto, ed ecco la prima sorpresa: l’appartamento risulta totalmente vuoto, né un mobile, né un vestito, e neanche un foglio di carta, come fosse passato al setaccio fitto. Nessuno dei vicini si è accorto del trasloco, tutti fingono di non sapere; ma cosa c’è dietro la facciata di quella rispettabile palazzina di Aosta che appartiene per intero a un unico inquietante proprietario? Quando anche il giudice Baldi decide di glissare sul caso del transessuale, l’odore dei servizi segreti arriva alle narici di Schiavone più forte di quello dell’erba. Su quel caso che molti vogliono far apparire un omicidio senza importanza Schiavone può fare luce solo ignorando le procedure e agendo a modo suo; ma ha anche altro per la testa, trovare Enzo Baiocchi in fuga per scampare alla vendetta di Sebastiano, una corsa contro il tempo all’inseguimento dell’amico e dell’assassino…


Adelphi

Il club delle vecchie signore

George Simenon

Pagine: 176

Prezzo: 10 euro

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E Simenon, che ormai ci ha preso gusto, si diverte a metterli nelle situazioni più incongrue, a volte francamente comiche: indagando sul «Prigioniero di Lagny» (questo il titolo del primo racconto), per esempio, Émile e un impacciatissimo Torrence si trovano a interrogare un pittore più che sospetto alla presenza di una modella giapponese nuda e languidamente distesa su un divano, e di una stupenda ragazza bruna appena più vestita di lei; Émile, incaricato da una dama dell’alta società di scoprire perché mai un uomo si sia finto una donna pur di frequentare «Il club delle Vecchie Signore»,si fa prendere per il naso da un’adorabile avventuriera con la quale aveva intrecciato un flirt, anni prima, passeggiando per il cimitero di Eyup, a Istanbul; in un bistrot parigino Torrence viene arrestato dai suoi ex colleghi del Quai des Orfèvres che l’accusano di aver tentato di ricattare un famoso scultore… Dopo aver scritto quattordici racconti sulle sue imprese, Simenon metterà in soffitta l’Agenzia O – ma sarà valsa la pena conoscerli, i quattro protagonisti di queste inchieste poliziesche scanzonate e piene di humour.


Marsilio

L’uomo che inseguiva la sua ombra. Millennium, vol. 5

David Lagercrantz

Pagine: 496

Prezzo: 21 euro

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L’aver portato alla luce un intrigo criminale internazionale, mettendo in mano al giornalista investigativo più famoso di Svezia lo scoop del decennio, non è bastato a risparmiare a Lisbeth Salander una breve condanna da scontare in un carcere di massima sicurezza. E così, mentre a Mikael Blomkvist e a Millennium vanno onori e gloria, lei si ritrova a Flodberga insieme alle peggiori delinquenti del paese, anche se la cosa non sembra preoccuparla più di tanto. È in grado di tener testa alle detenute più spietate – in particolare una certa Benito, che pare avere l’intero penitenziario ai suoi piedi, guardie comprese –, e ha altro a cui pensare. Ora che è venuta in possesso di informazioni che potrebbero aggiungere un fondamentale tassello al quadro della sua tortuosa infanzia, vuole vederci chiaro. Con l’aiuto di Mikael, la celebre hacker comincia a indagare su una serie di nominativi di un misterioso elenco che risveglia in lei velati ricordi. In particolare, quello di una donna con una voglia rosso fiammante sul collo. Nella sua inestinguibile sete di giustizia, Lisbeth rischia di riaccendere le forze oscure del suo passato che ora, in nome di un folle e illusorio bene più grande, quasi sembrano aver stretto un’alleanza per darle di nuovo la caccia. Come un drago, quello stesso drago che ha voluto tatuarsi sul corpo, per annientare i suoi avversari Lisbeth è pronta a sputare fiamme e a distruggere il male con il fuoco che brucia dentro tutti quelli che vengono calpestati.


Guanda

Storie ribelli

Luis Sepúlveda

Pagine: 304

Prezzo: 18 euro

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In queste pagine vibranti di passione affiora di continuo il narratore di razza, con i racconti densi e fulminei che da sempre sono la sua cifra distintiva. Il volume si apre con un breve racconto, 11 settembre 1973: E ‘Johny’ prese il fucile, dedicato alla memoria di Oscar Reinaldo Lagos Rios, il più giovane della scorta che quel giorno maledetto restò fino alla fine accanto al presidente Allende nel palazzo della Moneda, e si chiude con il testo scritto a caldo nel giorno della morte di Pinochet. In mezzo i ricordi di una vita avventurosa, le vicende di cui sono protagonisti amici e «maestri» come, tra gli altri, Neruda, Saramago, le storie in cui filtra il suo impegno per la natura e l’ambiente… E su tutto il piacere di narrare.


Longanesi

The Store

James Patterson, Richiard DiLallo

Pagine: 420

Prezzo: 16,40 euro

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E se il mondo immaginato da George Orwell fosse più vicino di quanto pensiamo? Jacob e Megan Brandeis stanno per perdere tutto. A New York non sembra esserci più posto per chi, come loro, vive della propria scrittura. È un mondo che li respinge, costringendoli a una scelta difficile: lasciare ogni cosa e trasferirsi con la famiglia in un villaggio in Nebraska, per intraprendere un nuovo lavoro. Ma non è un posto qualsiasi, né un lavoro qualsiasi. Jacob e Megan diventano parte integrante dell’immenso organismo di The Store. The Store non è solo «un» negozio on line. È «il» negozio on line, dominatore assoluto del mercato… The Store ha tutto e può consegnare tutto, grazie all’utilizzo di droni. The Store riesce addirittura ad anticipare le esigenze dei consumatori. Li conosce bene, anzi troppo bene. The Store è un forziere pieno di desiderabili oggetti, e di terribili segreti… E per tenerli celati The Store è pronto a tutto. James Patterson, l’autore contemporaneo di thriller più letto al mondo, ci rivela il lato oscuro dei tempi che stiamo vivendo. Con un romanzo travolgente e pieno di colpi di scena, disegna una società in cui la supremazia del marketing e i grandi monopoli tecnologici sono a un passo dall’avverare l’incubo del Grande Fratello. Una realtà sempre più inquietante, e sempre più vicina…


Feltrinelli

Diavoli custodi

Erri De Luca, Alessandro Mendini

Prezzo: 14 euro

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Un libro che affianca a trentasei disegni (in bianco e nero e a colori) dell’artista Alessandro Mendini altrettanti racconti di Erri De Luca. Si comincia con un’illustrazione, sulla pagina a sinistra, da cui poi il racconto posto al fianco prende liberamente l’abbrivio (“Qui l’immagine”, scrive De Luca in apertura, “ha la precedenza e da lei ha origine la pagina di destra”), e così si prosegue fino alla fine, dove l’ultimo racconto – sull’indifferenza – ha la forza di far scaturire a propria volta il disegno che chiude il volume. Erri De Luca e Alessandro Mendini, iniziando quasi per gioco e poi via via stabilendo fra loro un dialogo di forme e parole serrato e ricco di senso, tracciano sulla pagina le proprie paure, le tentazioni, le fiere ostinazioni, e tutto un campionario di “mostruosità terrestri”. E dunque, a ben vedere, compongono anche un libro di piccoli eroismi che scandaglia, attraverso percorsi sorprendenti, tutt’altro che logici e prevedibili, il nostro più profondo sentire: facendoci avvertire il fiato dei mostri sbrigliati dietro le spalle e al contempo consegnandoci le chiavi del serraglio dentro cui tenerli a bada. A ispirarli nelle loro opere i disegni di una serie di mostri, alcuni buffi altri minacciosi, tracciati da Pietro, un bambino caro a entrambi.


TimeCrime

Testimone ostile

Rebecca Forster

Pagine: 310

Prezzo: 9, 90 euro

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Hannah Sheraton ha sedici anni quando viene arrestata con l’accusa di aver assassinato un giudice della Corte suprema della California. Se venisse riconosciuta colpevole, la sua vita e quella dei suoi familiari sarebbero distrutte. A sua madre Linda non rimane che chiedere aiuto a una vecchia compagna di college, Josie Bates, importante avvocato penalista ritiratosi dalle grandi scene giudiziarie. Ma il caso di Hannah Sheraton è complesso, inquietante, per alcuni aspetti indecifrabile, e Josie non ha altra scelta che prendersene carico, anche a rischio di ripercorrere una strada che aveva deciso già da tempo di abbandonare. Ma più a fondo Bates scava nel terreno che ha nutrito e fatto crescere il seme della violenza, più chiara diventa in lei la consapevolezza che a condannare intere fette della società a un destino di rassegnazione e ingiustizia sono gli intrighi della politica e le connivenze di chi rappresenta la legge.


Einaudi

Scherzetto

Domenico Starnone

Pagine: 176

Prezzo: 11 euro

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I genitori del piccolo Mario devono partire per un convegno, o forse semplicemente prendersi il tempo per capire se il loro matrimonio è arrivato al capolinea. Perciò il bambino viene lasciato alle cure di un nonno praticamente sconosciuto, un vecchio illustratore, burbero e affaccendato, che vive da molti anni a Milano. Tra quattro mura e un balcone, nell’arco di settantadue ore si svolge questo racconto affilato, il perfido e divertente scontro tra un nonno stanco e distratto e un piccolo gendarme petulante e vitalissimo. Nella partita che si gioca fra loro, tra alleanze, rivalità e giochi non sempre divertenti, è la vita che si specchia in tutte le sue forme: la vita trascorsa e quella in potenza, la vita dura e beffarda di Napoli che riaccoglie l’uomo dopo tanti anni, la vita della casa che sembra risvegliarsi piano piano, piena di echi e di fantasmi. Dopo «Lacci», uno dei maestri della letteratura contemporanea torna a raccontare la durezza dei legami famigliari. E lo fa con un romanzo tesissimo, che ci fa sorridere continuamente ma non ci risparmia la dissezione precisa delle nostre paure, del nostro smarrimento di fronte alla tenacia della vita dentro e dopo di noi.


Piemme

La nuova moglie

Jane Corry

Pagine: 456

Prezzo: 18,50 euro

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È successo molto in fretta per Lily e Ed: si sono conosciuti, innamorati, sposati, tutto nel giro di pochi mesi, e ora che sono tornati a Londra dal loro viaggio di nozze in Italia non ci sono più scuse: è il momento di dare inizio alla vita vera. E Lily è più che decisa a cominciare da zero, a concedersi un nuovo inizio, e a lasciarsi alle spalle tutto ciò che del suo passato ancora la tormenta. Avvocato alle prime armi, è in procinto di affrontare il suo primo vero caso: difendere in appello un uomo già condannato per omicidio. Un uomo nei confronti del quale, per qualche ragione che non vuole svelare neanche a se stessa, Lily comincia ben presto a provare un misto di attrazione e paura… Intanto, nella loro vita domestica, compare la piccola Carla, la figlia della vicina di casa. Una bambina che resta troppo sola e di cui la giovane coppia ama prendersi cura quando la mamma è chissà dove, ma che, come solo i bambini sanno fare, osserva e capisce molte più cose di quante gli adulti possano immaginare. Carla ha solo nove anni, ma ha già capito che i segreti sono una cosa potente. E che possono farle avere tutto ciò che desidera… Il bestseller di Jane Corry, uno dei romanzi più venduti dell’anno in Inghilterra, è una lettura compulsiva, che esplora tutte le sfumature dell’amore, del matrimonio, dell’ambizione e della gelosia. Un thriller da cui è impossibile staccarsi.


DeA

L’inganno

Thomas Cullinan

Pagine: 512

Prezzo: 17 euro

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Quando il soldato nordista John McBurney, gravemente ferito, viene condotto alle porte del Collegio per signorine di Miss Martha Farnsworth, in Virginia, la direttrice accetta di accudirlo in nome della carità cristiana. Ma la presenza del giovane in una casa in cui otto donne vivono isolate da oltre tre anni non può che scatenare intrighi e gelosie. Quando il gioco si spinge troppo in là, John scopre di non essere l’unico in grado di mentire, manipolare, ferire. E mentre la resa dei conti si avvicina, a pagare il prezzo più alto potrebbe essere proprio lui. In un vorticoso alternarsi di voci e punti di vista, Thomas Cullinan mette in scena una storia sensuale, potente e modernissima. Una meditazione in forma romanzesca sull’eterna, sconcertante violenza delle passioni umane.


E allora, a voi quale incuriosisce? A me, “L’inganno“. Vi consiglio anche Starnone, autore di “Lacci“, un libro davvero interessante sul matrimonio e i legami che ci legano alle altre persone.

XoXo

G.


#ICinque: Romanzi giapponesi

Gli autori giapponesi sono spesso materia di venerazione per gli appassionati d’oriente e certamente di fascinazione per chi è più semplicemente incuriosito dalla cultura nipponica.

Tuttavia, come spesso accade, quando si parla di letteratura straniera (specialmente se talmente lontana da noi da rappresentare quasi una letteratura di nicchia) è sempre pronta in agguato la trappola della sineddoche (o metonimia, vabbè): scambiare una parte per il tutto. In questo caso, scambiare Murakami per tutta la produzione letteraria giapponese. Spesso mi capita di sentire frasi di questo genere: «Mi piace molto la letteratura asiatica, ho letto un sacco di Murakami», e ne rimango turbata.

D’accordo, il buon Haruki ha praticamente il proprio scaffale riservato all’interno di ogni libreria italiana e se vuoi trovare qualche altro autore lo devi proprio andare a cercare col lumino, cosicché un cliente medio è indotto a pensare che questo sia tutto ciò che il Giappone ha da offrire, ma voi e io sappiamo che questo non è vero e infatti oggi sono qui per consigliarvi cinque letture (più qualche menzione speciale) provenienti dalla terra del sol levante.

Pronti? Via.

4141t7wa73l-_sx316_bo1204203200_Sotto la foresta di ciliegi in fiore, di Ango Sakaguchi

Marsilio

Pagine: 154

Prezzo: 14 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2wEft1t

I quattro racconti qui presentati, scritti tra il 1938 e il 1952, si collocano a metà strada fra leggenda e allegoria, ma al di là della presenza di esseri soprannaturali e delle convenzioni che permettono di collocarli nel «modo» fantastico di intendere la letteratura, essi condividono una tesi di fondo: la solitudine totale, irrecuperabile dell’uomo. Nel racconto Sotto la foresta di ciliegi in fiore, di questa solitudine si fanno simbolo visibile gli alberi fioriti, bellissimi e misteriosi, capaci di offuscare la mente umana e di ridurla alla disperazione con l’angoscioso silenzio che regna sotto i loro rami. Al fascino inquietante e distruttivo dei ciliegi fa da contrappunto la bellezza assoluta e perversa della donna, la sua familiarità con la morte, l’equazione, subito percepibile, che si viene a creare fra il suo sorriso e il gelo che si stende implacabile sotto gli alberi di ciliegio in pieno rigoglio. Nei quattro racconti, una straordinaria forza immaginativa si mescola con il gusto per il grottesco e il macabro, l’innocenza diviene perversione, la bellezza mostruosità demoniaca, l’annientamento unica possibilità di sollievo alla disperazione.

Un breve romanzo che coniuga bellezza, crudeltà e follia. Vi consiglio di vedere anche il film omonimo, un piccolo capolavoro apparentemente semi-sconosciuto.

41n8ykx7s3l-_sx304_bo1204203200_Le strane avventure di Sherlock Holmes in Giappone, di Dale Furutani

Marcos Y Marcos

Pagine: 256

Prezzo: 15 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2wMuMo4

Per tre anni Sherlock Holmes sparisce dalla scena; in fuga dal cattivo Moriarty, si rifugia in Asia. E che combina il detective irrequieto in quei tre lunghi anni? Se ne sapeva poco o nulla, quando una vecchina bussa alla porta di Furutani e gli dona un cofanetto dai meravigliosi intagli. Dentro ci sono quaderni fitti di scritte: gli appunti del dottor Watanabe, medico giapponese di campagna. In questi appunti difficili da decifrare e un po’ confusi, Watanabe racconta l’incontro più strano della vita, quello con lo straniero bizzarro e affascinante che per un anno ospiterà a casa sua, dividendo con lui molte avventure. Watanabe non conoscerà mai l’identità dello spilungone che tanto lo sconcerta. Sherlock Holmes viaggia in incognito, sotto falso nome. Ma per un anno, con il suo approccio anomalo e geniale, aiuterà il dottor Watanabe, uomo di immenso buon senso e poca fantasia, a risolvere i tanti casi della vita che giungono fatalmente nello studio di un bravo medico di campagna. di sapienze orientali e intuito occidentale, una lettura deliziosa da assaporare goccia a goccia.

Il dottor Watanabe deve ospitare uno strambo ma geniale gaijin venuto da chissà dove. Di questo libro ho già parlato in precedenza e vi lascio la recensione qui. L’ho anche annoverato tra le mie migliori letture del 2016, in uno dei miei primissimi video, che vi lascio qui sotto.

41n2bjc2kexl-_sx322_bo1204203200_Confessions, di Minato Kanae

Giano

Pagine: 270

Prezzo: 14,90 euro

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La rivelazione è di quelle agghiaccianti, soprattutto se a farla è una giovane professoressa che ha da poco perso la sua bambina e ad ascoltarla sono i suoi alunni, la classe alla quale Moriguchi Yuko rivolge un discorso di addio: “La mia Manami non è morta accidentalmente; è stata uccisa da qualcuno di voi”. La figlia dell’insegnante di scienze aveva quattro anni quando, un mese prima della fine dell’anno scolastico alla scuola media, in una cittadina del Giappone, è stata trovata morta nella piscina dell’istituto. A causa di quello che tutti hanno ritenuto un incidente, la madre ha deciso di abbandonare per sempre il suo lavoro. Freddamente, quasi scientificamente definendoli A e B, la professoressa rende identificabili ai compagni i due ragazzi e rivela la sua scoperta di come essi abbiano premeditato e compiuto l’omicidio di una bambina indifesa. Inoltre, con altrettanta freddezza, l’insegnante comunica la sua decisione: non ha intenzione di denunciare i due assassini alla polizia. Ha invece già messo in atto una personale vendetta, atroce e immediata ma escogitata in modo che le devastanti conseguenze si manifestino lentamente, affinché i giovani criminali abbiano il tempo di pentirsi e trascorrere il resto dei loro giorni sopportando il fardello della colpa di cui si sono macchiati. Nelle settimane successive, attraverso un diario, un blog, una lettera, appare in tutta la sua spaventosa portata il perché del gesto compiuto da Nao e Shuya.

Un libro crudo e crudele, che mostra una realtà di alienazione e violenza per noi quasi impensabile ma tuttavia presente nel pacato, rispettoso, formalissimo Giappone. Il marcio in Danimarca, per capirci, il prezzo da pagare per l’ordine. Ne hanno tratto anche un film meraviglioso e sconcertante, che porta lo stesso titolo. 

51msmruibyl-_sx317_bo1204203200_Rashōmon e/o Nel boschetto, di Ryunosuke Akutagawa

Einaudi

Pagine: 267

Prezzo: 18 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2iwqxHD

Il naso, Nel bosco, Rashomon e molti altri racconti, capolavori di melanconia e struggimento giapponesi. Racconti celeberrimi nei quali fluisce il suggestivo immaginario di Akutagawa, popolato da shogun e preti, vagabondi e contadini. Quello di un mondo che osserva con rammarico la decadenza dei valori della tradizione e tenta vanamente di opporsi allo spirito moderno che si stava diffondendo in Giappone.

Da questi due racconti Akira Kurosawa trasse quel capolavoro che è Rashōmon, film del 1950. In esso, il racconto “Rashōmon” fa da cornice alla vicenda, la cui sostanza è ispirata invece a “Nel boschetto”. Se il primo parla di miseria e sopravvivenza, il secondo ricama sulla natura relativa della verità. Due capolavori che dovete recuperare assolutamente.

513njivleol-_sx318_bo1204203200_Japanese Tales of Mystery and Imagination, di Edogawa Ranpo

Pagine: 222

Prezzo: 11,45 euro

Link Amazon: http://amzn.to/2xyJFHU

Dice Amazon:

Japanese Tales of Mystery & Imagination contains nine bloodcurdling tales by the author who is widely regarded as the father of Japanese mystery writing and Japan’s answer to Edgar Allan Poe. The chilling stories in this book present a genre of literature largely unknown to readers outside Japan and combine the quick tempo of Western fiction with the rich fantasy of the East. These spine-tingling tales include the strange story of a quadruple amputee and his perverse wife; the record of a man who creates a mysterious chamber of mirrors and discovers hidden pleasures within; the morbid confessions of a maniac who envisions a career of foolproof “psychological” murders; and the bizarre tale of a chair-maker who buries himself inside an armchair and enjoys the sordid “loves” of the women who sit on his handiwork. Lucid and packed with suspense, the stories of Edogawa Rampo have enthralled Japanese readers for over half a century.

Se guardavate Il detective Conan probabilmente il nome Edogawa vi suona familiare. Ebbene, Edogawa Ranpo, con i suoi racconti gialli, cruenti, misteriori e oscuri, fu l’equivalente di Edgar Allan Poe o di Arthur Conan Doyle per la letteratura giapponese. Un must per gli appassionati del genere. 

Menzioni d’onore:

31mpszjbp8l-_bo1204203200_Vita segreta del signore di Bushū, di Tanizaki Junichiro

Pagine: 158

Prezzo: 8,50 euro

Ambientata nel Giappone del XVI secolo, dilaniato dalle lotte intestine, questa vicenda in apparenza racconta di eserciti, samurai e castelli sotto assedio. Ma dietro tutto questo si nasconde qualche cosa di più e, a poco a poco, viene svelato il segreto accennato nel titolo del romanzo. Il protagonista, fin da ragazzo, aveva scoperto un aspetto occulto di sé, una componente masochista della propria sessualità così spiccata da rivelargli l’esistenza, all’interno del suo cuore, di un pozzo profondo dal cui bordo, “con le mani aggrappate all’orlo, aveva guardato nel fondo buio, rimanendo impaurito dalla vertiginosa profondità” che gli si spalancava davanti. L’episodio scatenante è quello in cui il giovane Terukatsu rimane sconvolto ed eccitato nel vedere una bellissima fanciulla che acconcia il cranio mozzato di un guerriero, secondo una consuetudine tipica del Giappone dei samurai: il sorprendente contrasto fra la chioma corvina del decapitato e il braccio candido della ragazza lo affascinerà al punto da desiderare di essere lui stesso al posto di quel cadavere. Da questo episodio che ha segnato la sua adolescenza si dipana la “tortuosa vita sessuale del nobiluomo”. Tanizaki cita nella prefazione un antico saggio cinese, secondo il quale “è più facile sconfiggere un bandito nascosto in montagna che non il male che è nascosto nel proprio cuore”. Attrazione e repulsione dunque per una fantasia erotica che permea di sé la vita del protagonista fino a diventare un’ossessione e un progetto esistenziale.

«Una delle cose più strane e belle che io abbia mai letto» dice una fonte affidabile interpellata prima della stesura di questa lista di consigli, così ho deciso di inserire anche questo titolo. Tanizaki è stato uno dei più grandi scrittori giapponesi, quindi è giusto che abbia il suo posto nell’elenco.

51f-rab2bnl-_sx324_bo1204203200_Racconti di pioggia e di luna, di Ueda Akinari

Marsilio

Pagine: 210

Prezzo: 15 euro

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Nove storie di fantasmi nelle quali Ueda Akinari riprende spunti cinesi e motivi del folclore, del romanzo e del teatro giapponesi, rielaborandoli in situazioni originali. Elementi che però sono solo parte dell’intuizione poetica e della capacità dell’autore di trasformare queste storie in racconti dove il ricorso al soprannaturale e la paura sono mitigati dalla poesia.

Dei bei racconti di fantasmi in stile nipponico, inquietanti e sottili.

Per chi ama la mitologia:


41-olpmjhtl-_sx328_bo1204203200_Kojiki, racconto di antichi eventi

Marsilio

Pagine: 171

Prezzo: 13 euro

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La storia del Giappone e della famiglia imperiale dalle mitiche origini al VII secolo: la nascita delle isole e delle divinità dei mari, dei monti e degli alberi; i miti e le leggende; le prime poesie d’amore; gli eroi spesso infelici e sconfitti; le storie di uomini solitari senza compromessi; le vicende documentate fino all’epoca in cui è scritto il testo.

A chi è appassionato di mitologia consiglio il Kojiki, romanzo della fondazione del potere imperiale, commissionato affinché certificasse la discendenza divina della stirpe di Yamato, legittimandone così la superiorità. Primo esempio di narrativa nipponica a noi pervenuto, da non perdere se volete leggere delle gesta di Susanoo, dio del vento e delle tempeste, gran burlone e progenitore della sacra stirpe nipponica.

41udeyv1qil-_sx307_bo1204203200_Storia del principe Genji, di Shikibu Murasaki

Einaudi

Pagine: 1430

Prezzo: 28 euro

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Negli ovattati appartamenti del gineceo dell’aristocrazia si svolge la storia delprincipe Genji, luminoso per intelligenza, cultura, bellezza: gli amori delle damedi corte, delle spose, e le lotte per il potere, nel piú importante romanzodella letteratura giapponese classica. Il Giappone dell’epoca Heian (IX-XII secolo): un paese chiuso, isolato dalcontinente asiatico, che contiene un altro paese chiuso, quello dell’aristocraziadi corte, al cui interno si trova il microcosmo delle nyobo, l’elite delle dame.

Nell’epoca Heian le dame di corte si annoiavano, così finirono per inventare i kana (l’alfabeto giapponese) e per comporre lunghi e articolati romanzi. Uno di questi è la storia del principe Genji, una narrazione epica e allo stesso tempo introspettiva. Lunghissimo ma interessante.


Allora, carissimi, conoscevate qualcuno di questi titoli? Vi incuriosiscono? Spero di sì.

Un bacio in fronte,

G.


#TiConsiglioUnaSerie: And then there were none…

Cari lettori,

questo è un post con vaghi spoiler, sempre dedicato agli orfani di Netflix che non sanno proprio più a che serie rivolgersi. Ecco un bell’adattamento, con un ottimo cast e una storia che vi torcerà le budella come la prima volta che avete letto il romanzo.

Fatemi sapere cosa ne pensate, miei adorati, e se avete letto il libro o visto questa serie, o se vi ho incuriositi.

Baci in fronte a tutti,

G.

91puo63akl-_sl1500_Tratto da “Dieci piccoli indiani”, il celeberrimo romanzo di Agatha Christie (che in inglese si intitola, appunto, “And then there where none”), la serie segue la vicenda dei dieci personaggi invitati dai coniugi Owen presso la loro abitazione su un’isola disabitata. Dieci invitati, dieci segreti da nascondere e una inquietante filastrocca appesa in ognuna delle camere, una filastrocca che parla della morte di dieci piccoli indiani…

“And then there where none…” è una miniserie del 2015, prodotta e trasmessa da BBC One in occasione del 125° anniversario della nascita di Agatha Christie. Il cast è stellare. Per dire, il signor Lombard è interpretato da Aidan Turner (Poldark, Lo Hobbit, Being Human…), il giudice Wargrave è Charles Dance (Tywin Lannister, per capirci), il dottor Armstrong è Toby Stephens (figlio di Maggie Smith -la professoressa McGranitt- e interprete, tra le altre cose, del Capitano Flint in Black Sails e di Gustav Graves in La morte può attendere, film della saga di James Bond), Burn Gorman (Pacific Rim, Crimson Peak, anche Il trono di spade e The man in the high castle) nei panni del signor Blore e via dicendo (cast completo qui), per una delle migliori trasposizioni di questo romanzo che io abbia mai visto.

La resa cinematografica è praticamente perfetta. La solitaria villa sull’isola un luogo d’incanto ma anche un prigione dorata e un luogo spettrale, desolato e maledetto come nella migliore tradizione dei racconti di fantasmi. La caratterizzazione dei personaggi è magistrale e il notevole talento degli attori rende la comitiva dei dieci invitati viva e presente. Anche chi compare per poco lascia comunque il segno, nel pieno rispetto del romanzo.

La sceneggiatura si prende alcune libertà e in alcuni (pochi) punte devia dal tracciato originale ma si tratta di aggiunte, più che di cambiamenti veri e propri. Nel complesso, l’adattamento è quanto più vicino e fedele potesse essere all’opera della Christie ma senza rinunciare ad un tocco di contemporaneità che non guasta e anzi si lega alla trama e la impreziosisce.

Un intervento discreto, dunque, che nulla toglie al punto forte della serie: l’atmosfera. “Dieci piccoli indiani” è un romanzo claustrofobico, non tanto nel ritmo della narrazione ma nella certezza del destino che attende i personaggi, la fine inesorabile che si avvicina al ritmo di una filastrocca per bambini. La serie riesce a restituire proprio questo. Costruisce i personaggi, li fa conoscere agli spettatori, lascia che questi vi si affezionino e poi, un po’ alla volta, li svela e li punisce.

Non c’è un attimo di respiro. Poco alla volta gli ospiti iniziano a scivolare nella paranoia o nella disillusione e lo spettatore con loro, diviso tra la volontà di veder mettere in scena la pur celebre, epica conclusione e la speranza che un colpo di scena avvenga e qualcuno si salvi.

Ma perché dovrebbero salvarsi, dopotutto, quando sono colpevoli proprio di essere sfuggiti troppo a lungo dalla giustizia?


P.s: E per finire in bellezza e ricordarvi che sono solo una cialtrona che si da delle arie, eccovi Aidan Turner nei panni del signor Lombard: avventuriero, lingua tagliente, sguardo assassino e, alla bisogna, addominale scolpito. (Cliccate qui, per capire di cosa parlo.)

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E per farvi un’idea più completa basandovi su siti più attendibili del mio, potete dare un’occhiata qui e qui.